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Tra golden gol e rigori sulla traversa – I 40 anni di David Trezeguet

LONDON, ENGLAND - MARCH 18: David Trezeguet of Juventus celebrates scoring the opening goal during the UEFA Europa League Round of 16 second leg match between Fulham and Juventus at Craven Cottage on March 18, 2010 in London, England. (Photo by Phil Cole/Getty Images)

Reduce, da tifoso juventino, da un sabato sfortunato con la prima sconfitta casalinga dopo oltre due anni, non posso che ricordare uno che scrisse in tempi recenti pagine di storia sia con la Juve che con la nazionale francese: David Trezeguet, anni 40 proprio oggi, che verrà ricordato soprattutto per il golden gol che castigò l’Italia nella finale dell’Europeo 2000 a Rotterdam e per l’unico errore nella lotteria della finale mondiale a Berlino 2006, che costò alla Francia il titolo mondiale e ci laureò campioni del Mondo dopo 24 anni dopo l’ultimo rigore di Fabio Grosso, sequenza ormai tra le più viste e riviste a distanza di anni.

Trezeguet ha lasciato la Juve nel 2010, e dopo aver giocato nella Liga spagnola ed essere tornato nella sua Argentina, di cui condivide le origini paterne, dopo una breve e sfortunata parentesi negli Emirati Arabi,  ha concluso la sua carriera in India nel 2014 ed ora è ritornato nello staff della Juventus nell’imprecisato ruolo di “ambasciatore nel mondo”. Nella sua carriera iniziò proprio in Argentina al Platense, per poi trasferisci in Francia nel Principato di Monaco, dove ha militato per cinque stagioni, prima del suo passaggio nell’estate del 2000, proprio quella del golden gol agli azzurri, alla Juventus, dove ha vinto quattro scudetti (due revocati da Calciopoli), disputato una finale di Champions, dove perse e fallì un rigore nella lotteria, vinto un titolo marcatori, e vinto pure un campionato di serie B, dove accettò umilmente di scendere. Il matrimonio con i bianconeri durò dieci stagioni. Col la nazionale francese, scelta nonostante la doppia nazionalità franco/argentina, ha vinto il titolo mondiale nel 1998 e quello europeo nel 2000, perdendo poi la finale 2006.

Carriera  (da wikipedia)

Giocatore

Club

Platense e Monaco

Trezeguet nasce a Rouen, in Francia, da genitori argentini, il 15 ottobre 1977. Il padre, Jorge Ernesto, ex calciatore di lontane origini francesi, verso la fine degli anni 1970 militò per tre stagioni nelle file del Rouen; una volta terminato il contratto, fece ritorno con la famiglia in Sudamerica. Cresciuto a Florida, una città del partido di Vicente López, nella provincia di Buenos Aires[5], David inizia ben presto a giocare a calcio seguendo le orme paterne. Riesce a entrare nella squadra giovanile del Platense e, all’età di 16 anni, esordisce in prima squadra nel campionato argentino.

Torna in Francia nel 1995, all’età di 18 anni, a seguito del suo ingaggio da parte del Monaco. Partito dalle giovanili, si fa ben presto notare dal tecnico dei monegaschi nonché ex nazionale francese, Jean Tigana, il quale lo fa esordire in prima squadra dove fa coppia in attacco con un altro giovane prospetto, Thierry Henry. Nella stagione 1999-2000 si fregia da protagonista del titolo nazionale, bissando quello vinto da rincalzo tre anni prima, segnando in totale 60 gol con la formazione del Principato.

Juventus
2000-2004

Nell’estate 2000 viene acquistato, per la cifra di 45 miliardi di lire, dalla Juventus. Esordisce in Serie A nel giorno del suo 23º compleanno, in occasione della vittoria per 2-0 sul Bari. Alla seconda presenza marca la prima rete, nella partita finita 2-2 contro il Milan. La prima stagione con Carlo Ancelotti lo ha visto spesso in panchina, con titolari Filippo Inzaghi e Alessandro Del Piero. Nel finale del campionato si impone come titolare, risultando il miglior cannoniere stagionale della Juventus con 14 gol in 25 presenze. Nel 2001-2002, con Marcello Lippi in panchina e partito Inzaghi, vince il suo primo scudetto laureandosi capocannoniere del campionato, ex aequo con Dario Hübner, con 24 gol (senza rigori all’attivo) e componendo con Del Piero la coppia d’attacco titolare. Segna anche 8 gol in Champions League, dove la Juve si ferma alla seconda fase. Nel 2002 verrà anche premiato con due Oscar del calcio AIC, sia come miglior calciatore straniero del calcio italiano, sia come migliore in assoluto della stagione.

5 maggio 2002: ad Udine Trezeguet festeggia il suo primo scudetto italiano col contemporaneo titolo marcatori. In quella gara segna uno dei due gol juventini nella vittoria per 2-0.

Nel 2002-2003 vince la Supercoppa italiana, durante la quale non scende in campo perché infortunato, e un altro Scudetto. È una stagione ricca di infortuni, ma segna comunque 4 gol in Champions League, di cui due nelle due semifinali contro il Real Madrid. La finale di Manchester contro il Milan si conclude sullo 0-0; la Juventus perde ai calci di rigore, e Trezeguet è uno dei bianconeri che si fa parare il tiro dal dischetto da Dida. Nella stagione 2003-2004 vince un’altra Supercoppa italiana a New York contro il Milan, ai rigori, realizzando nel primo tempo supplementare il gol dell’1-1 che evita alla squadra bianconera la sconfitta al silver goal. In campionato, pur segnando 16 reti, spesso è vittima d’infortuni; la squadra rimane fuori agli ottavi di finale di Champions League, e termina al terzo posto in Serie A. A fine stagione esprime il desiderio di andarsene, e sembra già pianificata la sua cessione al Barcellona. Ma Fabio Capello, nuovo tecnico bianconero, riesce con una telefonata a convincerlo a rimanere. (aggiunto dall’autore)

2004-2007

Trezeguet alla Juventusnella stagione 2007-2008

Anche nella stagione 2004-2005 è sovente infortunato, ma non fa mancare il suo contributo: all’inizio della stagione, quando realizza quattro gol in tre partite contro Brescia, Atalanta e Sampdoria prima di infortunarsi alla spalla, e alla fine. Da ricordare il gol decisivo nella sfida scudetto Milan-Juventus: le due squadre, appaiate in testa alla classifica, si affrontano alla quartultima giornata e a San Siro è la Juve a prevalere (0-1) grazie a un colpo di testa di Trezeguet, che sfrutta un cross in rovesciata del suo compagno di reparto Del Piero.

Disputa un’altra stagione positiva nel 2005-2006, nella quale segna molto e vince un altro scudetto – tuttavia assegnato in seguito all’Inter dopo la retrocessione d’ufficio della società bianconera, rimasta implicata nello scandalo Calciopoli –; anche in tale annata, però, l’avventura in Champions League della Juventus finisce presto, ai quarti di finale contro l’Arsenal. A livello personale i 23 gol in campionato (miglior marcatore straniero e secondo assoluto) – a cui si aggiungono i 6 in Champions League, tra cui il 100º in maglia bianconera, contro il Bruges – lo portano a diventare il miglior cannoniere straniero nella storia del club, superando il connazionale Michel Platini e il gallese John Charles.

Nonostante il sopravvenuto declassamento della squadra bianconera in Serie B, nell’estate 2006, assieme ad altri titolati compagni di squadra quali Buffon, Camoranesi, Del Piero e Nedvěd, anche Trezeguet decide di rimanere a Torino: «dopo essere tornati dai Mondiali ci siamo incontrati […]. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo subito capiti […], tutti ci sentivamo legati alla società e dovevamo riportarla subito in Serie A». Nel campionato cadetto del 2006-2007 il francese debutta il 9 settembre 2006 nel pareggio di Rimini (1-1), e segna il primo gol al Vicenza il sabato successivo, nel successo casalingo per 2-1. realizza 15 gol, che contribuiscono al primo posto in classifica dei piemontesi e al loro immediato ritorno in massima serie: «sono orgoglioso di essere rimasto e di aver contribuito a quell’impresa»

2007-2010

Al ritorno in Serie A realizza una tripletta al Livorno nella prima giornata, e un gol al Cagliari nella seconda. Il 23 settembre 2007, durante la 4ª giornata del campionato 2007-2008, firma il centesimo gol in maglia bianconera nel massimo campionato italiano, durante la partita con la Roma. Il 31 ottobre mette a segno la seconda tripletta della stagione nel 3-0 della Juventus contro l’Empoli, che gli consente di raggiungere quota 150 gol con la maglia bianconera. Poi ancora a segno contro il Palermo in casa nel 5-0, contro la Lazio all’Olimpico e nel 2-0 casalingo rifilato al Siena. Chiude l’anno solare 2007 in testa alla classifica cannonieri Serie A con 13 gol. Inizia il girone di ritorno con due gol al Livorno; e dopo un gol al Genoa, il 22 marzo segna nella partita con l’Inter. Al termine del campionato è vice-capocannoniere della Serie A con ben 20 gol, subito alle spalle del compagno di squadra Alessandro Del Piero (21).

All’inizio della stagione 2008-2009 viene operato al ginocchio destro per evitare la rottura del tendine rotuleo e risolvere la tendinopatia di cui da tempo era vittima: nell’occasione la prognosi è di quattro mesi. Contemporaneamente i medici riscontrano una piccola lesione anche al ginocchio sinistro e decidono di intervenire chirurgicamente in modo da risolvere i problemi a entrambe le articolazioni in un unico intervento.[11] In occasione della partita Udinese-Juventus, fa il suo rientro in campo, giocando una manciata di minuti. Qualche settimana dopo, il 21 febbraio 2009, torna a segnare su azione (aveva già segnato contro il Napoli in Coppa Italia ai rigori) nella partita contro il Palermo, sua prima partita da titolare dopo 157 giorni, la sua ultima presenza da titolare risaliva al 14 settembre 2008 contro lo Zenit San Pietroburgo.

Il 3 settembre successivo annuncia la sua intenzione di lasciare la Vecchia Signora al termine della stagione, la decima della sua carriera juventina, per tornare a casa. Mette a segno il suo primo gol stagionale contro la Lazio (0-2) allo Stadio Olimpico; poco dopo rettifica le affermazioni dichiarando di non essere sicuro di andar via a fine stagione. Il 7 novembre 2009 festeggia il 167º gol con la casacca bianconera, eguagliando Omar Sívori, con il gol del 5-2 nella gara contro l’Atalanta; l’8 dicembre seguente, nella partita casalinga di Champions League persa 1-4 col Bayern Monaco, supera l’italo-argentino siglando la rete n. 168 con la Juventus, traguardo mai raggiunto prima nella società torinese da uno straniero: «non ci si rende bene conto di dove sei e di quello che fai, fino a quando giochi: […] allora ero solo dispiaciuto perché non avevamo passato il turno. Ora capisco cosa significhi essere davanti a lui, a Charles, a Platini…»

Chiude la sua esperienza nella Juventus con la media realizzativa di più di 17 gol a stagione su un arco temporale di dieci anni, per un totale di 171 gol che lo rendono il miglior marcatore straniero nella storia della Juventus. Nel 2011, tramite un’iniziativa della società bianconera, il francese viene inoltre inserito tra i 50 più rappresentativi calciatori della Juventus di tutti i tempi, venendogli dedicata una stella celebrativa nella Walk of Fame allo Juventus Stadium.

Hércules e Baniyas

Trezeguet nell’agosto 2010, alla presentazione nell’Hércules.

Il 28 agosto 2010 passa all’Hércules, squadra della città natale della moglie. Esordisce contro il Barcellona al Camp Nou, in un incontro poi finito con la vittoria (2-0) della sua squadra. Il primo gol arriva su rigore nel match con il Valencia (sconfitta per 1-2). La prima doppietta arriva contro il Siviglia, decisiva per la vittoria (2-0 il finale). Il 17 ottobre 2010, nella partita contro il Villarreal, arriva anche la prima espulsione per l’attaccante francese, 5 minuti dopo aver siglato il gol del momentaneo vantaggio. Il 12 dicembre, invece, realizza un gol (l’ottavo in campionato) di tacco nella vittoria interna per 4-1 contro il Malaga. Il 13 febbraio con il gol della vittoria per 2-1 contro il Real Zaragoza tocca quota 200 gol in carriera nei vari campionati. Il 15 maggio, nonostante abbia segnato il suo 12º gol stagionale, l’Hercules perde 1-2 contro l’Atletico Madrid e retrocede in Liga Adelante. Il 28 maggio risolve il contratto in essere con il club di Alicante.

Il 30 agosto 2011 passa al Baniyas, squadra degli Emirati Arabi Uniti con sede ad Abu Dhabi, che gioca nel UAE Arabian Gulf League, il massimo campionato degli Emirati Arabi Uniti.[18] Alla fine dell’anno rescinde il contratto che lo legava al Baniyas, per via di un infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi tutta la stagione; colleziona solo 4 presenze in campionato, senza mai andare in gol.

River Plate, Newell’s Old Boys e Pune City

Il 20 dicembre 2011, dopo aver superato le visite mediche, firma per il River Plate neoretrocesso in seconda serie; viene presentato ufficialmente il 4 gennaio 2012. Il 12 febbraio seguente fa il suo esordio ufficiale contro il Chacarita Juniors, segnando il suo primo gol con la nuova maglia. Il 23 giugno, grazie alla sua doppietta contro l’Almirante Brown, riporta il River Plate nella massima divisione; a fine partita afferma che la vittoria del campionato è stata “un traguardo più emozionante dell’Europeo conquistato nel 2000”. Sono così 13 i gol messi a segno in 19 partite di campionato, nonostante lo scetticismo iniziale con cui era stato accolto l’approdo al River.

Trezeguet al River Plate nel 2012, mentre posa con due piccoli tifosi.

Il 22 luglio 2013 si accorda con il Newell’s Old Boys. Il 1º novembre successivo, con la doppietta al Colón, raggiunge e supera la soglia dei 300 gol ufficiali in carriera. Il 27 giugno 2014 annuncia l’intenzione di tornare al River per chiudere lì la sua carriera da calciatore; tuttavia, pochi giorni dopo, i Millonarios dichiarano che il giocatore non rientra nei loro piani per la nuova stagione.

Il 30 luglio 2014 passa al club indiano del Pune City, neonata squadra della anch’essa debuttante Indian Super League, allenata dal tecnico italiano Franco Colomba. Con la maglia arancioviola realizza 2 reti in 9 partite, al termine delle quali si ritira definitivamente dall’attività agonistica.

Nazionale

Nel 1996 vince con la Francia Under-18 l’Europeo di categoria e, solo due anni dopo, nel 1998, diventa campione del Mondo con la nazionale maggiore. Passa ancora un biennio e conquista anche il campionato europeo, grazie al suo golden goal al 102º minuto nel corso dei supplementari della finale contro l’Italia.

2 luglio 2000: il golden gol che castiga l’Italia al campionato Europeo in Olanda.

Nella partita successiva, un’amichevole disputata a Marsiglia contro le World Stars, realizza una tripletta nel 5-1 finale per la squadra francese.

Partecipa ai Mondiali in Germania, dove colleziona 3 presenze. Entrato al 100′ (ai tempi supplementari) della finale contro l’Italia, è tra i rigoristi della partita, calciando il suo tiro dal dischetto sulla traversa, errore che risulta decisivo nella sconfitta mondiale della sua squadra.

9 luglio 2006; l’errore dal dischetto che sarà decisivo per il nostro titolo mondiale

Al termine della stagione 2007-2008, nella quale realizza 20 reti, il selezionatore della Nazionale francese Raymond Domenech non lo convoca per la fase finale degli Europei 2008. Il 9 luglio seguente, a seguito della conferma del CT sulla panchina della Francia, annuncia il ritiro dai Bleus.

Lascia quindi la Nazionale dopo aver vinto un Mondiale e un Europeo, con 71 presenze e 34 reti complessive. È il terzo giocatore ad aver realizzato più gol in assoluto con la maglia della nazionale francese, dietro solo a Thierry Henry e Michel Platini.

Dirigente

Una volta appesi gli scarpini al chiodo, all’inizio del 2015 torna alla Juventus in veste dirigenziale, assumendo la carica di presidente delle Juventus Legends, l’associazione che riunisce tutti i giocatori bianconeri del passato, nonché di ambasciatore del club nel mondo.

Palmarès

Informazioni su diego80 (1947 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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