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Dissesto Idrogeologico – parte 1 – quadro generale

Pericolosità e rischio frane e alluvioni

Dissesto idrogeologico

Questo articolo era stato pensato dopo la nostra partecipazione a una conferenza organizzata a Brembilla dalla C.E.A. Servizi che ci aveva ha dato modo di avere contezza dello stato di criticità del territorio nazionale in fatto di dissesto idrogeologico.

La relazione fatta dall’Ing. Claudio Merati, già dirigente di quello che per tutti era il GENIO CIVILE ma che ora è chiamato S.T.E.R. , aveva  messo in luce come una buona fetta del territorio sia esposto a rischi naturali e vulnerabile di fronte ad eventi quali frane, cadute massi, esondazioni, sprofondamenti, valanghe ecc ecc.

Nella sua relazione ha citato come fonte dati la autorevole ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Ed ecco che scattava la nostra curiosità e la nostra voglia di sapere!

I recenti fatti di Mezzoldo e la nuova alluvione che ha colpito la pianura Padana hanno portato la situazione da uno stato di prevenzione ad un vero e proprio stato di EMERGENZA.

Andiamo comunque ad analizzare  i DATI di ORIGINE di questo documento dell’ISPRA. Per poter capire come e quanto il problema è importante, sia in ambito nazionale, che nei singoli livelli di dettaglio.

Il documento che ci da modo di addentrarci in una analisi approfondita è il:

“Rapporto 2015 del Dissesto idro-geologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”

Dai vari allegati siamo riusciti a recuperare i dati relativi al nostro paese.
Trovandoli ancora suddivisi nelle due entità amministrative precedenti: Brembilla e Gerosa.

I dati esposti riguardano due argomenti base: le FRANE e le ALLUVIONI.

Le FRANE

Le frane vengono classificate in 4 livelli di rischio la cui pericolosità è determinata da diverse caratteristiche del movimento:

  • la stima degli intervalli di velocità dei movimenti franosi, individuati in funzione della possibilità di allertare la popolazione e dei possibili danni attesi a  edifici o strutture.
  • la stima delle classi di severità geometrica dei fenomeni franosi: diametro dei blocchi, spessore del movimento, profondità del deflusso
  • la valutazione della possibile frequenza, in anni, del probabile movimento franoso.

Il tutto si ricompone nello schema seguente:

classificazione frane

e si riassume in quattro categorie: pericolosità moderata P1, pericolosità media P2, pericolosità elevata P3 e pericolosità molto elevata P4. Con poi a margine le Aree di Attenzione AA.

La situazione nazionale si riassume nella seguente cartografia.

dissesto idrogeologico

L’analisi delle zone tiene conto poi di altri fattori, diciamo di urbanizzazione:

la stima della POPOLAZIONE a rischio;
il numero delle IMPRESE e/o attività PRODUTTIVE stimate a rischio;
la stima della presenza di BENI CULTURALI;
un indicatore di SUPERFICI ARTIFICIALI a rischio.

Dai dati NUMERICI NAZIONALE si ha evidenza di questi indicatori:

su 302.070 chilometri quadri complessivi
8.817 kmq sono in classe P4,
15.113 kmq in classe P3,
12.405 in classe P2,
13.516 in classe P1

Complessivamente, DA QUESTO STUDIO le classi AA, P1, P2, P3, P4 ammontano a 58.275 chilometri quadri,

PARI AL 19,3% DEL TERRITORIO NAZIONALE!

 

Nelle classi P3 e P4 si stima la presenza di 1.224.001 ABITANTI, pari al 2.1 % della popolazione nazionale.
Le unità produttive locali sommano a 79.530, pari al 1,7% del totale con 207.894 addetti a rischio.

I Beni Culturali esposti a rischio sono 10.335, pari al 5,4% dei beni cosi classificati presenti in Italia.

Nelle cinque classi AA, P1, P2, P3 e P4 la popolazione stimata sale a 5.624.402 residenti, pari al 9.5% della popolazione totale.

 

Le ALLUVIONI

Al pari delle frane, l’ISPRA ha preso in esame anche il rischio legato ad “allagamenti temporanei di aree che abitualmente non sono coperte d’acqua”.

I livelli di criticità in questo caso sono :

pericolosità idraulica elevata = Scenario P3, un tempo di ritorno tra i 20 e i 50 anni
pericolosità idraulica media = Scenario P2, un tempo di ritorno tra i 100 e 200 anni
la pericolosità idraulica bassa = Scenario P1, scarsa probabilità

La classificazione non segue calcoli matematici ben definiti, ma si affida anche a “valutazioni di opportunità” . E quindi entra in campo anche una valenza DISCREZIONALE!!!!!

I rischi che sono stati elaborati prevedono:

una stima sul numero degli ABITANTI potenzialmente interessati
la distribuzione e la tipologia di ATTIVITA’ ECONOMICHE interessate
i BENI CULTURALI esposti al rischio.

Per la Classe P3 la situazione nazionale si riassume nella seguente cartografia.

Si scopre anche qui una serie di numeri:

12.218 chilometri quadrati sono interessati dallo scenario P3, pari al 4.0% del territorio
lo scenario P2  si applica su 24.410 chilometri quadrati, pari al 8.1% del territorio
lo scenario P3 coinvolge 32.150 chilometri quadrati, pari al 10.6% del territorio

COMPLESSIVAMENTE il 22,7% del TERRITORIO NAZIONALE

In termini di popolazione esposta, quasi 2 milioni di italiani (3,2% della popolazione) risiedono in una fascia P3; quasi 6 milioni risiedono nella fascia P2 e poco più di 9 milioni risiedono in una fascia P1.

Circa 580.000 attività o imprese locali hanno la loro sede in zona P2, con un numero di POSTI OCCUPAZIONALI pari a 2.214.763,
circa il 13,5% della forza lavoro ITALIANA.

 

La situazione sovrapposta FRANE e ALLUVIONI

Lasciamo a voi qualsiasi commento!

ATTENZIONE:

non vogliamo creare allarmismi inutili, ma vorremmo cercare di diffondere la conoscenza  e la consapevolezza della nostra situazione.
Anche perché alla luce di quanto abbiamo appreso dai dati puntuali del nostro comune, pensiamo che questi dati siano PRUDENZIALI o SOTTOSTIMATI.
Lo spiegheremo meglio nei prossimi articoli.

 

PER DOVERE DI CRONACA:

il comune di Brescello, paese di don Camillo e Peppone, è salito alla cronaca in questi giorni per una nuova situazione di ESTREMA EMERGENZA.
Nel rapporto ISTRA ha questi dati indicatori:
il 100% del territorio rientra in una classificazione di pericolo alluvione di classe P1
il 99,6% del territorio può essere classificato anche come classe P2
ed infine il 23,1% del territorio rientra nella categoria P3.

don Camillo e Peppone

 

Il Dissesto Idrogeologico – Parte seconda – il Comune di Val Brembilla (prossima pubblicazione)
Dissesto Idrogeologico – Parte terza – i numeri della Valle Brembana (prossima pubblicazione)
Dissesto Idrogeologico – Parte quarta – la Provincia di Bergamo (prossima pubblicazione)

 

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