ULTIM'ORA

Ora legale. Tutti pronti?

Sta per arrivare la notte più corta dell’anno. Non perchè le ore di buio siano meno di quelle con la luce, ma perchè mancherà un’ora, quella dalle 2 alle 3  visto il ritorno dell’ora legale, che ci toglierà l’ora in più avuta a fine ottobre. L’ora che ci regalerà pià guiorni di sole e che vedrà l’oscurità arrivare solo dopo le 20,30, quando le giornate saranno lunghe e ci permetterà di ritardare l’uso della luce artificiale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ora_legale

L’ora legale[1][2] è la convenzione di spostare avanti di un’ora le lancette[3] degli orologi di uno Stato per sfruttare meglio l’irradiazione solare durante il periodo estivo.[4]

Di converso, il termine ora solare si riferisce all’orario statale usato durante il periodo invernale, quando esso coincide con quello del meridiano del fuso orario di riferimento, chiamato anche «ora civile convenzionale». Si badi bene tuttavia come tale riferimento valga a livello nazionale, dato che invece l’ora locale sarebbe tecnicamente diversa in ogni punto del globo terrestre, in quanto riferita alla posizione del sole.

Per ragioni politiche, inoltre, in alcuni paesi l’ora solare è di fatto sospesa, e si adotta l’ora legale per tutto l’anno. In molti paesi dunque, si utilizza una terminologia più diretta per designare l’ora legale, ovvero «orario estivo». Una denominazione più precisa perché riferita allo scopo del cambiamento d’orario e quindi slegata dal riferimento alla stagione estiva, è quella di «orario di risparmio della luce diurna» (dall’inglese: daylight saving time, DST).

Nei paesi dell’Unione europea, in Svizzera e in Norvegia l’ora legale inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

Storia

Nelle società antiche e prima della diffusione degli orologi, l’organizzazione delle civiltà agricole non si basava su bioritmi fissi come nelle moderne civiltà industrializzate. I contadini, che costituivano la grande maggioranza della popolazione, si alzavano sempre all’alba seguendone inconsciamente il progressivo anticipo in primavera o ritardo in autunno: nell’impero romano la cosiddetta ora prima era sempre quella che seguiva il sorgere del sole, indipendentemente dall’istante in cui questo evento astronomico si verificasse. Nell’età contemporanea l’espediente dell’ora legale non fa che riprodurre almeno in parte questo antico spostamento dei bioritmi umani a seconda delle stagioni.[5]

Già nel 1784, Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine, pubblicò un’idea sul quotidiano francese Journal de Paris. In queste riflessioni, Franklin si poneva l’obiettivo di risparmiare sulla spesa in candele ma, per la stravaganza delle proposte (come mettere un cannone in ogni via, che spari un colpo per svegliare gli abitanti), non trovarono seguito. Sostanzialmente Franklin non propose di spostare il tempo, bensì di obbligare, esercitando varie forme di pressione (tassazione delle persiane, razionamento candele, divieto di circolazione notturna, ed una sveglia rumorosa all’alba), a forzare la popolazione ad alzarsi ad orari più mattinieri.[6] La proposta di spingere la popolazione ad alzarsi prima modificando il riferimento orario, origina da un lavoro dell’entomologo neozelandese George Vernon Hudson. Nel 1895, egli presentò un documento alla Società Filosofica di Wellington, proponendo uno spostamento in avanti degli orologi di due ore.[7] L’idea venne ripresa pochi anni dopo, dal costruttore britannico William Willett, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Molti paesi imitarono il Regno Unito in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

Vantaggi e svantaggi

Lo scopo dell’ora legale è quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. L’ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente “sprecate” a causa delle abitudini di orario.

Si consideri ad esempio una persona che dorma ogni giorno dalle 23 alle 7: d’estate il sole sorge ben prima delle 7, e quindi utilizzando l’ora legale è possibile sfruttare l’ora di luce dalle 6 alle 7 e ritardare di un’ora l’accensione della luce elettrica alla sera.

Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ogni anno stima il risparmio consentito dall’adozione dell’ora legale. La tabella seguente riporta questi dati per alcuni anni.

Risparmio di energia elettrica mensile ed annuo
AnnoMarzoAprileMaggioGiugnoLuglioAgostoSettembreOttobreTotale GW·h
2016n.d.n.d.n.d.n.d.n.d.n.d.n.d.n.d.573.0[8]
201516.2144.080.531.130.331.970.6147.7552.3[9]
201412.6143.876.929.228.630.779.7148.2549.7[10]
20137.0149.081.031.030.032.081.0158.0569.0[11]
201256.0129.081.034.034.033.085.0161.0613.0[12]
201130.0150.087.035.036.038.086.0185.0647.0[13]
201018.3150.087.035.036.038.685.5194.0644.4[14]
20090.2169.087.034.735.638.085.5193.0643.0[15]
20080.2169.086.734.535.538.085.3197.0646.2[16]
200732.0169.086.034.035.038.085.2164.5643.7[17]
20060.0169.087.034.035.038.085.0197.0645.0[18]
20050.0167.086.034.035.037.084.0197.0640.0[19]
20040.0178.072.027.029.051.085.0167.0609.0[20]
Nota: GRTN prima, e Terna poi, non sembrano avere fornito la metodologia utilizzata per la stima.

Per il periodo compreso tra il 2004 ed il 2012 ha permesso un risparmio di oltre 6 miliardi di kilowattora con una minore spesa pari a novecento milioni di euro. Da notare che per il 2011 il risparmio è stato di 647 milioni di chilowattora[21] a fronte di un fabbisogno energetico totale del paese di 334.640 GWh[22] pari allo 0.19% nel 2011; e di 613 milioni di kWh[21] a fronte di un fabbisogno energetico totale del paese di 328.220 GWh[22] pari di nuovo allo 0.19% nel 2012.

In base a queste considerazioni si avrebbe un analogo risparmio energetico con l’adozione di uno stile di vita che abbia orari “centrati” rispetto al mezzogiorno (cioè dormire dalle 20 alle 4 anziché dalle 23 alle 7), perché si sfrutterebbero così interamente le ore di luce. Su questi argomenti si innescano però considerazioni psicologiche che non sono sotto il controllo dell’amministrazione.

Nei giorni immediatamente successivi al “cambio dell’ora” (ossia al passaggio da ora solare a legale e viceversa), alcune persone lamentano disturbi dovuti all’alterazione del ciclo sonno-veglia[23]. Si tratta dello stesso fenomeno che si riscontra nelle persone che viaggiano in aereo tra paesi separati da diversi fusi orari (il cosiddetto jet lag); in questo caso però l’effetto è minore perché il cambiamento di orario è di una sola ora e molte persone non avvertono alcun disturbo. Una ricerca da parte di svariati cardiologi americani afferma che l’ora di sonno persa il giorno dopo l’entrata in vigore dell’orario estivo incrementa del 25% la probabilità di subire un infarto cardiaco. Questo rischio cade del 21% il giorno in cui l’ora di sonno persa viene recuperata[24] , quindi globalmente il fatto di utilizzare due fusi orari incrementa il rischio del 4% rispetto a chi utilizza un unico fuso orario tutto l’anno.

Da un sondaggio condotto dal Codacons risulta che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all’ora legale. La stessa inchiesta ha tuttavia rilevato che la maggior parte degli intervistati è a favore dell’abolizione dell’ora solare. Questa soluzione comporterebbe l’utilizzo dell’ora legale tutto l’anno, eliminando i fastidi legati al cambio di ora: il problema sarebbe che d’inverno, con meno ore di luce a disposizione, uno slittamento in avanti di alba e tramonto potrebbe fornire sì un’ora di luce in più alla sera, ma anche una in meno ogni mattina, mentre le attività umane continuerebbero a svolgersi con lo stesso orario.[25]

Adozione dell’ora legale

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Ora legale nel mondo.

Europa

Dal 1996 tutti i paesi dell’Unione europea – più la Svizzera e i paesi dell’est Europa – adottano lo stesso calendario per l’ora legale, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. Fino all’ottobre 2011 anche la Russia era agganciata a questo sistema di cambio ora, poi è passata a sperimentare l’ora legale permanente, arrivando infine a ripristinare invece l’ora solare quale orario di riferimento per tutto l’anno (ora solare permanente).[26]

Il protocollo che regolamenta l’ora legale in Europa stabilisce che per i tre fusi orari, Europa occidentale (UTC) Europa centrale (UTC+1) Europa orientale (UTC+2), il cambio dell’ora avvenga l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre allo scoccare delle ore 01:00 UTC, cioè dalle ore 01:00/02:00/03:00 alle ore 02:00/03:00/04:00 in marzo, e viceversa in ottobre. Per i paesi che adottano il fuso orario dell’Europa centrale (UTC+1), quando scattano le ore 2:00 antimeridiane dell’ultima domenica di marzo a Berlino gli orologi vengono spostati avanti di un’ora, cioè l’ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene soppressa. Nel passaggio inverso (che avviene l’ultima domenica di ottobre), quando scattano le ore 3:00 antimeridiane si riporta l’orologio indietro di un’ora, cioè l’ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene ripetuta due volte.

Questi orari sono stati scelti perché sono quelli in cui la circolazione dei treni e degli altri mezzi pubblici è ridotta al minimo e quindi si minimizzano i disallineamenti rispetto agli orari giornalieri programmati. Si noti come l’ora legale scatti contemporaneamente in tutta l’Unione: se il cambio avviene dunque fra le 2 e le 3 nell’Europa centrale, avviene fra l’una e le 2 in Gran Bretagna e in Portogallo, e fra le 3 e le 4 in Grecia.

Italia

In Italia l’ora legale nasce come misura di guerra nel 1916, tramite il decreto legislativo luogotenenziale n. 631 del 25 maggio che andò a modificare il precedente Regio Decreto n.490 del 10 agosto 1893 relativo al meccanismo di calcolo dell’ora in vigore nel paese, rimanendo in uso fino al 1920.

Tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa della Seconda guerra mondiale. In tale occasione si ebbe il periodo di massima durata dell’ora legale: dal 14 giugno del 1940 al 2 novembre 1942. La creazione della Repubblica Sociale comportò per due anni la sfasatura dell’applicazione dell’ora legale fra il Nord e il Sud del paese.[27]Durante l’occupazione jugoslava di Trieste l’esercito titino la vietò per allineare l’orario della città a quello del resto della Jugoslavia[28]. L’ora legale venne adottata definitivamente con la legge 503 del 1965[29], in periodo di crisi energetica.

L’ora legale stabilita da tale legge, applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima domenica di settembre; in quell’anno specifico restò in vigore dal 22 maggio al 24 settembre. Tale durata venne estesa a sei mesi nel 1980 anticipando l’inizio alla prima domenica di aprile e poi dal 1981 all’ultima domenica di marzo. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme al resto dell’Europa quando la fine fu spostata all’ultima domenica di ottobre.

La legge 1144/1966 delegò al Presidente della Repubblica il compito di decidere annualmente inizio e fine dell’ora legale[30] rispettivamente nel periodo 31 marzo-10 giugno e 20 settembre-31 ottobre. Nel 1980 il decreto-legge n. 270 modificò tali periodi anticipando il possibile inizio al 28 marzo[31]. Due anni dopo si anticipò il potenziale periodo di avvio dell’ora legale al 15 marzo[32].

Solo nel 2010 l’Italia con l’art. 22 della legge 96, recependo la direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo (direttiva a firma del presidente N. FONTAINE)[33], fissò l’inizio dell’ora legale alle ore 2:00 del mattino dell’ultima domenica di marzo e il termine alle 3:00 del mattino dell’ultima domenica di ottobre[34], pratica comunque già svolta in Italia fin dal 1996[35].

Svizzera

In Svizzera l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1981. Dal 1996 segue il calendario dell’Unione europea.

Paesi equatoriali[

In generale, i Paesi della fascia tropicale non adottano l’ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l’arco dell’anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un’ora per aggiungere luce alla sera.

Emisfero australe

Nell’emisfero australe, essendo le stagioni invertite rispetto all’emisfero boreale, anche l’ora legale segue un calendario invertito: in Australia è in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato[36], mentre in Brasile si va dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di febbraio.

Altri paesi

In Africa l’ora legale è scarsamente usata e, in paesi come la Tunisia, usata soltanto durante quegli anni in cui il Ramadan cade in periodo di ora legale (come dal 2005 al 2009) per non allungare le giornate di digiuno dei fedeli musulmani. In Russia dal 2011 ad ottobre 2014, a seguito di una decisione presa da Dmitrij Medvedev, è stata adottata per tutto l’anno l’ora legale (ovvero l’orario estivo, cioè con gli orologi posti un’ora avanti rispetto al fuso orario). Da ottobre 2014, dopo l’approvazione di una proposta parlamentare, l’ora legale è stata abolita ed è tornata in vigore l’ora solare per tutto l’anno. La Bielorussia, vista la vicinanza politica alla Russia, ha deciso di adottare il suo stesso sistema orario. In Ucraina inizialmente si è pensato di adottare il sistema russo, ma si è poi preferito mantenere lo stesso sistema dell’Unione Europea.

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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