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Benedetto XVI, un giovanotto di 90 anni

Proprio nel giorno della Pasqua 2017 doveva coincidere il 90mo compleanno di Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger. Da oltre quattro anni non è più sul soglio pontificio da quando, l’11 febbraio 2013 diede le dimissioni per una missione diventata ormai insostenibile per lui. Il 28 febbraio fu il suo ultimo giorno da Pontefice e il 13 marzo dello stesso anno fu succeduto da Papa Francesco. Ratzinger celebrò i funerali del suo predecessore Giovanni Paolo II l’8 aprile 2005 (tuttora l’ultimo Papa ad essere defunto), e il 19 aprile ne divenne suo successore, tre giorni dopo il suo compleanno.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XVI

« Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino… Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005. »

I motivi della sua rinuncia restano ancora cupi, forse per la salute vacillante, o più probabile, per l’impossibilità di reggere le varie situazione controverse he si stavano delineando in Vaticano. In un intervista all’arcivescovo emerito di Ferrara Luigi Negri su www.riminiduepuntozero.it usa parole pesanti: “Si è trattato di un gesto inaudito. Negli ultimi incontri l’ho visto infragilito fisicamente, ma lucidissimo nel pensiero. Ho poca conoscenza – per fortuna – dei fatti della Curia romana, ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano. Benedetto XVI ha subito pressioni enormi. Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori. Si avvicina la mia personale “fine del mondo” e la prima domanda che rivolgerò a San Pietro sarà proprio su questa vicenda”.

Un complotto per portarlo alle dimissioni? Parlarne dopo tanto tempo non fa onore sicuramente, ed è giusto che la scelta del pontefice tedesco venga rispettata.

Infine, da wikipedia, una rapida definizione di “papa emerito”, la condizione in cui versa Benedetto XVI dal 1° marzo 2013:

Papa emerito o pontefice emerito[1] è il titolo assunto da Benedetto XVI, papa della Chiesa cattolica, al momento della sua rinuncia all’ufficio di romano pontefice[2].

Il titolo non è previsto da alcuna normativa della Chiesa cattolica.

Riferimenti normativi

Il canone 332 §2 del Codice di diritto canonico prevede che il romano pontefice possa rinunciare al suo ufficio. Si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno l’accetti.[3][4]

Pur non essendo il primo papa ad aver rinunciato, papa Benedetto XVI è stato nel 2013 l’unico papa ad aver esercitato la facoltà della rinuncia come disciplinata dal predetto can. 332, in vigore dal 1983.[5][6]

Il titolo di «papa emerito», non previsto dal diritto canonico, fu preferito a quello di vescovo emerito[7] di Roma e adottato per analogia, con decorrenza a partire dall’inizio della sede vacante.

Trattamento

Confronto tra l’abito papale (a sinistra) e l’abito del papa emerito (a destra)

Il trattamento del papa emerito rimane Sua Santità e sono conservati il nome pontificale e l’abito talare bianco semplice, senza la pellegrina e la fascia. L’anello piscatorio, annullato con l’inizio della sede vacante,[8] viene sostituito dall’anello vescovile. Lo stemma resta invariato. Il papa emerito non calza le tradizionali scarpe rosse.

Controversie sulla scelta del titolo

La scelta del titolo di “papa emerito” è stata oggetto di discussione fra teologi e canonisti in ambito cattolico.

Già alcuni giorni dopo l’annuncio delle dimissioni da parte di Benedetto XVI, Manuel Jesus Arroba, professore di diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense, affermò che «giuridicamente di papa ce n’è soltanto uno; un “papa emerito” non può esistere».[9]

Agli inizi di marzo 2013, il gesuita Gianfranco Ghirlanda, ex rettore della Pontificia Università Gregoriana e docente di diritto canonico nella stessa università, in un lungo articolo apparso nelle pagine de La Civiltà Cattolica, espresse gli stessi contenuti, arrivando alla conclusione che «colui che cessa dal ministero pontificio non a causa di morte, pur evidentemente rimanendo vescovo, non è più papa, in quanto perde tutta la potestà primaziale, perché essa non gli era venuta dalla consacrazione episcopale, ma direttamente da Cristo tramite l’accettazione della legittima elezione».[10]

Di parere opposto Stefano Violi, professore di diritto canonico nella Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna e nella Facoltà di Teologia di Lugano, secondo il quale con la rinuncia, Benedetto XVI ha dichiarato non già di rinunciare al munus petrinus (“incarico petrino”)[11], ma solo al suo esercizio: «Con atto libero Benedetto XVI ha esercitato la pienezza del potere privandosi di tutte le potestà inerenti il suo ufficio, per il bene della Chiesa, senza però abbandonare il servizio alla Chiesa; questo continua mediante l’esercizio della dimensione più eminentemente spirituale inerente al munus affidatogli, al quale non ha inteso rinunciare».[12] Benedetto XVI cioè avrebbe rinunciato all’esercizio diretto e attivo del “ministero petrino”, ma non al “ministero petrino” in sé, che è irrevocabile: questo spiegherebbe, secondo le parole di Vittorio Messori, il perché della scelta del titolo di “papa emerito”.[13]

Nella conferenza stampa sull’aereo che lo riportava a Roma dal suo viaggio in Corea nel 2014, papa Francesco così si è espresso a proposito del “papa emerito”: «Penso che il papa emerito non sia un’eccezione, ma dopo tanti secoli, questo è il primo emerito… Io penso che “papa emerito” sia già un’istituzione… E io credo che papa Benedetto XVI abbia fatto questo gesto che di fatto istituisce i papi emeriti. Ripeto: forse qualche teologo mi dirà che questo non è giusto, ma io la penso così. I secoli diranno se è così o no, vedremo… [Papa Benedetto XVI] ha aperto una porta che è istituzionale, non eccezionale.»[14]

da   http://tuttovaticano.com/benedetto-xvi-che-fine-ha-fatto/

14 gennaio 2016

Benedetto XI, che fine ha fatto?

Circa 3 anni fa, l’allora Papa Benedetto XVI annunciava la sua storica rinuncia al ministero petrino, lasciando così spazio alla convocazione di un conclave per l’elezione del suo successore. Dal 28 febbraio 2013, Benedetto XVI ha dunque cessato il suo pontificato, lasciando spazio a Papa Francesco, eletto il 13 marzo 2013.

Tuttavia, non tutti sanno che Benedetto XVI, dopo esser divenuto Papa Emerito, ha espresso la volontà di risiedere nella Città del Vaticano, precisamente nel monastero Mater Ecclesiae.

Avere un incontro personale con Lui è molto complicato e le occasioni di poterlo incontrare in pubbliche cerimonie sono particolarmente rare: la sua ultima uscita risale all’8 dicembre 2015, giorno di apertura del Giubileo straordinario della misericordia, in cui il papa emerito Benedetto XVI ha assistito all’apertura della Porta santa, varcandola subito dopo papa Francesco.

Come faccio ad incontrare il Papa?

Non tutti sanno che è possibile contattare il papa emerito, e sono in molti a chiedersi che fine abbia fatto Benedetto XI, dove risieda, quali siano le sue occupazioni quotidiane. Profondo conoscitore della Chiesa e delle Sacre Scritture, Benedetto XI continua in maniera diversa la sua attività pastorale.

Prega, per il suo successore e per tutta la Cristianità, continuamente sotto assalto, e si prepara, dopo aver combattuto la buona battaglia della fede, a passare al Padre.

E’ tuttavia possibile, per chi lo desidera, contattare il papa emerito Benedetto XVI. In che modo? Basta scrivergli una lettera e indirizzarla al seguente indirizzo:

PAPA EMERITO BENEDETTO XVI

VIA DELL OSSERVATORIO
MONASTERO ” MADRE ECCLESIAE”
00120 CITTÀ DEL VATICANO

Secondo opinioni diffuse ma non confermate, sembra inoltre che il Papa Emerito Benedetto XVI, già ai tempi del pontificato, avesse un indirizzo mail attivo su cui era solito ricevere giornalmente più di 12.000 email.

 

Aggiornamento sulle condizioni del Papa Emerito Benedetto XVI

Papa Benedetto, Ratzinger si sta spegnendo lentamente, come una candela”. Queste sono le parole a BenEssere, di monsignor Georg Gänswein, prefetto della Casa pontificia e segretario di Papa Benedetto XVI. “Ad aprile Papa benedetto XVI compie 89 anni (articolo di gennaio 2016, ndr) : è come una candela che, lentamente e serenamente, si spegne, come avviene a molti di noi. È sereno, in pace con Dio, con se stesso e il mondo”

Continua: “È interessato a tutto e conserva il suo humor fine e sottile, con il quale sa ‘dare sale’. Ha conservato una grande passione per i felini. Nei nostri giardini vivono Contessa e Zorro, due gatti che spesso vengono a ‘salutare’ il Papa emerito”.

Oggi il papa Emerito “è un uomo anziano, certo, ma è lucidissimo; purtroppo, il camminare è diventato faticoso, per questo usa un deambulatore. Mantiene una corrispondenza abbastanza ampia, ma non scrive più libri, si limita a dettare lettere alla sua segretaria. Volutamente conduce una vita da monaco, ma non è per niente isolato: prega, legge, sente musica, riceve visite, suona il pianoforte”.

Il tutto parte da un vero equilibrio:  “Il vero segreto per rimanere in forma è vivere un’esistenza ordinata, sia fisicamente, sia spiritualmente, e avere una bussola da seguire, con tutte le difficoltà e i fallimenti umani che ovviamente ci sono”. Una volta al mese, con alcuni amici sacerdoti, si reca in Abruzzo, per compiere escursioni o per sciare. Da piccolo, il suo sogno era quello di diventare come Beckenbauer. Oggi, che ha meno tempo di praticare sport, conserva però intatti i suoi insegnamenti: “giocare in squadra ti insegna l`importanza delle regole e l`esigenza di rispettarle”.

Unico caso della Storia, Padre Georg ha servito due papi: “Sono diversi nei loro caratteri, nelle personalità e anche nel modo di comunicare e di relazionarsi. Per me, vivere con Papa Francesco è uno stimolo: lui cerca il contatto diretto, persino fisico, accarezza e si lascia accarezzare, superando così le distanze personali. Papa Benedetto, invece, è più riservato: accarezza con le parole, piuttosto che con gli abbracci. Sono due personalità differenti, ma la cosa più importante è che sono entrambi autentici, non cercano di ‘copiare’ nessuno”.

Padre Georg dedica un pensiero alla rinuncia di Benedetto, che ha anche scosso molti fedeli: “lo sapevo già da molto tempo, la sua non è stata una decisione improvvisa, ma maturata gradualmente e accuratamente. Per me, è stato faticoso digerire questa decisione e mantenere il segreto”.

Ammette di aver anche provato a fargli cambiare idea: “Ho cercato di ‘remare contro’ e ho fatto alcune proposte pratiche per facilitare l’esercizio del suo ministero petrino. Ma mi sono arreso, quando ho capito che Benedetto non mi aveva confidato un suo pensiero ipotetico, ma una decisione definitiva”.

“Mi hanno addolorato i numerosi attacchi a Papa Benedetto – prosegue il segretario personale del pontefice emerito – quante volte ho dovuto sentire e leggere che Ratzinger non ha reagito in modo soddisfacente contro la pedofilia, mentre è stato proprio lui, già da cardinale, a iniziare a combatterla. Quante critiche, accuse e calunnie infondate nei suoi confronti anche in altre fattispecie! Ciò mi ha fatto male. Poi, c`è stato il caso Vatileaks: mi sono sentito personalmente colpito, perché fui io a dare piena fiducia a una persona che l’ha tradita senza scrupoli”.

 

Informazioni su diego80 (1835 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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