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Luna di miele interrotta : gli sposi all’addiaccio in stazione.

Bergamo 24 Febbraio.

In piena luna di miele, e diretta con il marito verso la Francia, la ventiduenne Palmira Vanotti, da Brembilla in quel di Bergamo, ha dovuto lasciare il giovane sposo, che ha proseguito il viaggio da solo, e tornarsene invece al suo paesello in attesa di ricongiungersi con lui più tardi. E tutto ciò per la perdita di una borsetta. Giorni fa il fidanzato giunse dalla Francia, ove è occupato come muratore, recò all’altare la donna del suo cuore e con essa, trascorsi alcuni giorni famiglia, partì per Milano. Sia per l’emozione per il recente imeneo, sia per la poca pratica del viaggiare all’arrivo alla nostra stazione la sposina dimenticò sulla reticella del vagone la borsetta entro la quale aveva, fra l’altro, la carta d’identità ed il passaporto per la Francia.

Ritorno al borgo natio

La coppia, sino ad allora felice, si accorse dello smarrimento mentre stava per salire sul treno per Torino, che dovette lasciar partire per ritornare invece al convoglio appena lasciato e fare ricerche. Ma il treno era già partito alla volta di Brescia. Era sera e, intanto che i dirigenti della stazione provvedevano a telegrafare a Brescia per far rintracciare l’indispensabile borsetta, i due sposini si ricoverarono nella sala d’aspetto,dove, mentre il marito si recava di tanto in tanto dal capostazione per sentire se fosse giunta la buona novella, la consorte sonnecchiava senza riuscire a prendere sonno del tutto.

Alle quattro del mattino nessuna notizia della borsetta si aveva ancora : era scoccata invece l’inesorabile ora della partenza per il marito, il cui arrivo al luogo di destinazione era rigidamente prestabilito.E’ facile capire con quali pianti la sposina lo vide iniziare quel viaggio che avevano sognato di compiere in due. Dopo aver sventolato il fazzoletto bagnato di lagrime, per salutare il convoglio che dileguava con lo sposo, la povera donna dovette recarsi allo sportello per staccare un biglietto con cui ritornare al suo paese, dove dovrà trattenersi in attesa della rinnovazione del passaporto, se prima non si rintraccia la fatal borsetta.

Il lieto fine

Tre giorni dopo una dama della Protezione della giovane che, ispezionando giornalmente la stazione aveva assistito al doloroso distacco dei diletti sposi, scorse da un finestrino del treno Milano – Bordeaux della 19.45, protendersi una mano che agitava a mo’ di segnale una borsetta ed udì pure una voce che chiamava :

– Signora l’ho trovata, l’ho trovata!

Era la Vanotti che si accingeva a raggiungere il marito al di là del confine. Prima che il treno partisse, sporgendosi dal finestrino la giovane racconto di essersi già adattata ad aspettare una quindicina di giorni quando l’arrivo di un plico sbarazzò l’animo suo da ogni tristezza. Un impiegato ferroviario aveva rinvenuto la borsetta dimenticata e, avendo letto sul giornale la notizia del pietoso episodio, si era affrettato cortesemente a mandargliela.

Corriere milanese 24 Febbraio 1932

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