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Comuni della Bergamasca: Fino del Monte, Onore, Songavazzo

Fino del Monte
comune
Fino del Monte – StemmaFino del Monte – Bandiera
Fino del Monte – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoMatteo Oprandi (lista civicaProgetto per Fino) dall’08/06/2009
Territorio
Coordinate45°53′N 10°02′ECoordinate: 45°53′N 10°02′E (Mappa)
Altitudine662 m s.l.m.
Superficie4,29 km²
Abitanti1 128[1] (31-12-2014)
Densità262,94 ab./km²
Comuni confinantiCastione della Presolana, Onore, Rovetta, Songavazzo
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016099
Cod. catastaleD604
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantifinesi
Patronosant’Andrea Apostolo
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Fino del Monte
Fino del Monte
Fino del Monte – Mappa

Posizione del comune di Fino del Monte nella provincia di Bergamo

Sito istituzionale

Fino del Monte (Fì dol Mùt in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.116 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato tra l’altipiano di Clusone e la Val Borlezza, sulla strada che porta al Passo della Presolana, dista circa 38 chilometri dal capoluogo orobico.

Geografia fisica

Territorio

Clima

Il clima è stato classificato come Cfb secondo Köppen e Geiger. La temperatura media annuale di Fino del Monte è 9.6 °C. La media annuale di piovosità è di 937 mm. Luglio è il mese più caldo dell’anno con una temperatura media di 19.5 °C. La temperatura media in Gennaio, è di -0.5 °C, rappresentando il mese più freddo.

Andamento annuale pluviometrico e delle temperature a Fino del Monte

Storia

Fino del Monte è un piccolo paese che sorge sull’altopiano di Clusone, lungo la provinciale che da questo centro dell’Alta Valle Seriana porta al Passo della Presolana. Arroccato sul ciglione che lo affaccia sulla Valle Borlezza, era anticamente servito dalla strada che da Lovere (paese sulle rive del Lago d’Iseo) saliva faticosamente raggiungendo il paese sull’altopiano. Oggi la situazione viaria è totalmente cambiata poiché la strada provinciale, proveniente da Bergamo, dopo Clusone e Rovetta, attraversa il centro di Fino del Monte. La strada taglia la piazza del paese, dove sorgono da un lato il castello e dall’altro l’antico convento, legati l’uno all’altro nella storia del paese (la leggenda vuole addirittura l’esistenza di un tunnel sotterraneo che colleghi le due costruzioni).

Fino del Monte fu definito in passato “una villetta della Valle Seriana, facente parte del mandamento di Clusone, sito sulla strada che conduce in Val di Scalve, pel giogo detto di Castione, su di un poggio che domina il contiguo villaggio di Rovetta e la sua Pianura”. Le prime notizie riguardanti Fino sono documentate nella “Historia quadripartita” di padre Celestino, vissuto nel dodicesimo secolo, il quale a sua volta fa riferimento ad antichi manoscritti anonimi. Non si sa con sicurezza (fine 1100) l’anno in cui tre nobili fratelli, figli di tale Venturino Da Fin, giunti in Italia con le armate Alemanne (si parla di un Enrico, che sia Enrico VI di Svevia durante il regno del padre Federico Barbarossa ?), si fermarono in loco e sull’impervio argine Nord della Valle Borlezza eressero un castello dominante l’allora unico accesso dalla valle omonima. Alcune parti dell’antica dimora sono ancora oggi visibili nell’attuale piazza Olmo, anticamente denominata del Castello. Il cognome di questi fratelli era Fin e la contrada di cui presero possesso, con beneplacito imperiale, acquistò il loro nome. A questo punto la storia è poco documentata, ma è certo che fino al 1337 tutti gli abitanti del castello e della contrada portarono il nobile cognome dei Da Fin e che solo più tardi, verso la fine del XIV secolo, cominciarono ad apparire nei documenti ritrovati i primi cognomi ancor oggi esistenti a Fino del Monte.

Da un antico documento:

“…nel 1337 gli abitanti cittadini si chiamavano tutti con il cognome Da Fin; …dopo, nel 1400, cresciuto il numero dei cittadini si mutarono anche i cognomi delle famiglie.”

Si ebbero così Angelini da Angelo; Poloni da Appollonio; Bellini da Giovanni detto il bello; Scandella, Persevalli, Pertiche e Ranza. Lentamente la famiglia Da Fin si trapianta in altre città, tanto che oggi il cognome è completamente scomparso.

Sul finire dello stesso XIV secolo e più precisamente nel 1381, Fino del Monte diventò indipendente fregiando il proprio Comune con lo stemma concesso dall’imperatore alemanno Federico Augusto (che sia Federico Il di Svevia?) ai nobili Da Fin (aquila nera in campo dorato) ed ebbe nel contempo la concessione di molti benefici economici (esenzioni da gabelle imperiali ecc.). Seguirono gli anni delle tempestose vicende tra Guelfi e Ghibellini. Sull’altopiano di Clusone queste guerre videro contrapposti i Guelfi dei castelli di Fino e di molti altri comune della Alta Valle Seriana, in particolare di Onore, di Gromo, di Castione, di Gandellino, contro i Ghibellini del potente castello di San Lorenzo appartenente alla famiglia Suardi di Bergamo.

Alterne furono le vicende che imperversarono dal 1373. Padre Ireneo della Croce nel suo manoscritto “Istoria quadripartita di Bergamo” riporta il seguente frammento della relazione storica di Padre Celestino: “Mentre diffondevansi per tutta Italia perniciosi furori delle fazioni Guelfa e Ghibellina che nel territorio di Bergamo apportarono molti vicendevoli danni, fra gli altri che i Ghibellini abbruciassero l’accennato castello Fino con le terre di Torne, Roeta, Honore, Songavario e Cerete Alto e Basso; et i Guelfi per vendicare l’oltraggio, ingrossati il giorno seguente con quelli della Valli di Imania, Brembana ed altri luoghi in numero di tremila e inoltrandosi nelle terre degli avversari con danni e rapine e incendi le rendessero la pariglia”.

In effetti risulta da molti documenti che la coalizione Guelfa legata alla corrente Papale ebbe ripetuti scontri con i Ghibellini legati invece all’Imperatore, finché il 7 ottobre 1403 una grossa schiera di armati guelfi sotto la guida del brembano Merino Olmo, dopo un lungo assedio assalì e rase al suolo il castello ghibellino di San Lorenzo. Con ciò non terminarono le lotte ed i soprusi fino a che, nel 1411, San Bernardino da Siena riuscì a mettere pace fra le fazioni. Cessate le guerre intestine il 2 ottobre 1427 tutto l’altopiano di Clusone e l’intera Valle Seriana, stremati dalle guerre fratricide, passarono volontariamente sotto i vessilli della Serenissima Repubblica Veneta nella speranza di trovare, sotto questo governo, finalmente, un po’ di pace e di benessere. Soltanto sei mesi dopo Venezia riusciva a portare il proprio dominio anche nella città di Bergamo. Con la pace ritrovata cominciarono a fiorire nei paesi dell’Altopiano le opere buone.

Chiese, monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa parrocchiale (dedicata a Sant’Andrea Apostolo)

Visibile nella struttura originaria fino al 1957, venne poi demolita, insieme al campanile, dalla Provincia, per necessità di traffico stradale. Infatti, il vecchio campanile, che era già stato demolito per metà a causa dell’inclinazione che aveva assunto, costituiva un serio pericolo, strozzando la strada a solo 3 metri scarsi. Alla primitiva chiesa, fatta di pietra battuta, con archi di sostegno del tetto a travi scoperte, e che era nella maggior parte coperta di affreschi del quattro e cinquecento, in epoca posteriore, sia per ingrandirla, sia, più verosimilmente, per seguire il giusto del tempo, si volle ornarla di lavori a stucco e farle la volta in muratura. Pertanto, occorrendo altri muri per le lesene e per sostenere gli archi che dovevano proteggere le cappelle e gli altari distribuiti alle due pareti laterali, ne risultò una fabbrica a doppi muri.

L’insieme era veramente riuscito particolarmente artistico ed elegante per il fine lavoro degli stucchi. Ma i realizzatori non si avvidero che, se da un lato facevano una bella chiesa, dall’altro compivano un grosso errore distruggendo dei dipinti tanto preziosi: gli affreschi furono per la maggior parte manomessi senza alcun riguardo. Col susseguirsi delle travagliate vicende storiche legate al paese, la vecchia chiesa col passare degli anni risente del tempo e degli eventi, e nel 1729 per orine dell’autorità civile vengono messe le chiavi alla volta che era pericolante.

Si fa così avanti l’idea di una chiesa più sicura e ampia e nel 1894 don Giovanni Zucchelli (parroco) prospetta la necessità di una nuova chiesa. Volendo dare una chiesa sufficiente alla sua gente e avendo riscontrato un’opposizione decisa, da parte della Provincia, ad un ampliamento di quella esistente, don Zucchelli decide di costruirne una nuova: iniziata nel 1903 e consacrata nel 1911. La vecchia chiesa viene così abbandonata e conosce un graduale degrado, fino a quando si decide di demolirla nel 1957.

Opere presenti:

  • Madonna col bambino, olio su tela 260×160 (Giovan Battista Moroni)
  • Cristo risorto, olio su tela 114×180 (Lorenzo Lotto)
  • Stemma, olio su tavola 38×22
  • La deposizione (Pietà), tela 88×69 (Carlo Ceresa)
  • I misteri del Rosario, olio su tela 30×20 )Ignoto)
  • La madonna del S.Rosario, olio su tela 129×65 (Gabriele Baggi)
  • Martirio di Sant’Andrea, affresco ø 2mt (Ignoto)
  • Affresco (Pietro Brugnetti)
  • Cristo morto, legno scolpito (Angelini)

Chiesa di San Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

A Fino, il 4 giugno 1459 Fra Leone della Misericordia, del terzo ordine di San Francesco, fondò il Consorzio della Misericordia nell’intento di portare aiuto a tutti i discendenti dei Da Fin caduti in povertà, abitanti a Fino e nei limitrofi Comuni. Dotò questo Consorzio di beni e di uno statuto interessantissimo, talché il Consorzio è ancora oggi attivo secondo le antiche regole. Dalle ricerche fatte in loco risulta però che, durante i recenti restauri della Chiesetta di S.Salvatore ad opera del Consorzio della Misericordia (1979), fu ritrovato sul tetto un grosso cippo in pietra sul quale sono scolpite due date.

La prima data è 1481 e con tutta probabilità si riferisce all’anno di costruzione della Chiesetta da parte della Misericordia di Fino del Monte; la seconda è 1615 riferendosi, in base ai documenti depositati presso l’archivio della Misericordia stessa, al primo rifacimento del tetto di copertura della Chiesetta ed alla chiusura della porta esistente al livello del sottotetto (che dava accesso a un piccolo soppalco costruito sopra l’entrata della Chiesa, da cui le Suore assistevano alla Messa non viste dai fedeli sottostanti). È quindi presumibile che la Chiesetta (1481) preesistesse al Monastero (1520). D’altro canto la stessa proprietà della Chiesetta che risulta essere sempre stata della Misericordia, conforta questa fondata supposizione. La storia delle Monache di Clausura di Fino del Monte non finì però del tutto con il loro trasferimento perché, alcune decine di anni dopo, esse dovettero affrontare una causa legale contro il Consorzio della Misericordia, che a loro dire si era appropriato di alcuni beni legati alla celebrazione di una Messa perpetua presso la Chiesetta di S.Salvatore.

La Chiesetta annessa al Convento quattrocentesco delle Monache Terziarie è stata rimaneggiata nel ‘600-‘700, con modanature e tondi con il volto ribassato. Pure la facciata è stata toccata per introdurvi una finestra rettangolare. Con un restauro è stato rimesso alla luce, recentemente, un arco a sesto acuto posto sopra l’architrave all’interno del quale vi è un affresco purtroppo molto rovinato: è la sinopia di un affresco che raffigura la trasfigurazione. La struttura è dotata di un campaniletto in ceppo; sotto la cornice della cella campanaria è posta la data 1515. In questa chiesetta, secondo una pergamena dell’Archivio della Curia Vescovile, è avvenuto un miracolo: pare infatti che siano scese alcune gocce di sangue dall’ostia, durante la celebrazione della Messa.

Opere presenti:

  • Trasfigurazione (Enea Salmeggia)

Chiesetta di San Giovanni Bosco (in località Poerza – parrocchia di Fino del Monte)

Costruita attorno al 1930 dal parroco don Cavagna. Preceduta da un breve portichetto aperto sulla fronte con tre archetti a sesto acuto. Le pareti sono decorate. Nel presbiterio due affreschi raffiguranti San Maurizio e Santa Marcellina, opera di Gabriele Baggi (1939). N.4 Porta Palme in legno scolpito (cm.27) – secolo XVII.

Il convento – antico monastero

“Fondato avanti l’anno 1520 da donna Caterina, figlia dei Nobile Signor Giovanni fu Simeone Da Fin, cittadino di Bergamo, la quale prese l’abito del 31 Ordine, col nome di Suor Arcangela e, congregate altre sorelle col medesimo abito, vivendo in una casa, in congregazione con autorità pontificia, fece edificare la Chiesa sotto il titolo ed indicazione di S. Salvatore, vivendo esse suo re con il titolo di Monache di S.Chiara. Il 26 maggio 1520, detto Sig. Giovanni di Fino, padre di detta Suor Arcangela, in rinunciatione (sic) dei benefici avuti in vita dalla figliola … le fece donazione di una casa contigua alla detta Chiesa, la quale fu, poi, annessa a quel piccolo convento … Nell’anno 1575 San Carlo Borromeo, parendogli che detto convento delle Monache di Fino, fosse segretato dal consorzio delle genti e troppo sottoposto, perciò, alle ingiurie degli uomini scellerati, decretò di levarle e unirle con le monache di Lovere e… dietro supplica delle medesime Monache di Fino, in data 19 gennaio 1576, furono unite a quelle di Clusone”.

Il fabbricato si sviluppa lungo il perimetro del cortile con il caratteristico chiostro degli antichi conventi. È senza dubbio un buon esempio di architettura, ma non raro nelle nostre zone. Sui due lati dei cortile si affaccia il porticato con arcate in mattoni e colonne in Sarnico, il cui grazioso capitello riporta tipici ornamenti del ‘400. Al piano superiore vi è il loggiato, che ripete in scala ridotta il motivo precedente. La struttura originaria è tuttora ben visibile, anche se superfetazioni ne hanno rovinato l’armonia. Al cortile si accede mediante bel portale in pietra di gusto romanico, il cui motivo ricorda quello delle chiese antiche di Clusone (Sant’Anna e San Defendente), con architrave sostenute da mensole sagomate. Sopra l’architrave vi è uno sfondato con arco a sesto acuto delimitato da un contorno di pietra sopra il quale vi è dipinto un affresco dei ‘400.

Per maggiori informazioni vedi “L’antico Monastero di Fino del Monte” di Elisabetta Oprandi.

Il Castello

Attualmente ad uso residenza, fu il castello realizzato dalla famiglia Da Fin nel XII secolo.

L’alto porticato, con arcate poggianti su massicce colonne in pietra arenaria che sostengono i due piani fuori terra dell’edificio, è la parte più antica dell’edificio. Il portale esistente, dal quale ci si affaccia sul cortile, dava accesso alle stalle ed alle scuderie del castello. È ancora possibile vedere i resti di una torre (attualmente ad uso residenziale) appartenente a quello che era il castello medievale.

Abitazioni signorili (1928-1930)

All’entrata del paese ci sono due abitazioni signorili caratteristiche costruite all’inizio del XX secolo. Sono interamente in pietra squadrata, con numerosi affreschi in prossimità delle finestre e sotto i portici

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 20047 giugno 2009Marco Oprandilista civicaSindaco
8 giugno 2009in caricaMatteo Oprandilista civica “Progetto per Fino”Sindaco

http://www.comune.finodelmonte.gov.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx  sito istituzionale

Onore
comune
Onore – StemmaOnore – Bandiera
Onore – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoAngela Schiavi (lista civica Con Onore) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate45°53′N 10°01′ECoordinate: 45°53′N 10°01′E (Mappa)
Altitudine700 m s.l.m.
Superficie11,78 km²
Abitanti835[1] (31-12-2010)
Densità70,88 ab./km²
FrazioniBrugai, Ombregno, Poerza
Comuni confinantiCastione della Presolana, Fino del Monte, Songavazzo
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016149
Cod. catastaleG075
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantionoresi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Onore
Onore
Onore – Mappa

Posizione del comune di Onore nella provincia di Bergamo

Onore (Lanùr in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 841 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato tra l’altopiano di Clusone e la Val Borlezza, precisamente all’imbocco della piccola Val Righenzolo, dista circa 41 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico.

Geografia fisica

Territorio

Onore è situato ai piedi di una scarpata naturale ad una altezza compresa tra i 636 metri e i 1.429 m s.l.m.
Si trova in vicinanza della sponda sinistra del torrente Gera. Confina a nord con la strada che percorre la valle di Tede, a nord-est con il monte Pora, da est a sud – est col torrente Righenzolo, a sud con l’altopiano di Falecchio, ad ovest con il torrente Gera, a nord-ovest dalle frazioni di Poerza, Ombregno e Brugai.

Ad esclusione della piana, il territorio è molto movimentato, pur non presentando rilievi e massicci di notevole rilevanza.
Ricordiamo in particolare alcuni rilievi:

  • monte Cornet (m 1.429);
  • punta Vallevrina (m 1.401);
  • cima di Campo (m 1.365);
  • altipiano Pù (m 841);
  • altipiano di Falecchio (m 904).

Storia

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Lombardia.
Le origini del nome
Anche il nome Onore deriva dall’attività laniera, che in latino veniva espressa con il vocabolo lanorium, volgarizzato in Lanore e poi traslato in Lonore, fino all’attuale Onore. Altre ipotesi più recenti dicono che la parola derivi dal tipo di albero che lo popolò nell’antichità: alnus (ontano); oppure da Honore (complesso dei diritti del feudatario).

Il paese ha origini molto antiche, risalenti addirittura al periodo romano, epoca in cui il nucleo abitativo era però molto ridotto.

Per aspettare che il borgo assumesse le caratteristiche di un vero e proprio paese bisogna aspettare il medioevo, periodo in cui cominciò ad acquisire una discreta importanza, soprattutto per il commercio della lana.

Gli abitanti infatti erano ottimi allevatori, e con i loro greggi rifornivano di materia prima i commercianti che giungevano fin quassù per un tipo di lana considerata di ottima fattura.

Nei musei Vaticani e nella Galleria delle Carte Geografiche, è indicato con il nome di Honore.

Sempre in epoca medievale, le cronache ci raccontano che il paese si dotò di una fortificazione, della quale ora non vi sono più tracce.

Erano anni in cui le lotte tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini insanguinavano gran parte della provincia bergamasco, ed anche Onore non ne fu esente.

A tal proposito le memorie del tempo riferiscono che il livello di maggior recrudescenza degli scontri si ebbe nel 1378, quando l’intero paese, di fazione guelfa unitamente al vicino borgo di Songavazzo, fu messo a ferro e fuoco dai ghibellini.[4]

Soltanto con l’avvento della Serenissima il paese visse un’epoca di grande tranquillità e prosperità sociale, rilanciandosi anche a livello economico e dotandosi di un proprio statuto comunale, redatto nel 1417.

I periodi successivi hanno interessato soltanto marginalmente il borgo di Onore, che ha seguito gli avvenimenti del resto della provincia orobica, mantenendo un’anima prevalentemente rurale.

Durante il fascismo ad Onore venne affiancato il comune di Castione della Presolana e gli venne tolta la sua autonomia amministrativa. Nel 1958 venne finalmente ricostituita l’autonomia onorese grazie al decreto del Presidente della Repubblica.

Soltanto nel corso del XX secolo si è verificato un notevole incremento delle presenze turistiche, che ha portato un miglioramento economico ed uno sviluppo edilizio senza precedenti, riuscendo ad arginare lo spopolamento che avanzava da parecchi decenni.

Nello stemma riecheggia la storia del paesino: in alto troviamo i fusi utilizzati per la filatura della lana, in basso vi è un bosco di abeti e una piccola pecoretta che ricorda il passato fiorente dell’economia del paese.

È gemellato con Garriguella, piccolo paese della Catalogna (Spagna).

Monumenti e luoghi d’interesse

Oltre alle bellezze naturalistiche, di cui Onore è ricchissimo e che permettono un gran numero di escursioni adatte a tutte le esigenze, merita menzione la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta.

Edificata nel corso del XIV secolo su una piccola collinetta posta all’ingresso del paese, sulle rovine di un precedente edificio di culto pagano. Ricostruita nel 1721 su progetto di Andrea Fantoni, e ristrutturata nuovamente nel 1909 da Elia Fornoni, custodisce alcuni affreschi antichi di buon pregio, tra i quali spiccano la Madonna con i Santi Narno, Sebastiano e Rocco ed i Misteri del Rosario di Domenico Carpinoni, l’Adorazione dei Magi di Antonio Cifrondi e lo Sposalizio di Santa Caterina di Lattanzio Querena.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[5]

Economia

L’economia onorese è basata soprattutto sul Turismo estivo, grazie ai bellissimi paesaggi che offre la natura, e a quello invernale, grazie alla pista di sci di fondo in paese e ai vicini impianti di risalita “Presolana” e “Monte Pora”. Le basi del turismo onorese nascono da attività commerciali ben organizzate e alle strutture pararicettive. in questi ultimi anni il comune di Onore si è attrezzato per ospitare numerose attrezzature sportive sul suo suolo.

Ricordiamo specialmente il campetto di calcio a 11 con tribune coperte, ospitato dal centro sportivo comunale e il campetto a 7 ospitato dal territorio ecclesiastico; il centro sportivo inoltre ospita 2 campi da tennis in terra rossa, 2 campi da bocce al coperto, campi per pallacanestro, pallavolo, calcetto; sotto la zona chiamata “dei corni” è presente la palestra naturale d’arrampicata libera e il Parco Avventura su roccia[4], il parco pubblico molto curato, il Campeggio Don Bosco, la palestra ospitata dalla scuola elementare, la pista di sci da fondo e vicino ad essa il percorso vita, il percorso orienteering, la biblioteca e altre numerose attrazioni, sportive e non, accolte dal paese.

Importante associazione del paese di Onore è l’Unione Sportiva Onore, conosciuta come USO.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 20047 giugno 2009Gianpietro Schiavilista civicaSindaco
8 giugno 200926 maggio 2014Gianpietro Schiavilista civica “Insieme per la gente di Onore”SindacoUnica lista presentatasi alle elezioni comunali
26 maggio 2014in caricaAngela Schiavilista civica “Con Onore”SindacoUnica lista presentatasi alle elezioni comunali

http://www.comune.onore.gov.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx  sito istituzionale

Songavazzo
comune
Songavazzo – StemmaSongavazzo – Bandiera
Songavazzo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoGiuliano Covelli (lista civicaIdeale comune Songavazzo) dall’8/06/2009
Territorio
Coordinate45°53′N 9°59′ECoordinate: 45°53′N 9°59′E (Mappa)
Altitudine640 m s.l.m.
Superficie12,94 km²
Abitanti727[1] (31-12-2010)
Densità56,18 ab./km²
Comuni confinantiBossico, Castione della Presolana, Cerete, Costa Volpino, Fino del Monte, Onore, Rogno, Rovetta
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016201
Cod. catastaleI830
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantisongavazzesi
Patronosan Bartolomeo apostolo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Songavazzo
Songavazzo
Songavazzo – Mappa

Posizione del comune di Songavazzo nella provincia di Bergamo

Songavazzo (Songaàss in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 708 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato tra l’altopiano di Clusone e la val Borlezza, dista circa 40 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico.

Geografia fisica

Territorio

Posto a nord dell’Altopiano di Clusone, a sinistra del torrente Valleggia ed alla base del monte Falecchio, Songavazzo appare come un disteso terrazzo sull’Agro sottostante ed è oggi meta di villeggiatura da parte di un numero sempre crescente di villeggianti. Anche grazie alla sua estensione, il territorio è ricco di prati e boschi e meta di trekking, escursioni o semplici passeggiate. Fra le aree naturali più caratteristiche spiccano quella di Falecchio, parte integrante del Parco del Monte Varro, caratterizzato da verdi pianori e abetaie, la zona di Camasone, le piacevoli vallette di Frucc e di Trebes, o quella delle Malghe Ramello e Valmezzana, ormai prossime alle alture del Monte Pora. Da percorrere anche la zona dell’agro songavazzese, adatto al turista che desideri praticare la mountain bike, e solcato da bei percorsi di collegamento alla Val Borlezza

Storia[

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Lombardia.

L’origine del borgo risale al periodo medievale, come si evince dall’impianto urbanistico che il paese ha conservato.

È infatti di quel periodo, e precisamente del 1294, il primo documento che attesta l’esistenza di Summus Gavatio, così denominato in quanto situato poco più in alto (summus) rispetto al più antico e importante borgo di Gavazzo, ora ridotto a poche cascine, che si trovava un tempo nei campi al di sotto del paese attuale.

Erano anni in cui le lotte tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini insanguinavano gran parte della provincia bergamasca, ed anche Songavazzo non ne fu esente. A tal proposito le memorie del tempo riferiscono che il livello di maggior recrudescenza degli scontri si ebbe nel 1378, quando l’intero paese, di fazione guelfa unitamente al vicino borgo di Onore, fu messo a ferro e fuoco dai ghibellini.

Soltanto con l’avvento della Serenissima il paese visse un’epoca di grande tranquillità e prosperità sociale, rilanciandosi anche a livello economico.

In epoca recente, nella seconda metà del XX secolo, Songavazzo è stato caratterizzato da un grande incremento del turismo, che ha portato un conseguente sviluppo edilizio, volto però alla conservazione del caratteristico borgo storico. In questo si possono ancora notare i loggiati che contraddistinguono il paese.

Monumenti e luoghi d’interesse

Songavazzo ha sul proprio territorio i seguenti luoghi d’interesse:

  • la chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo: risalente al XVIII secolo custodisce opere scultoree di Andrea Fantoni, originario della vicina Rovetta, ed è dotata di un loggiato esterno con numerosi archi;
  • il ponte in cemento armato sul torrente Valeggia che, costruito nel 1911, rappresenta il primo ponte in cemento armato a struttura leggera costruito in Europa;
  • la cappella dell’Addolorata, opera scultorea eseguita da Giovanni Maria Benzoni, nativo del paese;
  • Cà di Léber[4], piccola baita ai piedi del Monte Falecchio, una casa della lettura ispirata al bookcrossing.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[5]

Cultura

Eventi e manifestazioni

Oltre a numerose iniziative culturali e ricreative che si sviluppano nel corso dell’anno, fra le più importanti manifestazioni songavazzesi dobbiamo ricordare l’annuale Festa degli Alpini con la gara podistica Trofeo Penne Nere, la Festa in Malga, vera e propria celebrazione delle attività agresti di montagna, la Festa delle Associazioni, la Settimana dello Sport e, soprattutto la celebre Festa che si tiene in onore della Beata Vergine del Carmine, la terza domenica di luglio, con la Fiera, lo spettacolare Palio degli Asini e la tradizionale Processione con la splendida statua fantoniana portata a braccia per le vie del paese.

Amministrazione

L’attuale amministrazione comunale è guidata dal Sindaco Giuliano Covelli, eletto il 7 giugno 2009.

http://www.comune.songavazzo.gov.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx  sito istituzionale

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

Contatto: WebsiteFacebook

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