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L’addio di Hugh Hefner, il re dell’erotismo patinato

LOS ANGELES, CA - JANUARY 16: Hugh Hefner (C) poses with Playboy Bunnies Playmate of the Year 2013 Raquel Pomplun (2nd L) and Miss December 2009 Crystal Hefner (2nd R) at Playboy's 60th Anniversary special event on January 16, 2014 in Los Angeles, California. (Photo by Rachel Murray/Getty Images for Playboy)

Il 27 settembre 2017 è scomparso a 91 anni Hugh Hefner, il fondatore della più famosa rivista di erotismo al mondo, Playboy. Rivolta ad un pubblico maschile e diffusa in tutto il mondo. Oggi vogliamo ricordare, anche se in modo narrativo nel perfetto stile del sito, questo personaggio e l’impero creatosi dall’industria pornografica cartacea dietro al marchio Playboy. Lasciamo fare a wikipedia, talmente celebre da averci creato due pagine, per lui e per il giornale.

Hugh Marston “Hef” Hefner (Chicago, 9 aprile 1926 – Los Angeles, 27 settembre 2017[1][2][3]) è stato un editore statunitense, fondatore della celebre rivista erotica Playboy e a capo del Playboy Enterprises.

Figlio di Glenn Lucius Hefner (1896–1976), d’origine tedesca e inglese, e Grace Caroline Swanson (1895–1997), di parziale ascendenza svedese. Si laureò in psicologia dopo la Seconda guerra mondiale, dopo avere servito nell’esercito statunitense durante gli ultimi mesi del conflitto. Hef, così chiamato e conosciuto dai più, è stato sposato tre volte e ha convissuto con numerose tra le sue (giovanissime) conigliette. Partecipò in alcuni camei as himself nelle commedie cinematografiche Beverly Hills Cop II – Un piedipiatti a Beverly Hills II (1987), La coniglietta di casa (2008) e Miss Marzo (2009). Insieme alle sue poche apparizioni, viene ripresa la sua famosa villa (Playboy Mansion), dove risiedeva. Il celebre playboy ha convissuto nella sua reggia di Beverly Hills con un harem di varie giovani conigliette (giunte per un certo periodo al numero di sette contemporaneamente).

Il primo numero di Playboy venne pubblicato nel 1953 e la centerfold, cioè la ragazza del paginone centrale, altri non era che la nuova diva Marilyn Monroe[4], che l’editore fu uno dei primi a spogliare per le pagine patinate della rivista per soli uomini che ha fatto la sua fortuna. Grazie anche a lauti assegni è riuscito a spogliare stelle del cinema (da Marilyn a Jayne Mansfield; da Drew Barrymore a Charlize Theron), dello sport come la pattinatrice Katarina Witt, o della musica come l’ex Spice Girl Geri Halliwell. Il creatore della rivista è stato anche un pioniere nella pubblicazione di lunghe interviste approfondite, anche scomode, a personaggi come Marlon Brando o Fidel Castro, il ciclista Lance Armstrong, l’attrice Nicole Kidman, oltre ad altre numerose star del cinema, della politica e della letteratura.

Muore il 27 settembre 2017 a 91 anni, per cause naturali, nella sua casa di Los Angeles.[5]

Vita privata

Hefner con due Playmate

Nel 1949 Hefner sposò Mildred Williams, conosciuta quando entrambi erano studenti alla Northwestern University. Ebbero due figli, Christie Hefner (nata l’8 novembre 1952, da lui messa nel 1988 al vertice dell’impero di Playboy) e David Hefner (nato il 30 agosto 1955). Hefner e la Williams divorziarono nel 1959.

Nel 1989 sposò la Playmate of the year Kimberley Conrad. La coppia ebbe due figli, Glenn Marston Hefner (nato il 9 aprile 1990) e Bradford Cooper Hefner (nato il 4 settembre 1991). Dopo una separazione di 11 anni, Hefner ha chiesto il divorzio dalla Conrad affermando che tra di loro, oramai, c’erano solo differenze inconciliabili. Hefner ha dichiarato che lui è rimasto sposato a lei solo per il bene dei suoi figli, quindi ha chiesto il divorzio solo dopo che il suo figlio più giovane avesse compiuto la maggiore età, ovvero 18 anni. Il divorzio fu ultimato nel marzo 2010.

Il 24 dicembre dello stesso anno, Hefner ha regalato un anello di fidanzamento a Crystal Harris[6] e ha annunciato pubblicamente la proposta il giorno seguente. Il matrimonio, inizialmente previsto per il 18 giugno 2011, è stato annullato il 14 giugno 2011: sarebbe stato poi celebrato il 31 dicembre 2012 con una cerimonia tenutasi alla Playboy Mansion.

Il mausoleo che accoglierà le spoglie del fondatore di Playboy è pronto da anni e si trova al cimitero di Westwood, a Los Angeles, in California: sorge proprio accanto alla tomba di Marilyn Monroe.

Politica e filantropia

Il “Hugh Hefner First Amendment Award” è stato creato da Christie Hefner “per onorare le persone che hanno dato contributi significativi nella tutela e valorizzazione dei diritti del Primo Emendamento americano.”

Egli ha donato e raccolto fondi per il partito democratico degli Stati Uniti. Tuttavia, ha più recentemente definito sé stesso come indipendente a causa della disillusione per entrambi i partiti, democratico e repubblicano.

Nel 1978, Hefner ha contribuito a organizzare iniziative di raccolta fondi che hanno portato al ripristino della famosa insegna di Hollywood. Ha ospitato un gala per la raccolta fondi alla Playboy Mansion e ha personalmente contribuito con $ 27.000 (1/9 dei costi totali di restauro), acquistando la lettera Y in un’asta cerimoniale.

Hefner ha donato tra l’altro 100.000 dollari alla University of Southern California’s School of Cinematic Arts per creare un corso chiamato “Censura nel Cinema” e 2 milioni di dollari per inserire una cattedra per lo studio del cinema americano.

Sia attraverso la sua fondazione di beneficenza sia individualmente, Hefner ha contribuito anche a enti di beneficenza al di fuori della sfera della politica e dell’editoria, creando eventi di raccolta fondi per “Much Love Animal Rescue”, nonché per “Generation Rescue”, una controversa campagna anti-vaccinazione sostenuta da Jenny McCarthy.

Sylvilagus palustris hefneri, una sottospecie di Sylvilagus palustris un coniglio in via di estinzione, porta il suo nome in onore del sostegno finanziario che ha fornito.

Hefner sostiene la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e afferma che la lotta per il matrimonio gay è “una lotta per tutti i nostri diritti. Senza di essa, torneremo di nuovo all’epoca puritana passata”.

Hefner ha istituito una politica anti-droga rigorosa in tutte le sue tenute, secondo cui chiunque fosse fermato in possesso di droghe illegali viene definitivamente espulso, molto probabilmente a causa della sua ex segretaria, Bobbie Arnstein, morta di overdose nel 1975, così come per le possibili conseguenze legali nel caso fossero trovate o utilizzate droghe nelle sue proprietà.

 

Playboy

Il numero americano del gennaio 1995, con in copertina l’attrice Drew Barrymore.

Playboy (o Playboy Magazine) è una celebre rivista erotica rivolta al pubblico maschile, fondata nel 1953 a Chicago da Hugh Hefner e diffusa in tutto il mondo, sia nella versione originale sia in edizioni locali.

La rivista

Conigliette Playboy alla Playboy Mansion di Los Angeles

La rivista esce mensilmente e propone servizi fotografici di nudo femminile insieme ad articoli di costume, moda, sport, politica, interviste a personaggi illustri di ogni settore, nonché contributi letterari di autori famosi (per esempio Arthur C. Clarke o Stephen King). La linea editoriale adottata negli articoli dedicati alla politica e alla società è in genere considerata di taglio piuttosto liberal.

Nel 1954 nasce la Playmate, in seguito nota in Italia anche come Coniglietta. Un anno dopo, nel luglio del 1955, nel pieghevole appare Janet Pilgrim, una delle sue segretarie che accetta di posare nuda. Hugh ha trasformato la sua amante nella coniglietta del mese: la distanza tra lavoro e sesso, pubblico e privato, è minima. Pilgrim è il primo modello delle future famose-sconosciute dell’era tv dei decenni successivi e quindi teorizzate da Warhol con la sua frase sul quarto d’ora di celebrità, che spetterebbe a chiunque. Inoltre Hefner fa entrare la vita privata nel processo produttivo rendendo pubblica la sua vita privata trasformando la segretaria e amante in “ragazza del mese”.

Playboy fu la prima rivista esplicitamente dedicata alla fotografia erotica, ed ebbe (anche grazie alla figura carismatica di Hefner) un ruolo non irrilevante nel movimento noto come rivoluzione sessuale. Il genere di fotografia di nudo proposta da Playboy viene definita softcore, contrapposto alla pornografia hardcore introdotta inizialmente da Penthouse[senza fonte] e poi sviluppatasi, a partire dagli anni settanta, nell’enorme mercato dell’editoria pornografica. Tra le altre caratteristiche di Playboy destinate a fare la storia delle pubblicazioni soft o hardcore vi fu l’uso del “paginone centrale” (espressione poi entrata nell’uso comune) dedicato interamente alla riproduzione di una singola fotografia, in grande formato. Le modelle a cui vengono dedicati i paginoni centrali della rivista vengono dette playmate (letteralmente: “compagne di giochi”, ma in italiano “conigliette”).

Cenni storici

La Playboy Mansion originale, acquistata da Hefner nel 1959

Il primo numero di Playboy fu pubblicato nel dicembre del 1953 e venduto a 50 centesimi di dollaro. Vi compariva l’allora esordiente Marilyn Monroe, a cui fu dedicato il primo “paginone centrale”, in una foto scattata per pubblicazioni precedenti da Tom Kelley, e comprata a modico prezzo da Hefner da una casa editrice di calendari e poster di pin-up. La rivista, uscita senza indicazione di data nel caso che non venisse pubblicato un secondo numero[1], vendette l’intera tiratura di 53.991 copie. Una copia del primo numero in condizioni perfette è un pezzo da collezione quotato nel 2002 attorno ai 5.000$.

Il logo della rivista fu disegnato da Art Paul e comparve per la prima volta nel secondo numero. Hefner dichiarò di aver scelto l’immagine di un coniglio con lo scopo di alludere in modo giocoso a un certo tipo di atteggiamento sessuale.

Dal 1955 al 1979 (con l’eccezione di un intervallo di sei mesi nel 1976), la “P” di “Playboy” apparve decorata con un certo numero di stelline, variabile da 0 a 12. Ne nacque una leggenda metropolitana secondo cui il numero di stelle indicava una sorta di giudizio di Hefner sulla playmate del mese (sulla sua avvenenza o sulle sue prestazioni sessuali) o altre valutazioni di questo tipo. Questa leggenda risultò essere infondata; il numero delle stelle aveva a che vedere con i contenuti pubblicitari nazionali o internazionali di una particolare edizione.

I contenuti di Playboy non sono limitati al nudo, ma spaziano tra l’intrattenimento colto (già nel primo numero vi erano articoli sul jazz, sul Decameron e brani di Sherlock Holmes) e il design. Nel tempo Hefner ha realizzato per mezzo delle pagine del suo periodico, ma anche mediante le foto della sua casa, e poi dei Playboy Club, la teatralizzazione dello spazio domestico.

Playboy, con il relativo impero commerciale che gli si stava affiancando, ebbe il suo momento di maggior successo negli anni sessanta e settanta.

Nel 1969 la più esplicita rivista Penthouse arrivò negli Stati Uniti. La rivalità fra le due riviste portò entrambe a pubblicare immagini di nudo sempre più integrale per aumentare le rispettive quote di mercato e fu definita da Hugh Hefner col nome scherzoso di guerre pubiche.

L’avvento di pubblicazioni concorrenti come Penthouse e in seguito di riviste pornografiche in senso stretto (a cui si affiancarono negli anni ottanta i prodotti porno per l’home video) e di riviste dedicate al pubblico maschile dai contenuti più soft (come le europee Maxim, Max e FHM), intaccarono in modo significativo la sua posizione sul mercato. Per contrastare questa competizione, Playboy ha agito principalmente modificando anche il proprio target, e configurandosi in modo sempre più netto come una rivista “di lusso” per uomini adulti di un certo livello culturale e sociale.

Christie Hefner, figlia di Hugh Hefner, divenne CEO di Playboy nel 1988: l’incarico è terminato nel 2009.

La rivista ha celebrato nel gennaio 2004 il suo cinquantesimo anniversario, con grandi feste a Las Vegas, Los Angeles, New York e Mosca. Playboy è anche una delle riviste più diffuse al mondo, con circa trenta edizioni pubblicate in ogni parte del mondo, dal Brasile al Giappone, dalla Lituania alle Filippine, dalla Francia all’Argentina. L’edizione italiana, la cui pubblicazione iniziò nel 1972, dopo alterne vicende, è scomparsa nel 2003 per poi tornare in vendita nel 2008 (direttore Gian Maria Madella).

Nel marzo 2016, i diritti della rivista vengono venduti, per una cifra intorno ai 500 milioni di dollari, ad Hammy Media Ltd., già proprietario di uno dei siti pornografici più popolari del web, xhamster.com.

Le interviste

Una rubrica di Playboy di particolare importanza sono le interviste mensili a personaggi celebri, divenute famose per il loro livello di approfondimento. Il testo dell’intervista viene estrapolato da confronti che possono durare oltre 10 ore. Fra gli intervistatori più noti che hanno lavorato per Playboy ci sono Alex Haley e Alvin Toffler. La rubrica Playboy Interview ebbe inizio nel settembre 1962 (volume 9, numero 9) con Miles Davis. Fra le tante celebrità intervistate nel corso degli anni da Playboy compaiono Jimmy Carter, John Lennon, Fidel Castro, Ayn Rand, Vladimir Nabokov, Gabriel García Márquez, Allen Ginsberg, Malcolm X, George Lincoln Rockwell, Kurt Vonnegut, Bertrand Russell, Salvador Dalí, Martin Luther King Jr., Jean-Paul Sartre, George Wallace, Cassius Clay, Madalyn Murray O’Hair, Orson Welles, Ralph Nader, Arthur C. Clarke, Yasser Arafat, Steve Jobs, Stephen Hawking, Larry Ellison, Shintaro Ishihara, Robert De Niro, Carl Sagan e Barbra Streisand.

Divieti di vendita di Playboy

  • Molte persone nella comunità religiosa americana erano contrari alla pubblicazione di Playboy. Il pastore della Louisiana Ll Cover ha scritto nel suo libro “spiriti maligni , intellettualismo e logica” che Playboy ha incoraggiato i giovani a vedere se stessi come individui per cui il sesso è divertente e le donne sono la cosa con cui giocare.
  • In molte parti dell’Asia, tra cui India, Cina, Birmania, Malesia, Thailandia, Singapore e Brunei, la vendita e la distribuzione di Playboy è vietata. Inoltre, la vendita e la distribuzione è vietata anche in molti paesi mediorientali (ad eccezione del Libano e della Turchia), in Asia e in Africa, tra cui l’Iran, l’Arabia Saudita e Pakistan. Nonostante il divieto della rivista in questi paesi, il marchio stesso può ancora apparire in varie mercanzie, come profumi e deodoranti.
  • In Giappone, dove non possono essere mostrati i genitali delle modelle esiste un’edizione separata, pubblicata sotto licenza da Shueisha.
  • Un’edizione indonesiana è stata lanciata nel mese di aprile 2006, ma la polemica è iniziata prima che venisse lanciato il primo numero. Anche se l’editore ha affermato che il contenuto dell’edizione indonesiana sarà diverso dall’edizione originale, il governo ha cercato di vietare lo stesso l’uscita della rivista utilizzando le regole anti-pornografia.
  • Una organizzazione musulmana indonesiana, l’Islamic Defenders Front (IDF), si è opposta a Playboy per motivi di pornografia. Il 12 aprile 2006, circa 150 membri del Fronte dei Difensori Islamici si scontrarono con la polizia e lanciarono pietre contro la redazione. Ciononostante, la prima edizione andò rapidamente esaurita. Il 6 aprile 2007, il giudice supremo respinse le accuse, a causa di un vizio di forma nel deposito degli gli atti.
  • Nel 1986, la catena americana 7-Eleven ha rimosso la rivista dai propri punti vendita. Il negozio ha venduto Playboy fino a fine 2003. 7-Eleven aveva anche la vendita di Penthouse e altre riviste simili.
  • Nel 1995 Playboy è ritornato ad essere pubblicato nella Repubblica d’Irlanda, dopo un divieto di 36 anni, nonostante la ferma opposizione di molti gruppi di donne.
  • Playboy non è stato venduto nello Stato del Queensland, in Australia durante il 2004 e il 2005, ma tornò a partire dal 2006. A causa della flessione delle vendite, l’ultima edizione di Playboy in Australia è stata quella del gennaio 2000. [citazione necessaria ]

Il numero più venduto è “Lenna”

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lenna (immagine) e Lenna Sjööblom.

Il numero più venduto dell’intera serie mondiale di Playboy fu quello del novembre 1972 dell’edizione USA, con 7.161.561 copie vendute. La copertina fu realizzata da Jack Niland secondo i principi della Dharma Art insegnati dal maestro di meditazione tibetano Chogyam Trungpa Rinpoche. Una porzione del paginone centrale di questo numero (dedicato alla playmate Lena Sjööblom) divenne un’immagine standard per il collaudo degli algoritmi di elaborazione digitale delle immagini; l’immagine è nota nel settore col nomignolo di Lenna(o Lena).[2]

Altre informazioni

  • Il primo numero di Playboy non aveva la data in quanto Hugh Hefner dubitava sarebbe uscito un secondo numero.
  • Hugh Hefner ha posato varie volte in Copertina su Playboy circondato da alcune conigliette (si veda nel 2001).

Le Playmate

Numerose celebrità hanno posato negli anni per Playboy[3]; fra le altre:

Cinema:

  • Marilyn Monroe (dicembre 1953)
  • Paola Tedesco
  • Anita Ekberg
  • Mara Corday (ottobre 1958)
  • Dorothy Stratten (giugno 1980)
  • Debra Feuer (novembre 1986)
  • Drew Barrymore (gennaio 1995)
  • Charlize Theron (maggio 1999)
  • Carré Otis (giugno 2000)
  • Kristy Swanson (novembre 2002)
  • Daryl Hannah (novembre 2003)
  • Denise Richards (dicembre 2004)
  • Bai Ling (giugno 2005)

Musica:

  • Amanda Lear (1978)
  • Iva Zanicchi (gennaio 1979)
  • Loretta Goggi (luglio 1979)
  • Madonna (giugno 1988)
  • LaToya Jackson (marzo 1989 e novembre 1991)
  • Nancy Sinatra (maggio 1995)
  • Linda Brava (aprile 1998)
  • Geri Halliwell (maggio 1998)
  • Carmen Electra (maggio 1996, dicembre 2000, aprile 2003, gennaio 2009)
  • Belinda Carlisle (agosto 2001)
  • Tiffany (aprile 2002)
  • Carnie Wilson (agosto 2003)
  • Debbie Gibson (marzo 2005)
  • Willa Ford (marzo 2006)
  • Dolcenera (settembre 2011), Playboy Italia[4]

Sport:

  • Katarina Witt (dicembre 1998)
  • Tanja Szewczenko (aprile 1999 edizione tedesca)
  • Mia Saint John (novembre 1999)
  • Joanie Laurer (novembre 2000 e gennaio 2002)
  • Gabrielle Reece (gennaio 2001)
  • Amy Hayes (marzo 2002)
  • Kiana Tom (maggio 2002)
  • Torrie Wilson (maggio 2003 e marzo 2004)
  • Rena Lesnar (aprile e settembre 1999, marzo 2004)
  • Christy Hemme (aprile 2005)
  • Candice Michelle (aprile 2006)
  • Ashley Massaro (aprile 2007)
  • Maria Kanellis (aprile 2008)
  • Traci Brooks (settembre 2009)

Televisione:

  • Linda Evans (luglio 1971)
  • Claudia Christian (ottobre 1999)
  • Charisma Carpenter (giugno 2004)
  • Shannen Doherty (marzo 1994 e dicembre 2003)
  • Farrah Fawcett (dicembre 1995 e luglio 1997)
  • Attrici di Baywatch (giugno 1998)
  • Shari Belafonte (settembre 2000)
  • Brooke Burke (maggio 2001 e novembre 2004)
  • Gena Lee Nolin (dicembre 2001)
  • Peta Wilson (luglio 2004)
  • Marge Simpson (ottobre 2009)

Moda:

  • Lily Cole – Playboy Francia (Ottobre 2008)
  • Eva Riccobono – Playboy Italia (Marzo 2009)
  • Bianca Balti – Playboy Francia (Giugno/Luglio 2009)
  • Dita Von Teese – Playboy America (Febbraio 2008), Playboy Germania (Dicembre 2008)
  • Eva Herzigova – Playboy America (Agosto 2004)
  • Cindy Crawford – Playboy America (Ottobre 1998)
  • Naomi Campbell – (Dicembre 1999)
  • Carla Bruni – Playboy America (Maggio 1993)
  • Carol Alt – (Dicembre 2008)
  • Elle MacPherson – Playboy America (Maggio 1994)
  • Rachel Hunter – (2004)

Playboy Enterprises

Dalla rivista si è sviluppata la Playboy Enterprises, società quotata alla borsa valori di New York con la sigla PLA, che si occupa dell’intrattenimento per adulti attraverso praticamente ogni tipo di media. Il logo di Playboy (una testa stilizzata di coniglio con un farfallino da smoking) è uno dei marchi più noti e diffusi al mondo e in qualche modo oggetto di un “culto” specifico (vengono venduti in tutto il mondo adesivi col logo di Playboy da applicare, per esempio, alla carrozzeria delle automobili). All’inizio il simbolo della società era un cervo (stag), richiamo al rito maschile della caccia, ma anche delle serate per soli maschi, in cui si vedono in case private filmini pornografici muti: stag party. Poi con un colpo di genio grafico, il logo diventa un coniglio di bell’aspetto, giocherellone e sexy che indossa uno smoking.

Edizione italiana

Per l’edizione italiana tra le varie celebrità (alcune delle quali note anche fuori dall’Italia) che hanno posato in Copertina si ricordano:

  • Caterina Murino – Gennaio 2009[147][148]
  • Violante Placido – Febbraio 2009[149]
  • Eva Riccobono – Marzo 2009[147][150]
  • Stefania Rocca – Aprile 2009[151]
  • Carolina Crescentini – Maggio 2009[152][153]
  • Martina Stella – Giugno 2009[154][155]
  • Belén Rodríguez – Luglio/Agosto 2009[156]
  • Valeria Marini – Settembre 2009
  • Gabriella Pession – Ottobre 2009[157]
  • Sarah Nile – Febbraio 2010[158][159][160] e ottobre 2012[161][162][163][164]
  • Susanna Petrone – Giugno 2010[165][166]
  • Melita Toniolo – Luglio/Agosto 2010[167][168][169]
  • Francesca Fioretti – Luglio/Agosto 2011[170][171]
  • Dolcenera – Settembre 2011[172]
  • Francesca De André – Novembre 2011[173][174][175]
  • Francesca Piccinini – Dicembre 2011[176]
  • Melissa Satta – Marzo 2012[177][178]
  • Cristina Del Basso – Aprile 2012[179][180][181]
  • Aída Yéspica – Maggio 2012[182][183][184]
  • Francesca Lukasik – Ottobre 2012[161][162][163][164]
  • Federica Ariafina – Ottobre 2012[161][162][163][164]
  • Paz de la Huerta – Marzo 2013[185]
  • Tania Cagnotto – Aprile 2013[186]
  • Tamara Ecclestone – Maggio 2013[187]
  • Claudia Gerini – Luglio/Agosto 2013[188]
  • Anna Bader – Settembre 2013[189]
  • Valentina Vignali – Ottobre 2013[190]
  • Kate Moss – Gennaio 2014[191]
  • Brigitta Boccoli – Marzo 2014[192]
  • Ana Falasca – Maggio 2014[193]
  • Sara Salvi – Luglio/Agosto 2014[194]
  • Giorgia Crivello – Settembre 2015[195]
  • Le Donatella (Giulia e Silvia Provvedi) – Ottobre 2015[196]
  • Elena Rizzello – Novembre 2015[197]
  • Chiara Arrighi – Dicembre 2015[198][199]
  • Vittoria Schisano – Febbraio 2016[200][201]
  • Simona Basti – Aprile 2016[202]
  • Giada Sciortino – Maggio 2016[203][204]
  • Francesca Bettori – Giugno 2016[205][206][207]
  • Francesca Pepe – Luglio/Agosto 2016[208][209]
  • Valentina Cherubini – Luglio/Agosto 2016[208]
  • Andressa Senna – Luglio/Agosto 2016[208]
  • Nanda Rodrigues – Settembre 2016[210]
  • Anna May – Ottobre 2016[211]
  • Karine Garcia – Novembre 2016[212]
  • Barbara Francesca Ovieni – Dicembre 2016[213]
  • Valentina Kolesnikova – Febbraio 2017[214]
  • Valeriya Radkevich – Marzo 2017[215]
  • Elisa Bertolotti – Aprile 2017[216]
  • Giulia Borio – Maggio 2017[217]

 

Informazioni su diego80 (1943 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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