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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Osteria Gervasoni “Cinco”, Cadelfoglia

Le origini dell’osteria Gervasoni sono incerte e si perdono nel tempo. Sicuramente già nei primi del Novecento, nei piccoli ma accoglienti locali sotto la chiesa di Cadelfoglia, sul camino scoppiettante bollivano perennemente pentole d’acqua per la polenta o il minestrone, in attesa di qualche avventore affamato.

A gestire l’osteria c’era la signora Angela Bettinelli che nella seconda metà dell’Ottocento aveva sposato Francesco Gervasoni detto Cinco, un personaggio all’epoca molto famoso.

Era originario di Malentrata e, giovanissimo, si guadagnava da vivere facendo il manovale. Possedeva però notevoli capacità che lo porteranno in breve tempo a diventare capo mastro e poi progettista e costruttore di opere che tuttora si possono ammirare a Brembilla e in tutta la bergamasca: chiese, strade, ponti e costruzioni di ogni tipo testimoniano ancora oggi la sua genialità.

Partecipò alla struttura della chiesa di Brembilla e di quella di Cadelfoglia, dove si può ancora ammirare, unico vezzo della sua umile e serissima carriera, un busto in gesso di un santo che ha però le sue fattezze.

In valle Imagna e valle Brembana sono numerose le strade e le opere realizzate sotto la sua supervisione, come per esempio la strada che da San Giovanni sale verso la val Taleggio.

In quei tempi tutti, istituzioni e professionisti, si rivolgevano a lui per una consulenza, un parere , un consiglio .

Nell’elogio funebre che il vescovo di Bergamo e altri fecero stampare alla sua morte si ricordano le sue doti geniali e la sua ancor più grande umanità e umiltà d’animo.

Si legge: «In quegli anni tutti lo cercavano, tutti chiamavano Cinco di qua, Cinco di là, Cinco avremmo bisogno di… e poi al termine dei tuoi servizi tutti ricordavano le difficoltà del momento e la miseria incipiente.

A quelle parole tu non sapevi rimaner indifferente e la tua parcella di grande architetto si trasformava nella richiesta di salario di un umile manovale».

A testimonianza della grandezza del personaggio il re Vittorio Emanuele III lo nominò cavaliere dell’ordine della corona d’Italia.

Francesco fu anche sindaco di Brembilla per lunghi anni nei primi decenni del ‘900.

Il paese in segno di riconoscenza ancor oggi gli dedica una delle vie di Cadelfoglia.

Come detto, Francesco, nonostante la sua notorietà non abbandonò mai Brembilla e le sue origini: infatti insieme alla moglie gestì per molti anni la piccola osteria di fronte al fiume Brembilla, poco sotto la chiesa di Cadelfoglia.

Il legame con la chiesa pare fosse particolarmente sentito dalla signora Angela che, essendo molto religiosa, non voleva far mancare nulla ai sacerdoti che si avvicendavano a Cadelfoglia. La sua premura le faceva regalare una volta un po’ di vino, una volta una gallina, un’altra volta un po’ di polenta, a tal punto che quando Francesco tornava dai paesi vicini dove era andato a rifornirsi di ciò che serviva all’osteria dopo pochi giorni la moglie lo rimandava di nuovo a reintegrare le provviste che cominciavano a scarseggiare, per i doni ai sacerdoti.

Sembra che l’osteria abbia chiuso i battenti nel 1925, poco dopo la morte della signora Angela, a cui fece seguito l’anno successivo quella di Francesco Gervasoni.

Informazioni su diego80 (1683 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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