ULTIM'ORA

Ti cerco.

Ti cerco.

Fredda e spoglia quella stanza in cui rannicchiata, stringi quell’unica bambola rattoppata più volte.
I capelli arruffati carezzano appena quel piccolo viso di bimba, ma tu non la senti quella carezza, come non senti il calore di un abbraccio che tarda a raggiungerti.
Forse troppe bocche da sfamare in quella casa, forse troppe preoccupazioni a quei tempi, per perder tempo a coccolare.
La guerra è finita da tempo, ma intorno si respira ancora grigiore e miseria.
I giorni tutti uguali sanno del solito odor di minestra, pochissimo latte e pane in dispensa.
Quegli inverni gelidi, l’acqua alla fontana, il ghiaccio da spaccare, e quella pentola sul fuoco poi,  che pareva non bollire mai.
I piedi ghiacciati, quelle scarpe tinte di scuro, dalla suola fine come un cartone, fradicie … “Chissà se arriveranno a casa intere anche stavolta?”
E le lunghe ed assolate  estati, parevano non finire mai… lente, silenziose, quasi noiose.
I giochi per strada, nell’attesa di quell’auto o carretto che parevano non materializzarsi mai.
Mentre tu cresci in fretta,  come segnata da un destino che ancora ignori, ti tieni in disparte, zitta lavori, senza nulla chiedere mai … aspettando.
Aspettando una vita diversa, un mondo nuovo per te.
Ed ecco l’amore che nasce, coltivi pian piano, con religioso rispetto!
Quello dei sogni, della vera svolta, dei mille progetti insieme.
Di nuovo ti metti al lavoro, entusiasta, instancabile, piena di energia e speranze.
Non erano ancora i tempi  dell’abbondanza ma del costruire insieme giorno per giorno, con tanta fatica e sacrifici, un nido e una famiglia finalmente.
Il resto l’ho visto e vissuto, anni felici ma sempre attenti e filar dritto fino alla tanto attesa serenità.
Finché poi poco per volta la vita ti di nuovo messa alla prova: tribolazione e perdita … una, due, più volte, e poi scacco matto!
Basta! Tutto crolla.
Non è più estate né inverno, non è più amore, sola di nuovo a combattere contro un mondo che non accetti più.
Ed io ora … che provo a capire ma non riesco,
cerco quella bambina,
vorrei cambiare intorno a lei i colori, vorrei mutare stagioni, darle musiche forti che la liberino da quelle tele grezze e spesse che si è tessuta addosso, per donarle uno sguardo di gioia e vederla finalmente volare di nuovo leggera.
Pamela 2017

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