ULTIM'ORA

Storia di una fiaccolata (5^ed ultima parte)

Venerdì 12 agosto – giorno 7 (ultimo)

Sveglia sveglia – sveglia sveglia… continua il cellulare impostato per suonare alle ore 07:00 e penso: “una notte trascorsa come un orso in letargo speranzoso di miti temperature e prelibati banchetti”.

Aperti gli occhi ci alziamo dal comodo letto e cominciamo a sbrigare le solite faccende post notte, sistemiamo le valigie e ci dirigiamo verso la colazione con un po’ di rammarico, l’ultima della fiaccolata 2016. Arrivati in sala si ha l’imbarazzo della scelta, cosa mangio oggi per colazione? Meglio Caffè e brioches? Caffè e panino con prosciutto e formaggio? Yogurt e cereali? Spremuta d’arancia? Fatte biscottate con la marmellata? … … Ardua la scelta è! Ma davanti a tutto sto ben di Dio il profumo delle brioches e del caffè è inarrivabile ed allora sotto a più non posso e le idee si fanno più chiare.

Tornati in camera sistemiamo le ultime pratiche fisiche e la definitiva chiusura delle valigie poi usciamo e ci incamminiamo verso la  reception per la riconsegna delle chiavi e dopodiché al pullman che già brulica di fiaccolisti. Attendiamo la salita dell’ultimo passeggero e partiamo in direzione di Bergamo, presso il seminario di Città Alta, dove attenderemo la tappa mattutina che da Castel Gabbiano giungerà in tarda mattinata, dopo 31,1 km tutta in pianura, all’istituto ecclesiastico. Giunti in quel di Bergamo, nell’attesa di ricevere la tappa, si passa il tempo bighellonando qua e la, giocando a carte e facendo l’ennesima partita a calcio. Dai giardini del plesso religioso si può notare un panorama mozzafiato di tutta Bergamo e oltre. Meraviglia!

Arriva! Arriva la penultima tappa e cosi ci portiamo all’ingresso ed accogliamo i nostri valorosi e coraggiosi atleti. Subito dopo arriva anche il Vescovo Francesco Beschi a cui gli viene mostrata la fiaccola e gli vengono illustrate tutte le nostre fatiche. Dopo le varie spiegazioni, Vescovo in testa, ci dirigiamo al refettorio dove seduti ed in silenzio ascoltiamo  il suo discorso. Beschi nel suo dialogo rimarca il tema dell’unità pastorale che << è bello camminare assieme e le parrocchie non verranno cancellate ma arricchite dalle potenzialità dell’altra>>. Infine una preghiera e a seguire l’accensione della fiaccola che rimarrà accesa sino al 2 ottobre quando sarà sancita ufficialmente l’unità pastorale della Val Brembilla (Brembilla, Laxolo, Sant’Antonio e Gerosa) appunto dal Vescovo Beschi.

Scocca l’ora del pranzo, sempre molto buono, sublime ed abbondante. Infiniti applausi alla cucina e a tutti i suoi collaboratori e collaboratrici. Tutti in piedi sulla sedia…

Terminato il pasto sistemiamo la sala e poi tutte le squadre che hanno solcato il percorso di ritorno da Roma devono scrivere le memorie di questa esperienza chiamata fiaccolata. Una volta concluso il momento delle reminiscenze ci sono un paio d’ore di “libertà” e le attività più gettonate sono: la visita al seminario guidata da don Lorenzo Testa; partite a pallavolo e a calcio presso il plesso delle scuole medie; giochi di carte; a zonzo per Città Alta e gelato.

Rientrati in seminario ci apprestiamo a salutare con un pizzico di rammarico l’ultima tappa che da Città Alta giungerà in prima serata a Brembilla per un totale di 31,1 km. Nello stesso momento, in quel di Bergamo Alta, si attende l’ultima partenza di tutta la comitiva verso la valle dei lupi; personalmente: “un po’ triste nel morale ma forte nello spirito e consapevole d’aver passato una stupenda settimana colma di ottimi momenti meravigliosi”.

Non si può attendere oltre ed allora, caricati tutti i passeggeri, salpiamo in direzione Val Brembilla. Ad attenderci già una nutria folla che, dopo la discesa dai ripidi gradini del bus, ci inonda di domande: com’è andata? Trovato bel tempo? Vi è piaciuto? Siete stanchi? Avete mangiato? … … … Di sicuro dopo 10 minuti fermi ad attendere l’arrivo della 13^ ed ultima tappa ci siamo messi la felpa praticamente dimenticata sul fondo di zaini valigie per tutta la settimana.

Arrivano! Arrivano! Pronti via ci disponiamo sui due lati della strada e tra clacson a tutto volume, ululati vari, oooleeee a manetta ed applausi scroscianti accogliamo l’entrata trionfale dei nostri eroi. Complimenti!

Dopodiché attendiamo che tutto sia apposto e, striscione in testa che cita: L’UNITA’ PASTORALE DELLA VAL BREMBILLA SALUTA PAPA FRANCESCO e con candele accese in mano, ci incamminiamo verso la Chiesa per la S. Messa conclusiva. Già superato il Ponte Lambro, sull’ingresso laterale della prepositurale, si notava altra gente in attesa del nostro arrivo; poi arrivati in via Rizzi, nei pressi del palazzo comunale, la gente era messa sui due lati della strada e sembrava l’argine di contenimento di un fiume in piena. Un fiume ormai giunto alla sua foce pronto a riversarsi nel mare infinito di Gesù Cristo. Entriamo in Chiesa e sediamo nei primi banchi vicino all’Altare. Comincia la S. Messa e, anche se la stanchezza comincia a farsi sentire, cerchiamo di restare concentrati sino al termine anche pensando al panino con cotechino e altro che ci aspettano subito dopo fuori dalla Chiesa. Ultimi avvisi… Benedizione… La Messa è finita andate in Pace << rendiamo grazie a Dio>> diciamo tutti in coro. Canto finale.

Che il banchetto abbia inizio……

Dopo uno mega panino, un calice di buon vino rosso e pezzi di pizza a gogo non resta che tagliare la torta e brindare alla splendida avventura della fiaccolata  da Roma a Brembilla.

Il momento dei saluti anche se a malincuore è giunto e cosi, coda fra le gambe, recuperiamo i bagagli scaricati dai nostri mitici autisti in precedenza e con i bimbi che piangono a dirotto perché vorrebbero continuare l’avventura, ci portiamo nel parcheggio e dopo aver caricato borse e borsoni ci avviamo verso casa.

FINE

Un grazie non basta, credo che nemmeno mille possano bastare… Diciamo cosi: un grazie incommensurabile a don Cesare; a tutta l’organizzazione; all’autista ed al suo vice; alla cucina con tutti i suoi braccianti; a tutti i partecipanti di questa edizione della fiaccolata; al buon Dio che ci ha protetti e concesso di arricchirmi con un tesoro molto più prezioso di ogni altro, Gesù; alla mia famiglia che mi ha seguito in questa magnifica ed affascinante esperienza; ed infine ma non per importanza a tutti quelli che, probabilmente, dimentico di ringraziare.

Con questa memoria, lunga, tribolata e con l’edizione 2017 in fermento, spero d’aver reso chiara la magnificenza di questa esperienza e convito i più scettici a parteciparvi o semplicemente avervi intrattenuto piacevolmente.

Un saluto e tutti a Berlino.

FINE PER DAVVERO

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Se vi siete persi le altre parti eccovi i link:

  1. Storia di una fiaccolata
  2. Storia di una fiaccolata (2^parte)
  3. Storia di una fiaccolata (3^parte)
  4. Storia di una fiaccolata (4^parte)

Se invece volete informazioni sulla fiaccolata a Berlino cliccate qui.

Informazioni su Author999 (30 Articoli)

Sono nato a Bergamo nel 1978; vivo a Brembilla con mia moglie e i miei due bellissimi bambini, dove sono cresciuto e dove lavoro come operaio. Sin da piccolo ho presentato una grande passione per la musica e dall’età di dodici anni ho iniziato a suonare il trombone a tiro, più tardi il basso elettrico. Questa mia passione si è poi, col tempo, arricchita da un’improvvisa ispirazione per la scrittura, che mi ha portato a condividere i pensieri, leggeri e pesanti e profondi che il buco nella mia anima ha portato a galla. Prima, però, benedico la pagina bianca che per prima ha sempre voluto, saputo e sempre saprà ascoltare i miei lamenti rimbombanti in labirinti di parole, amare ma dolci, basse ma alte, brevi ma infinite, nero su bianco ma coloratissime. Ha asciugato le lacrime della sofferenza.

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