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I gettoni d’oro dei quiz televisivi: quanto valgono veramente?

Nella Tv italiana, sono molte le trasmissioni televisiva chiamate telequiz, in cui viene messa a prova la cultura dei concorrenti con domande di cultura generale o con risposte a sondaggi ed inchieste varie. In palio c’è per la maggior parte, una somma in denaro, rilasciata in “gettoni d’oro”. Il gettone d’oro è stato introdotto nel 1955.

Il gettone d’oro è un premio solitamente elargito nei quiz televisivi italiani e consiste in pezzi d’oro a forma di gettone, di peso variabile, che su una delle facce riportano il logo dell’azienda commissionante, ad esempio RAI o Mediaset.

La legge italiana impedisce il gioco d’azzardo (e quindi la vincita di denaro contante) al di fuori di contesti regolamentati, ragion per cui le trasmissioni televisive che mettono in palio premi in denaro pagano a distanza di massimo sei mesi con un quantitativo di gettoni d’oro che corrisponde più o meno alla vincita effettuata al netto dell’aliquota IVA (ovvero il 22%).

Alla data del pagamento, il vincitore viene contattato dal banco metalli che ha coniato i gettoni, e gli viene comunicato il numero di gettoni che verranno inviati. A questo punto normalmente viene offerta al concorrente la possibilità di ricevere il pacchetto di gettoni, o di rivendere direttamente al banco metalli i gettoni, facendosi accreditare la cifra sul conto corrente. In questa fase c’è ovviamente una ulteriore svalutazione del premio (in questo caso del 5% circa), che però è di solito minore di quella che si avrebbe rivendendo i gettoni alla Banca d’Italia (o ad altri banchi metalli).

La cifra ricevuta dipende quindi da diversi fattori, primo fra tutti l’andamento della quotazione dell’oro tra il momento della vincita e quello della riscossione del premi.

Questa è la breve spiegazione fornita da wikipedia. Quindi, la vincita totale, al momento della conversione in euro contante, avrà sempre un valore effettivo reale più basso della cifra vinta, Ragion perr cui, con poche migliaia di euro vinte “in gettoni d’oro”, rischamo di trovarci nelle tasche solo poche centinaia, magari utili solo per il rimborso spese per la partecipazione: difficile auspicare i viaggi o la macchina nuova o ristrutturazioni della casa od estinzione dei mutui, come molti concorrenti sognano, a meno che le cifre vinte non arrivino vicine al milione, o mezzo milione.

 

Notizie.tiscali.it ci offre un dossier molto più approfondito sui gettoni d’oro in Tv grazie ad un’inchiesta di Report, la celebre trasmissione Tv condotta da Milena Gabanelli. Data: 28 novembre 2016.

 

di An.L.

Dai “Fatti vostri” a trasmissioni quali “L’eredità” condotta da Carlo Conti, sono tanti i concorsi a premi legati ad altrettanti programmi televisivi che elargiscono vincite in fantomatici gettoni d’oro. A ben vedere lo impone la legge, che evita così che i concorsi si trasformino in gioco d’azzardo. Ma in cosa consistono i gettoni d’oro? E come avviene la loro conversione in moneta sonante? Della questione si è occupata la trasmissione di Milena Gabanelli, Report. Che in un’inchiesta condotta da Sigfrido Ranucci, mette in luce tutti i lati oscuri di un sistema, quanto meno singolare, che va avanti da anni. Forse dai tempi di “Rischiatutto”.

Gettoni d’oro o vincita in denaro?

A parte i leggendari ritardi (anche pluriennali) nel pagamento delle vincite, i gettoni d’oro possono essere incassati – dopo una serie di passaggi senza senso – anche in contanti, ma con un valore sensibilmente alleggerito. Come spiega il servizio di Report, formalmente il vincitore riceve i gettoni d’oro del valore della vincita detratte le tasse (Irpef e Iva) il costo del conio e la perdita fisiologica della fusione. A questo punto il beneficiario li rivende alla Zecca allo stesso prezzo, da cui però viene detratta la perdita fisiologica e il costo della fusione. Ancora? Esatto, doppio passaggio e doppia perdita di valore. Ma senza garanzia che il conio e la fusione successiva alla vendita all’autorità siano avvenute realmente.

Per capire meglio, facciamo un esempio. Il vincitore del Granze Fratello 10, Mauro Marin, che vinse 250 mila euro in gettoni d’oro, alla fine dopo questi simpatici passaggi si ritrovò con un versamento in conto corrente di 150 mila euro. Mettici la quotazione del giorno dell’oro, mettici il conio, le imposte, la successiva fusione, ecco il premio sensibilmente alleggerito.

Conio più “leggero”

Ma non è tutto, perché l’inchiesta di Report è cominciata da un’altra criticità che non riguarda il valore finale finito nella tasca del vincitore, ma quello iniziale dei gettoni d’oro. L’inchiesta ha preso il via infatti da una concorrente che ha deciso di ricevere i suoi gettoni d’oro. E’ proprio lei a denunciare che dobloni recapitatigli dalla Zecca sono composti da una lega “non purissima”, come invece prevista dai regolamenti: sul bilancino mancano infatti 5 grammi per chilo. Intorno alla vicenda si alza un polverone nel quale interviene anche la magistratura, su esposto del Poligrafico dello Stato. E quel che salta fuori, tra l’altro, è che per acquistare l’oro non sono state fatte regolari gare ma semplici indagini di mercato.

Come riposta il Corriere della sera, durante la trasmissione di inchiesta, Gabanelli ricorda che “L’ipotesi è frode in pubblica fornitura. Dal 2012 alla data della messa in onda della nostra puntata, cioè aprile scorso si sarebbe fatta pagare dalla Rai 20 milioni di euro per prestazioni mai effettuate e e oltre 700 mila euro da quei vincitori che hanno optato per il controvalore in denaro”. Insomma Poligrafico contro Rai: è l’assurdità di un sistema evidentemente sbagliato, mai messo in discussione. Scrive il Corriere che, “contrariamente al passato gli attuali amministratori del Poligrafico hanno deciso di comprare l’oro facendo una gara pubblica”. E meno male, ma chi ha vinto? “Lo stesso fornitore di sempre: Banca Etruria”.

Informazioni su diego80 (2336 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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