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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Ristorante pizzeria Trota, piazza S.Eurosia, Laxolo

Quando Carlino racconta la storia della nascita dell’osteria, tutto pare successo solo qualche giorno prima, tanti sono la passione e l’impegno profusi. L’entusiasmo è giustificato dal fatto di essere ancora al “comando” di un’attività tramandata dai nonni che l’avviarono oltre un secolo fa e per la precisione nel 1908, quando Antonio PESENTI, sacrestano, classe 1880, originario della contrada di Camossocco, sposato con Domenica GHISALBERTI originaria di Monte di Zogno , aprì l’osteria nella saletta della propria abitazione a Laxolo; e siccome la nonna di Antonio era di Peghera, ecco spiegato il soprannome PIGHERÌ.

L’esordio non fu incoraggiante perché in un paio di settimane vendettero solo un quarto di vino a un parente, ma poco alla volta gli avventori iniziarono a frequentare il locale, attirati dai piatti cucinati da Domenica che mostrava tutta la sua abilità in cucina, essendo stata cuoca in una osteria a Sedrina. Pare che sia stata lei a portare per prima a Brembilla il gelato. Visto il crescente afflusso di clienti, nel 1920 Antonio costruì una nuova sala, nonostante nel periodo antecedente la Prima guerra mondiale il cognato di Antonio, probabilmente per invidia, avesse aperto nelle immediate vicinanze – esattamente in piazza San Gottardo – un’osteria e un negozio detto OL BUTIGU’ dove si vendeva anche la carne degli allevamenti di famiglia.

Per far fronte alla concorrenza e offrire ulteriori servizi, nel 1927 Antonio ottenne la licenza di Privativa, la prima in Laxolo: un bell’impegno, anche perché c’era l’orto e gli animali da cortile da accudire che appena cresciuti, finivano in padella, come pure i maiali trasformati in salumi.

Ci furono poi altri problemi che la famiglia di Antonio dovette affrontare: per esempio, a metà degli anni ’30 tutta l’attività rischiò di essere venduta per causa di un ingente prestito di denaro che Antonio aveva fatto a dei parenti che non avevano poi onorato il debito, mettendo in serio pericolo la proprietà e le attività commerciali. Allora, tramite un geometra, fu informato della vicenda il figlio Carlo, che lavorava in Francia che non esitò a rientrare in patria. Non c’era tempo da perdere. Infatti era giunta voce alle orecchie di Antonio che anche un ricco compaesano, che stava per sposarsi, aveva architettato un piano, con il benestare del parroco di Laxolo, per comprare tutta la proprietà del Pigherì, avendo promesso alla futura sposa che avrebbero poi gestito insieme l’osteria. Questo progetto però non andò in porto grazie al tempestivo intervento di Carlo, che sborsò la somma di 3500 lire, liquidando il debito del padre e salvando così l’intera proprietà.

Tuttavia, l’anonimo acquirente non si diede per vinto e dopo qualche anno tentò di comprare un terreno vicino all’osteria del Pigherì, ma anche questa volta l’operazione non andò in porto.

Dopo queste spiacevoli vicissitudini, iniziarono ad arrivare momenti più favorevoli. Il figlio Carlo si sposò a metà degli anni ‘30 con Elisa BERETTA, che si occupava soprattutto dell’osteria mentre il resto dell’attività era a carico del marito. Capitava spesso che Elisa venisse chiamata a cucinare i pranzi nuziali nella casa dei futuri sposi, un’usanza che era resa necessaria dal fatto che non tutti potevano permettersi il banchetto al ristorante.

Una curiosità sull’origine dell’attuale nome del ristorante: quando Carlo emigrò in Francia lavorava in una centrale idroelettrica. Osservando i pesci che sguazzavano nel canale della condotta gli balenò l’idea di allevare le trote e visto che di fianco a casa sua scorreva un ruscello, attorno al 1953-1954 costruì delle vasche di allevamento; da questa intuizione, l’osteria prese il nome di RISTORANTE TROTA. Superfluo dire che il piatto per eccellenza era ed è questo pesce, che comunemente vive nei nostri torrenti.

Carlo non era certamente un una persona che dormiva sugli allori: il suo dinamismo lo portò a fare un altro passo importante. Infatti realizzò nel 1959 l’apertura dell’albergo dotato di 8-9 camere e, due anni più tardi, entrerà in funzione il forno per il pane. Queste nuove “creazioni” furono possibili anche perché i tre figli Carlo, Oreste e Virginia appena furono in grado, si misero all’opera aiutando i genitori, dimostrando di avere la stoffa necessaria per condurre in futuro tutte le attività.

Un importante contributo per il turismo a Laxolo fu costituito dalla costruzione della strada, nella metà degli anni ’50. L’albergo aveva un buon giro di villeggianti, attirati soprattutto dalla Fonte Solforosa, della quale giustamente il Carlino oggi lamenta lo sciagurato abbandono.

Un bel giorno Carlino ricevette un lettera di Marilena e Roberto MAGGIANO che invitavano il Ristorante TROTA a proporre un piatto tipico locale a un concorso enogastronomico delle valli Bergamasche che si tenne il 2 gennaio 1976 a San Pellegrino Terme. Dopo qualche ripensamento si decide di partecipare. Già, ma cosa presentare? A Carlino piaceva tanto la polenta cunsada e mentre se ne stava gustando un piatto, interpellò la moglie Imelda PERICO, eccellente cuoca, per sapere come integrare  e rendere più elaborato questo semplice piatto tradizionale. Dopo aver aggiunto degli ingredienti alla ricetta base, nacque quella che venne chiamata POLENTA CONTADINA. Fu un successo. Il piatto si aggiudicò la vittoria del concorso, con il punteggio di 19 su 20 e la polenta contadina sarà il trampolino di lancio per la popolarità del ristorante, non solo nella nostra provincia ma si estenderà altrove, giungendo perfino in Papuasia Nuova Guinea.

Furono moltissimi i concorsi in tutta Italia a cui parteciparono. Sempre in quel periodo, 1975-1976, fu aggiunta la pizzeria, tra i tanti clienti famosi che si sedettero al tavola del ristorante, Carlino ricorda Ugo TOGNAZZI e Dino RISI.

Il ristorante era anche un punto di ritrovo per gli amanti della musica e del ballo: infatti fin dagli anni ’40 vi si esibirino musicisti di Berbenno e di Brembilla. Negli anni ‘60 fu la volta dei COMMODORES, gruppo di giovani musicisti laxolesi . Inoltre il ristorante fu il primo a Laxolo ad avere la televisione e il telefono.

Salvi Carlo, Mario Mazzoleni ed Attilio Pesenti.

Ora la pesante eredità è passata nelle mani dei figli Luca, Ugo e Sonia con il prezioso supporto delle nuore Renata e Romina.

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Informazioni su diego80 (1874 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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