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Giochi di società -Il gioco dell’Oca

Quando ancora gli smaartphone non erano così sviluppati e non c’erano le App, o i giochi su facebook, il caro e vecchio gioco da tavola era tra i passatempi più belli della giovinezza: soprattutto un gioco semplice, in cui bastava un cartoncino a mo’ di tabellone, delle caselle, delle pedine da avanzare e dei dadi. Tutto lì. La sua semplicità e le poche regole lo hanno reso tra i giochi in scatola più famosi e praticati, da babini, ragazzi e persone di ogni età. Per me e per molti, era il classico regalo di Santa Lucia, quando ancora le richieste non erano eccessive.. E quando le soluzioni per giocare erano limitate, ci si accontentava di un amico e due dadi.

 

Il gioco dell’oca è un tipo di gioco da tavolo tradizionale per bambini. Si tratta di un gioco di percorso estremamente semplice, in cui il vincitore è determinato esclusivamente dalla sorte.

La versione tradizionale

Si gioca su un tavoliere sul quale è disegnato un percorso a spirale, generalmente sinistrorsa, composto da 63 caselle (talvolta questo numero sale fino a 90), contrassegnate con numeri o altri simboli. I giocatori iniziano con un segnalino nella casella di partenza e, a turno, procedono lungo il percorso di un numero di caselle ottenuto attraverso il lancio di una coppia di dadi. Lo scopo del gioco è raggiungere la casella centrale della spirale.

Alcune caselle di arrivo hanno un effetto speciale. Nella versione tradizionale, le caselle che rappresentano oche (da cui il nome del gioco) consentono di spostarsi subito in avanti di un numero di caselle pari a quelle coperte dal movimento appena effettuato. Queste caselle sono collocate ogni nove caselle a partire dalle caselle 5 e 9 (una conseguenza di questa disposizione è che un lancio iniziale di 9 porta immediatamente il giocatore alla casella 63 o 90 e quindi alla vittoria).

Le altre caselle speciali sono le seguenti:

  • alla casella 6 (“il ponte”) si paga la posta e si ripete il movimento come nelle caselle con le oche;
  • alla casella 19 (“casa” o “locanda”) si paga la posta e si rimane fermi tre turni;
  • alle caselle 31 (“pozzo”) e 52 (“prigione”) si rimane fermi fino a quando non arriva nella casella un altro segnalino, che viene a sua volta “imprigionato”;
  • alla casella 42 (“labirinto”) si paga la posta e si torna alla 39;
  • alla casella 58 (“scheletro”) si paga la posta e si torna alla 1.

La casella d’arrivo (la 63) deve essere raggiunta con un lancio di dadi esatto; altrimenti, giunti in fondo, si retrocede dei punti in eccesso. Nelle mie versioni dell’infanzia si soleva togliere un dado quando mancavano 6 caselle alla fine, in modo da non dover retrocedere troppo.

Schema di gioco dell’oca a 90 caselle

Storia del gioco

Il gioco dell’oca, o giochi simili come scale e serpenti, sono fra i più semplici giochi di percorso, e quindi rappresentano i prototipi della categoria. Il concetto di gioco di percorso ha certamente origini molto antiche. Anche la numerazione delle caselle (presente in tutte le varianti tradizionali, incluso scale e serpenti), e l’applicazione di certe strutture numeriche (come la distanza fissa di 9 caselle fra le caselle con le oche), potrebbero avere significati dimenticati di tipo matematico o numerologiche.

Il gioco dell’oca inteso nella forma moderna (con il percorso a spirale e le decorazioni tipiche) risale alla seconda metà del XVI secolo. Nel 1580 Ferdinando I De’ Medici fece dono del Nuovo e molto dilettevole giuoco dell’oca a Filippo II Re di Spagna, il quale ne rimase affascinato. Le caselle della versione di de’ Medici erano decorate con simboli che in parte sono rimasti nella tradizione: due dadi, un teschio, una coda, un ponte, un labirinto o un’oca. Il giuoco dell’oca era forse derivato da un gioco cinese Shing Kunt t’o (“la promozione dei mandarini”), in cui il tabellone era costituito da 99 caselle numerate disposte a spirale.

All’inizio del XVII secolo apparvero in Inghilterra i primi tabelloni stampati, e rapidamente il gioco si diffuse in tutta Europa. La decorazione tradizionale fu spesso rielaborata con soggetti diversi; per esempio, esistono giochi dell’oca con soggetti di tipo politico (come la Rivoluzione Francese) o letterario (episodi delle avventure di Don Chisciotte).

Riferimenti nella cultura

Il palio del gioco dell’oca di Mortara

Il gioco dell’oca, come in sostanza tutti i giochi di percorso, si presta a una lettura simbolica, già evidente nella scelta delle decorazioni della versione di De’ Medici, con i “pericoli” che rappresentano le difficoltà (fisiche e morali) della vita. Di conseguenza, il gioco viene talvolta citato con intento allegorico nella cultura e nelle arti.

Un riferimento celebre al gioco si trova nel romanzo Il testamento di uno stravagante di Jules Verne (Le Testament d’un excentrique, 1899). Vi si narra di un eccentrico testamento che mette in palio una straordinaria somma fra sette contendenti, costringendoli a una spericolata gara in cui gli Stati Uniti diventano un gigantesco tabellone del gioco dell’oca. Il legame con il gioco dell’oca non è noto a chi conosce questa storia solo attraverso i numerosi adattamenti cinematografici (tra gli ultimi, Rat Race) che non ne fanno menzione.

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Informazioni su diego80 (2339 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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