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Quando a Cà de Guerino venivano eseguite le condanne a morte.

Pubblichiamo un’interessante e drammatica sentenza emessa a Brembilla e pubblicata sulla Gazzetta privilegiata di Milano nel 1835 *.

Il Giudizio Statario della provincia di Bergamo :

attivato coll editto a gennaio 1816 dell IR Tribunale d’appello generale e saperiore Giudizio criminale della Lombardia in Milano. Riunitosi alle ore nove antimeridiane del giorno cinque andante maggio nel comune di Brembilla distretto di Zogno.

Sopra domanda delle IR Delegazione provinciale, pel relativo procedimento contro Vincenzo Salvi detto Bacchettone del fu Giovanni Battista d’anni 35 contadino e carbonaio di Capizzone, distretto di Almenno, di questa provincia arrestato il 24 Aprile. Imputato della rapina commessa la notte del 21 al 22 del suddetto Aprile al campo dalla Guerra sul tenere di questo comune di Brembilla con coltello alla mano a pregiudizio di Rocco Zanardi e Domenico Genini pure di questo comune con effettivo spoglio di danari ed effetti.

Ha giudicato e giudica Essere colpevole il detto Vincenzo Salvi della rapina imputatagli e doversi condannare come lo condanna alla pena di morte di eseguirsi colla forca a termini del 551 i del Codice penale PI nel prato di questo comune chiamato Ca Guerino contrada Ca delfoglia.

Ha inoltre condannato lo stesso Salvi nelle spese criminali sotto le riserve del 557 Codice suddetto ed il risarcimento del danno verso gli aggressi Rocco Zanardi e Domenico Genini da liquidarsi in separata sede di giudizio. Ordina in fine che la presente sentenza sia immediatamente pubblicata nei luoghi soliti di questo comune ed in quello dell’ esecuzione.

Brembilla, 8 maggio 1835 alle ore sei antimeridiane

 

MARINELLI             Presidente
Fumagalli
Kindinger
Lutterotti
Morondi                 Consiglieri

 

Storia del giornale

* La Gazzetta di Milano fu un quotidiano stampato a Milano dal 1816 al 1875. Ebbe anche i titoli di Gazzetta privilegiata di Milano e Gazzetta ufficiale di Milano.

Nel 1816 nasce il Regno Lombardo-Veneto. Il Regno è un dominio dell’Impero austriaco. Gli austriaci chiudono il Giornale di Milano, organo ufficiale del Regno Italico. Al suo posto è pubblicata la Gazzetta di Milano. Sostituisce il precedente sia come unico giornale che riporta le informazioni ufficiali, sia come il solo che ha accesso alle fonti governative. La direzione viene inizialmente affidata all’abate Vincenzo Butti. Nel 1817 l’appalto governativo della Gazzetta è affidato alla direzione di Francesco Pezzi. Il giornale usciva nel pomeriggio.

Dal 1º gennaio 1830 il quotidiano esce con il nome di Gazzetta privilegiata di Milano. Nel 1848, dopo le Cinque giornate, ritorna alla denominazione originale Gazzetta di Milano. Nel periodo 1848-1859 fu il quotidiano di maggior diffusione in Lombardia.

Il 4 giugno 1859, giorno della battaglia di Magenta, il giornale cessa le pubblicazioni. Appena due giorni dopo esce la nuova Gazzetta di Milano. Il regime politico è cambiato: la Lombardia è stata annessa al Regno di Sardegna. Lo stato sabaudo ha già una gazzetta ufficiale, la Gazzetta piemontese. La Gazzetta di Milano perde quindi ogni appoggio pubblico.

Il nuovo quotidiano viene finanziato da quattro privati: Vittorio Pezzini, Antonio Caccianiga, Raffaele Sonzogno e Giuseppe Rovani.

Nel 1874 lo storico quotidiano, in perdita, viene rilevato da Sonzogno. L’anno successivo viene fatto confluire nel Secolo.

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