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Anna Frank e quel senso sbagliato della vita

Può sembrare strano, nell’anno 2017, usare immagini della Seconda Guerra Mondiale per riaprire vecchie ferite che in una civiltà moderna e ultra sviluppata come oggi non dovrebbero neppure entrare. E quando a proporle è il calcio, ovvero lo sport più popolare e diffuso nel Belpaese (mica sempre Bel, quando avvengono episodi di questo genere), ed in particolare la tifoseria più “esagitata” della Lazio, ovvero gli “Irriducibili”.

Protagonista involontaria di tutto ciò è Anna Frank. Già, proprio la ragazzina tedesca, poi adottata dall’Olanda che scrisse il famoso diario, mentre era prigioniera con la fanmiglia nei campi di concentramento e venne poi uccisa alla tenera età di 16 anni.

Per ricostruire la vicenda, ci è di aiuto un articolo de “il post.it” di Matteo Bazzi di Ansa.it, che ci aiuta nella ricostruzione della vicenda.

Da due giorni sui giornali italiani si è tornati a parlare di Annelies “Anna” Frank, la ragazza tedesca ebrea che tenne un diario durante le persecuzioni naziste dei primi anni Quaranta, poi pubblicato in tutto il mondo alla fine della guerra. Tutto è iniziato lunedì (23 ottobre, nda),  quando in una curva dello Stadio Olimpico di Roma sono stati ritrovati degli adesivi con la foto di Anna Frank con la maglia della Roma, inserita con un fotomontaggio. Gli adesivi erano stati attaccati dagli ultras della Lazio, notoriamente molto vicini all’estrema destra. La polemica è poi montata a tal punto da comparire su tutti i giornali italiani e sui principali media stranieri. Ha avuto anche delle conseguenze pratiche: la Federcalcio ha deciso che prima delle partite della giornata di Serie A in corso venga letta una pagina del Diario di Frank.

La storia è iniziata come una vicenda interna alle tifoserie delle due squadre di Roma. La Lazio condivide lo Stadio Olimpico con la Roma e solitamente la sua tifoseria organizzata sta nella curva nord, mentre quella della Roma nella curva sud. La scorsa settimana la Lazio aveva però ricevuto una squalifica per alcuni cori razzisti, e la Federcalcio aveva ordinato la chiusura temporanea della curva nord per Lazio-Cagliari del 22 ottobre. Alcuni ultras della Lazio avevano deciso di assistere comunque alla partita dalla curva sud, approfittandone per attaccare gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma.

Non sappiamo quanti ne siano stati attaccati: in una foto postata dalla presidente della comunità ebraica romana Ruth Dureghello se ne vedono due, insieme ad altri adesivi antisemiti come “Romanista ebreo” o “Romanista Aronne Piperno” (un personaggio ebreo del film Il marchese del Grillo). Al momento, secondo ANSA, sono state identificate 16 persone in relazione agli adesivi di Anna Frank, fra cui tre minori. Rischiano una condanna da 1 a 4 anni per istigazione all’odio razziale e un DASPO – cioè il divieto di assistere a manifestazioni sportive – di diversi anni. Sempre secondo ANSA, alcuni dei sospettati fanno parte degli Irriducibili, uno dei principali gruppi della tifoseria organizzata della Lazio. In un comunicato diffuso martedì, gli Irriducibili hanno detto di non essere stati loro ad attaccare gli adesivi, ma al contempo hanno difeso i responsabili sostenendo che quella di lunedì è stata un’iniziativa di «scherno e sfottò».

La vicenda poi è proseguita col presidente laziale Lotito che ha cercato di gettare acqua sul fuoco commettendo però un’ulteriore gaffe. Martedì 27, nell’effettuare la sua visita alla sinagoga di Roma, avrebbe pronunciato delle frasi non troppo adatte alla situazione: (da Yahoo sport) “Il vice rabbino ci sarà? Solo il rabbino c’è? Non valgono un c…. questi. Tu hai capito come stamo? A New York c’è il rabbino, er vice rabbino. Famo ‘sta sceneggiata…. te te rendi conto?“. Claudio Lotito ha poi detto di non aver smentito di aver detto queste parole, come ha scritto Ansa. L’audio è comunque abbastanza chiaro… Lotito era stato accompagnato alla Sinagoga di Roma da una delegazione del club e da due giocatori, Wallace e Felipe Anderson. Aveva deposto una corona di fiori in Sinagoga, poi ritrovata integralmente sulle rive del Tevere, sotto la lapide commemorativa delle vittime dei deportati di Roma. All’omaggio della Lazio non avevano preso parte rappresentanti ufficiali della comunità ebraica di Roma, che evidentemente avevano preferito non partecipare a questo evento mediatico.

I giocatori laziali hanno esibito una maglietta contro l’antisemitismo prima della partita di Bologna.

Il capitano della Sampdoria, Fabio Quagliarella, consegna i libri ”Il diario di Anna Frank” e ”Se questo è un uomo” prima della partita del campionato di Serie A allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, 24 ottobre 2017.
ANSA/MATTEO BAZZI

A parte il tentativo malriuscito del patron laziale, l’unica cosa che ci si interroga è una: perchè dobbiamo ritrovarci episodi di antisemitismo in un’era come questa? Perchè tirare in ballo Anna Frank, ed episodi della memoria che dovrebbero essere definitivamente accantonati, soprattutto non utilizzati per fomentare odio in ambito sportivo? Di certo l’immagine è uscita un po’ guastata, ma siamo certi che il Dio Pallone, con tutti gli interessi ed il denaro che girano attorno, saprà assorbire con disinvoltura anche questo fatto. Dopotutto, se ha saputo uscirne anche con i morti sugli spalti e fuori, cosa potrebbe cambiare con fotomontaggi malriusciti?

Non è stata molto produttiva la visita di Lotito alla Sinagoga di Roma…

Su Anna Frank, vi invitiamo a leggere la pagina dedicata da wikipedia. Una pagina tornata d’attualità, come se Anna all’improvviso fosse rinata, o fosse tornata in “vogue” come le catene che periodicamente invadono i nostri social. Vi rimandiamo anche alla storia del suo diario, di cui alcune pagine sono state lette durante i turni infrasettimanali di serie A e serie B disputati il 24 e 25 ottobre. Di certo, sono bastati alcuni facinorosi per riproporre una tra le storie più drammatiche dell’Olocausto. Ma basterà tutto ciò che si è fatto negli stadi italiani (siamo sicuri con convinzione e non con forzatura) perchè il calcio si pulisca la coscienza ancora una volta?

Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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