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Osterie e taverne di ieri e di oggi: Osteria della Carla, via Rizzi

Lo slancio di gioventù spinse la giovane Carla Locatelli ad aprire un’osteria proprio nella centralissima via Rizzi, proseguendo la precedente attività dei De Pasquale detti “Trani”, che gestirono questa osteria dagli anni ’30. Secondo alcuni il soprannome derivava dalla città pugliese da cui provenivano, ma risulta che i “Trani” fossero di Bisceglie, per cui il soprannome non regge. Un’altra ipotesi plausibile è che ci si rifaccia al vocabolo in dialetto milanese per indicare un tipo di osteria molto popolare, il che sembrerebbe più calzante…

Dopo questa digressione, torniamo all’osteria di Carla che fu aperta il 2 novembre del 1947 assieme allo zio Bepo del Furen che si occupava del servizio ai tavoli, mentre la mamma di Carla era impegnata ai fornelli con fumanti pentole che sprigionavano profumi di minestroni e trippa. I clienti erano per la maggior parte anziani, attirati dal fatto che lì si era formata la sede dei Reduci e combattenti della Prima guerra mondiale e che, in occasione della ricorrenza del 4 novembre, si teneva un sostanzioso rinfresco dove non mancava un buon vino del Garda, come pure vermouth, Cynar, Campari, spuma e gazzosa, il tutto servito su tavoli impreziositi con fiori freschi.

Ci fu anche un periodo in cui, appena dopo la Seconda guerra, si svolsero dei consigli comunali nell’osteria.

Una cosa alquanto bizzarra si verificava quando un corteo funebre passava davanti all’osteria: infatti alcuni uomini non resistevano alla tentazione di entrare a sorseggiare un bicchiere di vino o un caffè di ottima qualità e abbandonavano momentaneamente il corteo per poi uscire in tempo per accompagnare il defunto al cimitero

Carla era anche solita portare da bere il sabato pomeriggio alla sede della Banda di Brembilla, situata dove si trova attualmente la biblioteca, quando c’erano le prove e i musicanti, per far fronte all’arsura della gola dovuta allo sforzo profuso nel soffiare negli strumenti, avevano proprio bisogno di un buon “goccio” di vino.

Quando verso la fine degli anni ’50 arrivò la televisione, l’osteria si trasformava in una sala cinematografica e la gente si accalcava per seguire i programmi più famosi come Lascia o Raddoppia?, sognando a occhi aperti di cambiare la propria vita.

Nonostante il locale fosse provvisto di un ventilatore, il fumo delle sigarette e i vapori dell’alcol rendevano l’aria piuttosto pesante, ma l’atmosfera che vi regnava era piacevole e familiare anche grazie al carattere cordiale e affidabile di Carla, la quale, nei giorni di chiusura o nei giorni di maggior affluenza, accoglieva i clienti più assidui nel retrobottega. Godeva anche di una stima tale che qualche avventore, poco disposto a resistere alle lusinghe di Bacco, le affidavano il portamonete dal quale lei correttamente prelevava l’esatto l’importo del vino consumato, quando il cliente non era più in grado di farlo da solo.

 

Per Carla il giorno della chiusura, avvenuta nel novembre 1979, fu un malinconico momento, ma accompagnato dalla consapevolezza di aver svolto con rettitudine il mestiere di ostessa.

Informazioni su diego80 (1980 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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