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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Trattoria Costa, Castignola, Sant’Antonio Abbandonato

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La caparbietà di MARIA PESENTI è stata costante ed efficace per raggiungere il suo obiettivo: avere una trattoria. Cucinare infatti è sempre stata la sua passione. Imparò in Svizzera, anche se in realtà faceva la cameriera, ma apprese l’arte culinaria osservando i cuochi al lavoro: quando si dice “che il mestiere bisogna rubarlo”…

Il tutto partì da una telefonata: a metà del 1975 di Antonio Sonzogni detto “Pencia”uno zio di Maria che le propose di rilevare affitto e licenza dell’osteria di sua proprietà ma intestata ad Alessandra Pesenti “Lisandrina” che cessava l’attività. La stranezza di questo locale era il fatto che di fianco c’era un’altra trattoria da cui era separata solamente da una porta che le metteva in comunicazione l’una con l’altra.

MARIA accettò e l’attività partì andando a gonfie vele: addirittura doveva mandare alcuni clienti alla vicina osteria del TADIA perché da lei non c’era più posto; tra i tradizionali piatti serviti primeggiava la selvaggina, magistralmente cucinata, casoncelli insieme alla fondue, che dava un tocco di internazionalità. Ma nel 1983 arrivò la doccia fredda: le fu notificato lo sfratto dallo zio, che giustificò tale decisione con il fatto che MARIA non aveva accettato la proposta di ristrutturare il locale.

Quando si presentarono i carabinieri per rendere esecutivo lo sfratto, MARIA decise di ricorrere al pretore, che si prese a cuore la questione perché aveva rilevato un comportamento persecutorio da parte dello zio. Lo stesso pretore sollecitò il comune di Brembilla affinché concedesse a Maria il permesso di costruire la casa con annessa osteria.

Mentre si stava costruendo la casa di MARIA e ACHILLE, l’osteria si trasferì provvisoriamente per tre anni nella contrada LA MURACA sempre a Sant’Antonio, in un angusto ma grazioso locale a volta, “OL SILTER”. Per la verità questa temporanea sistemazione non era in regola ma quando si presentarono il sindaco di Brembilla accompagnato dal segretario comunale per verificare lo stato delle cose, la faccenda si risolse con una battuta: “Piccolo ma carino”

Finalmente la famiglia si trasferì nella nuova casa con annessa l’osteria dotata di oltre ottanta coperti, serviti da Maria con il fondamentale aiuto del marito ACHILLE e del figlio BRUNO. I problemi però non erano ancora terminati: infatti, la lentezza burocratica non aveva aggiornato il nuovo indirizzo sulla licenza, che risultava ancora nella vecchia contrada, non molto distante a dire il vero. Allora si escogitò un brillante stratagemma; si spostò di qualche metro il segnale stradale prima dell’osteria che così magicamente si ritrovò nella stessa località segnalata sulla licenza. Il segnale fu rimesso al posto originale quando , grazie all’interessamento di un fornitore, i passaggi burocratici furono terminati.

La schiettezza è una caratteristica delle piccole comunità: non solo si esprime con il cibo ma anche con la fiducia tra le persone nella convivenza quotidiana. Ne è un esempio quello che capitò a Maria che, dopo un’allegra serata, andò a dormire lasciando soli nel locale due tra i più irriducibili nottambuli; la mattina successiva l’osteria era deserta, ma sul banco c’erano un po’ di soldi lasciati dai nottambuli per la consumazione.

E spesso le serate erano allietate dalla famosa fisarmonica di Luigi Carimbel, direttamente da Cavaglia.

 

Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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