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Pordenone, un sogno svanito al settimo rigore

Ogni tanto nel mondo pallonaro esiste ancora qualche fiaba. Non scritta solo da squadre esordienti in serie A o da provinciali che si fanno strada in Europa (come il Vicenza di Guidolin o l’attuale Atalanta di Gasperini), ma anche di piccoli club che riescono ad impensierire o eliminare le grandi in competizioni nazionali. La Coppa Italia, trofeo a volte snobbato dalle grandi, mandandoci formazioni imbottite di riserve, da l’esempio: due anni fa l’exploit dell’Alessandria, in grado di arrivare fino alle semifinali, mentre quest’anno la nuova favola è stata quella del Pordenone, club di serie  C che martedì 12 dicembre è arrivato a giocarsi gli ottavi della Coppa italia maggiore a San Siro contro l’Inter, attuale capolista della serie A, uscendo solo dopo una serie di 14 rigori, dopo aver resistito sullo 0-0 per 120 minuti e passa.

I ramarri, così come vengono chiamati i giocatori della società friulana, erano arrivati all’atto con la squadra di Spalletti dopo aver estromesso una squadra di serie A, il Cagliari, nel turno precedente, andando a vincere in Sardegna per 2-1. Prima avevano fatto fuori nei tre turni precedenti il Matelica, il Venezia di Pippo Inzaghi neopromosso in serie B vincendo in Laguna, ed il Lecce. Erano poche le speranze per il club allenato da Leonardo Colucci, ex centrocampista visto anche in serie A con le maglie di Lazio, Reggiana, Verona, Bologna e Cagliari, ed in B con Cremonese e Modena. Invece il club friulano, dopo aver colpito un palo nel primo tempo, è resistito addirittura fino ai rigori, costringendo i nerazzurri addirittura ai tiri ad oltranza, dopo i due errori consecutivi nella prima serie di 5. Alla settima serie di tiri, Parodi, difensore del Pordenone, si è fatto respingere il tiro da Padelli, portiere di riserva dell’Inter, e Nagatomo ha segnato il rigore decisivo, mandando ai quarti di finale l’Inter, che ora potrebbe rivivere il derby col Milan.  Al Pordenone resterà però l’impresa dei 120′ senza subire gol, della serie di rigori radrizzata dopo aver fallito il primo penalty con Misuraca, alle parate di Perilli su Skriniar e Gagliardini, ed ad una Coppa italia senior indimenticabili, dopo che in quella di serie C sono usciti già ai sedicesimi per mano del Vicenza.

Il Pordenone occupa attualmente la quinta posizione nel girone B di serie C, a -9 dalla capolista Padova. Tra i giocatori più rappresentativi, troviamo Emanuele Berrettoni, centrocampista offensivo cresciuto nella Lazio, pallino di Gaucci a Perugia e Catania, passato anche a Verona ed Ascoli; Federico Gerardi, attaccante di scuola Venezia transitato tra Reggina, Cittadella e Ferlpisalò; Gianvito Misuraca, centrocampista svezzato dal Palermo e visto in B a Vicenza, Grosseto ed in C a Pisa e Bassano, Salvatore Burrai, centrocampista di scuola Cagliari, visto anche a Foggia, Latina, Juve Stabia e Siena, Mirko De Agostini, difensore figlio di Gigi ex difensore di Juve ed Inter, e Giulio Parodi, difensore con trascorsi nella Primavera della Juventus, Patrick Ciurria, centrocampista di Sassuolo visto in B a Siena e Spezia, Dejan Danza, centrocampista di scuola Juve, e la giovane punta spagnola Miguel Angel Saint-Maza, cresciuto nel Barcellona B.

 

PORDENONE E LE ALTRE – La Coppa italia ci ha regalato spesso in passato brevi exploit di squadre fino ad allora non troppo quotate: prima dei casi di Alessandria e Pordenone, ricordiamo la Nocerina, che negli ottavi dell’edizione 1996/97 arrivò ad emulare il Pordenone: contro la Juventus di Lippi campione d’Europa in carica riuscì a strappare uno 0-0 nella gara casalinga, costringendo la Juve a giocare il ritorno in casa (così prevedeva la regola per i primi turni allora): i campani, militanti in C1 si trovarono addirittura in vantaggio, prima di cedere poi per 2-1. Quell’edizione fu comunque vinta dal Vicenza, non certo un habituee del successo. L’edizione successiva vide il Brescello sognare proprio contro la Juve: la squadra emiliana costrinse i bianconeri al pari (1-1) nell’andata al paesino di Don Camillo e Peppone, per poi cedere con un inappellabile 4-0 nella gara di ritorno del secondo turno, quando ancora le grandi entravano in gioco subito. Nell’edizione 19998/99 toccò invece al piccolo Castel Di Sangro sognare: la squadra abruzzese, allora favola in serie B, estromise il Perugia nei turni precedenti, ed agli ottavi fu opposta all’Inter, che vinse l’andata a San Siro solo per 1-0, per poi pareggiare nel ritorno per 1-1, dopo essere stato sotto. Dall’edizione 1999/2000 furono introdotti i gironi, e le teste di serie in campo solo dagli ottavi e il fascino di certe sfide andarono a scemare. Tuttavia, nell’edizione 2003/2004, grazie ad alcune defezioni nei turni preliminari per protesta contro il maxi allargamento della serie B a 24 squadre, , si trovarono qualificate al secondo turno, quello con le squadre di serie A non teste di serie, club come Pro Patria, Sambenedettese, Brindisi e Teramo, tutte comunque eliminate nello stesso turno (solo il Brindisi sognò un po’, battendo il Bologna 3-2 nella gara d’andata). Detto dell’Alessandria, che due anni fa estromise una grande come il Genoa, il sogno finì in semifinale, perdendo due volte col Milan (1-0 in casa e 5-0 a San Siro). Limitandoci ai club di serie B, il miracolo dell’Ancona nell’edizione 1993/94, finalista con la Sampdoria dopo aver eliminato il Torino detentore in semifinale ed il Venezia, altra sorpresa ai quarti, dopo aver quest’ultimo fatto fuori la Juventus al secondo turno, pareggiando 1-1 a Torino e vincendo per 4-3 in Laguna. Anche il Chievo neopromosso in serie B fermò la Juve sullo 0-0 a Torino nel 1994, per poi perdere 3-1 in casa. La stessa Alessandria nel 2016 eliminò ai quarti lo Spezia, reduce dal successo ai rigori all’Olimpico sulla Roma. Rimandendo in ambito bergamasco, ricordiamo gli exploit di due club di terza serie in casa Atalanta: Lumezzane nel 2009 (1-0) e Gubbio nel 2011 (4-3).

Biglietto di Nocerina-Juventus del 23 ottobre 1996, giocata allo stadio Partenio di Avellino.

4 settembre 1997: Franzini del Brescello batte Rampulla e porta in vantaggio gli emiliani contro la Juve. Conte pareggia nella ripresa e finirà 1-1.

Informazioni su diego80 (2325 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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