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Tra stregoni, eolica e cabala- Speciale Benevento in serie A

Fa un certo effetto leggere l’ordine alfabetico delle squadre che parteciperanno alla serie A 2017/18. Atalanta, Benevento, Bologna, Cagliari, Chievo, Crotone, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spal, Torino, Udinese, Verona. Abbiamo volutamente messo in neretto la seconda dell lista, perchè a distanza di qualche giorno da quella sera di giovedì 8 giugno, leggere il nome di questa squadra campana tra le 20 della serie maggiore, fa ancora uno strano effetto, per un club che è salito nel piano più alto del calcio italiano dopo una sola stagione da neopromossa e debuttante assoluta in serie B. Un traguardo mai riuscito a nessuna società nel passato: i recente, Latina e Trapani si sono avvicinate, ma dopo un’esperienza di qualche stagione in serie B (senza tuttavia riuscirci), Carpi e Frosinone anche loro sono salite, ma dopo qualche stagione di apprendistato nella serie cadetta, così come il Crotone.

TUTTA LA FORZA DEL VENTO – Benevento, città del Sud sempre passionale e caloroso. La Campania che coccola i suoi idoli e li rende quasi miti. Quarta squadra della regione a salire in A, dietro la regina Napoli e alle nobili Avellino e Salernitana, salvatisi splendidamente in serie B nell’ultima stagione. Due campane in serie A mancavano dal 1987, anno in cui vinse proprio il Napoli il suo primo titolo. Forse il nome che la città porta era destino che volesse dire “Lieto evento”. Salire in due stagioni dalla Lega Pro alla serie A è sicuramente un  lieto evento, storico e sensazionale. La città è governata da Clemente Mastella, politico di levatura nazionale, nello schieramento di centro destra di Forza Italia, ed è abitata da poco più di 60.000 anime. I patroni sono ben tre: San Bartolomeo apostolo, festeggiato il 24 agosto, quando i campani avranno già debuttato in serie A, la Madonna delle Grazie (2 luglio) e san Leone IX (il 19 aprile).

I colori sociali sono il giallo ed il rosso. Disputa le partite interne presso lo stadio comunale Ciro Vigorito, inaugurato nel 1979. I calciatori del Benevento sono conosciuti in tutta Italia come gli Stregoni, in quanto la città è nota per essere “la città delle streghe” per via dei riti religiosi pagani che svolgevano i Longobardi lungo il fiume Sabato durante la loro dominazione, visti dalle popolazioni locali cristiane come veri e propri atti di stregoneria. E Vigorito è anche il cognome del presidente ella società, Oreste, fratello di Ciro, al Quale è stato intitolato lo stadio cittadino. Oreste è il mago dell’energia eolica. Per conoscerlo meglio, l’articolo di Calcio e& Finanza ci dice che

” il suo peso nella storia dell’ascesa del Benevento lo ha l’energia eolica. Già, perché Oreste Vigorito (nato ad Ercolano nell’ottobre 1946, avvocato laureato in Giurisprudenza e Lettere e Filosofia) è diventato uno degli imprenditori più noti in Campania proprio grazie al vento: nel 1993 ha infatti fondato ad Avellino la la Ivpc (Italian Vento Power Corporation). Una sorta di pionieri in Italia dell’energia eolica (tanto da diventare presidente onorario dell’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento), che gli ha portato grandi affari ma anche qualche problema giudiziario. La sua holding Maluni srl, che raggruppa tutte le aziende del gruppo, ha un fatturato di 83,8 milioni di euro (dato 2015, ultimo disponibile) e nell’ultimo bilancio un utile di 8,2 milioni di euro.

Tramite la Maluni inoltre controlla anche i suoi altri investimenti: oltre al Benevento, ha interessi anche nel settore alberghiero, internet, elettronica e anche nell’editoria, visto che è il direttore editoriale del sito Ottopagine.it.

Un piccolo impero che è servito al patron del Benevento anche nel calcio, a livello economico. La società giallorossa infatti negli ultimi due anni mezzo (complice la modifica della durata dell’esercizio sociale, passata nel 2015 da seguire l’anno solare a quello sportivo, con conseguente esercizio di soli 6 mesi dall’1 gennaio 2015 al 30 giugno 2015) ha avuto un rosso complessivo a bilancio di 18,3 milioni di euro (-29,7 considerando l’esercizio 2014), con il bilancio al 30 giugno 2016 chiuso a -4,7 milioni, a fronte di ricavi per 1.672.457 euro e costi per 6.354.925 euro.”

Quindi, Benevento in questo caso ha davvero a che fare col vento: un vento benevolo, giocando col nome, che ha fatto fare passi a giganti al piccolo club di provincia, che ora si augura che la prima serie non sia solo una breve avventura. Scrivendo la storia, essendo il primo club esordiente dalla Lega Pro a salire subito in serie A, ha già impesso il proprio nome.

LA RIVINCITA DI BARONI – Marco Baroni, fiorentino classe 1963, è stato un difensore di spessore, laureatosi campione d’Italia col Napoli, nonchè vincitore della Supercoppa italiana nel 1990, nel punto suìicuramente più alto della sua carriera. Ha giocato una stagione anche alla Roma, poi ha chiuso la carriera tra Bologna, Verona (dove ha rivisto la serie A nel 1996) e Poggibonsi. Da allenatore ha guidato il Siena in serie A, ma viene esonerato dopo un punto in tre gare nel 2009. Il meglio di se lo da tra il 2011 e il 2013 con la Primavera ella Juventus, conquistando Torneo di Viareggio e Coppa Italia. Così gli vale la chiamata del Lanciano, portandolo ad una tranquilla salvezza. Così passa al Pescara, ma subisce un’amaro esonero ad un turno del temine, con la squadra affidata a Massimo Oddo che raggiunge comunque i playoff da settima, perdendo la finale col Bologna. Baroni riparte da Novara, dove tra alti e bassi porta la squadra all’ottavo posto finale che valgono i playoff: nello spareggio vince con un rocambolesco 4-3 a Bari (facendosi rimontare da 3-1 a 3-3 e passando ai supplementari), ma in  semifinale il sogno si spezza contro la sua ex Pescara, che poi andrà in serie A. Arriva così la chance del Benevento neopromosso in serie B e l’affronta alla grande, innestandosi subito nelle alte posizioni: al debutto sconfigge subito l’altra neopromossa Spal per 2-0, e alla terza con lo stesso risultato batte pure il Verona. Alla sesta, dopo due pari, arriva il primo successo esterno, addirittura un 4-0 a Bari il 24 settembre. Il primo ko arriva alla nona, il 9 ottobre col ko nel derby a Salerno (2-1). E’ l’inizio di una flessione, con un solo punto in quattro giornate, ma poi si riprende infilando quattro vittorie consecutive, un primato, una striscia di otto gare senza sconfitte fermata dal ko a rosinone alla vigilia di Natale e chiude l’andata con un sorprendente terzo posto alle spalle di Verona e Frosinone, senza sconfitte al Vigorito.

Il ritorno si apre col ko in casa della Spal, tuttavia la squadra esce imbattuta dal Bentegodi contro il Verona (2-2). Il 24 febbraio crolla dopo diverso tempo l’imbattibilità interna, perdendo 4-3 col Bari. Quì inizia una serie con pochi risultati utili, culminata dal tonfo a Cesena (4-1) del 25 aprile: il Benevento sembra non farcela più e mettere in discussione pure i playoff, ma nel finale recupera le energie: 10 punti nelle ultime 4 giornate lo piazzano al quinto posto, ripristinando tra l’altro i playoff grazie al 2-1 sul Frosinone alla penultima che manda in serie A proprio la Spal. Ai playoff il Benevento (partito con un punto di penalizzazione per ritardi Irpef che saranno decisivi per il quarto posto che avrebbe evitato un turno ai playoff) fa fuori subito lo Spezia, e poi il Perugia in semifinale (1-0 caalingo e 1-1 al Curi). In finale è sfida col Carpi di Castori settimo, ed il Benevento, dopo lo 0-0 del Cabassi, vince 1-0 al Vigorito con un gol del romeno di scuola Inter Puscas, a segno in tutte le partite playoff. E può partire la festa. Gli stregoni riescono così ad invertire la rotta e cancellare il tabù playoff, che li ha visti dal 1991 soccombere per ben 12 volte tra semifinali e finali.

Marco Baroni

CERAVOLO, CICIRETTI E GLI ALTRI – E’ la promozione soprattutto di Fabio Ceravolo, attaccante ex Reggina e Ternana, anche sei mesi a Bergamo nel 2009. 20 gol segnati nella stagione regolare, uno in più di quanti segnati in cinque stagioni in Calabria. Ma anche di George Puscas, cognome impegnativo, anche se questo giovane 21 enne non è ungherese, ma rumeno. Portato in Italia dall’Inter, dopo essere stato protagonista nella Primavera nerazzurra ha giocato a Bari in prestito la passata stagione, prima di essere ceduto al Benevento. dove è stato decisivo soprattutto nel finale e nei playoff, dove ha segnato in tutte e tre le gare.Tornerà all’Inter e chissà che il club meneghino non lo rimandi al Vigorito. E poi di Amato Ciciretti, centrocampista semi sconosciuto prima di quest’anno: ha girato le giovanili delle due romane, prima Lazio e poi Roma, ma una carriera spesa finora in Lega Pro tra Carrara, L’Aquila, Pistoia e Messina, prima di passare al Benevento, dove conquista la promozione in serie B, segnando su rigore il primo gol del Benevento del successo sulla Spal, eguagliando i sei gol del precedente campionato di Lega Pro. E poi Filippo Falco, centrocampista col vizio del gol in prestito dal Bologna dove è esploso a Benevento. Ma anche il portiere dell’Under 21 Alessio Cragno, anche lui in prestito dal Cagliari che lo pescò dal Brescia. O giocatori ritrovati, come il guineano Karamoko Cissè, meteora a Bergamo, bomber di riserva all’AlbinoLeffe e protagonista a Caserta. Ma anche il ghanese Rahman Cibsah, scuola Juve, già in serie A con Sassuolo e Frosinone. Per finire la rassegna con capitan Fabio Lucioni, carriera passata tra la sua Ternana e Reggina, anche lo Spezia. A fine settembre compirà 30 anni e li festeggerà in serie A per la prima volta con la sua squadra.

Fabio Ceravolo

Amato Ciciretti

George Puscas

IL VIGORITO – (DA WIKIPEDIA) Lo stadio Ciro Vigorito (chiamato stadio Santa Colomba fino al 2 novembre 2010, dal nome della contrada in cui sorge)[3], è stato inaugurato il 9 settembre 1979 e si trova nella città di Benevento sulla riva sinistra del fiume Sabato.[2]È il terzo stadio della Campania per capienza dopo il San Paolo di Napoli e l’Arechi di Salerno.

Il 2 novembre 2010, in seguito alla morte dell’amministratore delegato del Benevento Calcio, nonché presidente del settore giovanile, Ciro Vigorito, la città ha reso omaggio cambiando il nome del Santa Colomba e dedicando l’impianto al defunto dirigente beneventano.[3]

In occasione della promozione in Serie B ottenuta contro il Lecce il 30 aprile 2016[8], e durante gli incontri di play-off di Serie B 2016-2017[9], sono state previste misure straordinarie di sicurezza con l’ampliamento dello stadio di 1.287 posti così ripartiti: tribuna 332, curva 747 e distinti 208[10].

La struttura dello stadio è intelaiata, formata da un pilastro a forma di ipsilon precompresso, con una trave su cui vengono appoggiati i gradini. Tecnicamente si definisce “monolitica” in quanto vi sono dei pezzi di struttura costruiti a parte e che poi, messi insieme, formano una sola struttura.

Inoltre è presente una pensilina per la tribuna che è incernierata, retta da un puntone incastrato alla sommità della trave. Ci sono anche determinate caratteristiche tecniche come il riscaldamento che è formato da un impianto di termoventilazioni in modo che, dopo pochi minuti dall’accensione, si ha la fuoriuscita dell’aria calda.

Gli spogliatoi sono molto ampi, con numero di servizi e docce superiori a quelli regolamentari.

Durante la costruzione ci furono dei problemi a causa di una falda d’acqua che allagava il sottopassaggio che dagli spogliatoi consente l’accesso in campo degli atleti. Il tutto fu superato con una impermeabilizzazione fatta da una ditta specializzata. Il drenaggio del campo avviene con la raccolta d’acqua fatta da una serie di tubi e scalata nel fossato dove, per mezzo di una rete fognante, arriva nello scarico all’esterno dello stadio.

Ci sono, altresì, 18 bocche chiamate “vomitori” per far defluire il pubblico in un tempo breve.

Le ditte che contribuirono alla realizzazione furono Clemente (per il fondo campo), Perifano (per il ferro), Carrino (per i vetri), Di Girolamo di Avellino (per la recinzione esterna), Verico di Avellino (per l’impianto di termoventilazione), Agostini di Ascoli Piceno (per l’impianto elettrico) e De Lucia (impianto di diffusione sonora).

Lo stadio è formato da due anelli: uno superiore scoperto composto da 22 gradini e uno inferiore coperto composto da 9 gradini.

I settori sono costituiti dalla tribuna, dai distinti e dalle curve. La tribuna a sua volta è divisa in quattro settori: “tribuna vip”, “tribuna giallorossa” e “tribuna inferiore” con poltroncine (coperte); “tribuna laterale” (scoperta) con gradini.

Al di sopra della tribuna numerata esiste un reparto per le riprese televisive. La tribuna stampa può ospitare sino a 50 giornalisti. Gli ingressi allo stadio sono così divisi: quattro alla curva nord (due riservati ai tifosi ospiti), due alla curva sud, due ai distinti e due alla tribuna.

Lo stadio “Ciro Vigorito” è attrezzato anche per ospitare le cosiddette gare in notturna. L’impianto di illuminazione, però, è stato inaugurato soltanto il 30 agosto 1992 (partita di coppa Italia: Benevento-Casale Bonito) a seguito di un lunghissimo contenzioso tra la ditta Fratelli Verde, appaltatrice dell’opera, e il Comune.

 

PRESENZE ( da calcio.serieanet)
GiocatorePresenzeGolRigoriCartellini
A favoreContro
TotSosSubPanGfGsAuTotRSTotRSPAmEs
LUCIONID41318
CERAVOLOA3911220777
VENUTID376345
CHIBSAHC36714561
CICIRETTIA3571161151
CRAGNOP3330442
FALCOA31155162
LOPEZC303611102
DEL PINTOC2961199
BUZZEGOLIC29119623
CAMPORESED2814125
CISSEA27482462
PEZZID25761713
MELARAC211351112
GYAMFID2048173
PADELLAD1921113
PUSCASA17311542
PAJACC165111711
VIOLA N.C143352
ERAMOC141611
DE FALCOC1347141
JAKIMOVSKIA1055812
GORI P.P930123211
MATERAC52314
BAGADURD1121
BRIGNOLAA1111
AGYEIC11
CAMPAGNACCIA11
ALASTRAP7
DONNARUMMA ALE.A7
PINTOA5
RUTJENSD5
PISCITELLIP3
PERUCCHINIP2
VOLPICELLIC2
CRUDOD1
FUSCOD1
MAZZEOA1
TOTALE5821201202565542288761886
GIUDICE SPORTIVO
AUTOGOL A FAVORE1
TOTALE SQUADRA5821201202565642288761886

 

Informazioni su diego80 (1943 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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