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Estati di vecchi tempi Giochi senza frontiere

L’infanzia o la giovinezza di chi ha superato (magari da oltre un lustro) gli -enta e vede da vicino i primi -anta non può che essere ricordata per quelle specie di “olimpiadi acquatiche” che rispondevano al nome di “Giochi senza frontiere”. Non sempre l’acqua era protagonista in realtà, ma la maggior parte delle prove erano da svolgere in enormi piscine, con le squadre, composte da selezioni di “atleti” di una determinata città, che rappresentavano ognuna una nazione diversa (l’Italia fu l’unica a partecipare a tutte le 30 edizioni) a sostenere diverse prove d’abilità, peggiorate dal fatto che spesso i concorrenti non erano liberi, ma incorporati in vari scatoloni o contenitori che rendevano ancora più difficili le prove. La sede era itinerante, e di solito le nazioni partecipanti (di solito da cinque ad otto) tutte europee (con l’eccezione del 1992 in cui partecipò l’unica africana, la Tunisia, che però chiuse ultima)ospitavano a turno una puntata. La nazione che otteneva più punti e vinceva più gare era dichiarata vincitrice di puntata, mentre le città che per ogni nazione ottenevano più punti durante l’edizione si sfidavano nella finale. In caso di stesso punteggio finale, non venivano effettuati pareggio, ma la posizione (in qualche caso pure la vittoria) era assegnata a pari merito. Anche Bergamo ospitò alcune puntate e vinse anche la puntata del 4 agosto 1990 a Tolosa, ospitando poi quella successiva, dove però partecipò Castiglione delle Stiviere, giungendo terza. In Italia il conduttore per la Rai, fu per la maggior parte Ettore Andenna, tanto che non ricordo altre trasmissioni da lui condotte all’infuori dei Giochi (una specie di Daniele Piombi con gli Oscar della Tv)

« Attention… trois, deux, un… (fischio d’inizio) »(La frase di partenza dettata in francese da Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi prima della partenza dei concorrenti)

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Giochi senza frontiere (in francese Jeux sans frontières, in sigla JSF) era un programma televisivo prodotto dall’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) e derivato dal programma francese Intervilles, a sua volta ispirato all’italiano Campanile sera. Nel Regno Unito andava in onda con il titolo It’s a Knockout (titolo anche del Campanile sera locale), mentre in tutti gli altri paesi era la traduzione fedele di quello francese. Il programma è andato in onda dal 1965 al 1982 e successivamente dal 1988 al 1999.

L’idea del programma fu del presidente francese Charles de Gaulle, che voleva che i giovani francesi e tedeschi si incontrassero in un torneo di giochi allo scopo di rafforzare l’amicizia tra Francia e Germania. Nel 1965, tre francesi (Pedro Brime, Claude Savarit e Jean-Louis Marest) proposero l’idea dei giochi anche ad altri paesi europei[1][2].

La prima edizione andò in onda nel 1965 e poi ogni estate ininterrottamente fino al 1982; dopo una sospensione di alcuni anni, il programma riprese nel 1988 e andò avanti fino al 1999. Essi erano una sorta di olimpiadi dove ogni nazione partecipante era rappresentata, in ogni puntata, da una diversa città o (più spesso) cittadina che sfidava in prove molto divertenti e bizzarre le città delle altre nazioni. In quasi tutte le edizioni ciascuna puntata veniva ospitata in una delle città partecipanti alla puntata stessa; nelle ultime quattro edizioni i giochi furono disputati in un’unica sede. Alla prima edizione parteciparono Belgio, Francia, Germania Ovest e Italia, e nel corso degli anni si avvicendarono in totale 20 nazioni. L’Italia è stata l’unica nazione che ha partecipato a tutte le edizioni estive della manifestazione che, inizialmente limitata a nazioni del Mercato Europeo Comune, Regno Unito (poi entratovi) e Svizzera, venne poi abbandonata da alcune di queste, sostituite da altre nazioni europee.

Dal 1966 al 1982 gli arbitri ufficiali furono gli svizzeri Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi[3]. Alla ripresa vi fu il belga Denis Pettiaux (già concorrente nel 1981 e 1988) affiancato prima da Bernard Galley poi da Carlo Pegoraro.

In Italia il programma venne trasmesso, dall’inizio fino al 1982 (anno in cui terminò la prima serie), sul Secondo Programma, l’odierna Rai 2; dal 1971 al 1977 venne condotto da Giulio Marchetti e Rosanna Vaudetti e trasmesso a colori già dal 1973, nonostante la RAI non avesse ancora adottato ufficialmente il colore; con l’inizio del secondo ciclo, nel 1988, venne trasmesso su Rai 1. L’Italia ha vinto 4 volte: nel 1970, 1978, 1991 e 1999. Nel 1978 e 1999 vinse la finale senza neppur aver vinto una puntata. Non vinse alcuna puntata neppure nel 1973, nel 1982 e nel 1992.

Vennero disputate anche venti edizioni invernali, chiamate Giochi sotto l’albero e Questa pazza pazza neve.

Il successo di Giochi senza frontiere superò qualsiasi previsione e risultò travolgente in tutta Europa. Nel 1977 una puntata di Giochi senza frontiere fece segnare un’audience di 17 milioni di spettatori, ma secondo alcune fonti[quali?] la trasmissione avrebbe toccato i venti milioni. Anche con la ripresa del 1988 il programma ebbe un notevole successo, nonostante il periodo estivo.

PaeseAnni di partecipazioneEdizioniVittorie
Belgio Belgio1965-1982, 1988-1989202
bandiera Germania Ovest1965-1980166
Francia Francia1965-1968, 1970-1982, 1988-1992, 1997-1999253
Italia Italia1965-1982, 1988-1999304
Svizzera Svizzera1967-1982, 1992-1999242
Regno Unito Regno Unito1967-1982164
Paesi Bassi Paesi Bassi1970-1977, 1997-1998100
Liechtenstein Liechtenstein19761 (una puntata)0
Jugoslavia Jugoslavia1978-1982, 199060
Portogallo Portogallo1979-1982, 1988-1998155
Spagna Spagna1988, 1990-199241
San Marino San Marino1989-199130
Galles Galles1991-199440
Tunisia Tunisia199210
Cecoslovacchia Cecoslovacchia1992 (ma con sole città ceche)11
Rep. Ceca Rep. Ceca1993-199532
Grecia Grecia1993-199970
Ungheria Ungheria1993-199973
Slovenia Slovenia1994, 1996-1997, 199940
Malta Malta1994-199520

Formula

Il gioco consisteva in una serie di prove che le nazioni dovevano affrontare per guadagnare punti. Nelle prove in cui le nazioni si sentivano più forti potevano giocare (in molte edizioni) il jolly, che faceva raddoppiare il punteggio totalizzato, mentre, a turno, saltavano una prova per giocare (se presente) il fil rouge, una prova speciale che ogni squadra doveva affrontare individualmente. Nella seconda serie, il gioco finale prevedeva punteggi raddoppiati. Nel 1988, 1989 e 1994 fu introdotta la “scommessa”: la squadra che non giocava puntava su un’altra, ottenendo così gli stessi suoi punti conteggiati ad esclusione dell’eventuale jolly (es. nella puntata di Roma nel 1994 il Portogallo scelse di puntare sull’Italia e avendo essa vinto 18 punti col jolly, ne ricevette 9)[4].

Altre caratteristiche

Fino al 1995 la trasmissione è stata itinerante: in ogni edizione, ciascuna puntata veniva ospitata a rotazione da ognuna delle diverse nazioni partecipanti, cosicché di puntata in puntata i Giochi si svolgevano sempre in scenari diversi. Durante la seconda serie, la prima puntata di ogni edizione si tenne sempre in Italia, tranne il 1994 quando si partì dal Portogallo. Dal 1996 si è optato per una sede fissa: Torino nel 1996, Budapest nel 1997 (con finale però a Lisbona), Trento nel 1998, Isola di Capo Rizzuto nel 1999. Alla puntata finale di ogni edizione accedevano le squadre che per ciascuna nazione avevano ottenuto i risultati migliori nel corso delle puntate “eliminatorie”, indipendentemente dai punteggi. Ogni nazione era indicata con la rispettiva sigla automobilistica internazionale.

Copertura televisiva

Ovviamente, essendo un programma dell’UER, a trasmetterla erano le tv affiliate. Come detto l’Italia trasmise la prima serie su Rai 2, la seconda su Rai 1. In Svizzera la situazione è stata particolare: dal 1967 al 1982 accadeva che li trasmettessero tutte le tv SRG SSR, oppure solo la francese TSR o solo l’italiana TSI; nel 1992 invece li trasmise solo TSR, affiancata l’anno dopo da TSI (nella sigla unificata del Te Deum di tale anno compariva il logo comune SSR), che poi rimase fino al 1999 la sola tv svizzera presente, con conseguente partecipazione, almeno dal 1994, di città italofone. Il Belgio partecipò per anni con entrambe le sue tv pubbliche, la vallona RTBF e la fiamminga BRT, per poi chiudere con la sola tv francofona.

Alla ripresa degli anni novanta, il Regno Unito (BBC) non prese più parte, ma partecipava per un breve periodo il Galles con la consociata di Channel 4S4C, e come sigla della nazione appariva GB. Nei Paesi Bassi invece li trasmise NCRV/NOS nella prima serie, quindi il breve ritorno nella seconda fu opera di TROS/NOS. Nel 1992 la Cecoslovacchia unita, che debuttò nell’ultima edizione invernale, li trasmise su CST, ma partecipavano solo città ceche, cosa confermata dopo la pacifica dissoluzione del paese, quando CT divenne tv pubblica della Repubblica Ceca. Dopo lo scioglimento dell’ORTF nel 1975, la Francia ha trasmesso i giochi su Antenne 2, l’antesignana di France 2 (che torna attiva dal 1997 al 1999). La Spagna ha trasmesso le edizioni a cui ha partecipato su TVE 1, il Portogallo su RTP 1. Per 6 edizioni è presente la Jugoslavia (paese non allineato ma membro EBU) con JRT, poi ritiratasi causa guerra: delle repubbliche nate dopo la scissione partecipa quattro volte RTV Slovenija.

Come tutti i programmi prodotti dalle tv EBU, era introdotto dal Te Deum di Charpentier. Nella prima serie ogni paese trasmetteva la propria sigla eurovisiva. Nella seconda serie ogni stagione ebbe un’unica sigla grafica, con il logo EBU-UER e quelli delle tv partecipanti, con varie versioni della melodia.

La lunga assenza dei Giochi

Ettore Andenna, storico presentatore del programma prima nel 1978 e poi dal 1991 al 1996

L’assenza dei Giochi dai palinsesti televisivi europei aveva causato in questi anni non poche proteste. In un’intervista del 2005 Ettore Andenna, storico conduttore per l’Italia con all’attivo 103 puntate, ha dichiarato: «La Rai ha ricevuto in una sola estate, l’anno dopo che erano finiti i Giochi Senza Frontiere,ben 7.000 lettere di telespettatori che rivolevano i giochi;[senza fonte] e la Grecia, la Svizzera e la Slovenia vorrebbero ripartire». Ed effettivamente nel 2001 il programma sembrava sul punto di tornare dato che 6 nazioni erano disposte a partecipare (anche l’Italia, sebbene con lo spostamento della programmazione da Rai 1 a Rai 3, e avrebbero debuttato Romania e Israele), ma poi il progetto non si realizzò.

Anche all’estero l’assenza si è fatta sentire: in Slovenia, l’interesse per i Giochi è stato tale che RTVSLO, mandando in replica le registrazioni dei Giochi degli anni passati, ha realizzato alti picchi di ascolti; in Portogallo, il canale pubblico RTP Memória manda in replica le varie puntate.

Il 20 luglio 2006, l’UER comunicò l’intenzione di riprendere le trasmissioni dei Giochi dopo un’assenza che durava dal 1999, grazie ad un accordo con la società di produzione Mistral: tuttavia alcuni problemi (in particolare di carattere finanziario) hanno bloccato l’edizione 2007.

Per la nuova edizione, si parlava di otto puntate più quella finale: ogni puntata si sarebbe dovuta comporre di cinque giochi, più il classico fil rouge e che le squadre avrebbero potuto utilizzare un jolly ciascuna. L’Italia, unica nazione sempre presente nell’edizione estiva, era disponibile alla partecipazione (e secondo indiscrezioni avrebbe indossato il colore bianco come nelle ultime edizioni), e un interessamento pare vi fosse anche da San Marino, appoggiata stavolta da SMRTV, e della croata HRT. Inoltre 2 comuni, Rosolina e Catania, avevano scritto alla RAI proponendosi come città ospitante nel caso la UER optasse per la sede fissa in Italia come in 3 delle ultime 4 edizioni.

Il 27 dicembre 2007 il programma della RAI La storia siamo noi trasmette una puntata dedicata a JSF, replicata più volte, dove molti ricordano tale avventura. Il 29 settembre 2009, parte della trasmissione televisiva Tutti pazzi per la tele condotta da Antonella Clerici è stata dedicata a JSF; hanno partecipato Ettore Andenna, Rosanna Vaudetti e Guido Pancaldi.

A dicembre 2016 l’UER nella pianificazione strategica 2017/2020 inserisce anche un nuovo format basato proprio sui famosi Giochi Senza Frontiere, denominato Eurovision Super Games, nuovo tentativo di rivisitazione del programma tv andato in onda fino al 1999, su cui si stanno raccogliendo, dopo il sì dell’Italia le adesioni da parte dei principali Paesi europei (in particolare Francia, Germania, Spagna e UK) per un lancio previsto per il 2018 o gli anni a seguire.[5]

Puntate ed edizioni speciali

Il 26 dicembre 1990, si svolse a Macao, allora colonia portoghese (tornata alla Cina nel 1999), una puntata speciale dei Giochi: la città infatti, da oltre 400 anni legata al paese lusitano, rivendicava il proprio diritto ad organizzare una puntata. Ettore Andenna e Feliciana Iaccio presentano la puntata per l’edizione italiana; in quest’occasione partecipano:

  • Spagna Jaca
  • Jugoslavia Traù
  • San Marino San Marino
  • Italia Bergamo
  • Portogallo Guimarães
  • Portogallo Macao.

La puntata venne vinta a pari merito da Bergamo e Traù con 46 punti; seguirono, ancora a pari merito per il terzo posto, San Marino e Guimarães con 34 punti, Jaca con 30 ed ultima Macao, organizzatrice dei Giochi, con soli 20 punti.

Oltre a questa si sono spesso organizzate puntate speciali per ricordare qualcosa che avesse a che vedere con la trasmissione.

Inoltre negli anni ottanta e novanta si sono svolte 20 edizioni invernali di JSF (14 comeGiochi sotto l’albero, 6 comeQuesta pazza pazza neve) le quali erano ovviamente ambientate in località montane; l’ultima è del 1992 con Italia, Francia, Svizzera (francofona), e Cecoslovacchia (ma con soli paesi della parte ceca): vinse la ceca Nové Město na Moravě.

La formazione di una unità europea

La trasmissione ha sempre avuto un carattere ludico di programma di intrattenimento. Aveva, però, anche l’ambizione di avvicinare i popoli del continente europeo. Curiosamente, negli anni novanta le squadre partecipanti erano tra le altre quelle di Malta, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovenia, tutti paesi successivamente entrati nell’Unione europea.

È molto significativo che quando, su proposta di Ettore Andenna, divenuto eurodeputato, il Parlamento Europeo ha emanato una direttiva comunitaria sulla televisione, ha dato come titolo Televisione senza frontiere, chiaro ricalco del titolo della trasmissione che aveva condotto una prima volta nel 1978, per poi tornarvi stabilmente dalla puntata speciale di Macao del 1990 al 1996.

Conduttori

NazioneConduttori (in ordine cronologico)[6]
Belgio Belgio1965-1981: Paule Herreman, Jean-Claude Menessier, Michel Lemaire e Bérengère Pascal (RTBF); Jan Theys, Willy Dalabastitia, Mike Verdrengh, Marc Van Poucke, Regine Clauwaert, Ann Michel, Linda Lepomme, Walter Capiau (BRT)
1982: Paule Herreman (RTBF); Mike Verdrengh (BRT)
1988-1989: Sylvie Rigot, Thierry Tinlot
Cecoslovacchia Cecoslovacchia1991 (edizione invernale): Martina Adamcova, Martin Dejdar
1992: Martina Adamcova, Pavel Zednicek
Francia Francia1965-1970: Guy Lux
1971-1982: Guy Lux, Claude Savarit, Simone Garnier
1988-1989: Fabrice, Marie-Ange Nardi
1990: Georges Beller, Marie-Ange Nardi
1991-1992: Georges Beller, Daniela Lumbroso
1997: Olivier Minne, Jean Riffel
1998: Jean-Luc Reichmann, Christelle Ballestrero
1999: Nelson Monfort, Fabienne Egal
Galles Galles1991-1993: Nia Chiswell, Iestyn Garlick
1994: Nia Chiswell, Iestyn Garlick, Johnny Tudor
bandiera Germania Ovest1965-1980: Frank Elstner, Camillo Felgen, Erhardt Keller, Manfred Erdenberger, Hartmut Bruehl, Tim Elstner, Marie Louise, Brigitte Martz, Karl-Heinz Wocker, Heribert Fassbender
Grecia Grecia1993: Dafne Bokota, Vera Stratakou, Angela Gerekou, Georgios Tsidimis
1994-1995: Dafne Bokota, Filippos Sofianos
1996: Dafne Bokota, Kostas Sgontzos
1997: Dafne Bokota, Kostas Sgontzos
1998-1999: Kostas Sgontzos
Italia ItaliaGiochi senza frontiere

1965-1966: Enzo TortoraGiulio Marchetti
1967-1968: Enzo TortoraGiulio MarchettiRenata Mauro
1969-1970: Giulio MarchettiRenata Mauro
1971-1977: Giulio MarchettiRosanna Vaudetti
1978: Ettore AndennaMilly Carlucci
1979-1981: Michele GamminoMilly Carlucci
1982: Michele GamminoSimona Izzo
1988: Claudio Lippi
1989: Claudio LippiFeliciana IaccioPaola Bulbarelli
1990: Claudio LippiFeliciana Iaccio
1991 Ettore AndennaFeliciana Iaccio
1992: Ettore AndennaMaria Teresa Ruta
1993Ettore AndennaMaria Teresa RutaCarlo Conti
1994: Ettore AndennaMonica Casti
1995: Ettore AndennaSimona Tagli
1996: Ettore Andenna
1997: Maria Teresa RutaAntonello DoseMarco Presta
1998-1999: Mauro SerioFlavia Fortunato

Giochi sotto l’albero

1971-1975: Rosanna VaudettiGiulio Marchetti
1976: Ettore Andenna
1977-1978: Ettore AndennaBarbara Marchand
1979-1981: Claudio Lippi
1989: Claudio LippiFeliciana Iaccio

Questa pazza pazza neve

1977-1978: Ettore AndennaBarbara Marchand
1979: Claudio LippiCecilia Bonocore
1980: Claudio LippiSabina Ciuffini
1981: Claudio LippiPatricia Pilchard
1991: Ettore AndennaMaria Teresa Ruta

NazioneConduttori (in ordine cronologico)[6]
Malta Malta1994: John Demanuele, Stephanie Spiteri
1995: John Demanuele, Charles Saliba, Louise Tedesco
Paesi Bassi Paesi Bassi1970-1977: Dick Passchier, Dik Bikker, Barend Barendse
1978 (edizione invernale): Dick Passchier, Barend Barendse
1979-1981 (edizione invernale): Dick Passchier
1997: Jack Van Gelder
1998: Ron Boszhard
Portogallo Portogallo1979: Eládio Clímaco, Maria Margarida Gaspar, Fialho Gouveia
1980: Eládio Clímaco, Fialho Gouveia
1981: Eládio Clímaco, Alice Cruz
1982: Eládio Clímaco, Alice Cruz, Maria João Carreira
1982 (edizione invernale): Eládio Clímaco e Ivone Ferreira
1988: Eládio Clímaco, Ivone Ferreira, Fialho Gouveia
1989: Eládio Clímaco, Ana do Carmo, Ana Zanatti
1990-1991: Eládio Clímaco, Ana do Carmo
1992: Eládio Clímaco, Ana do Carmo, Conceição Cabral
1993-1994: Eládio Clímaco e Cristina Lebre
1995: Eládio Clímaco, Anabela Mota Ribeiro, Luis de Matos
1996: Eládio Clímaco
1997: Ana do Carmo, Eládio Clímaco
1998: Maria João Silveira
Rep. Ceca Rep. Ceca1993: Marcela Augustová, Petr Vichnar
1994: Marcela Augustová, Ota Jirak, Rudolf Papezik
1995: Barbora Kroužková, Petr Vichnar
Regno Unito Regno Unito1967: David Vine, McDonald Hobley
1968: David Vine, Katie Boyle
1969-1971: David Vine, Eddie Waring
1972-1981: Stuart Hall, Eddie Waring
1982: Stuart Hall, Brian Cant
1982 (edizione invernale): Vince Hill
San Marino San Marino1989-1990: Laura Fabbri
1990 (Macao)-1991: Silvia Battazza
Slovenia Slovenia1994: Mario Galunic, Eva Longyka, Gregor Krajc, Špela Trefalt
1996: Gregor Krajc
1997: Eva Longyka
1999: Mojca Mavec
Spagna Spagna1988: Ignacio Salas, Guillermo Summers, Carmen Otero
1990: Daniel Vindel, Carmen Otero
1991: Daniel Vindel, Isabel Gemio
1992: Cesar Heinrych, Elisa Matilla
Svizzera Svizzera1967-1982: Georges Kleinmann, Claude Evelyne, Jacques Huwyer, Elisabeth Brindisi (SSR); Jan Hiermeyer, Dorothea Furrer, Heidi Abel, Rosemarie Pfulger (SRG); Tiziano Colotti, Ezio GuidiEnzo Tortora, Mascia Cantoni (TSI)
1991 (edizione invernale): Olivier Grandjean
1992: Catherine Sommer, Ivan Fresard (TSR)
1993: Catherine Sommer, Ivan Fresard (TSR); Caterina RuggeriPaolo Calissano (TSI)
1994: Caterina RuggeriPaolo Calissano (TSI)
1995-1998: Caterina Ruggeri (TSI)
1999: Matteo Pelli (TSI)
Tunisia Tunisia1992: Georges Beller, Daniela Lumbroso
Ungheria Ungheria1993: Dorottya Geszler, Istvas Vago
1994: Gábor Gundel Takács, Dorottya Geszler
1995: Gábor Gundel Takács, Dorottya Geszler, Erika Balogh
1996: Csaba Marton, Beatrix Farkas, Gábor Gundel Takács
1997-1999: Gábor Gundel Takács, Maria Borbás
Jugoslavia Jugoslavia1978-1979: Dragan Nikitovic, Dunya Lango, Minja Subota
1980: Bruno Alesio, Dunya Lango, Mito Trefalt
1981: Dunja Figenvald, Mersiha Colakovic, Minja Subota
1982: Dunja Figenvald, Minja Subota
1990: Jovan Pavlicek e Duska Markovic
1990 (Macao): Mladen Popovic

Opere derivate

Il celebre brano di Peter Gabriel Games without Frontiers, pubblicato sul suo album Peter Gabriel del 1980, reinterpreta Giochi senza frontiere come metafora dello sciovinismonazionalista.

Ocean Software pubblicò nel 1986 il videogioco It’s a Knockout, ispirato ufficialmente alla versione britannica del programma.

 

Ed ora una guida su tutte le edizioni disputate. Una vera enciclopedia delle estati passate.

https://it.wikipedia.org/wiki/Edizioni_di_Giochi_senza_frontiere

Informazioni su diego80 (1904 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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