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La politicamente scorretta Heidi – Le incongruenze della pastorella svizzera

Ormai tutti noi hanno seguito o letto le avventure di Heidi, la pastorella svizzera uscita dalla penna della scrittrice Johanna Spyri, la ragazzina che vive col nonno in una baita di montagna lontana dalla civiltà e dal progresso, dal casino della metropoli che poi affronterà, salvo tornare poi nelle sue adorate montagne ed accogliere poi la nuova amica di città, che grazie alle cure della montagna potrà guarire dalla propria infermità e tornare a vivere una vita normale. Del romanzo esistono diverse trasposizioni sia sul piccolo che sul grande schermo, ma sicuramente la versione più famosa è quella dell’anime del 1978, co produzione nippo-tedesca, composta da 52 episodi che si avvicinano più al romanzo della scrittrice svizzera. Nell’anime vengono trattate principalmente l’amore per la montagna, la profonda amicizia tra bambini e tra bambini e nonni, la difficoltà degli adulti di apire i bambini (nella figura della signora Rottenmeier), ma il tema portante della storia è la forza e la vitalità trasmessa dalla piccola Heidi, tanto da rendere mite persino un burbero orso come il nonno, conquistare tutti i suoi amici (tra cui la nonna di Peter, che sembrava amasse più la piccola che la propria famiglia) e anche la nuova e temporanea famiglia di Francoforte, nonostante non fosse troppo di compagnia, con attacchi continui di nostalgia e propositi di fuga. Purtroppo la serie non ha trasmesso anche messaggi del tutto positivi, come il fatto dell’analfabetismo e dell’ateismo (prima che Dete tornasse per portarsela via, Heidi non sapeva nè leggere nè scrivere, e non frequentava la Chiesa, anche perchè il nonno glielo proibiva, o comunque non le riteneva necessarie per la sua crescita, e sarà la città a formarla come istruzione-anche se quella religiosa non fu mai chiarita, e neppure quella amorosa, dato che solo nei vari sequiel non ufficiali si è cercato di farla innamorare), non potendo però modificare il proprio carattere, che restava quello di una montanara allegra e solare. Altro fatto della storia è il fattore ambientale:  sarà per le origini montane dell’attrice, ma si cerca chiaramente di far prevalere la montagna alla città: è quì che Heidi si trova bene e che vuol tornare, ed è quì che Clara imparerà a camminare, mentre la fredda e noiosa città non offre grandi motivi di svago, soprattutto per una ragazza che erroneamente non veniva mai fatta uscire dal proprio guscio casalingo, causa propria malattia.

Tuttavia, altre incongruenze hanno carattrizzato la serie, che la trama degli episodi ha cercato di far passare come normale: tuttavia, pur essendo una trasposizione per ragazzi, possiamo sicuramente notare particolari che, riflettendoci bene, danno alla seguitissima serie quel tocco di “politicamente scorretto”, dando anche messaggi non proprio positivi. Eccone alcuni.

  • Le Alpi vengono descritte sempre come fredde e piovose, con abbondanti nevicate in inverno e temporali in primavera/estate. Tuttavia i protagonisti non appaiono mai troppo vestiti, massimo Heidi indossa uno scialle e niente più. Al massimo girano sciarpe e colbacchi quando devono scendere con la slitta o il nonno che esce a cercarli sotto la tormenta. Eppure quando smette, Heidi non esita a correre scalza, e dorme in un fienile con una finestrella oblò, in cui non capiamo come mai la bambina sia sempre allegra dormendo intorno agli zero gradi sempre con un ‘esigua camicetta e probabilmente anche con un abbondante crosta di gelo sula finestrella, nel suo lettone composto da paglia e stracci a mo’ di lenzuola, senza cuscino, nè riscaldamento.

  • Le capre sono l’animale preferito del racconto, tanto che sembrano sostituire persino il cane come “miglior amico dell’uomo” (ci pensa Nebbia a ricordarlo, ma sembra quasi avere un ruolo secondario rispetto ai fedeli cornuti). La stessa Heidi gioca con i capretti, le munge con disinvoltura, Peter si porta il gregge come se fosse normale per un bambino di otto anni portarsi in giro un gregge di una decina di capre. Dal racconto non si capisce se il nonno abbia solo due capre (Bianchina e Diana, alle quali si aggiungerà Bella al ritorno dalla città) e viva con quelle, o l’allevamento del nonno sia molto più ampio e non tutte le capre vengano mandate al pascolo. Si vedono comunque enormi pentoloni di latte, ed il nonno produceva molto burro e formaggio. Com’era possibile con solo due capre? Al nonno era impossibile vendere od uccidere capre, dato che Heidi si opponeva fermamente ad ogni tentativo di liberarsi di una capra…ed allora da dove veniva tutto quel latte, visto che spesso si vedeva il nonno entrare con enormi quantitativi di latte?

  • I protagonisti non spendono sicuramente molto per il cibo: a loro basta mangiare toast con spalmato burro fuso e carne secca, non c’è nient’altro. A loro basta per vivere, e pure quando Clara arriva si adegua e mangia con gusto tutto quanto, facendoci credere che così si irrobustisce e diverrà forte, solo con due o tre toast al giorno. Addirittura quelle misere razioni sarebbero il doppio di quanto mangiasse a casa popria: sti cittadini che proprio ti fanno morir di fame…senza escludere il latte, che spesso bevono appena munto o direttamente dalla mammella della capra: pastorizzarlo o cuocerlo era un perfetto optional.
  • Non esisteva mestiere che il nonno di Heidi non sapesse fare: oltre che il contadino ed il falegname, si destreggiava bene anche come muratore e carpentiere, visto che non aveva alcuna difficoltà a ripararsi completamente da solo la casa di città completamente diroccata o sistemare il tetto della casa di Peter, che aveva sempre bisogno di riparazioni.
  • Nella serie Francoforte viene lodata solo per avere “i panini bianchi” che tanto piacciono alla nonna di Peter, impossibilitata ad averlo e costretta ad avere del pane nero e rancido, che ovviamente Brigida non gettava. Così Heidi quando torna può portarle i tanto agognati panini bianchi (che sembrava dovessero durare in eterno, ma era comunissimo pane che al secondo giorno diventa immangiabile come tutti). A casa di Peter non girava pane fresco, pare di capire, ma alla capanna del nonno naturalmente il pane buono non mancava, dato che i ragazzi se ne cibavano per tutto il giorno ed era unica fonte di sostentamento. Nonno malvagio, e portarne un po’ a quel povero diavolo di Peter che per mangiare decente doveva venire a casa tua, mai pensato? Possibile che tu mangi sempre roba buona e la povera nonnina deve attendere il ritorno di Heidi da Francoforte per farti mangiare del pane decente? Brigida non poteva scendere a comprarlo, o lo stesso Peter? Una nonnina cieca non dava diritto ad una pensione d’invalidità?
  • La montagna è miracolosa: strapiombi e ostacoli ci sono, ma bambini dai 5 ai 12 anni affrontano con disinvoltura e da soli, attorniati da un gregge di capre molto intelligenti che raramente si mettono in difficoltà, anche se i due guardiani si fermano a mangiare o riposare. Clara può andarci sopra con la carrozzella senza problemi o sedersi sull’erba, mentre a Francoforte era dannoso anche solo aprire una finestra.
  • Il paese di Mayenfeld vine sempre descritto come un luogo poco accogliente e pieno di persone in grado solo di sparlare e spettegolare: al nonno per vivere basta scendere raramente per barattare qualche formaggio e dei giocattoli in legno. Di soldi non se ne sono mai visti, se non le monete lanciate da Dete e a quei ricconi dei Sesemann. Insomma, in montagna con  la povertà si vive benissimo…
  • L’igiene personale conta molto, ma in tutta la serie non si è mai visto un cambio d’abito dei personaggi: solo Heidi ebbe un cambio d’abito a Francoforte e nelle due volte in cui arrivò dal nonno, ma quel vestito rosa-giallo-arancione è sempre rimasto tra i piedi: partì con quello, ma fu bruciato a Francoforte dopo che raccolse dei topi. Al ritorno però il nonno inspiegabilmente tira fuori dall’armadio “il vecchio vestito” (Ma se era stato bruciato….)ormai stretto e gliene compra uno..identico. Cavolo, la moda non  è mai cambiata in due anni (si presume il tempo in cui è rimasta a Francoforte, ma forse uno solo, visto che Fiocco di Neve ha partorito e la capra del nonno era solo alla prima gravidanza al suo ritorno). Capiamo la necessità dei disegnatori di usare pochi colori, ma che anche Clara e la governante avessero sempre il completino azzurro e blu…almeno sti ricconi potevano avere un armadio più ampio…
  • Oltre che all’analfabestismo e all’ateismo, anche lo sfruttamento di minori viene trattato: a soli 5 anni Heidi aiuta il nonno a preparare i formaggi e fa le faccende di casa, perchè il nonno non ha un momento libero, tra latticini e pialla. Però quando Heidi torna dalla città c’è tutto perfettamente in ordine: chissà se quel furbone del Vecchio dell’Alpe non abbia assunto una badante per sostituire la nipotina….la scuola veniva descritta come un passatempo più che un obbligo: se ci si poteva ci si andava, altrimenti si restava a casa. Accudire caprette e correre per i prati poteva essere più divertente che impegnarsi dietro i banchi.
  • Il nonno però sapeva leggere (scrivere non lo si è mai visto), e nei primi anni con Heidi riceveva ogni sorta di lettera. D’accordo, non era epoca di sms e servizi di messaggistica, allora c’erano le lettere, manco c’era il postino ed era Peter che si incaricava di farlo, almeno per quanto riguarda le “zone alte”. Però quando Heidi è in Germania ed impara a leggere  e scrivere, mai una volta che abbia scritto al nonno per darle notizie. Eppure l’indirizzo lo sapeva, o forse lo sapeva solo Clara, pur non essendoci mai stata, visto che al suo ritorno le scriveva quasi ogni giorno. E Heidi non poteva scrivere ai suoi cari montanari per informarla come stesse?
  • Sono davvero sfortunati i personaggi del romanzo, tutti vedovi o orfani: Heidi, Peter che non aveva il padre, Clara che non aveva la madre, il nonno di Heidi rimato solo al mondo, tutti i fratelli e figli (quanti erano poi? solo il papà di Heidi?)morti. La nonna di Clara vedova, così come quella di Peter, la Rottenmeier zittella impenitente. Persino zia Dete, a soli 26 anni, non aveva uno straccio di compagno.
  • I nomi dei protagonisti sono un optional: si sa quello di Heidi, di Clara, di Peter, di Brigida, di Sebastiano e Tinette, ma i nonni e le nonne sono rimati senza nome, così come il signor Sesemann e la governante, nota solo col cognome, così come il dottore personale di Clara. Non è bello vivere senza un nome, anche perchè non si può.
  • Il signor Sesemann dev’essere una persona dal cuore d’oro, tanto da non conoscere la parola “licenziamento”. La Signora Rottenmeier è considerata come un peso, mal sopportata da Clara e ritenuta responsabile di aver accentuato la nostalgia di Heidi per le montagne. Eppure è sempre al proprio posto, e anche se non sembra aver metodi educativi molto teneri, ostacolando Heidi in tutti i modi, stranamente non viene allontanata, come se non esistesse nessun altro che potesse svolgere il suo lavoro. Addirittura in certi frangenti sembrava che la governante rimproverasse il padrone di casa reo di stare troppo con le bambine o nei momenti non adatti come quello del riposino pomeridiano di Clara. Ma la casa, caro Sesemann era di tua proprietà o la governante te l’ha affittata?

 

Informazioni su diego80 (1911 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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