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Lo Zecchino d’Oro compie 60 anni!

Sabato 18 novembre ha debuttato l’edizione numero 60 dello Zecchino d’Oro, che quest’anno vedrà svolgersi le serate solo nel pomeriggio di sabato, fino alla finale del 9 dicembre. Il Festival per eccellenza delle canzoni interpretate da bambini nacque nel 1959 per idea di Cino Tortorella, che ne ha condotto diverse edizioni fino alla sua scomparsa. L’edizione attuale è condotta dal duo Gigi & Ross con Francesca Fialdini, e vede il ritorno del pupazzo Topo Gigio, e per la prima volta non vedrà garreggiare canzoni straniere. A Carlo Conti affidata la direzione artistica.

 

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Lo Zecchino d’Oro è il Festival Internazionale della Canzone del Bambino trasmesso in un apposito programma televisivo.

È considerato un evento che pian piano è divenuto parte del costume e patrimonio culturale italiano delle generazioni nate a partire dagli anni sessanta. Tale valore è testimoniato dall’attribuzione, nell’aprile 2008, della targa “Patrimoni per una cultura di pace”, consegnata nel corso di una cerimonia organizzata dai Club e Centri UNESCO.

La manifestazione intende favorire la creazione di canzoni per bambini, ovvero stimolare l’impegno dei compositori a realizzare opere destinate al mondo dell’infanzia.

Come viene regolarmente sottolineato nel corso della manifestazione, a vincere lo Zecchino d’Oro, così come gli altri riconoscimenti, sono gli autori e compositori delle canzoni e non i bambini che le interpretano. Tuttavia, Yumiko Ashikawa, partecipante alla 40ª edizione, gareggiò in qualità di autrice del brano da lei interpretato.

Storia

Cino Tortorella vicino a Barbara Ferigo nel 1968

L’intuizione e l’idea di uno spettacolo per bambini che promuovesse la musica a loro dedicata si devono al presentatore Cino Tortorella. Già famoso grazie al programma della tv dei ragazzi Zurlì, il mago del giovedì, in cui interpretava il ruolo del Mago Zurlì, fu contattato da alcuni imprenditori che organizzavano alla Triennale di Milano il “Salone del Bambino” e gli chiesero di inventare una trasmissione per quell’occasione. Tortorella pensò a una sorta di Festival di Sanremo per bambini. La trasmissione andò in onda per la prima volta il 24 settembre 1959[1].

Tortorella strutturò la prima edizione dello Zecchino d’Oro come una successione di momenti rievocativi (con qualche libera interpretazione) della favola di Pinocchio, sino al momento in cui in scena si faceva rivivere la nascita dell’albero degli zecchini d’oro, da cui il nome della rassegna canora. Lettera a Pinocchio (dal famoso incipit Carissimo Pinocchio, amico dei giorni più lieti), dedicata al famoso burattino di legno, scritta da Mario Panzeri, ha conosciuto una straordinaria fortuna anche al di fuori della manifestazione canora ed è stata interpretata poi da Johnny Dorelli.

A causa di problemi di tipo televisivo lo Zecchino d’Oro doveva trovare un’altra sede. Nel 1961, nel corso di un soggiorno a Bologna, Tortorella incontrò gli amici e frati minori dell’Antoniano, i quali accettarono il trasferimento della rassegna nella città felsinea e gli presentarono una frequentatrice della parrocchia che avrebbe potuto insegnare le canzoni ai bambini protagonisti della rassegna: Mariele Ventre. Rimarrà fino alla sua scomparsa la maestra del Piccolo Coro dell’Antoniano. Da allora lo Zecchino d’Oro è legato inscindibilmente all’Antoniano, che tuttora organizza e produce la gara canora[2].

Nel 1963, a seguito di continue ed insistenti richieste dei bambini interpreti delle prime edizioni, venne l’idea di creare un coro di accompagnamento. Nacque quindi il Piccolo Coro dell’Antoniano, coordinato e diretto da Mariele Ventre, composto all’inizio da soli cinque bambini. Da allora il Piccolo Coro accompagna tutte le canzoni della rassegna[3]. Nello stesso anno, le canzoni presentate allo Zecchino d’Oro iniziarono ad essere incise su disco (allora in vinile, 33 giri).

Nel 1965 la manifestazione si spostò dal cinema teatro dell’Antoniano al neonato studio televisivo, dove si svolge ancora oggi. L’anno successivo vennero inviate al concorso ben 527 canzoni. I piccoli cantanti, il coro ed i frati, insieme a tutti i collaboratori, vennero ricevuti in udienza speciale da Papa Paolo VI[4].

Nel 1969 per la prima volta la rassegna venne trasmessa in Eurovisione. Raggiunse il record di ascolti di 150 milioni di spettatori, superato quell’anno solo dallo sbarco sulla luna[5]. Nonostante il grande successo, pochi anni dopo, nel 1973, la Rai ridusse la trasmissione televisiva della manifestazione alla sola giornata finale (trasmettendo però via radio le giornate precedenti). Nello stesso anno, Cino Tortorella abbandonò il costume di scena del Mago Zurlì e per la prima volta i bambini iniziarono a cantare su basi musicali preregistrate (non più dunque eseguite in diretta dall’orchestra).

Mariele Ventre nel corso delle prove per lo Zecchino d’Oro 1966

Nel 1976 la rassegna divenne internazionale: partecipano 7 canzoni italiane e 7 canzoni straniere. Dalla seconda edizione di quell’anno vennero introdotti anche i due Zecchini d’Argento per la più votata canzone italiana e per la più votata canzone straniera. Il programma assunse così ulteriormente interesse internazionale, aiutato dalla trasmissione in eurovisione e dal patrocinio dell’Unicef[6]. Quell’anno vennero realizzate due edizioni (ragion per cui il numero risulta maggiore di due edizioni rispetto alla numerazione annuale) e spostando la cadenza da primaverile (in prossimità della festa del papà del 19 marzo) ad autunnale (nella terza settimana di novembre)[7]. L’anno successivo, per la prima volta, lo Zecchino d’Oro venne trasmesso a colori, e nel 1981 la Rai tornò a trasmetterne in televisione tutte le puntate.

Dal 1987 al 2000 la puntata conclusiva dello Zecchino d’Oro si svolse in prima serata. Inoltre, le edizioni sono precedute da un’anteprima, sempre in prima serata, in onda la settimana precedente.

Dal 1991 i ricavi economici della manifestazione sono devoluti ad opere di bene, attraverso una speciale raccolta di fondi chiamata il “Fiore della solidarietà”[8].

Alla 38ª edizione, il coro viene diretto per l’ultima volta da Mariele Ventre, che morirà venti giorni dopo, il 16 dicembre 1995, venendo poi sostituita da Sabrina Simoni. Nel 2001 Il Segretariato Sociale della Rai istituisce un premio annuale, intitolato a Mariele Ventre, da assegnare a personalità distintesi per il loro impegno a favore del mondo dell’infanzia.

Nel 2007 lo Zecchino d’Oro festeggia la sua 50ª edizione, e per la prima volta viene introdotto il Telezecchino. Per celebrare le 50 edizioni il 21 dicembre dello stesso anno viene trasmesso il Gran galà dello Zecchino d’Oro. Nello stesso anno lo Zecchino ha ricevuto dai Club UNESCO il riconoscimento di “Patrimonio per una cultura di pace”, prima trasmissione televisiva a ricevere un simile riconoscimento[9][10]. L’annuncio viene dato durante il “Gran galà dello Zecchino d’Oro”, la cerimonia ufficiale avviene il 5 aprile 2008, e il piccolo coro riceve il riconoscimento in rappresentanza dello Zecchino[3].

Nel 2008 per la prima volta, oltre allo Zecchino d’Oro ed al Telezecchino, vengono introdotti come premi anche lo Zecchino Rosso, Bianco, Blu e Verde, assegnati ogni giorno da una giuria diversa. Inoltre questo è l’ultimo anno in cui è presente lo storico ideatore e presentatore della manifestazione Cino Tortorella[11][12].

Nel 2009, in occasione dei 50 anni dello Zecchino d’Oro, il programma viene trasmesso per la prima volta in formato 16:9.

Dal 2016, al fine di mantenere il programma più a lungo in palinsesto, la Rai decide di trasmettere lo Zecchino per quattro sabati consecutivi, partendo dal penultimo sabato di novembre e finendo il secondo sabato di dicembre.

Nel 2017, per festeggiare le 60 edizioni dello Zecchino d’Oro, il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano è invitato come ospite nella terza serata del Festival di Sanremo, dove si è esibito in un medley di alcune fra le più note canzoni della storia dello Zecchino.[13]. Il 23 marzo si spegne Cino Tortorella, ideatore e presentatore dello Zecchino d’Oro. Sempre nel 2017 ritorna Topo Gigio, storica presenza della trasmissione, dopo un’assenza durata 11 anni. Per festeggiare le 60 edizioni, l’8 dicembre dello stesso anno viene trasmesso uno speciale, in onda non dagli studi dell’Antoniano di Bologna, ma dal Dear Nomentano Rai di Roma, dedicato alla memoria di Cino Tortorella e condotta da Carlo Conti, direttore artistico di questa edizione.

Selezione di canzoni e concorrenti

Ogni anno vengono presentate centinaia di canzoni in risposta al bando di concorso emesso dall’Antoniano[14]. Una commissione interna/esterna all’Antoniano[15] si occupa di effettuare una prima scrematura, scegliendo i componimenti giudicati più adatti. Le canzoni selezionate vengono sottoposte al vaglio di una commissione (scelta dall’Antoniano stesso), composta da musicisti, educatori, giornalisti ed operatori del mondo dell’infanzia e in generale da vari esperti che normalmente si occupano di “prodotti culturali” per bambini[15]. A questa giuria è assegnato il compito di ascoltare le 100 canzoni[14] che passano la prima selezione ed eliminare via via le meno gradite finché non si raggiunge accordo sulle canzoni che parteciperanno alla trasmissione[15]. Fino al 2011 questa modalità era valida solo per la scelta delle canzoni italiane, mentre per le canzoni straniere la scelta veniva effettuata direttamente dall’Antoniano[16].

Gli autori delle canzoni selezionate cedono all’Antoniano i diritti di riproduzione dei pezzi e la metà dei proventi da essi derivanti[14].

La selezione dei piccoli cantanti avviene in varie fasi, durante un tour che raggiunge le principali città d’Italia. Possono partecipare coloro che abbiano compiuto tre anni di età al momento della selezione e che non compiano undici anni prima dello svolgimento della trasmissione.

I bambini candidati vengono sottoposti ad una audizione a porte chiuse nella quale devono cantare, accompagnati dal pianoforte, una canzone a scelta tra quelle delle passate edizioni dello Zecchino d’Oro, a partire dalla trentesima edizione. Coloro che superano questa prima fase partecipano ad un ulteriore audizione che si tiene durante uno spettacolo pubblico, dove devono cantare la stessa canzone accompagnati dalla base musicale[17]. Gli interpreti per le canzoni straniere vengono scelti attraverso audizioni separate[18]

Coloro che superano le selezioni locali partecipano ad una selezione finale presso l’Antoniano di Bologna[17]. La prova consiste nell’interpretazione di due brani, uno melodico ed uno ritmico, scelti tra una rosa di canzoni delle precedenti edizioni. La commissione può così selezionare gli interpreti ritenuti più adatti per i brani che parteciperanno alla trasmissione, che in questa fase sono già stati scelti[19].

Il concorso

Durante la trasmissione vengono proposte un totale di dodici canzoni, tra italiane e non italiane (in precedenza erano quattordici, sette italiane e sette straniere) che concorrono per vari premi. I bambini sono solo gli interpreti delle canzoni e non concorrono in nessun modo, in quanto la gara si svolge tra le canzoni e non tra i cantanti. La trasmissione si articola nel corso di quattro/cinque serate, nelle quali vengono ascoltate le canzoni, assegnati i diversi premi, oltre a lasciare spazio a varie esibizioni per bambini.

I piccoli cantanti sono accompagnati dal Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni, che è anche vocal coach dei bambini solisti (ha sostituito in entrambi i ruoli Mariele Ventre dopo la sua prematura scomparsa nel 1995).

Il premio principale è proprio lo Zecchino d’Oro. Il premio viene assegnato al termine della serata finale da una giuria composta esclusivamente da bambini. Ogni bambino può assegnare alla canzone un voto da sei a dieci. Al termine delle votazioni la canzone che ha realizzato il totale più alto derivante dalla somma dei voti ricevuti vince lo Zecchino d’Oro, che viene consegnato all’autore. Nel 2004 è stato introdotto il televoto, che si andava a sommare ai voti dati dalla giuria. Questo sistema è stato abolito nel 2007 con l’introduzione del telezecchino. In caso di parità tra due canzoni si può ricorrere ad uno spareggio o assegnare il premio ad entrambe le canzoni, a seconda del regolamento di quell’anno. In alcune edizioni le canzoni meno votate nelle puntate precedenti non raggiungevano la serata finale, non concorrendo quindi per il premio principale.

Lo Zecchino d’Argento è stato assegnato dalla 18ª edizione fino alla 50ª durante due semifinali, una dedicata alle canzoni italiane e una dedicata alle canzoni straniere. Ritorna alla 56ª e 57ª edizione ma concorre per tutte le canzoni in un’unica semifinale. Le modalità di votazione sono identiche a quelle dello Zecchino d’Oro.

Gli Zecchini Colorati, rosso, bianco, blu e verde, vengono assegnati dalla 51ª edizione alla 55ª, uno per ogni puntata che precede la finale. Le modalità di assegnazione variano a seconda dell’edizione, ma si basano sempre su una giuria composta da bambini.

Il Telezecchino viene assegnato dalla 50ª edizione alla 54ª alla canzone che abbia ricevuto il maggior numero di preferenze da parte dei telespettatori.

La targa G d’oro “Sorella Letizia” è stata assegnata dal periodico per ragazzi Il Giornalino dalla 5ª edizione alla 48ª. Veniva assegnata alla canzone il cui testo meglio esprimeva lo spirito di gioia, fratellanza e amore.

Zecchino d’Oro Zecchinooro.svg

  • 1959: Quartetto – Giusi Guercilena
  • 1960: Fiaba – Attilio Martignoni
  • 1961: Le stelle – Vittorio Dognini
  • 1962: La giacca rotta – Raymond Debono (Malta)
  • 1963: Non lo faccio più – Gianfranco Tonello
  • 1964: Il pulcino ballerino – Viviana Stucchi
  • 1965: Dagli una spinta – Carlo Alberto Travaglino
  • 1966: I fratelli del Far-West – Federico Frosini e Sandro Violet
  • 1967: Popoff – Valter Brugiolo
  • 1968: Quarantaquattro gatti – Barbara Ferigo
  • 1969: Tippy il coniglietto hippy – Paolo Lanzini
  • 1970: La nave Gelsomina dirindirindina – Antonella Baldini e Stefano Romanelli
  • 1971: Il caffè della Peppina – Marina D’Amici e Simonetta Gruppioni
  • 1972: Tre scozzesi – Marco Ferri, Cesare Francalanci e Gabriele Gatti
  • 1973: La sveglia birichina – Fabiola Ricci e Caterina Zarelli
  • 1974: Cocco e Drilli – Maria Federica Gabucci, Sabrina Mantovani, Claudia Pignatti e Alessandro Strano
  • 1975: La figlia del re di Castiglia – Sandro Bianchi e Jole Dalla Riva
  • 1976: La Teresina – Francesca Bernardi e Antonio Marchesini
  • 1976: Gugù bambino dell’età della pietra – Enrico Zanardi / Nozze nel bosco – Olaf Stief (Germania Germania)
  • 1977: I pescatori del Canada – Gennaro Palumbo (Canada Canada)
  • 1978: Cecki! Cecki!…Aih! – Ágnes Szabó (Ungheria Ungheria)
  • 1979: Un bambino – Daniela Migliarini
  • 1980: Ho visto un rospo – Maria Armanda De Jesus Lopes (Portogallo Portogallo)
  • 1981: A mosca cieca – Michael Burke (Stati Uniti Stati Uniti)
  • 1982: Farfalla in città – Veronica Fragola
  • 1983: Evviva noi – Elisa Gamberini (Romania Romania) / O che bella balla – Salome Hadji Neophytou (Cipro Cipro)
  • 1984: Per me cantare è un gioco – Diana Yamile Rubio Vásquez (Spagna Spagna)
  • 1985: Riprendiamoci la fantasia – Alice Lenaz
  • 1986: Siamo tutti re – Awrin Haque (Bangladesh Bangladesh) / Amor di tamburello – Tưởng Vy Đình Nguyễn (Vietnam Vietnam) / Parla tu che parlo io – Lídia Kovács (Ungheria Ungheria)
  • 1987: Canzone amica – Fabio Etter
  • 1988: Cane e gatto – Rosalba Labile e Carla Tommolini
  • 1989: Corri topolino – Nicolas Torselli
  • 1990: Nonno Superman – Elena Masiero / E nelle onde che baraonde – Emanuele Triolo
  • 1991: Monta in mountain bike – Filippo Gasparre
  • 1992: Un giallo in una mano – Jada Calzavara, Graziano Cugno e Davide Ianniti
  • 1993: Il coccodrillo come fa? – Carlo Andrea Masciadri e Gabriele Patriarca
  • 1994: Metti la canottiera – Leonardo Curcio
  • 1995: Il sole verrà – Evgenia Otradnykh (Russia Russia)
  • 1996: È meglio Mario – Fabio Troiano
  • 1997: Un bambino terribile – Mattia Pisanu
  • 1998: La terraluna – Hala Al Sabbagh (Siria Siria)
  • 1999: La mia bidella Candida – Giulia Sbaraglia
  • 2000: Il cuoco pasticcione – Federica Colucci
  • 2001: Il singhiozzo – Matteo Bellu
  • 2002: Lo Stelliere – Gabriele Carlini
  • 2003: Le tagliatelle di nonna Pina – Ottavia Dorrucci
  • 2004: Il gatto puzzolone – Mauro Farci
  • 2005: Il pistolero – Davide Caci
  • 2006: Wolfango Amedeo – Davide Angelelli e Matilde Angelelli
  • 2007: Ma che mondo l’acquario – Virgilia Siddi
  • 2008: Le piccole cose belle – Alice Risolino
  • 2009: La doccia col cappotto – Francesca Melis e Giulia Panfilio
  • 2010: Il contadino – Giovanni Pellizzari / Un topolino, un gatto e… un grande papà – Irene Citarrella
  • 2011: Un punto di vista strambo – Michela Maria Perri ed Enrico Turetta
  • 2012: Il mio nasino – Massimo Spiccia
  • 2013: Quel secchione di Leonardo – Maria Cristina Camarda e Jacopo Golin / Due nonni innamorati – Nayara Benzoni
  • 2014: Chi ha paura del buio? – Edoardo Barchi e Alessia Chianese
  • 2015: Prendi un’emozione – Greta Cacciolo
  • 2016: Quel bulletto del carciofo – Chiara Masetti
  • 2017: in corso
Informazioni su diego80 (2030 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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