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Ischia, l’isola ferita ma non abbattuta

Trattare un terremoto è sempre un argomento delicato, anche perchè significa trovarsi di fronte a morte e distruzione. Quello che ha colpito l’isola di Ischia poco prima delle 21 di lunedì 21 agosto 2017 non è stato devastante come numero di vittime, solo due quelle accertate e 42 feriti, di certo neppure paragonabili a quello di un anno fa ad Amatrice e nel entro Italia. Tuttavia la distruzione è stata grande, con un centro in particolare, Casamicciola, che ha visto il maggior numero di edifici crollati.

In questi due articoli di wired.it. , ricostruiamo i momenti del prima e del dopo il sisma dell’isola napoletana.

Terremoto a Ischia, perché ci sono stati così tanti danni?

Scossa superficiale, abusivismo edilizio, case molto vecchie: queste, secondo gli esperti, le cause dei danni osservati a Ischia dopo il terremoto

Inizialmente, si era detto magnitudo 3.6. Stima che poi è salita a 4.0 – anche se, come già spiegato, non c’è stato alcun errore: si tratta infatti di cifre relative a parametri diversi. In ogni caso, il terremoto che il 21 agosto alle 20:57 ha fatto tremare l’isola di Ischia, provocando decine di feriti e due morti, non è stato certamente fortissimo. Decisamente minore, per esempio, rispetto ai sismi che hanno colpito Amatrice il 24 agosto 2016 (magnitudo momento 6.0) e l’Aquila (magnitudo momento 6.3). Ma anche rispetto al terremoto che colpì la stessa isola di Ischia – con epicentro a Casamicciola – nel 1883, di magnitudo 5.8, che provocò oltre duemila morti. A fronte del sisma odierno, tutto sommato di moderata entità, è allora lecito e naturale chiedersi il perché di tanti danni e devastazioni: la spiegazione, stando agli esperti, è da ricercarsi in un mix di fattori che, agendo insieme, hanno amplificato gli effetti della scossa. Per comprendere meglio il fenomeno, abbiamo chiesto lumi a Gilberto Saccorotti, direttore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) – sezione di Pisa.

“Bisogna anzitutto fare una distinzione tra l’energia di un terremoto e lo scuotimento che questo provoca in superficie”, ci spiega l’esperto. “Certamente uno dei parametri migliori per quantificare l’energia è la cosiddetta magnitudo [nelle sue diverse versioni, tra cui la magnitudo Richter e la magnitudo momento, nda]. Un parametro che però, per l’appunto, misura solo l’energia: a parità di energia, è possibile avere scuotimenti del suolo molto diversi tra loro, perché entrano in gioco altri fattori”. Uno – e il più importante – di questi fattori è la geologia superficiale, ossia composizione, struttura e conformazione del terreno: “In presenza di terreni poco densi, non consolidati e molto eterogenei, per esempio terreni di ghiaia o di sabbia, lo scuotimento del suolo, a parità di energia, può variare anche di un fattore dieci. Sono sufficienti eterogeneità anche molto piccole – dell’ordine di decine di metri, per esempio, per condizionare significativamente lo scuotimento”. La geologia superficiale di Ischia è, per l’appunto, molto complessa: si tratta infatti di un’isola vulcanica, caratterizzata presumibilmente da eterogeneità molto pronunciate. Proprio in virtù di questo, un semplice confronto delle magnitudo tra sismi che avvengono in località diverse non è sufficiente a spiegare esaurientemente l’entità dei danni che si osservano in superficie.

E ancora: un altro fattore che influenza lo scuotimento al suolo è la profondità del terremoto“Quello di Ischia può considerarsi un sisma superficiale, con ipocentro di circa 5 chilometri”, continua Saccorotti, “molto minore rispetto ai terremoti “appenninici”, tra cui quello che ha colpito il centro Italia lo scorso anno, il cui ipocentro si era attestato attorno a 10 chilometri di profondità”Cinque chilometri che fanno molta differenza“L’ampiezza dell’onda sismica diminuisce, in prima approssimazione, con l’inverso della distanza dall’ipocentro: per questo motivo, a parità di energia e di geologia superficiale, un terremoto che si sprigiona a 10 chilometri di profondità farà molti meno danni di un terremoto che si sprigiona a 5 chilometri di profondità”. Tra l’altro, il sisma di Ischia ha una natura diversa rispetto ai terremoti appenninici tradizionali: questi ultimi sono conseguenza del rilascio di energia accumulata da placche che sfregano tra loro, mentre il primo è di naturavulcanica, molto più complesso: “Il vulcano”, spiega ancora Saccorotti, “è un corpo rigido originatosi dalla solidificazione del magma. Una sorta di grosso peso appoggiato sulla crosta terrestre, che reagisce in modo estremamente complicato alle sollecitazioni”.

Veniamo infine, purtroppo, alle responsabilità umane“Quello di Ischia è un territorio noto da tempo per l’elevata sismicità – tanto che la parola “Casamicciola” è entrata nel lessico corrente come sinonimo di pandemonio. Di fronte alla consapevolezza del rischio si sarebbe dovuto costruire in maniera responsabile, mettendo in sicurezza i vecchi edifici, evitando l’abusivismo e tenendo conto delle norme antisismiche. Tutte cose che sembrano essere state disattese”. Con le conseguenze che abbiamo visto.(di Sandro Iannaccone 23 agosto 2017)

Terremoto a Ischia, 2 vittime accertate e 39 feriti. Salvi Ciro e Mattias

Ecco quello che sappiamo sul terremoto che ha colpito Ischia alle 20.57 di ieri sera. Tre morti, decine di feriti e di crolli. La polemica è già iniziata

Continua il lavoro dei soccorritori, impiegati da ore a localizzare ed estrarre dalle macerie le persone rimaste intrappolate. Resta invariato il numero delle vittime e dei feriti ma, a tenere banco in queste ore, sono la polemica e la rabbia. Se ne fa portavoce il presidente del Consiglio nazionale dei geologi Francesco Peduto, secondo cui ad un anno dai terremoti del Centro Italia “si sono fatte solo tante chiacchiere” . Incredibile che un sisma di magnitudo 4.0 faccia tanti danni, l’Italia è generalmente vulnerabile. I dati rilasciati dalla protezione civile indicano 2.600 sfollati.

Si uniscono alla polemica i geologi che addebitano all’abusivismo l’elevata entità dei danni, teoria subito smentita dai sindaci dei centri colpiti dal sisma.

La scossa di magnitudo 4,0 si è verificata alle 20:57 di ieri sull’isola di Ischia, con epicentro in mare a 5 chilometri di profondità, nelle immediate prossimità di Casamicciola, piccolo centro messo a dura prova dal sisma e in cui sono crollati il maggior numero di edifici.

Il bilancio è di 2 vittime accertate e 39 feriti, uno dei quali giudicato grave. Migliaia le persone che si sono riversate in strada, tra le quali anche tanti turisti che si stanno imbarcando in massa sui traghetti, messi a disposizione dall’impianto di soccorso, per raggiungere la Penisola.

Smentita la notizia secondo cui i soccorritori avrebbero già individuato una terza vittima. Soccorritori impegnati in una situazione complessa, hanno tenuto il contatto tutta la notte con Ciro e Mattias, fratelli di 7 e 11 anni, Mattias è stato estratto dalle macerie durante la mattinata, mentre Ciro è stato tratto in salvo alle 13. ( Giuditta Mosca, 22 agosto 2017)

Quindi, l’abusivismo edilizio sarebbe il principale responsabile dei numerosi crolli avvenuti sull’isola. Ma importanti restano le numerose vite salvate, come quella dei due fratellini appena citati che hanno commosso l’Italia mentre i tg nazionali mostravano le immagini.

Ischia è un’isola dell’Italia appartenente all’arcipelago delle isole Flegree, della città metropolitana di Napoli.

Posta all’estremità settentrionale del golfo di Napoli e a poca distanza dalle isole di Procida e Vivara, nel mar Tirreno, è la maggiore delle Flegree. Con i suoi 64.028 abitanti[1] è la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna. In antichità era nota col nome Pithekoussai o Pithecusae (in greco Πιθηκούσσαι).

È una forte attrazione turistica per il golfo di Napoli e per la stessa città…

https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_d%27Ischia

 

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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