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Osterie e taverne di ieri e di oggi: Albergo Regina, via Rizzi

Era situato sulla centrale via Rizzi, inserito nel più lungo e prestigioso caseggiato del paese (che negli ultimi decenni è stato modificato da ristrutturazioni poco rispettose delle eleganti decorazioni della facciata); la parte affacciata sulla strada risale al periodo dell’Unità d’Italia mentre quella posteriore è più recente, circa all’inizio del XX secolo.

I fondatori, entrambi nati nel 1867, furono Regina PEREGO di origini brianzole, dal cui nome fu intitolato l’albergo e Cristoforo SALVI detto “ol Piceno” rampollo di una delle famiglie più facoltose di Brembilla, mercanti di cereali e proprietari di quasi l’intero caseggiato della via Rizzi e dell’Albergo Posta.

Il periodo del suo massimo splendore con molta probabilità è stato nell’epoca del Liberty: era un po’ il nostro Grand Hotel… e fu il primo edificio in paese a possedere un telefono a muro.

Dotato di un servizio di trasporto da e verso la stazione ferroviaria dei Ponti, l’albergo era aperto tutto l’anno e ospitava villeggianti in buona parte di Milano, nella dozzina di camere (alcune dotate di bagni privati) e in un paio di suite sistemate al primo piano. Era riccamente decorato e parte della decorazione originaria è ancora visibile sia sul soffitto che sulle pareti delle camere e di alcune sale (una di queste è la sede della Pro Loco di Brembilla). Anche solo queste piccole tracce ci permettono di poter ricostruire lo stile con cui venivano trattati alcuni clienti facoltosi; nei momenti di maggior flusso turistico, come accadeva anche in altri alberghi, alcuni villeggianti venivano sistemati in camere messe a disposizione dei privati.

Al piano terra, la sontuosa sala da pranzo, con pavimento in seminato veneziano, era arredata da eleganti mobili e da un grande specchio dalla cornice ricoperta in oro zecchino e illuminata da due splendidi lampadari in vetro di Murano muniti di 10 luci. I commensali venivano sistemati nella ventina di tavoli rotondi o quadrati. Sempre a piano terra c’erano le cucine, dove adesso si trova il negozio della parrucchiera Rossana, la sala giochi con tre bigliardi e tavoli da gioco oltre a due pianoforti, suonati da due pianisti di Zogno, uno nel salotto per le feste e l’altro nel giardino: d’estate le sue note facevano ballare gli ospiti nelle feste organizzate dai proprietari oppure li allietavano mentre, beatamente seduti sotto il pergolato di glicine ascoltavano buona musica. Gli alberi del giardino davano un tocco di maestosità e una gradevole ombra, mentre palloncini e nastrini colorati impreziosivano ogni angolo; il tutto era supportato da un impeccabile servizio di tre cameriere con il grembiule bianco. Insomma, un’atmosfera così elegante che fece esclamare un giorno d’inverno, a un ospite milanese forse un po’ ebbro: “Questo paese sembra una piccola Cortina d’Ampezzo”.

A tavola venivano serviti piatti tradizionali cucinati dalle sapienti mani di Regina e capitava che dei clienti di Bergamo, dopo aver assistito a una rappresentazione lirica o teatrale al Donizetti, giungessero al ristorante della Regina per gustare i suoi manicaretti. Inoltre il ristorante aveva spesso a pranzo gli invitati di matrimoni, comunioni, cresime e ricorrenze civili. Ottime erano anche le torte.

Nelle fresche e ampie cantine dalle volte in pietra trovavano posto damigiane di vino della Puglia, salumi e formaggi della val Taleggio e della Brianza mentre la genuinità delle verdure cucinate era garantita dalle coltivazioni dell’orto dei propietari.

Il campo di bocce disposto a fianco del giardino era frequentato sia dai villeggianti, sia dagli abitanti di Brembilla.

Qualche anno prima della morte di Cristoforo, avvenuta nel 1930, a causa di alcune disavventure finanziarie poco alla volta l’albergo chiuse e venne acquistato dai Locatelli (Boina) che ne affideranno la gestione ai De Pasquale, famiglia di origine pugliese, che cambieranno il nome del locale in Ristorante Italia.

Una piccola curiosità: la famiglia di Cristoforo Salvi era proprietaria della centrale elettrica del Chignolo, contrada situata tra il comune di Brembilla e quello di Gerosa, e che tra il 1923 e 1928 erogava l’energia elettrica per l’illuminazione di Brembilla. Successivamente al 1928 la centrale fu venduta alla ditta Scaglia.

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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