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C’era una volta….quelli della notte/ Indietro tutta!

Durò poco, solo un paio di mesi, e solo per un anno, il 1985, ma Quelli ella Notte resta una trasmissione cult della seconda serata Rai. La seonda serata, ora occupata a programmi come Porta a Porta e Matrix, ma spesso dai programmi di prima serata che si protraggono fino a notte fonda, è quella fascia riservata a chi non è ancora stanco, e dopo il programma della serata, vuole vedersi qualcosa per poi magari abbandonarsi fra le braccia di Morfeo. E sicuramente, Quelli della Notte è stata un programma cult dell’attesa della mezzanotte, nonostante la breve durata, eleggendosi come uno tra i “maestri” del cabaret italiano. Due anni dopo, tra il 1987 ed il 1988, arrivò Indietro tutta, spostato su Rai 2, con format identico. Conduttore dei due contenitori fu Renzo Arbore,

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Quelli della notte è stato un programma televisivo di Renzo Arbore e Ugo Porcelli trasmesso da Rai 2 nel 1985 intorno alle 23.10, ideato e condotto da Renzo Arbore. Vennero realizzate 33 puntate, andate in onda (dal lunedì al venerdì) dal 29 aprile al 14 giugno 1985, con l’interruzione del 29 e 30 maggio in seguito alla strage dell’Heysel.[1]

Il programma

In un clima scherzoso, Arbore condusse la trasmissione che iniziava verso le 23 e alternava brani eseguiti dalla New Pathetic Elastic Orchestra cantati in massima parte da Mauro Chiari e Silvia Annichiarico, con scherzi e sketch di comici quali Nino Frassica, Maurizio Ferrini, Andy Luotto, Riccardo Pazzaglia, Marisa Laurito, Simona Marchini, Roberto D’Agostino, Giorgio Bracardi, Massimo Catalano ed altri, che interpretavano personaggi surreali e divertenti anche se meno noti, come Angelo Antonio Toriello, in arte Marvin, entrati tutti di diritto nella storia della televisione italiana, oltre che musicisti e fantasisti come Mauro Chiari, Gegè Telesforo, Sal Genovese, Stefano Palatresi, Gianni Mazza e il duo formato da Antonio Maiello e Marcello Cirillo.

Come in altri suoi programmi, precedenti e successivi, l’intento di Arbore era chiaramente satirico nei confronti di un certo tipo di televisione e tendeva a ricreare il clima radiofonico di Alto gradimento. Nel caso di Quelli della notte ad essere presa di mira era principalmente la moda, nata appunto fra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta, del salotto televisivo, spesso vacuo raccoglitore di chiacchiere senza costrutto, in un maldestro assortimento dei più svariati personaggi che dicono la loro a ruota libera su qualunque argomento.

Ma la notte no!: frammento di un manifesto di propaganda politica – Torino, novembre 2016

Come successivamente dichiarato dallo stesso Arbore[2], caratteristica della trasmissione era quella di non avere un copione predeterminato, ma anzi di procedere a braccio, improvvisando continuamente e cercando di creare un dibattito che fosse il più sconclusionato possibile, al punto che lo stesso Arbore il più delle volte non sapeva cosa avrebbero detto in diretta i vari personaggi.

Il programma ottenne un crescente successo fino a superare il 50% di share. Celebri sono rimaste la sigla di apertura e quella che accompagnava i titoli di coda: rispettivamente, Ma la notte no (che fu proposto anche come titolo della trasmissione in alternativa a Quelli della notte) ed Il materasso.

La trasmissione comprendeva una sezione in cui venivano fatti esibire artisti e gruppi italiani sconosciuti, scelti tra coloro che inviavano una demo. Va segnalata, a testimoniare la particolare sensibilità di Renzo Arbore come talent-scout, la prima esibizione televisiva del gruppo catanese Denovo, destinato a diventare una delle band italiane più interessanti degli anni ottanta.

In seguito al successo ottenuto la banda Arbore tornò con Indietro tutta! e successivamente ancora con Speciale per me – meno siamo meglio stiamo.

Ospiti

  • Andy Luotto interpretava inizialmente il personaggio di Harmand che punteggiava ogni sua frase nel suo arabo di fantasia, con il tormentone popl’ arab’. Il personaggio suscitò le proteste ufficiali di alcune ambasciate mediorientali e lo stesso attore fu fatto segno di minacce personali. Gli autori decisero allora di eliminare il contestato personaggio dell’arabo, facendo interpretare a Luotto la caricatura di un ricco italo-statunitense di Brooklyn[3].
  • Nino Frassica interpretava uno dei personaggi più riusciti, le cui tracce si scorgono ancora oggi nelle sue performance, fra’ Antonino da Scasazza, un improbabile frate il cui linguaggio è un miscuglio di parole storpiate e interpretazioni sbagliate.
  • Maurizio Ferrini interpretava un improbabile comunista romagnolo, rappresentante di pedalò della ditta “Cesenautica”, che presumeva di svelare fantomatici segreti della Russia sovietica e vantava inesistenti silos pieni di pedalò, condendo ogni suo intervento con il tormentone: «Non capisco, ma mi adeguo». Indossava generalmente un completo spezzato, giacca a quadrettoni e camicia con lo stesso motivo; caratteristico è il suo borsello, che secondo lui era la preda bramata da Pazzaglia, dando vita a dibattiti spassosi tra i due, dove Ferrini criticava il comportamento dei meridionali. In una puntata avrebbe voluto costruire un muro ad Ancona per separare il nord dal sud.
  • Riccardo Pazzaglia interpretava un brillante scrittore e paroliere che tentava vanamente di innalzare il livello culturale della discussione, ma che ogni volta finiva trascinato dagli altri partecipanti al salotto negli argomenti più banali; ridotto alla fame, confidava, dopo la trasmissione, di ricevere in regalo dalla Rai il vestito e le scarpe. Una delle sue espressioni più ricorrenti era “il brodo primordiale”.
  • Roberto D’Agostino era il lookologo, che dissertava sui nuovi trend sociali. Autore dell’espressione edonismo reaganiano, citava come un tormentone il romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, che allora andava per la maggiore e l’Estetica del brutto di Johann Karl Friedrich Rosenkranz.
  • Massimo Catalano, era un noto jazzista e viveur, la cui caratteristica era formulare aforismi attraverso cui esprimere delle assolute ovvietà, del tipo: «Meglio essere ricchi e in salute che poveri e malati», «Meglio sposare una donna ricca, bella e intelligente che una donna brutta, povera e stupida». Persino nel linguaggio comune dhttps://www.youtube.com/watch?v=YU_YWzHL1skegli italiani, per un certo periodo, l’espressione “Catalanata” fu sinonimo di “detto lapalissiano”.
  • Dario Salvatori era l'”esperto” di musica della trasmissione.
  • Angelo Antonio Toriello in arte Marvin, interpretava canzoni anni 50 come Dean Martin insieme ad Arbore come Elvis. Per la cronaca, oggi egli è un diplomatico della Repubblica Democratica di Sao Tome & Principe (Africa Centro-Occidentale) avente il titolo di ambasciatore itinerante e recentemente delegato come inviato speciale alla Missione Permanente di Sao Tomé & Principe alle Nazioni Unite[4], New York, Stati Uniti d’America.

Indietro tutta! è stata una popolare trasmissione televisiva di Renzo Arbore e Ugo Porcelli con Alfredo Cerruti e Arnaldo Santoro, condotta da Renzo Arbore e Nino Frassica, in diretta dal lunedì al venerdì in seconda serata su Rai Due dal 14 dicembre 1987[1] all’11 marzo 1988[1], intorno alle 22.30, prima del TG2. Vennero prodotte 65 puntate[1].

Caratteristiche del programma

Il programma, sotto l’apparenza di un gioco a premi dove si sfidano concorrenti del Nord e del Sud Italia, è in realtà un varietà, sebbene sui generis, con forti intenti satirici verso la televisione stessa, i suoi stereotipi e i suoi contenuti. Arbore infatti, col suo programma, fra gag e personaggi curiosi, canzoni e finti giochi, non fa che stigmatizzare un certo tipo di televisione, che proprio negli anni ottanta aveva iniziato ad orientarsi verso un genere di intrattenimento sempre più commerciale e di basso livello culturale, fra salotti televisivi sempre più frivoli, ragazze sempre più svestite, e giochi a premi sempre più banali che distribuivano milioni a pioggia.

Tra gli elementi satirici, oltre alle scenografie ed ai costumi volutamente ed esageratamente sfarzosi e grotteschi, spiccano ad esempio le Ragazze Coccodè, che ballano vestite con costumi da galline, antesignane (come le contemporanee Ragazze fast food di Drive in e le Littorine di Odiens) delle più attuali veline e similari, o lo sponsor immaginario della trasmissione, il Cacao Meravigliao.

Memorabili alcune gag che hanno alimentato autentici tormentoni: “Volante uno Volante due” (le voci di due poliziotti, l’agente Frontone della Volante 1 e l’agente Frangipane della Volante 2 – alias Alfredo Cerruti ed Arnaldo Santoro, coautori del programma – che per un contatto “entravano” in onda durante la lettura del regolamento); “chiamo io … chiama lei” (la voce del prof. Pisapia – ancora Alfredo Cerruti – rinchiuso sotto la tolda della nave a guardare la TV, che chiosava con Arbore); “manaccia!” (l’espressione di dispiacere con cui Frassica sottolineava la risposta sbagliata da parte di un concorrente). Si ricordano anche gli sketch di Michele Foresta, più noto successivamente come Mago Forest, un esordiente Francesco Paolantoni nei panni di Cupido, il “gonghista” Fulvio Falzarano e tra le vallette del programma figuravano anche una giovanissima Maria Grazia Cucinotta e Feliciana Iaccio, entrambe nel ruolo di guardiane della cella di Pisapia, oltre alla Miss Sud Nina Soldanoed alla Miss Nord Adriana Alves de Oliveira.

Nel programma viene abolita la classica soglia esistente in tv tra scena e retroscena. Si pensi a tal proposito a elementi quali la “regia in diretta” di Renzo Arbore, che dirige con due consolle video la trasmissione mentre è in diretta. Inoltre, Arbore si rivolge al conduttore Frassica, come se fosse a una sorta di prova generale prima dello spettacolo. Lo stesso Frassica ha affermato in un’intervista che la maggior parte del programma era basata sull’improvvisazione.[2] Frassica chiede più volte ad Arbore se si possa mandare in onda la sigla, se è il momento di parlare dello sponsor o meno; si fa guidare passo passo.

Trattandosi di un programma parodia di tante trasmissioni della televisione commerciale, numerosi sono gli elementi di auto-referenzialità televisiva: oltre allo sponsor immaginario (si pensi che Indietro tutta! non era interrotta da nessuno spazio pubblicitario e men che meno da telepromozioni), altri elementi come la finta ruota della fortuna, i balletti ed i corpi di ballo, sono chiaramente riferiti a programmi più o meno noti trasmessi all’epoca dalle altre reti televisive.

Talvolta nel programma Renzo Arbore appare in uniforme da ufficiale di marina: anche in altre trasmissioni cult degli anni ottanta, in primis in Colpo grosso, ritroviamo lo stesso concetto di anchorman/capitano al comando di una nave.

Il programma diviene in breve tempo un cult, così come il suo illustre predecessore Quelli della Notte. Alcune battute dei protagonisti divengono dei veri e propri tormentoni, così come le varie canzoni eseguite in diretta: Sì, la vita è tutt’un quiz (sigla di apertura), Vengo dopo il tiggì (sigla di chiusura), Pirulì e Cacao Meravigliao. Quest’ultima finta sponsorizzazione prevedeva un balletto delle ragazze Cacao meravigliao (di cui solo una era veramente brasiliana) sulle note di un jingle facilmente orecchiabile, con musicalità dai toni esotici cantato da una giovanissima Paola Cortellesi.

Gli elementi di autoreferenzialità al mondo della televisione commerciale e/o della neotelevisione sono chiaramente presenti anche nelle due sigle di testa e di coda. In entrambe si accenna alla ritualità della visione della tv nelle famiglie italiane e al fatto che il piccolo schermo non solo detta l’organizzazione del tempo nella società, ma influenza anche i rapporti interpersonali e costruisce l’immaginario collettivo.

La trasmissione originariamente doveva andare in onda alle 23.10, come Quelli della notte, ma fu lo stesso Renzo Arbore a chiedere che venisse anticipata alle 22.30, così da andare in onda prima del telegiornale: non a caso la sigla di chiusura della trasmissione, scritta dallo stesso Arbore con Claudio Mattone e intitolata Vengo dopo il tiggì, parlava di una famiglia in cui la moglie si coricava al termine di Indietro tutta! mentre il marito aspettava di vedere il telegiornale prima di raggiungere la consorte.

Il Cacao Meravigliao

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cacao Meravigliao.
« cacao meravigliao
cacao, cacao, cacao
lo sponsorao
della nostra trasmissao »
(Il jingle che presentava il finto sponsor della trasmissione)

Nonostante fosse stato più volte ripetuto che il prodotto era di fantasia, per lungo tempo nei supermercati e nelle drogherie la gente chiese di acquistare il Cacao Meravigliao che, in base alle descrizioni che ne venivano date all’interno del programma, era disponibile nelle versioni “Delicasao”, “Spregiudicao” e “Depressao”, chiaramente ispirati a stati d’animo. In una puntata, Nino Frassica in una gag rese anche noto il fantomatico luogo di produzione: Modena.

Si trattò, fra l’altro, di una dimostrazione alquanto emblematica del potere, a volte involontario, della televisione sul pubblico: si trattava infatti di un prodotto chiaramente inesistente, reclamizzato per finta in una trasmissione dichiaratamente satirica, ma ciò nonostante la ripetizione a “tormentone” del finto spot pubblicitario aveva finito per produrre ugualmente il suo effetto sul pubblico, come una vera pubblicità.

Vi fu anche una lunga querelle giudiziaria, a causa della registrazione del marchio “Cacao meravigliao” tra la Rai ed un imprenditore.[3]

Durante il momento dello sponsor all’interno del programma, si svolgeva un balletto da parte di un gruppo di ragazze di colore (che prendeva lo stesso nome del prodotto), composto da Marcia Sedoc, Amina Fofana, Linda Udiny, Thel Montenegro, Elsbert Sarmy. La canzone tema era invece cantata da un’appena tredicenne ed allora ancora completamente sconosciuta Paola Cortellesi[4].

Cast

Informazioni su diego80 (2030 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

1 Commento su C’era una volta….quelli della notte/ Indietro tutta!

  1. Wow direttore! Complimenti, hai riscoperto una trasmissione per me insuperabile. Che mix! Bracardi, Frassica, ferrini, il prof. Pazzaglia. Io qualche volta, in gran segreto , me li riguardo su youtube

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