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Piantiamola! Ma com’è andata a finire?


In una cornice che solo madre natura sa creare si è svolto, sabato 20 maggio alle ore 14 nella zona appena sotto il colle di Sant’Antonio già in comune di Zogno, il laboratorio di orticultura per i bambini e rispettivi accompagnatori. Il clima era fresco e si è pure presentata qualche goccia di pioggia ma la voglia dei bambini di cominciare questa pratica ha fatto in modo che il cielo resistesse all’apocalisse. Si comincia, apposita paletta alla mano, con l’interrare le piantine aromatiche (basilico, rosmarino, salvia…) in una cassa di legno riempita di terra per poi passare nell’orto vero e proprio con varie verdure (melanzane, cetrioli…) Nel frattempo che i bambini finivano nell’orto, il responsabile del laboratorio, li portava di nuovo sopra per piantare insalata e, in altre casse colme di terra e fieno, pomodori e altre colture bisognose di temperature più elevate. Terminato con il laboratorio si fanno alcuni giochi a cui partecipano, oltre ai bambini, anche gli adulti e poi si comincia con il “laboratorio” della merenda (frutta e pane con marmellata) gentilmente offerta dagli organizzatori. Il responsabile dice: <<la partecipazione è stata molto buona>> e poi ancora << sinceramente pensavo ad una più scarsa presenza, sono soddisfatto>>. Al termine di tutto un’altra responsabile dell’associazione “Turnà a ‘ndomà” spiega, in breve, di cosa si occupa e progetti futuri dell’associazione. Le prerogative sembrano buone, speriamo continuino.
E con i bambini stanchi ma divertiti piano piano tutti tornano a casa.

 

 

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Informazioni su Author999 (31 Articoli)

Sono nato a Bergamo nel 1978; vivo a Brembilla con mia moglie e i miei due bellissimi bambini, dove sono cresciuto e dove lavoro come operaio. Sin da piccolo ho presentato una grande passione per la musica e dall’età di dodici anni ho iniziato a suonare il trombone a tiro, più tardi il basso elettrico. Questa mia passione si è poi, col tempo, arricchita da un’improvvisa ispirazione per la scrittura, che mi ha portato a condividere i pensieri, leggeri e pesanti e profondi che il buco nella mia anima ha portato a galla. Prima, però, benedico la pagina bianca che per prima ha sempre voluto, saputo e sempre saprà ascoltare i miei lamenti rimbombanti in labirinti di parole, amare ma dolci, basse ma alte, brevi ma infinite, nero su bianco ma coloratissime. Ha asciugato le lacrime della sofferenza.

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