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Osterie e taverne di ieri e di oggi: Albergo del Sole, via Roma

 

Grazie all’arrivo della ferrovia ai Ponti (1907), nel primo quarto di secolo del ‘900, Brembilla cominciò a richiamare turisti da tutta la provincia e anche da fuori, che venivano a gustarsi il clima salubre e le acque di ottima qualità, come quella solforosa.

Sorsero così numerose attività legate all’accoglienza e al turismo in generale. Una di queste fu il “caffè espresso”, il primo di tutta Brembilla, aperto nel lontano 1923,i cui fondatori furono Luigi Pesenti (Pezza) imprenditore nel settore del carbone e la moglie Caterina Vanotti.

Lo stabile nel quale si trovava originariamente il caffè è quello dove oggi sorge la farmacia Ghisalberti. All’esterno, sulla bella massicciata in ciottoli che costeggiava la strada, c’erano dei tavolini con delle belle tovaglie bianche e accanto alla porta d’ingresso due finestre dietro le quali erano state ricavate altrettante eleganti vetrine dove facevano bella mostra bottiglie di liquori e spiriti.

Il caffè sembrava un’attività ben avviata e redditizia e, considerando l’abilità in cucina della signora Caterina e il crescente sviluppo turistico del paese, i coniugi Pesenti desideravano ampliare l’offerta e ingrandire la loro impresa.

Dall’altra parte della strada, di fronte al caffè , sorgeva uno stabile adibito allora a magazzino che, ai coniugi Pesenti, sembrava perfetto per ospitare la loro nuova attività.

Il 10 Settembre 1929 fu firmato l’atto d’acquisto del magazzino, e fu così che all’inizio degli anni ’30 aprì l’Albergo del sole.

La costruzione, tuttora esistente, aveva un aspetto sobrio ed elegante ed era dotata sulla sua sommità anche di un’ampia terrazza che fungeva da solarium.

 

La signora Caterina esigeva ordine e decoro all’interno del suo albergo, era assolutamente vietato giocare a carte ai tavoli ed era altrettanto proibito per le giovani coppie sedersi l’una sulle ginocchia dell’altro. Caterina soleva dire che di sedie ce n’erano per tutti e, nel caso, avrebbe potuto portarne delle altre quindi ognuno doveva sedersi sulla propria.

La cucina era uno dei punti forti dell’albergo: la signora Caterina seguiva personalmente tutte le pietanze. La domenica mattina preparava grandi pentole di trippa fumante e sembra che ne conservasse sempre qualche porzione per alcune delle persone più povere. Chi da tutte le frazioni scendeva in paese molto presto per andare a messa si fermava all’Albergo del sole per gustarsi la trippa della signora Caterina. Inoltre venivano serviti, tra le altre cose, anche ravioli , cervella e pregiati tagli di carne.

La clientela dell’albergo era prevalentemente benestante: durante la stagione estiva era frequentato da numerosi villeggianti mentre nel resto dell’anno vi risiedevano stabilmente il daziere, gli insegnanti e, più tardi, il direttore della banca. L’albergo offriva anche il servizio lavanderia, infatti gli ospiti potevano avere i propri abiti lavati e stirati di tutto punto.

Tutti questi servizi erano svolti e garantiti principalmente da mamma Caterina e dalla figlia Loretta mentre l’altra figlia, Maria, essendo sempre molto impegnata nel proprio lavoro di sarta riusciva ad aiutarle saltuariamente. Quest’ultima tuttavia  avrà un ruolo fondamentale nella successiva trasformazione e nello sviluppo del locale.

L’albergo rimase aperto dai primissimi anni ’30 fino al 1944, quando durante le fasi più dure della lotta tra i partigiani e i nazi-fascisti vi esplose una bomba e tutto venne distrutto; dopo questo episodio la signora Caterina volle tentare di far ripartire l’attività e chiese a un suo cugino di costruirle alcune sedie per poter ricominciare ad accogliere qualche avventore.

La cosa andò avanti per un certo periodo, ma poi Luigi (il marito della signora Caterina) si ammalò e di lì a pochi anni il glorioso Albergo del sole e il suo caffè dovettero chiudere i battenti.

All’incirca nel 1950, Maria, una delle figlie della signora Caterina, decise di aprire nei locali del caffè una sartoria, dove venivano confezionati abiti di pregiata fattura e abiti da sposa. Inoltre Maria insegnava alla ragazze del paese l’arte del mestiere e questa attività proseguì fino al 1970 quando, sempre su idea della signora Maria, influenzata dall’eleganza e dal fasto dei locali di San Pellegrino decise di ristrutturare gli storici locali per ricavarvi una pasticceria con caffè.

Dopo l’incendio del 1944 lo stabile non era mai stato sistemato in modo definitivo così si decise di dare il via ai lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza di tutto lo stabile. Nel 1970 aprì “La pasticceria”, gestita alla stessa Maria e dalla sorella Loretta le quali la mandarono avanti fino al 1990, data della chiusura definitiva dell’attività. Ora, nei locali a pian terreno, vi continua con successo l’attività del Bar Pasta.

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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