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C’era una volta il calcio a Modena….

Il 6 novembre 2017 la squadra emiliana è stata radiata dal calcio: addio a 105 anni di storia

Sembra molto triste vedere che in una città sede delle figurine e della Ferrari da novembre 2017 sia sparito il calcio. La radiazione della squadra cittadina, che era iscritta al girone B della serie C, dopo la retrocessione della passata stagione dalla serie B, e dopo un periodo di gravi difficoltà finanziarie, saltando quattro partite del suddetto campionato, è un duro colpo, soprattutto sapendo che da anni prevalgono le due squadre della provincia, il Sassuolo, che gioca in serie A ininterrottamente dal 2013, anche se gioca le partite interne a Reggio Emilia,ed il Carpi, che milita inserie B dopo aver fatto anche una stagione in serie A ed aver perso l’ultima finale playoff col Benevento, anche se gioca le gare interne allo stadio cittadino, il Cabassi. Triste quindi sapere che l’impianto della città, il Braglia, resterà chiuso, non essendoci più una squadra rappresentata della città, ma solo due di provincia che giocano altrove.

 

I CANARINI NON HAN PIU’ LE ALI – 28 partecipazioni alla serie A, ultima nella stagione 2003/2004, un terzo posto come primato nel 1947: il Modena nacque nel 2012, nel suo palmarès vanta inoltre due campionati di Serie B, una Supercoppa di Serie C e, in campo internazionale, due Coppe Anglo-Italiane, competizione in cui la squadra modenese vanta il primato di successi. In virtù di ciò, il club è il sodalizio più prestigioso della città di appartenenza e vanta la 20ª miglior tradizione sportiva in Italia. Tra i suoi giocatori più rappresentativi ricordiamo sicuramente il brasiliano Cinesinho, , ma anche Luca Toni, Enrico Chiesa, Sergio Brighenti, Beppe Baresi, Giuseppe Sculli, Nicola Amoruso, Carlo Taldo, Davide Dionigi e Fabio Vignaroli. Tra gli allenatori dal ricordare: Alfredo Mazzoni, Gianni De Biasi, Walter Novellino, Cristiano Bergodi, Stefano Pioli e Daniele Zoratto. Ora vediamo un po’ di storia, da wikipedia.

Luca Toni

Le origini

Dopo alcune sporadiche esibizioni a livello scolastico nel primi anni del XX secolo, sotto la spinta degli studenti universitari (tra cui spicca l’impulso di Luigi Ventura) e di quelli dell’Istituto Tecnico, all’inizio del 1910 nacque a Modena l’Associazione Studentesca del Calcio, che partecipò nelle stagioni 1911 e 1912 ai tornei regionali di III e II Categoria, vincendoli. Tra la fine del 1911 e l’inizio del 1912 sorse poi l’Audax Foot Ball Club, in rappresentanza del Liceo San Carlo. Dopo un breve periodo di rivalità cittadina, le due società decisero di fondersi, non senza qualche mugugno, il 5 aprile 1912; la decisione venne pubblicata sugli organi di stampa cittadini, e il giornale Il Panaro pubblicò così la notizia della fusione societaria:

« Era affisso ieri un avviso sul quale si invitavano i nostri giocatori di football a partecipare a una riunione per deliberare circa la fusione delle due società, Associazione Studentesca del Calcio e Audax F.B.C. L’idea di tale connubio non ci giunge nuova, l’abbiamo sentita circolare da oltre un anno nei capannelli calcistici, ma non abbiamo mai voluto entrare nel merito della questione per non rompere, come si dice, le uova nel paniere a coloro che tale idea propugnavano. Lo facciamo ora che la notizia ufficiale e la fusione fatta e che la nuova società ha già scelto il suo nome e i suoi colori. Si chiamerà Modena F.C. e la sua maglia porterà i colori giallo-blu.[3] »

La sua prima struttura societaria prevedeva Giuseppe Salotti, docente universitario, quale presidente, il tenente Claudio San Donnino, ricco possidente cittadino, quale presidente onorario, e una Commissione Tecnica composta da Silvio Secchi, in qualità di Direttore Tecnico, e da Luca Mariani e Francesco Vaccari.

Anni 1910

Dopo aver ottenuto dall’Amministrazione Comunale l’area dell’ex Velodromo per l’ubicazione dello Stadio cittadino (area nella quale la società ha poi gioccato tutte le gare interne della propria storia) e l’ammissione al campionato di Prima Categoria, espressione del massimo livello calcistico, il Modena partecipò alla sua prima stagione (1912-1913) nel girone Veneto-Emiliano, dapprima con solo elementi locali (Secchi, Mariani, Zanasi, Minchio, Zanetti – il futuro dirigente federale degli anni 1920 e 1930), poi, dopo i primi rovesci, pescando alcuni giocatori oltre provincia quali Diaderico Raffaldini, Brassi e Soresina. Quel primo torneo terminò con una sola vittoria, nel derby interno contro il Bologna, e tutte sconfitte.

Approfittando (al pari di Juventus e Racing Libertas) del blocco delle retrocessioni nell’estate del 1913, il Modena ottenne di giocare sempre in Prima categoria anche nella successiva stagione, 1913-1914, nella quale la società decise di ingaggiare il primo straniero della sua storia, l’inglese Roberts: grazie alle sue capacità tecniche e alla maturata esperienza dei ranghi della squadra, il Modena si classificò al 3º posto nel girone. Nella stagione 1914-1915, il Modena, pur partendo con qualche ambizione, si vide inserito nel girone Lombardo, molto più qualificato tecnicamente. Nonostante l’ingaggio dei due nuovi calciatori Giuseppe Forlivesi e Bernardo Perin, al termine della stagione il Modena risultò ultimo, pagando duramente dazio nel girone, ottenendo un’unica vittoria contro il Como.

Nel novembre del 1914 arrivò a Modena la notizia “sensazionale” dell’ingaggio di Attilio Fresia di ritorno dal Reading, uno dei migliori esponenti del calcio dell’epoca, primo giocatore italiano a essere tesserato per una squadra inglese. Pendendo sul suo capo una squalifica per professionismo, Fresia non poté partecipare alle gare di quel campionato, tuttavia gli vennero affidati incarichi di allenatore della squadra. I suoi metodi innovativi, la sua idea di calcio furono alla base, per molti anni, della scuola calcistica modenese.

Allo scoppio della Grande Guerra gli organi federali decisero di annullare il campionato di calcio, tuttavia la passione di calciatori e pubblico creò una pressione tale che fu ideato un torneo succedaneo, la Coppa Federale, al quale parteciparono le principali formazioni dell’epoca. Il Modena, dopo aver vinto il girone eliminatorio contro Bologna e Audax, contese fino all’ultima gara contro il Genoa (sconfitta per 2-3), la vittoria finale al Milan. In quel periodo la squadra poteva contare sulla presenza a Modena del XX Autoparco, Reggimento automobilistico di retroguardia, nel quale affluirono grandi campioni dell’epoca, quali Ara, Leone, Albertoni, Varese, Gay. Nella stagione 1916-1917 il Modena partecipò alla Coppa Emiliana istituita dal Comitato Regionale, aggiudicandosi il trofeo nella finale giocata a Mantova il 25 marzo 1917, sconfiggendo per 5-1 il Bologna, che era terminato a pari punti.

Anni 1920

La squadra del 1919-1920, alla ricostituzione della società dopo la Grande Guerra.

Al termine della guerra la società fu ricostituita. Partiti i grandi campioni del periodo bellico, la squadra venne imperniata su Giuseppe Forlivesi, diventato uomo simbolo del Modena, da qualche giocatore del periodo precedente (Minchio, Vandelli, Barbieri) e pescando in profondità calciatori nelle squadre del movimento uliciano che, nel periodo bellico e immediatamente successivo al termine del conflitto, erano proliferate in città, sia sotto la spinta dell’emulazione dell’attività del XX Autoparco, che grazie agli insegnamenti di Attilio Fresia. Nella stagione 1919-1920 il Modena vinse il girone regionale e arrivò al 3º posto nel girone B delle Semifinali Nazionali, dietro a Juventus e US Milanese. Nella successiva stagione il Modena si impose di nuovo nel girone regionale garantendosi anche la finale regionale per il primo posto contro il Bologna, vincitore dell’altro girone regionale, finale persa per 1-0 solo ai supplementari della partita di spareggio giocata a Ferrara dopo aver nettamente perso l’andata a Bologna per 1-10 e vinto la seconda in casa per 1-0. Venne successivamente inserito nel girone B delle Semifinali Nazionali, con Alessandria, Andrea Doria e US Milanese.

I canarini contesero il passaggio del turno ai grigi piemontesi, dai quali vennero sconfitti solo in un incontro di spareggio (0-4) giocatosi a Milano nel luglio del 1921. Nell’estate di quell’anno il Modena, come la maggior parte delle squadre più importanti dell’epoca, decise di fare fronte comune con le società scissioniste che andarono a formare la C.C.I. I canarini furono inseriti nel girone B della Lega Nord, e riuscirono a ottenere un quarto posto finale, sempre con ranghi formati quasi esclusivamente da elementi cittadini. Rientrata la scissione dell’anno precedente il Modena si classificò al 6º nel girone B della Lega Nord di Prima Divisione nella stagione 1922-1923, nella quale Fresia fece esordire a sorpresa due giovani speranze: Bruno Dugoni e Luciano Vezzani.

Nella stagione 1922-1923 il Modena, per festeggiare i suoi primi dieci anni di vita, organizzò un torneo non ufficiale ad inviti, la Coppa Oro, con in palio un trofeo d’oro a 18 carati che sarebbe stato assegnato alla squadra che avesse vinto il torneo per due volte. Furono necessarie tre edizioni al termine delle quali ne uscì vincente la squadra modenese che vinse la seconda e la terza edizione.

Il Modena del 1928-1929

Un settimo posto nella stagione 1923-24, con la sempre maggiore maturazione dei calciatori locali, suggerirono alla dirigenza di essere più intraprendente nel compiere passi per la stagione 1924-1925. La squadra, composta da elementi locali ormai conosciuti a livello nazionale (Brancolini, Boni, Benassati, Dugoni, Scaltriti, Vezzani, Breviglieri, Forlivesi) venne migliorata con l’acquisto dei due interni ungheresi Robert Winkler e Dezso Tischovski, a rinforzare la linea d’attacco dei gialli. In più, venne assunto il tecnico ungherese Gonda a cui vennero affidate interamente le decisioni tecniche, per la prima volta nella storia della società. Il Modena partì di slancio e per lunghi tratti comandò il girone A di Lega Nord – Prima Divisione, con il Genoa quale principale antagonista. La morte di Tichovski (sostituito dall’esordio di un giovanissimo Alfredo Mazzoni), l’infortunio (frattura) di Winkler all’inizio del girone di ritorno e alcune contestate decisioni di posticipare 3 gare del Genoa al termine del campionato non consentirono al Modena l’approdo alla finale della Lega Nord contro i cugini felsinei, proprio a vantaggio dei liguri.

Nonostante propositi ambiziosi della società, il Modena terminò al 3º posto nel girone A di Lega Nord, stagione 1925-26, piuttosto distanziato dalla coppia Bologna-Torino; nella stagione 1926-1927 i canarini ottenerono un 6º posto nel girone A della Divisione Nazionale, disputando poi la Coppa CONI, trofeo riservato alle squadre che non erano riuscite a qualificarsi al girone finale della Divisione Nazionale, chiudendo però al quarto posto del girone B. Sempre nella stagione 1926-1927 il Modena esordì nella Coppa Italia, dove i canarini uscirono al terzo turno, eliminati dalla Pro Vercelli che sconfissero gli emiliani per 7-2. Fece seguito un 5º posto nel girone B della Divisione Nazionale 1927-1928, proprio a ridosso delle squadre promosse per il girone finale che avrebbe assegnato il Titolo Italiano, ma garantendo l’ammissione alla Coppa CONI, nella quale il Modena raggiunse la finale, persa per 1-2 contro la Roma solo ai supplementari della partita di spareggio giocata a Firenze dopo che l’andata e il ritorno erano terminati in pareggio (0-0 a Roma, 2-2 a Modena). La Divisione Nazionale 1928-1929, ancora divisa in due gironi, avrebbe consentito l’accesso alla nuova Serie A, campionato unico per la prima volta nella storia del calcio nazionale, alle prime otto squadre di ogni raggruppamento. Il Modena venne inserito nel girone A nel quale ottenne un 6º posto finale, sotto la spinta di calciatori come Boni, Dugoni, Mazzoni (capocannoniere della squadra con 15 reti) e Piccaluga.

Anni 1930 e 1940

Il Modena che, nella stagione 1946-1947, colse lo storico terzo posto in Serie A, tuttora il miglior piazzamento dei gialloblù nella massima categoria.

Il primo campionato di Serie A 1929-1930 vide ai nastri di partenza un Modena che già negli anni precedenti aveva manifestato via via una incipiente crisi economica della società, con l’obbiettivo di salvarsi. Dopo una discreta partenza, il Modena ebbe una netta flessione nella parte centrale del campionato che la collocò in piena zona retrocessione per buona parte del girone discendente: solo 7 punti nelle ultime 4 gare consentirono ai canarini di evitare la retrocessione. Nella successiva stagione 1930-31, pur con i medesimi propositi di salvezza, il Modena si dimostrò per lunga parte del torneo come la migliore delle provinciali (venendo poi sopravanzata dal Brescia), chiudendo con un onorevole 10º posto finale.

I sempre maggiori effetti della crisi societaria convinsero al dirigenza a cedere Alfredo Mazzoni, che era assieme a Bruno Dugoni uno dei due giocatori simbolo della squadra. La stagione 1931-1932 vide il Modena retrocedere in Serie B dopo una stagione tribolata, nella quale i canarini non trovarono mai né gioco né risultati. Dopo tre stagioni nella Serie A, da poco istituita, nel 1932 arrivò la prima retrocessione in Serie B, cui il Modena non seppe reagire: due secondi posti consecutivi, poi il 3° nel 1935, sembrava una maledizione. Arrivò intanto nel 1936 l’inaugurazione del nuovo stadio, inizialmente denominato semplicemente Comunale, che nel maggio-giugno 1938 fu intitolato a Cesare Marzari, ex giocatore gialloblù caduto nella guerra civile spagnola; nel febbraio 1957 cambiò nuovamente nome venendo intitolato al ginnasta modenese Alberto Braglia,[4] vincitore di tre ori olimpici. In quegli anni la società cambiò anche la denominazione da Modena F.C. in Modena Calcio, in ossequio alle direttive del regime volte all’eliminazione di ogni parola straniera nel lessico sportivo.

Nel campionato 1937-1938 vi fu il ritorno in Serie A, mentre l’anno successivo il Modena si salvò per un solo punto. All’inizio della stagione 1939-1940 comparvero anche i numeri sulle maglie dei giocatori. La squadra venne rinnovata ma gli acquisti si rivelarono al di sotto delle aspettative e così fu di nuovo serie cadetta. Nel periodo bellico, furono diversi i giocatori che il Modena riuscì a lanciare: Vittorio e Lucidio Sentimenti, Renato Braglia, Maino Neri, Ermando Malinverni e Otello Zironi. Tra gli stenti dovuti alla guerra, il Modena si barcamenò tra la A e la B, in attesa di tempi migliori. Da ricordare la semifinale raggiunta nella Coppa Italia 1941-42, persa per 4-1 contro la Juventus, tutt’oggi il miglior risultato raggiunto dal Modena nella Coppa nazionale.

Il Modena del 1947-1948, sesto classificato in massima serie.

Tempi migliori che coincisero con la fine della Seconda guerra mondiale: nella stagione 1946-1947 il Modena infatti chiuse al terzo posto in Serie A, dietro al Grande Torino e alla Juventus, che lo sopravanzò di sole due lunghezze. Fu sorprendente che quel gruppo fosse riuscito ad arrivare così in alto pur avendo inserito, durante il mercato, ben undici nuovi giocatori. Fu quello il miglior campionato di A dei gialloblù, che in casa ottennero anche risultati clamorosi come il 6-1 inflitto al Napoli, le vittorie su Juve, Inter e Roma nonché le “doppiette” (successi in casa e trasferta) rifilate alla Lazio e alla Fiorentina.

L’anno successivo il Modena chiuse al 5º posto e, con diversi giocatori che ormai facevano parte della Nazionale italiana (come Enzo Menegotti, Francesco Pernigo, Maino Neri e Valerio Cassani, tutti presenti al torneo di calcio della Olimpiadi di Londra del 1948), sembrava destinato a entrare tra le grandi del calcio italiano. Ad inizio stagione, il Modena fu designato dalla FIGC per andare a disputare in Svizzera il Torneo dell’Amicizia di Ginevra in quella che fu la prima competizione internazionale a cui prese parte la squadra gialloblù. Il Modena vinse poi il torneo battendo in finale il Servette per 4-0.

Ma le vicissitudini societarie, culminate nelle dimissioni del presidente prima e dell’allenatore poi, portarono la squadra, nel campionato successivo, al penultimo posto e quindi alla retrocessione in Serie B.

 

Anni 1950

Il Modena provò subito a ritornare nella massima serie, ma chiuse il campionato solamente al 5º posto. Ci riprovò la stagione successiva, nel 1950-1951, ma riuscì solo a sfiorare l’impresa, conquistando un 3º posto finale. Ed ebbe così inizio la grande fuga dei talenti modenesi nelle squadre più blasonate: fu il caso, tra i tanti di Maino Neri, di Sergio Brighenti e di Giorgio Ghezzi. I risultati ne risentirono: un 8º e due 10º posti consecutivi cominciarono a ridimensionare i progetti modenesi, che solo lievemente tornarono felici quando nella stagione 1954-55 giunse di nuovo 3º.

Intanto, le finanze cominciavano a ristagnare. Il Modena sembrava sul punto di collassare, quando la Zenit (un’azienda cremonese di carburanti e lubrificanti) si offrì di abbinare il proprio nome alla squadra (le canoniche sponsorizzazioni erano, infatti, ancora vietate nel calcio italiano).[5] Fu una manna dal cielo: 100 milioni di lire (una cifra colossale all’epoca) per un’ambiziosa campagna acquisti con cui tentare la scalata alla Serie A. Soldi spesi con oculatezza, che diedero risultati immediati nella prima parte della stagione; poi, un girone di ritorno disastroso costrinse lo Zenit Modena ad “accontentarsi” del 7º posto. L’anno dopo andò ancora peggio: 14º posto e retrocessione evitata per pochi punti. La Zenit a questo punto si ritirò, e al Modena (ritornato alla sua classica denominazione) non restò che vendere il vendibile e sperare in qualche giovane promessa: tuttavia, malgrado un’ottima prima metà di campionato, un disastroso girone di ritorno fu la causa della retrocessione per la prima volta nella storia della società in Serie C[6].

Anni 1960 e 1970

Il Modena del 1962-1963

Nonostante il ritiro dei finanziamenti della Zenit e la retrocessione in C, il nuovo organico modenese compì un doppio salto spinto dai gol di Enrico Pagliari: vinse la Serie C 1960-1961 e giunse 2º nella Serie B 1961-1962, appaiato al Napoli, appena vincitore della Coppa Italia di quella stagione. Nel primo anno in Serie A, che mancava dal 1949, la squadra si salvò grazie anche ai gol della ex mezzala della Nazionale brasiliana Cinesinho, ma nell’anno successivo le cose si complicarono: alla fine del campionato, il Modena era 15º ma a pari punti con la Sampdoria, contro la quale si giocò la permanenza in A. Lo spareggio si giocò il 7 giugno 1964 a Milano, campo neutro: Sampdoria-Modena 2-0 e ritorno in B. La stagione 1963-64 vede la squadra canarina partecipare anche ad un torneo internazionale: i gialloblù furono invitati a partecipare alla Coppa Piano Karl Rappan, il Modena vinse il proprio girone composto dai belgi de La Gantoise (l’attuale Gent), i francesi del Tolosa e gli svizzeri dello Young Boys, qualificandosi al primo turno eliminatorio, perso contro i cecoslovacchi dello Slovnaft Bratislava, ma qualificandosi comunque ai quarti come una fra le due migliori sconfitte, dove trovarono nuovamente lo Slovnaft che li eliminò nuovamente. I cecoslovacchi vinsero poi il torneo.

Nei sette anni di B successivi il Modena raggiunse, come massimo traguardo, il 6º posto, lontanissimo dalla lotta per la promozione. In compenso, sfiorò la retrocessione nel campionato 1968-1969, quando si salvò solo per miracolo e chiuse 17º. Era l’inizio degli anni più duri: la lunga parentesi della Serie B finì nel campionato 1971-1972, quando il Modena chiuse all’ultimo posto e precipitò in Serie C. Inizialmente, si verificò comunque l’ottimismo della prima retrocessione in B, quando si pensava che per il Modena sarebbe stata una passeggiata o poco più. Invece gli ci vollero tre anni difficili per risalire, quando finalmente vinse il campionato 1974-1975 grazie anche ad un prolifico attaccante quale Roberto Bellinazzi, detto Baffo-gol, che nei successivi quattro anni raggiungerà il traguardo di oltre 50 gol segnati in maglia canarina.

Il Modena del 1975-1976

Due campionati “anonimi” del Modena (un 8º e un 17º posto) sembravano il preludio di un lungo periodo di militanza in cadetteria. Invece, un’ennesima crisi finanziaria portò la squadra sull’orlo del fallimento, e di conseguenza la squadra fu smantellata. Imbottita di giovani di belle speranze ma di poco bagaglio tecnico, il Modena affondò prima in C1 (come si era chiamata in quegli anni la terza divisione) e la stagione successiva addirittura in C2 (prima e unica volta della storia del club canarino).

Anni 1980 e 1990

La Serie C2 fu comunque un’esperienza passeggera: la crisi societaria fu risolta con l’ingresso dell’industriale Bergamini e anche grazie alla rivelazione di Stefano Cuoghi, al primo tentativo la vittoria del campionato della stagione 1979-1980 fu assicurata, e la C1 riconquistata, dopo un duello con Trento e Padova. La tifoseria però è costretta a subire diverse delusioni: dopo il 12º nel nella stagione 1980-1981, la stagione successiva il Modena chiude 3º per un solo punto. La società intanto aveva cambiato proprietà: era entrato Francesco Farina e rimarrà alla direzione per i successivi 15 anni.

Arrivano i primi due trofei internazionali: il Modena si aggiudica la Coppa Anglo-Italiana del 1981 e del 1982, battendo in finale, rispettivamente, gli inglesi del Poole Town e quelli dello Sutton United, vittorie che consentono al Modena di detenere il record di più titoli della competizione, soppressa nel 1996. Ma le vittorie non seguono invece in campionato, dove il Modena giunge nelle deludenti 11ª, 10ª e 8ª posizione nei tre anni a seguire. Nel campionato 1985-86, al secondo anno sotto la guida di Luigi Mascalaito e grazie anche ai gol di Sauro Frutti, arriva la promozione in B, ottenuta all’ultima giornata nella partita vinta contro l’Ancona grazie alla rete di Damiano Longhi, davanti a circa 16.000 spettatori. Dopo la salvezza nella stagione 1986-1987 (conclusasi con la vittoria nel derby contro il Bologna, successo che mancava da quaranta anni esatti) e il ritorno nella Coppa Italia maggiore dopo nove anni, nel campionato 1987-1988 arriva la nuova retrocessione in Serie C1.

Il Modena del 1980-1981, vincitore della sua prima Coppa Anglo-Italiana.

Gli anni 1980 si chiudono con la vittoria del campionato di Serie C1, sotto la guida tecnica di Renzo Ulivieri, che vale il nuovo ritorno in Serie B, realizzando il record del minor numero di reti subite da una squadra in un campionato professionistico italiano (9)[7], grazie ad un ottimo reparto difensivo e al portiere Marco Ballotta. Dopo tre salvezze raggiunte faticosamente, nella stagione 1993-1994, il Modena, che vede nella propria rosa anche Enrico Chiesa e Giuseppe Baresi, chiude al 18º posto e retrocede in C1. Nella stagione successiva 1994-1995 la squadra retrocesse in C2, dopo aver perso i play-out con la Massese (0-2 in casa e un inutile pareggio 2-2 in trasferta). I canarini rimasero per poche settimane in quarta serie, grazie alle mancate iscrizioni di Crevalcore, Siracusa e Barletta che rinunciarono a iscriversi alla C1 fallendo o venendo radiate: il Modena (secondo nella graduatoria dei ripescaggi) venne ripescato a fine luglio. La proprietà della squadra passa al “conte” Giuseppe Degli Albertini e la presidenza di Mauro Bassinghi. Questa stagione vede esordire nelle file canarine un giovane Luca Toni, alla sua prima esperienza in una prima squadra.

Gli anni successivi furono caratterizzati da complesse vicende societarie e tecniche, tanto da portare quattro punti di penalizzazione per illecito amministrativo nella stagione 1996-1997 (ridotti dai sei iniziali[8]) a causa di una fideiussione irregolare[9]. La società trovò poi tranquillità con l’acquisto della squadra da parte dell’imprenditore Gigi Montagnani nel gennaio 1997. Dopo un’annata interlocutoria, nella stagione 1998-1999 arriva il 4º posto e la qualificazione ai play-off poi persi contro il Lumezzane: dopo aver perso 1-3 in casa, i canarini persero anche in trasferta per 2-1. La stagione successiva arriva una salvezza ottenuta con l’arrivo a metà stagione del tecnico Gianni De Biasi.

Anni 2000

La stagione sportiva 2000-2001 non è ancora iniziata quando il 17 luglio 2000 muore, per un improvviso malore, il presidente Montagnani[10]: esattamente due mesi dopo la sua morte, gli viene intitolata la curva dei tifosi modenesi[4], denominazione divenuta ufficiale nel 2002. Viene quindi nominato presidente Gianpaolo Manfredi in rappresentanza degli eredi della famiglia Montagnani. Mister Gianni De Biasi ottiene la conferma con al suo fianco due collaboratori quali Vinicio Bisioli (preparatore dei portieri) e Paolo Artico(preparatore atletico). Il Direttore Generale è Doriano Tosi, entrato in società a metà della stagione precedente. Il ritiro pre-campionato cambia geograficamente: è Pieve di Cadore la località prescelta.

In Coppa Italia Serie C la squadra vince il proprio girone a punteggio pieno, arrivando fino alle semifinali (eguagliando il miglior risultato nella competizione, come nel 1972-1973 e nel 1985-1986). Alla decima giornata di campionato si trova al primo posto solitario con 27 punti, frutto di 9 vittorie e una sconfitta. Il 19 novembre 2000 è un’altra data infausta da ricordare: al termine della gara di Como (persa 0-1), mentre percorre il corridoio che porta al pullman, Francesco Bertolotti viene colpito da tergo con un pugno sferratogli dal comasco Massimiliano Ferrigno. Cadendo, Bertolotti sbatte violentemente il capo sul pavimento: trasportato d’urgenza all’Ospedale di Lecco gli vengono diagnosticate lesioni cerebrali e alle ore 23:00 è necessario un intervento chirurgico che gli salva la vita: dopo una settimana esce dal coma. Questo incidente gli costa la carriera, Bertolotti si ritira dal calcio giocato a 33 anni, mentre Ferrigno dal punto di vista sportivo viene squalificato per tre anni e da quello penale patteggia 10 mesi con la condizionale.[11]

I canarini attraversano un periodo difficile durante il quale il Como li raggiunge a quota 42 punti, poi si riprendono e tutta la stagione sarà caratterizzata dalle varie fasi di questo testa a testa. Alla penultima giornata di campionato il Modena è di scena allo Stadio Morelli di Brescello, seguito da oltre 4500 tifosi[12], in una gara che viene vinta al 97′ con una rete di Ciro Ginestra. È la vittoria che vale virtualmente la Serie B, ufficializzata all’ultima giornata con la vittoria al Braglia sul Lecco per 2-0. Il finale della stagione vede il Modena vincere anche la Supercoppa di Lega di Serie C battendo il Palermo (2-0 a tavolino in Sicilia e 3-0 al Braglia).

La stagione dopo, mantenendo sostanzialmente la stessa squadra della stagione precedente, i gialloblù centrano la seconda promozione consecutiva, alla quart’ultima giornata grazie al pareggio esterno per 0-0 col Genoa e al contemporaneo pareggio del Napoli a Cosenza, il Modena rivede la massima serie dopo trentotto anni di assenza[13]. Nel frattempo, a gennaio, con la squadra lanciata verso la serie A, la società era stata rilevata dall’imprenditore Romano Amadei, presidente Immergas e già detentore del 50%, acquisito l’estate precedente[14][15]. La stagione vede anche il ritorno dei canarini nella Coppa Italia maggiore a distanza di sette anni, eliminati al secondo turno dal Perugia. Da ricordare, in questa annata, le vittorie prestigiose sul Cagliari per 3-0, sulla Reggina per 3-1 (con i tre gol messi a segno nei primi 10 minuti di gioco) e sulla Sampdoria per 2-0.

Nella stagione 2002-2003 la salvezza non è facile e arriva solo all’ultima giornata a Brescia, quando il Modena giunge a quota 38 insieme a Empoli, Reggina e Atalanta. Tuttavia, la classifica avulsa salva gli emiliani e i toscani, lasciando bergamaschi e calabresi a giocarsi lo spareggio (furono poi questi ultimi a salvarsi). In Coppa Italia esce subito al secondo turno eliminato dalla Reggina. La retrocessione è solo rinviata alla stagione 2003-2004: De Biasi lascia Modena dopo tre anni e arriva Alberto Malesani che però viene esonerato a campionato in corso sia per i cattivi risultati sia per i contrasti con Marco Ballotta, senatore gialloblù[16]. Viene dunque chiamato Gianfranco Bellotto, ex giocatore canarino negli anni 1970, il quale non riesce a salvare il Modena che chiude terz’ultimo a quota 30 punti, avendo di fatto perso la massima serie negli scontri contro le dirette concorrenti alla salvezza. Subisce inoltre quattro punti di penalizzazione[17] (poi ridotti a uno)[18], da scontare l’anno dopo in B, per due combine avvenute in occasione di Modena-Sampdoria e Chievo-Modena della stagione appena conclusa[19]: l’operazione giudiziaria, che coinvolge diverse squadre, sarà l’anticipo dell’operazione Calciopoli[20]. In Coppa Italia il Modena raggiunge la fase finale a distanza di tredici anni dall’ultima volta, venendo eliminato dalla Lazio agli ottavi, i biancocelesti saranno poi i vincitori del trofeo.

La stagione successiva è turbolenta: con la guida tecnica di Stefano Pioli il Modena chiude a un punto dalla zona play-off, sfumati proprio all’ultima giornata, quando, con due punti di vantaggio sull’Ascoli, venne battuto in trasferta da quest’ultimo nello scontro diretto. In Coppa Italia il cammino si chiude già ad agosto con l’eliminazione ai gironi. Nel 2004 il ritiro estivo raddoppia, in luglio a Pieve di Cadore e ad agosto a Fanano[21], che dall’anno successivo sostituirà la località veneta (salvo qualche eccezione negli anni successivi come Fiumalbo, Montese o Borgo Valsugana). Nella stagione 2005-2006, il Modena, con un centravanti come Cristian Bucchi, che segna 29 gol in campionato e 1 nei play-off, giunge agli spareggi promozione seppur con una crisi di risultati giunta verso metà campionato che ha portato all’esonero Pioli e all’arrivo di Maurizio Viscidi[22] e nuovamente il ritorno di Pioli dopo tre giornate[23]. Nelle semifinali play-off è stato poi eliminato dal Mantova, i due pareggi (0-0 in casa e 1-1 in trasferta) hanno sorriso ai virgiliani, premiati per il miglior piazzamento in campionato, i quali però, a loro volta, hanno perso la finale contro il Torino. In Coppa Italia, come l’anno precedente, esce subito ad agosto al primo turno, eliminato dal Cittadella.

L’anno dopo, con il nuovo mister Daniele Zoratto e con un organico indebolito dalla cessione di Bucchi ma con una partenza abbastanza positiva in Coppa Italia (eliminato al terzo turno dal Genoa), il Modena è passato dalla lotta per la A a quella per evitare la C1. Tuttavia, l’obiettivo è stato conseguito solo all’ultima giornata grazie alla vittoria interna sul Frosinone; importante fu anche il cambio di rotta avvenuto con l’arrivo di Bortolo Mutti come allenatore. Per il campionato 2007-08, il Modena, eliminato al primo turno di Coppa Italia dal Bologna, si presenta con un organico in grado di raggiungere la salvezza. Dopo una buona partenza, però, i canarini affondano in un lungo periodo nero di ben 15 partite senza vittorie, durante il girone di ritorno, culminato con l’esonero di Mutti e il ritorno del discusso Daniele Zoratto. La nuova avventura di Zoratto si conclude con la salvezza giunta alla penultima giornata grazie alla vittoria contro l’Ascoli.

La stagione 2008-2009 verrà ricordata a lungo come una delle più difficoltose per il Modena. Un’annata cominciata sotto i cattivi auspici di un’estate dominata dall’incertezza dal punto di vista societario. Si susseguono, infatti, anche durante tutto l’anno, voci su possibili acquirenti della società di Romano Amadei, intenzionato a passare di mano il Modena. Il risultato è una squadra mal costruita che fatica molto nella prima parte di campionato; in agosto viene anche eliminato dall’Atalanta nel terzo turno di Coppa Italia. I soli 16 punti del girone di andata fanno da contraltare ai 35 del girone di ritorno, culminati con la vittoria all’ultima giornata a Trieste contro la Triestina e al quindicesimo posto finale che sancisce una miracolosa salvezza. Una tale inversione di marcia è la summa di vari fattori tra cui il ritorno di Alex Pinardi da un lungo infortunio[24], i gol ritrovati di Salvatore Bruno e il cambio in panchina alla 23ª giornata quando Daniele Zoratto viene sostituito dal suo vice Luigi Apolloni.

Nella stagione successiva i canarini restano a lungo in lotta per i play-off, ma un calo nel finale portò la squadra a giocarsi addirittura la salvezza all’ultima giornata, poi conquistata grazie a un 3-2 (all’inizio del secondo tempo i gialloblù erano sotto per 2 reti a 0) contro il Gallipoli. In Coppa Italia esce subito al secondo turno, eliminato ai rigori dal Novara.

Anni 2010

L’annata successiva inizia con un passaggio societario: il 29 giugno 2010 Romano Amadei cede il 49% del Modena alla consociata Ghirlandina Sport che vede, tra gli altri nomi, quello di Roberto Casari (presidente di CPL Concordia) che diverrà proprietario della società. Ghirlandina Sport rileva completamente la società a gennaio 2011. Come D.S. viene confermato Fausto Pari mentre in panchina viene chiamato Bergodi, che conduce i canarini al 10º posto finale e al terzo turno di Coppa Italia, eliminato dal Bologna, proprio come tre anni prima.

Il campionato del Centenario, 2011-2012, non inizia nel migliore dei modi, ragion per cui, il 14 novembre 2011 viene nominato Agatino Cuttone come allenatore-traghettatore della prima squadra in sostituzione di Cristiano Bergodi con la squadra al quart’ultimo posto in classifica. Il cammino di Cuttone, che ottiene risultati di rilievo contro Torino (vittoria 2-1 casalinga) e Bari (vittoria 0-1 esterna), non durerà molto sulla panchina dei canarini; il suo esonero era ormai inevitabile dopo una rivolta da parte degli stessi giocatori[25]. Al suo posto il ritorno di Cristiano Bergodi. La squadra, grazie a una serie di 10 risultati utili consecutivi, si riprende e chiude la stagione al 12º posto. In Coppa Italia il cammino si conclude a novembre al quarto turno dove i canarini vengono eliminati dal Chievo.

Nel luglio 2012 il patron Casari passa il 64% del Modena nelle mani della società romana Acgf con a capo l’imprenditore Stefano Commini che diventa il nuovo proprietario[26], portando con sé Alessio Secco (direttore generale, ex Juventus), Giuseppe Cannella (direttore sportivo) e il procuratore Antonio Caliendo (consulente).

Nella stagione 2012-2013 il Modena, come otto anni prima, parte con due punti di penalizzazione dovuti allo scandalo del Calcioscommesse 2011[27]. L’allenatore è Dario Marcolin; la squadra resta spesso a ridosso della zona play-off, ma nel girone di ritorno accusa un brusco calo e Marcolin viene esonerato il 20 marzo, venendo sostituito da Walter Novellino. Il team chiude il campionato all’8º posto, mentre in Coppa Italia si ferma al terzo turno, eliminato come dieci anni prima dalla Reggina, in una partita conclusa ai supplementari, dopo che i tempi regolamentari erano finiti 1-1: gli over time vengono giocati in modo disastroso dai canarini che subiscono ben 4 gol per un risultato finale di 1-5. Da segnalare il grande rendimento di Ardemagni, realizzatore di ben 23 reti, a un solo gol dal capocannoniere Cacia. Il 24 marzo 2013 muore a 41 anni Paolo Ponzo[28], centrocampista che ha militato nella squadra emiliana dal 2000 al 2005. Giocatore molto amato dalla tifoseria gialloblù, tanto che il 5 aprile 2013 in occasione del suo 101º anniversario, il Modena lo ha voluto ricordare con una targa posta sotto la gradinata dello Stadio Alberto Braglia[29].

La stagione successiva vede un nuovo cambio ai vertici: Antonio Caliendo, entrato in società l’anno prima, diventa azionista di maggioranza della Acgf (già di sua proprietà), società che detiene il Modena, divenendo il nuovo proprietario[30]. Successivamente la Acgf lascia, e il pacchetto di maggioranza del Modena (98,30%) viene trasferito alla società lussemburghese World Promotion Company, una holding di cui Caliendo è amministratore, la quale è controllata interamente dalla CMC Investiments Limited che ha sede nelle Isole Vergini Britanniche[31]. La squadra, invece, disputa un buon campionato e ottiene il quinto posto finale, qualificandosi per i play-off a distanza di otto anni dall’ultima volta, in cui saranno eliminati in semifinale dal Cesena. In Coppa Italia esce subito al secondo turno, eliminato dal Frosinone.

L’annata 2014-2015, si rivela essere opposta alla precedente, a luglio Massimo Taibi diventa il nuovo direttore sportivo[32], ma il Modena si trova a lottare per la salvezza e mantenere la categoria solo grazie a due pareggi (1-1 in trasferta e 2-2 in casa) ottenuti nei play-out contro la Virtus Entella, retrocessa (e successivamente ripescata) per la peggior posizione in classifica nei confronti dei gialloblù. Durante la stagione, a febbraio, era stato esonerato Novellino, chiamando dalle giovanili, per la guida tecnica, la coppia Melotti-Pavan, entrambi ex giocatori gialloblù (Melotti anche ex allenatore, al ritorno in panchina dopo 19 anni)[33]. In Coppa Italia il Modena esce di scena al quarto turno in una partita spettacolare contro il Cagliari, sfiorando più volte il passaggio del turno: avanti per 2-1, i canarini subiscono il gol del pareggio al 93′ che porta le squadre ai supplementari; a un minuto dal termine degli over time, avanti per 4-3, al 119′ subiscono il gol dell’ennesimo pareggio che prolunga la gara ai rigori, proseguiti a loro volta ad oltranza per ulteriori due penalty che si concludono con la vittoria dei sardi per 5-4. L’attaccante Pablo Granoche, soprannominato El Diablo, vince, in coabitazione con Cocco (del Vicenza) e Catellani (ex canarino, dello Spezia), la classifica marcatori della B.

La stagione successiva, 2015-2016, si rivela ancora più deludente: iniziata con il neo mister Hernán Crespo (all’esordio alla guida tecnica di una prima squadra e primo allenatore straniero del Modena dal 1968), la squadra non ottiene risultati e a marzo l’allenatore viene esonerato dopo l’irruzione negli spogliatoi di alcuni tifosi modenesi a seguito della sconfitta contro il Cagliari[34]. Viene chiamato Cristiano Bergodi (al ritorno dopo quattro anni) che non riesce ad evitare ai canarini la retrocessione: il Modena dopo quindici anni retrocede in terza serie, ora chiamata Lega Pro, dato il ventunesimo (e penultimo) posto finale in classifica, concludendo la striscia di dodici stagioni consecutive nella serie cadetta. In Coppa Italia il Modena esce al terzo turno, eliminato nel derby dal Sassuolo.

Per la stagione 2016-2017 il Modena, inserito nel girone B della Lega Pro, affida la prima squadra a Simone Pavan, promosso dalla primavera e già co-allenatore dei canarini l’anno precedente[35]. La rosa viene profondamente rinnovata cedendo molti giocatori (tra cui la bandiera Simone Gozzi) ed egualmente vengono rinnovati i quadri dirigenziali, con la nomina di Luigi Pavarese a direttore sportivo[36] e la trasformazione della forma sociale da S.p.A. a S.r.l.[37]. La formazione gialloblù si dimostra poco competitiva, attestandosi stabilmente a fondo classifica, finanche nelle posizioni di retrocessione diretta: in virtù di ciò, nel mese di novembre, il tecnico Pavan viene esonerato[38] e sostituito da Ezio Capuano[39]. Tale avvicendamento riesce a rivitalizzare la squadra, che ottiene sufficienti risultati utili a staccare le ultime posizioni del girone e infine a raggiungere la matematica salvezza, conseguita alla penultima giornata, grazie alla vittoria interna contro il Mantova[40]. Poco fruttuoso è anche il cammino modenese in Coppa Italia (eliminazione al secondo turno contro lo Spezia) e in Coppa Italia Lega Pro (uscita ai sedicesimi per mano della Reggiana).

La stagione 2017-2018 è una tra le più complicate della storia della società canarina. La squadra viene iscritta al campionato nell’ultimo giorno disponibile[41], mentre l’organico viene profondamente rinnovato a causa del termine di molti prestiti di giocatori della stagione precedente. Le problematiche relative alla costruzione della squadra vedono aggiungersi anche le dimissioni del DS Pavarese che lascia vacante l’incarico[42]. Tra i vari problemi, quello di maggior peso è legato alla questione dello stadio casalingo: all’inizio di agosto 2017 infatti il comune di Modena revoca al club la concessione d’uso dello stadio Alberto Braglia[43], denunciando una situazione di morosità del club in merito ai canoni d’utilizzo dell’impianto. Impossibilitato a giocare al Braglia, il Modena disputa dunque le prime gare interne stagionali allo stadio Tullo Morgagni di Forlì[44]: scaduta la deroga per l’uso di tale impianto, il club canarino si trova tuttavia privo di un campo interno, dal quale viene ufficialmente sfrattato nella prima metà di ottobre 2017, sfratto che è relativo anche al campo di allenamento adiacente allo stadio e agli uffici dei dipendenti[45]. A causa prima dell’indisponibilità iniziale e poi dello sfratto, il Modena perde a tavolino ben tre partite (contro Mestre[46], AlbinoLeffe[47] e Padova[48]), le cui ultime due sono seguite da una penalizzazione di uno[49] e due punti[50] per recidività.

Ad ottobre 2017 avviene un cambio societario: Caliendo, dopo aver formalizzato una richiesta di concordato preventivo presentata al tribunale cittadino[51], cede la totalità delle quote del Modena alla Ital Slovakia, società slovacca di proprietà dell’imprenditore Aldo Taddeo (precedentemente presidente del Varese), che diviene il nuovo amministratore unico della società canarina[52].

Risentendo di tali dinamiche societarie, i risultati sportivi sono disastrosi: la squadra inizia il suo cammino ad agosto in Coppa Italia Serie C venendo subito eliminata ai gironi, mentre in campionato inanella una serie di sconfitte consecutive (tre delle quali, come detto, a tavolino) trovandosi all’ultimo posto con tre punti di penalizzazione. La squadra e lo staff tecnico, vista la grave situazione, decidono di mettere in mora la società e di scioperare in occasione della prevista trasferta di Fano della decima giornata, motivo per cui FIGC e Lega Pro decidono di comune accordo di rinviare la partita[53]. I giocatori decidono di scioperare anche in occasione della dodicesima giornata, motivo per cui la partita esterna contro il Santarcangelo non viene disputata, sancendo in questo modo la quarta sconfitta a tavolino che ha determinato l’esclusione dal campionato della squadra canarina[1]. Vengono inoltre annullati i risultati ottenuti dal Modena nel suddetto campionato contro le squadre incontrate fino al momento dell’esclusione.

Cronistoria

Cronistoria del Modena Football Club
  • 5 aprile 1912 – Dalla fusione tra Associazione Studentesca del Calcio e Audax Foot Ball Club nasce il Modena Football Club.
  • 1912-1913 – 6º nella sezione Veneto-Emiliana di Prima Categoria. Retrocesso in Promozione e successivamente ripescato.
  • 1913-1914 – 3º nella sezione Veneto-Emiliana di Prima Categoria.
  • 1914-1915 – 6º nel girone E della sezione Lombardo-Emiliana di Prima Categoria. Retrocesso in Promozione e successivamente ripescato.
  • 1915-1916 – 1º nel girone D della Coppa Federale. 2° nel girone nazionale finale.
  • 1916-1917 – Vince la Coppa Emilia (1º titolo).
  • 1917–1919 – Attività sospesa per cause belliche.
  • 1919-1920 – 2º nella sezione Emiliana-Romagnola di Prima Categoria. 3° nel girone B delle semifinali nazionali.

  • 1920-1921 – 1º nel girone A della sezione Emiliana-Romagnola di Prima Categoria. Perde le finali per il titolo emiliano. 2º nel girone B delle semifinali nazionali dopo lo spareggio. Ammesso nella nuova Prima Divisione.
  • 1921-1922 – 4º nel girone B Lega Nord della Prima Divisione C.C.I.
  • 1922-1923 – 6º nel girone B Lega Nord della Prima Divisione.
  • 1923-1924 – 7º nel girone A Lega Nord della Prima Divisione.
  • 1924-1925 – 2º nel girone A Lega Nord della Prima Divisione.
  • 1925-1926 – 3º nel girone A Lega Nord della Prima Divisione. Ammesso nella nuova Divisione Nazionale.
  • 1926-1927 – 6º nel girone A della Divisione Nazionale.
Terzo turno di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa CONI.
  • 1927-1928 – 5º nel girone B della Divisione Nazionale.
Finalista della Coppa CONI.
  • 1928-1929 – 6º nel girone A della Divisione Nazionale. Ammesso nella nuova Serie A.
  • 1929-1930 – 12º in Serie A.

  • 1930-1931 – 10° in Serie A.
  • 1931-1932 – 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1932-1933 – 3° in Serie B.
  • 1933-1934 – 2° nel girone B della Serie B. 3° nel girone finale.
  • 1934-1935 – 2° nel girone B della Serie B.
  • 1935-1936 – 11° in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 11 novembre 1935 – Il sodalizio cambia denominazione in Modena Calcio.
  • 1936-1937 – 3° in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1937-1938 – 1° in Serie B. Promosso in Serie A dopo aver vinto il triangolare di spareggio.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1938-1939 – 13° in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1939-1940 – 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.

  • 1940-1941 – 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1941-1942 – 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
Semifinalista di Coppa Italia.
  • 1942-1943 – 1° in Serie B. Promosso in Serie A (poi divenuta Divisione Nazionale).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • gennaio 1944 – Il club cambia denominazione in Gruppo Sportivo Modena.
  • 1943-1944 – 1° nel girone eliminatorio C della sezione Emilia della Divisione Nazionale. 4º nel girone B delle finali regionali.
  • 1944-1945 – Attività sospesa per cause belliche.
  • maggio 1945 – Alla ripresa delle attività agonistiche la società ritorna alla vecchia denominazione di Modena Football Club.
  • 1945-1946 – 6° nella Serie A Alta Italia della Divisione Nazionale. Ammesso in Serie A.
Semifinalista della Coppa Alta Italia.
  • 1946-1947 – 3° in Serie A.
  • 1947-1948 – 5° in Serie A.
Vince il Torneo dell’Amicizia di Ginevra(1º titolo).
  • 1948-1949 – 19° in Serie A. Retrocesso in Serie B.

  • 1949-1950 – 5° in Serie B.
  • 1950-1951 – 3° in Serie B.
  • 1951-1952 – 8° in Serie B.
  • 1952-1953 – 10° in Serie B.
  • 1953-1954 – 10° in Serie B.
  • 1954-1955 – 3° in Serie B.
  • 1955-1956 – 8° in Serie B.
  • 1956-1957 – 12° in Serie B.
  • 8 luglio 1957 – Il sodalizio cambia denominazione in Zenit Modena Football Club.
  • 1957-1958 – 7° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1958-1959 – 14° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • settembre 1959 – Il club torna ad assumere la denominazione di Modena Football Club.
  • 1959-1960 – 19° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 1960-1961 – 1° nel girone A della Serie C. Promosso in Serie B.
  • 1961-1962 – 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1962-1963 – 11° in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1963-1964 – 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B dopo aver perso lo spareggio.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale della Coppa Piano Karl Rappan.
  • 1964-1965 – 7° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1965-1966 – 13° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1966-1967 – 6° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1967-1968 – 12° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1968-1969 – 17° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1969-1970 – 12° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.

  • 1970-1971 – 9° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1971-1972 – 20° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
Prima fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1972-1973 – 7° nel girone B della Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1973-1974 – 7° nel girone B della Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1974-1975 – 1° nel girone B della Serie C. Promosso in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1975-1976 – 8° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1976-1977 – 14° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1977-1978 – 20° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1978-1979 – 18° nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1979-1980 – 1° nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.

  • 1980-1981 – 12° nel girone A della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Vince la Coppa Anglo-Italiana (1º titolo).
  • 1981-1982 – 3° nel girone A della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Vince la Coppa Anglo-Italiana (2º titolo).
  • 1982-1983 – 13° nel girone A della Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1983-1984 – 10° nel girone A della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1984-1985 – 8° nel girone A della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1985-1986 – 2° nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
  • 1986-1987 – 11° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1987-1988 – 18° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1988-1989 – 5° nel girone A della Serie C1.
Seconda fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-1990 – 1° nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.

  • 1990-1991 – 13° in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1991-1992 – 14° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1992-1993 – 14° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1993-1994 – 19° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1994-1995 – 16° nel girone A della Serie C1. Retrocesso dopo aver perso i play-out e successivamente ripescato.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1995-1996 – 11° nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1996-1997 – 13° nel girone A della Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1997-1998 – 6° nel girone A della Serie C1.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1998-1999 – 4° nel girone A della Serie C1. Perde la semifinale dei play-off.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1999-2000 – 12° nel girone A della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

  • 2000-2001 – 1° nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Vince la Supercoppa di Lega di Serie C(1º titolo).
  • 2001-2002 – 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
  • 2002-2003 – 12° in Serie A.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
  • 2003-2004 – 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2004-2005 – 7° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 2005-2006 – 5° in Serie B. Perde la semifinale dei play-off.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 2006-2007 – 16° in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2007-2008 – 16° in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 2008-2009 – 15° in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2009-2010 – 12° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 2010-2011 – 10° in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2011-2012 – 12° in Serie B.
Quarto turno di Coppa Italia.
  • 2012-2013 – 8° in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2013-2014 – 5° in Serie B. Perde la semifinale dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 2014-2015 – 17° in Serie B. Salvo dopo aver vinto i play-out.
Quarto turno di Coppa Italia.
  • 2015-2016 – 21° in Serie B. Retrocesso in Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2016-2017 – 14° nel girone B della Lega Pro. Ammesso in Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2017-2018 – Escluso dal girone B della Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 6 novembre 2017 – La società viene esclusa dal campionato di Serie C dopo non aver disputato quattro partite seguite da altrettante sconfitte a tavolino.

Colori e simboli

Colori

Gli storici e principali colori del Modena sono il giallo e il blu.

La divisa casalinga della squadra è tradizionalmente composta da maglia gialla con finiture blu, abbinata a pantaloncini e calzettoni blu.

Per le seconde e terze divise (laddove previste), il club ricorre in genere a completi blu scuro con inserti gialli, oppure bianchi con dettagli giallo-blù.

Non sono tuttavia mancate soluzioni peculiari e innovative: nel corso degli anni il Modena ha infatti adottato finanche completi rossi, grigi oppure celesti.

Simboli ufficiali

Stemma

Tra i loghi societari, il più longevo e rappresentativo è un ancile partito giallo e blu; sulla sinistra (nel campo giallo) contiene il monogramma FCM, acronimo della ragione sociale), sulla destra (nel campo blu) l’anno di fondazione, entrambi a caratteri color oro[54].

La società si è data nel tempo anche altri emblemi, tra i quali sono noti:

  • un ancile palato giallo e blu, con il campo superiore bianco contenente la denominazione MODENA FBC[55].
  • un doppio scudo circolare contenente lo stemma araldico comunale di Modena, racchiuso dalla ragione sociale MODENA FOOT-BALL CLUB scritta per esteso[54].
  • una versione basata sull’ancile partito, di forma però rettangolare, con una fascia bianca in capo recante la dicitura MODENA e con il disegno di un canarino ad affiancare l’anno di fondazione.
  • uno scudetto giallo bordato di blu, contenente in capo il nome della città, immediatamente al di sotto il monogramma FCM e l’anno di fondazione, in punta il disegno di un pallone[56].
  • un ancile tripartito giallo, blu e (in capo) bianco, contenente il disegno di un canarino e la denominazione sociale MODENA F.C. 1912 scritta centralmente per esteso[57].
  • l’emblema celebrativo del centenario di fondazione (in uso nel 2012) ove il solo monogramma FCM, liberato da scudi e decori particolari, intersecava il numero 100[54].

Inno

L’inno ufficiale del Modena è Il Braglia Canta, suonato all’inizio e alla fine di ogni partita casalinga della squadra dalla stagione 2014-2015[58].

Gli inni del passato sono stati:

  • Canarino va (1964 – Equipe 84)[59].
  • Avanti Canarini (Inno de: I Fedelissimi del Modena FC) (1975 – Orchestra Cunetta)[60].
  • Grande Modena!! (1989 – Andrea Brambilla, Athina Cenci, Carlo Pistarino, Daniele Soragni, Dominique Chalbot, Mario Cenci, Massimo Buscemi e i giocatori del Modena)[61].
  • Magico Modena (2003 – Luca Frigeri)[62].

Altri inni composti per occasioni speciali sono: Modena!! Modena!! (SentiMoqua..), del 2012 in occasione del centenario della società[63], mentre Per un pir, un pom, un persegh è lo storico inno cantato in curva dai tifosi più accesi del Modena.

Informazioni su diego80 (1947 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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