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Storia di una fiaccolata (4^parte)

Mercoledì 10 agosto – giorno 5

Sveglia il caffèè… No! Barba e bide? mmmm, NO! Ok, hai perso il tram! … Noo! Non ho perso nulla, ho preso…  Pronti via, suona la sveglia, ore 4:40, scendo dal letto a castello e prendo una craniata colossale contro un armadietto appeso al muro che qualcuno durante la notte ha fissato. Ne sono certo!  hi-hi-hi

Come da programma ci troviamo fuori dagli alloggi per poi partire alla volta di Colle di Val d’Elsa dove, tra una dormita e l’altra e circa un’ora e mezza di strada, ritroviamo la squadra della tappa notturna. Lode a voi giovani fiaccolisti! Ora tocca a noi, prepariamo il vino rosso e la grappa bianca, ma anche vecchia, e facciamo il pieno di energie… L’autista e la navigatrice poi, non passavano mai la palla, tutto loro volevano! hi-hi-hi

A parte gli scherzi, cerchiamo un bar per far colazione; caffè, cappuccio, brioches, spremuta… Insomma, chèl chè lè! … Colazione. Ultimo scarico di bisogni e si parte per nostra tappa.

La nostra è una squadra mista tra giovani, meno giovani, allenati e uomo morto che cammina, però, in generale ce la siamo cavata bene, abbiamo corso tutti, in alcuni momenti tiravano più gli anziani ed in altri le giovanotte e per alcuni tratti anche la nostra mitica navigatrice, ex clarinettista, a dato una forte mano o meglio: piedi, gambe e fiato alla causa della tappa N.6 anche denominata i Girasoli. Si, i Girasoli! Questo perché in una splendida mattinata d’agosto, tra le colline Toscane, ci fu data la possibilità di respirare un’aria di incantevole freschezza, ci fu data la possibilità di vedere mondi in cui il tempo è lì, sospeso tra futuro e passato, e poi; campi e campi infiniti di girasoli che si perdevano allo scorrere del nostro passaggio. Decidemmo allora di fermarci, sradicare un girasole e consegnarlo alla storia, la nostra storia, la storia di ognuno di noi, che, come il girasole, al nascere di un nuovo giorno deve cercare la luce per poter essere forte, rigoglioso e pieno di vita, cosi da poter contagiare il vicino per un mondo di pace e amore. Circa a metà del percorso si decide di fare una sosta: bisogni fisici, riprendere fiato, streccing, acqua fredda sui muscoli delle gambe, ecc. ecc. Riprendiamo la marcia a circa 30 km dall’arrivo e io, sono scoppiato, soprattutto di gambe e non faccio altro che arrancare e scrutare il contachilometri… Voglio ringraziare i miei compagni e compagne d’avventura per aver tirato la baracca sino alla fine. GRAZIE! Una chicca se non ricordo male: durante la nostra corsa verso Pontedera siamo passati nel paese di Andrea Bocelli, il famoso tenore Toscano, o ci siamo passati vicini. Finalmente, con le staffette sempre più corte e le ginocchia che cedono, intravediamo la fine della tappa, cosi, a circa 150/200 mt dall’arrivo, scendiamo dal furgone e tutti insieme passiamo la folla in delirio che ci attende e applaude.

Nel frattempo che gli atleti si rinfrescano e riprendono si comincia a servire il pranzo e nel giro di pochi minuti me lo spappo tutto in modo abbondante. Dopo le fatiche mattutine o bisogno di ricaricare le scorte! Intanto che si serve il pranzo si prepara la squadra che affronterà la tappa n.7, da Pontedera a Capezzano Pianore per un totale di 57,3 km. Terminato il pranzo ci sistemiamo su due ali fuori dalla parrocchia che ci ospita per salutare la tappa pomeridiana. Ci vediamo stasera, buona tappa! Rientriamo, sistemiamo e puliamo la sala ospitante e andiamo alla S. Messa, non smetterò di dirlo sino alla fine, molto coinvolgente e sentita, in cui don Cesare ci fa pescare da un’urna un biglietto a testa con scritto il nome di un partecipante alla fiaccolata con cui poi dovremo cercare di essere d’aiuto in vari modi, un modo molto efficace per farci sentire ancora più uniti e pieni di voglia d’aiutare e partecipare. Grazie don!

Finita la S. Messa ci trasferiamo in bus e mezzi vari a Viareggio, credo, per qualche ora di svago al mare, CHE’ BOTEP! Le onde la fanno da padrone, molto altee ci si diverte un mondo, il sole splende e scalda i cuori che sciogliendosi si miscelano nella speranza d’un mondo d’amore.

Il tempo scorre inesorabile e noi ci ritroviamo a bordo spiaggia per ripartire verso la prossima meta, Capezzano Pianore, dove, nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, veniamo ospitati.

Arrivati sul posto, la cucina da campo con i volontari di turno allestisce l’auditorium e cucina la cena, sempre in modo divino. Quando la tappa pomeridiana sta per arrivare, usciamo e l’accogliamo come merita. Bravi ragazzi! Finiamo la cena e nello stesso momento si prepara la squadra che affronterà la tappa notturna che da Capezzano Pianore giungerà, in mattinata, a Pontremoli, per un totale di 72,8 km.

Salutiamo la tappa n.8, finiamo di sistemare l’auditorium dove eravamo collocati e partiamo per la branda, che ci attende presso l’Hotel “Country” nel comune di Capannori, dopo circa 40 minuti di strada. Una volta svolte le pratiche ci assegnano le camere, una splendida Doccia, un bacio avvolto in cara di passione e fuoco … Ore 01:00 circa: Buona Notteeeee!


Giovedì 11 agosto – giorno 6

La notte è trascorsa senza intoppi, una buona e sana dormita ed un risveglio al naturale verso le 07:00. Scendiamo dal letto, sbrighiamo le faccende post notte, prepariamo le valige, che recupereremo dopo colazione, e ci dirigiamo in sala per effettuare il primo pasto della giornata. Pota, non c’è nulla da fare: due tazzone di caffè e due brioches al cioccolato non me le ha levate nessuno. Che Bontà!

Terminata la colazione torniamo in camera per le ultime faccende fisiche, chiudiamo i bagagli, salutiamo la stanza e ci incamminiamo verso il pullman. Attendiamo l’arrivo di tutti e poi salpiamo in direzione Fornovo Val Taro dove arriverà la tappa della mattina che da Pontremoli, dove ha dato il cambio alla tappa notturna, arriverà, appunto, a Fornovo Val Taro per un totale di 57,8 km e sosteremo per il pranzo presso dei locali della Parrocchia del posto. Il sito è molto bello e ampio dove si può passare il tempo con serenità e divertimento, c’è poi l’immancabile campo da calcio dove una o più partite sono d’obbligo.

Sta per arrivare la tappa e tutti ci portiamo all’esterno della struttura per accogliere la squadra che, con battimani e ole, ci cade nelle braccia. Bravi!

Nel frattempo che si sta pranzando, come sempre di eccellente fattura, si predispone l’equipe che sosterrà la tappa del pomeriggio che giungerà sino a Fiorenzuola d’Arda per un totale di 46 km.

Finito il pranzo, assestiamo il locale che ci accoglieva ed usciamo per salutare la banda della tappa n.10 che ritroveremo stasera. Buona staffetta!

La comitiva ritorna alle attività di svago ed è qui che si consuma uno sketch con protagonista don Cesare: il don, stanco, si appisola nel giardino e… ne nasce una piccola scenetta divertente che potete vedere qui e qui. Si fa anche un giro nel paese, dove ci si ferma in un bar per un ghiacciolo…

Al ritorno nella parrocchia ospitante c’era una giornalista del Gazzetta di Parma che voleva farci una foto di gruppo e poi un’intervista con don Cesare (Nello slide sotto ci sono le foto, dell’articolo e di gruppo).

Prima di partire si celebra la Santa Messa ed una volta usciti si parte in direzione Fiorenzuola d’Arda, in una struttura diocesana adibita all’ospitalità dei pellegrini in transito sulla via Franchigena, dove aspetteremo la tappa del pomeriggio, ceneremo e saluteremo la staffetta della notte. Una volta arrivati sul luogo si comincia a preparare per la cena, si mangia all’aperto, e nell’attesa si gioca a carte, si chiacchiera e si gioca l’ennesima partita a calcio.

E’ giunta l’ora dell’arrivo della tappa, cosi ci posizioniamo all’ingresso della struttura, su due ali, ed accogliamo la squadra della tappa n.10. Bravi ragazzi! Ci sistemiamo ai tavoli e ceniamo sotto un cielo all’imbrunire… Terminata la cena le nostre mitiche cuoche ci fanno una sorpresa: dolci, torte, biscotti, ecc. ecc. a più non posso. Che dolce scorpacciata! Terminato il succulento post cena sistemiamo i tavoli sul furgone e si prepara l’equipe della tappa notturna che da Fiorenzuola d’Arda approderà, in mattinata, a Castel Gabbiano per un totale di 85,9 km! Calcolate che chi sosterrà questa tappa sono ragazzi che hanno giocato tutto il giorno a calcio, non sentono la stanchezza. Beata gioventù!

Il momento è arrivato e la tappa deve partire, cosi ci sistemiamo su due ali, all’uscita del complesso diocesano, e con un fragoroso ooole salutiamo e spingiamo la tappa n.11 verso la sua meta.

Dopo un momento di “libertà” finiamo di sistemare la cucina da campo e ci raduniamo sulla scalinata all’ingresso della Chiesa per la preghiera conclusiva. Dopo di che la comitiva si trasferisce a Roveleto di Cadeo, sempre nel Piacentino, presso l’hotel “Le Ruote” dove pernotteremo. Raggiunto l’hotel ci sistemiamo nella hall cosi da permettere, con molta pazienza dei collaboratori di don Cesare, di distribuire le camere. Assegnate le stanze ci corichiamo: Santa doccia… Buona notte e sogni d’oro a tutti.

 

 

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Se vi siete persi le altre parti eccovi i link:

  1. Storia di una fiaccolata
  2. Storia di una fiaccolata (2^parte)
  3. Storia di una fiaccolata (3^parte)
Informazioni su Author999 (22 Articoli)
Sono nato a Bergamo nel 1978; vivo a Brembilla con mia moglie e i miei due bellissimi bambini, dove sono cresciuto e dove lavoro come operaio. Sin da piccolo ho presentato una grande passione per la musica e dall’età di dodici anni ho iniziato a suonare il trombone a tiro, più tardi il basso elettrico. Questa mia passione si è poi, col tempo, arricchita da un’improvvisa ispirazione per la scrittura, che mi ha portato a condividere i pensieri, leggeri e pesanti e profondi che il buco nella mia anima ha portato a galla. Prima, però, benedico la pagina bianca che per prima ha sempre voluto, saputo e sempre saprà ascoltare i miei lamenti rimbombanti in labirinti di parole, amare ma dolci, basse ma alte, brevi ma infinite, nero su bianco ma coloratissime. Ha asciugato le lacrime della sofferenza.

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