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Gli abissi del Male.

Termine inquietante quello di “crociato” e nel contempo sublime per chi appartiene ad una fede quale quella di Cristo. Cosa ci può essere di più esaltante del sentirsi definire attraverso questo aggettivo come “seguace della croce”, ovvero del simbolo cristiano per eccellenza, patibolo e trono al contempo, segno di sconfitta e di esaltazione, di espiazione ed elevazione, di scandalo e di salvezza… e si potrebbe andare avanti quasi all’infinito, tanto ha interrogato l’uomo nei secoli assieme al suo protagonista per eccellenza: Cristo; provocandolo l’uomo, facendogli nascere infinite domande e altrettante risposte, argomento inesauribile che mai fino in fondo verrà compreso dalla mente umana.
Crociato: termine spesso negativo nel significato corrente, relegato a guerre passate combattute portando come simbolo la croce. Rimosso o accantonato nella coscienza della nobile cultura dell’occidente, come senso di colpa, un tabù, un passato da non evocare, un’arma di ricatto morale perennemente puntata addosso.
Eppure da qualche tempo qualcuno o qualcosa da terre lontane ma abbastanza prossime a dove la Croce iniziò a diffondere il suo mistero all’umanità, lancia il suo urlo terribile da belva abominevole, chiama ancora l’occidente terra dei “crociati”, forse inconsapevolmente e paradossalmente ricorda in modo farneticante a quel mondo dell’occidente smarrito nei suoi valori che esite una Croce, lo fa con mezzi truci e barbari, col sangue innocente di bambini, li chiama “adoratori della Croce”, poveri martiri del nostro tempo, “crociati” nel senso più autentico del termine, come crociato per eccellenza fu Cristo, come crociati sono tutti gli innocenti di tutte le razze e religioni che vengono sacrificati.
Se mai l’odio si placherà nell’umanità, se mai chi uccide gli innocenti si fermerà e cambierà vita, purtoppo non sarà grazie a iniziative di rieducazione etico-morale, ma solo prendendo coscienza del male compiuto incrociando lo sguardo dell’umana innocenza martirizzata, sguardo che riesca a penetrargli l’anima chiedendogli semplicemente: perchè? un perchè a cui non potrà dare risposta, come risposte al male non ce ne sono, come qualcuno ha detto: all’origine del male impossibile arrivarci per l’uomo pena la pazzia.

(Pier59)

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