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4 luglio 2004 – Quell’incredibile macchia greca sul calcio europeo

C’era una volta una piccolo paese che si affacciava sul mar Egeo e sul mar Ionio. Aveva una storia incredibile che ci facevano studiare sui libri di scuola, della lotta tra Sparta e Atene, dalla nascita delle Olimpiadi moderne nel 1896, e meta preferita di molti vacanzieri. Ma anche una crisi economica senza precedenti, un Paese comunque affascinante sia per la storia, per la letteratura e per la tradizione. Tradizione se trapiantata al calcio non dice molto: come quadre di club, una finale di Coppa dei Campioni disputata dal Panathinaikos, assieme all’Olimpiacos la più rappresentativa tra le società, e la nazionale solo qualche apparizione al mondiale e all’europeo. Una vita passata nella mediocrità, tranne in un caso: correva infatti l’estate di 13 anni fa, nel 2004, quando la nazionale ellenica arrivò a vincere l’Europeo di calcio in Portogallo, battendo i padroni di casa (in cui già c’era Cristiano Ronaldo) e salì tra lo stupore generale sul tetto d’Europa. Una vera fiammata isolata, perchè la squadra greca non iniziò cicli vincenti e restò ancora nella propria mediocrità (tra l’altro fallendo subito la qualificazione al successivo mondiale tedesco). Quel successo restò un evento straordinario per una nazionale mai abituata ai grandi successi, paragonabile quasi a quello danese ad Euro 1992 (seguito almeno da un successo in Confederation’s Cup tre anni dopo): la squadra catenacciara e contropedista di Otto Rehagel scrisse una pagina incredibile del calcio europeo in una stagione in cui le grandi sparirono tutte dal radar, già sperimentata pochi mesi prima nella non certo nobile Porto-Monaco finale di Champions League, e che in questa edizione le nazionali abdicarono, dall’Italia, alla Germania, alla Francia alla Spagna grande solo da quattro anni dopo, all’Inghilterra. Il successo greco sembrò quasi ricalcare il terzo posto turco ai mondiali nippo coreani di due anni prima, con questi che però avevano già alle spalle i successi europei del Galatasaray del 2000.

L’APOTEOSI DI UNA VITTORIA INASPETTATA – Non era certo favorita per il titolo la Grecia di Otto Rehagel, che secondo gli addetti ai lavori avrebbe fatto la sua breve comparsata per poi uscire di scena subito. Le favorite erano le solite: la Francia campione d’Europa in carica, la Germania finalista mondiale e banco di prova per l’organizzazione del prossimo mondiale, l’Italia, vogliosa di riscatto dopo i golden gol presi nell’ultimo Europeo e Mondiale, e l’Inghilterra, da sempre avvezza a questa manifestazione. Il girone in cui è inserita con Portogallo, Spagna e Russia non autorizza certo all’ottimismo, anche se la Spagna non è ancora la schiacciasassi che nascerà nell’Europeo successivo, il Portogallo e la Russia non hanno mai alzato trofei, anche se come URSS la Russia vinse la prima edizione del 1960. Al debutto però batte i padroni i casa per 2-1, e poi ferma sul pari la Spagna (1-1) e poi pere con la Russia 2-1, ma il gol segnato consente di pareggiare la differenza reti con gli spagnoli ed estrometterli in virtù dei gol fatti, 4 contro 2. Ma il bello viene dopo: mentre Italia e Germania escono al primo turno, estromesse rispettivamente dal biscotto di Svezia e Danimarca e dalla Repubblica Ceca, alla Grecia capita la rancia campione d’Europa. Sembra una sfida scontata, ma pochi pensano che sarà un passaggio di consegne: un gol del capitano Angelos Charisteas ed una difesa ferrea estromettono i campioni in carica. In semifinale arriva la Repubblica Ceca e la sfida si prolunga ai supplementari, quando un gol dell’ex di Perugia e Roma Dellas manda incredibilmente gli ellenici in finale. A Lisbona il 4 luglio per una strana coincidenza si ritrovano le due squadre della gara d’esordio, Portogallo e Grecia. Padroni di casa favoriti al fattore ambientale, ma la Grecia, già vittoriosa 22 giorni prima, imposta una gara di difesa e contropiede e vince con un gol el solito Charisteas, alzano un trofeo tra lo stupore di tutti. La piccola rimasta piccola, ma diventata grande per un’estate.

Grecia Grecia

Allenatore: Germania Otto Rehhagel

N.Pos.GiocatoreData di nascita/EtàPres.Squadra
1PAntōnīs Nikopolidīs13 gennaio 197142Grecia Panathinaikos
2DYourkas Seitaridis4 giugno 198118Grecia Panathinaikos
3DStylianos Venetidis19 novembre 197636Grecia Olympiakos
4DNikos Dabizas3 agosto 197367Inghilterra Leicester City
5DTraianos Dellas31 gennaio 197616Italia Roma
6CAngelos Basinas3 gennaio 197642Grecia Panathinaikos
7CTheodoros Zagorakis27 ottobre 197188Grecia AEK Atene
8CStelios Giannakopoulos12 luglio 197436Inghilterra Bolton Wanderers
9AAngelos Charisteas9 febbraio 198026Germania Werder Brema
10CVassilis Tsiartas12 novembre 197257Grecia AEK Atene
11ADemis Nikolaidis17 settembre 197350Spagna Atlético Madrid
12PKonstantinos Chalkias30 maggio 19744Grecia Panathinaikos
13PFanis Katergiannakis16 febbraio 19746Grecia Olympiakos
14DTakis Fyssas12 giugno 197330Portogallo Benfica
15AZisis Vryzas9 novembre 197345Italia Fiorentina
16CPantelis Kafes24 giugno 197818Grecia Olympiakos
17CGiorgios Georgiadis8 marzo 197257Grecia Olympiakos
18DYannis Goumas24 maggio 197527Grecia Panathinaikos
19DMichalis Kapsis18 ottobre 19738Grecia AEK Atene
20CGiorgos Karagounis6 marzo 197730Italia Internazionale
21CKostas Katsouranis26 giugno 19795Grecia AEK Atene
22ADimitrios Papadopoulos20 settembre 19816Grecia Panathinaikos
23CVasilīs Lakīs10 settembre 197629Grecia AEK Atene

Molti di loro avevano accumulato esperienza nel campionato italiano: Dellas era della Roma,  la punta Vryzas era a Firenze, dopo essere stato a Perugia come Dellas, e Karagounis era all’Inter. Ma in Italia erano stati anche Zagorakis (Inter e Bologna) e il secondo portiere Katergiannakis (Cagliari). Un gruppo fantastico, che fece parlare in quell’edizione e sorprese tutti per quella macchia improvvisa di successo. Al momento ei sorteggi dei gruppi, nel dicembre 2003, era nell’urna D con le più deboli: Bulgaria, Svizzera e l’esordiente Lettonia.

Angelos Charisteas

IL DOPO EUROPEO – La fiammata portoghese non fu compensata da continuità, e la selezione ellenica tornò ben presto nei ranghi: nella Confederation’s Cup 2005 fece solo un punto, e mancò la qualificazione al mondiale successivo. Si qualificò ad Euro 2008 e difese il titolo in Austria e Svizzera, ritrovando tra l’altro Spagna e Russia nel girone oltre alla Svezia, ma stavolta perse tutte le gare ed andò a casa subito. Prese parte al torneo iridato 2010, dove raccolse il primo successo in un mondiale battendo la Nigeria 2-1, ma uscì comunque al primo turno, Nel marzo 2011, dopo l’addio di Rehagel e l’arrivo del portoghese Fernando Santos in panchina, la Grecia si trovò addirittura 10ma nella classifica FIFA davanti pure all’Italia. Le 17 partite senza sconfitte sembrano ridare una nuova dimensione alla Grecia, e vince da imbattuta il girone di qualificazione ad Euro 2012, dove riesce dopo otto anni a passare la prima fase superando la Russia 1-0 e qualificandosi ai quarti, dove però la Germania è il capolinea. Ai playoff accede anche ai Mondiali 2014 dove ritrovano entusiasmo superando per la prima volta in un mondiale la fase a gironi: decide un  successo per 2-1 sulla Costa d’Avorio con un rigore di Samaris a pochi secondi dalla fine. Agli ottavi però usciranno ai rigori contro un’altra sorpresa,il Costarica. Arriva poi Ranieri sulla panchina ellenica, ma il tecnico romano manca la qualificazione ad Euro 2016.Il 12 febbraio 2015 viene nominato CT l’uruguayano Sergio Markarián, ma le cose non cambiano: era dal 2000 che la Grecia non mancava ad un Europeo.

 

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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