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Dell’acqua minerale di Brembilla : un toccasana per il fegato.

Foto tratta dal gruppo Sentieri di Brembilla

Riportiamo la pubblicazione del 1876 del prof. Pietro Polli, ordinario di Chimica e Storia Naturale a Bergamo. La pubblicazione originale la potete leggere cliccando qui.

Tra le informazioni interessanti il fatto che nel 1875 credette nelle potenzialità, anche turistiche, della Fonte solforosa di Brembilla e fece eseguire lavori per isolare completamente la fonte stessa dagli altri corsi d’acqua limitrofi.

Introduzione :

Di quest’acqua si fa menzione la prima volta dal bene merito prof. Giovanni Maironi da Ponte, nel suo eccellente Dizionario odeporico della Provincia Bergamasca (vol. 1, pag. 194); ma per verità si accontenta di un cenno brevissimo, limitandosi a dire che è stata analizzata e trovata identica alla Solforosa di S. Omobono in Valle Imagna, senza riferire l’analisi. Maggiori notizie ci offre il dott. Francesco Cima di Bergamo nella sua memoria intitolata: Osservazioni critico analitiche sopra alcune acque minerali d’Italia, inserita negli Annali Universali di medicina dell’Omodei (1827, tom. XLIV, pag. 427), un capitolo della quale è per intiero dedicato alla Sorgente minerale di Brembilla.

Ivi si parla di ricerche ana litiche qualitative, le quali rivelarono nell’acqua di detta sorgente l’idrogeno solforato, il cloro, il carbonato di calce, un po’ di solfato di calce e di deutosolfuro di sodio. Quell’analisi sommaria non può aversi oggigiorno in nessun conto; essa non esprime l’ esatta composizione di quell’ acqua perchè non essendosi pensato allora ad allacciare e coprire la sorgente l’acqua dovea mescolarsi coll acqua di pioggia o con quella di un torrente detto Valcava che le scorre vicino. Da quell epoca nessuno più pensò all’acqua minerale di Brembilla infatti di più non dicono i recenti ed ottimi trattati di idrologia del Marieni e del Jervis Nel 1860 il Comune di Brembilla a cui spetta quella sorgente in seguito a più risultati felici ottenuti dai conterranei dall uso di quell acqua nella cura di certe affezioni formò il proposito di trarne vantaggio e pensò anzitutto al modo di isolarla completamente nel 1869 incaricava l’egregio farmacista Ruspini di ripetere l analisi sia pur qualitativa coi metodi più sicuri suggeriti dalla scienza moderna. Fintanto che quella circostanza non veniva completamente rimossa il mio chiarissimo amico dovea accontentarsi di un analisi qualitativa che però non sarebbe riuscita del tutto inutile ed infatti dai risultati conseguiti credette di poterla classificare fra le saline solforose (Angelini L acqua solforosa di Brembilla Bergamo 1873).

Solo nell anno corrente 1875 si ottenne di isolare completamente l’anzidetta sorgente ed a me si rivolse allora quell’ Onorevole Rappresentanza Comunale per averne l’analisi quantitativa. Accettai ed il giorno 26 maggio pp col mio assistente il farmacista Luigi Chisoli che mi coadiuvò in tutto il corso delle relative ricerche mi portai sul luogo per stildiarne la giacitura e per quelle esperienze che alla fonte si devono eseguire ed ecco quanto mi venne fatto di notare.

Progetto della fonte. Foto tratta dal gruppo Sentieri di Brembilla

La sorgente :

La sorgente di cui è parola è posta a destra a nord ovest del paese a circa mezzo chilometro dalla piazza comunale nella località detta Valcava. L’ acqua scaturisce in tre diversi punti dagli schisti argillosi neri assai fissili, ricchissimi di fossili. (alcuni strati sono letteralmente un impasto di cardi carditi nucule avicule mitili ed altre specie infraliasiche) e disseminati di minuti cristalli di pirite schisti che si alterano e si distruggono con estrema facilità ed alla cui erosione sono quasi intieramente dovute la Valle Brembilla in cui giace il Capoluogo del Comune e le confinanti Imagna e Taleggio.

Quegli schisti alternano con calcari neri marnosi contenenti del pari cristallini di pirite. Il tutto viene dai geologi riferito all infralias inferiore. Delle tre polle quella di cui vuolsi trarre partito perchè più abbondante e la meglio collocata venne circoscritta da un manufatto in pietra del luogo cementato e coperto da una lastra di ardesia così da costituire una specie di bacino o recipiente e sull’ acqua di questa polla ho istituito le mie ricerche Il suo prodotto è in media di 100 litri all’ora che potrebbe ascendere fino a 130 a 140 litri se si riunissero a questa le altre due polle. Avvicinandosi alla sorgente sopratutto in una giornata calda si sente manifestamente a venti passi di distanza l odore caratteristico del solfuro idrico

Caratteri fisici

L’ acqua è perfettamente limpida incolora e appena appena opalina si fece abbandonata a sè in vaso aperto per circa un mese e inoltre lasciò un leggerissimo sedimento bianco di carbonato di calcio possiede sensibilissimo l’odore ed il sapore d’uova fracide che si riscontrarono ancora dopo due mesi dalla sua conservazione in bottiglie perfettamente chiuse.

La sua temperatura fu trovata  +11 °C mentre all esterno a nord ed all ombra segnava il termometro centigrado 21.5. Il suo peso specifico si trovò col picnometro 1.000046 a 22 °C. Depone sulle pareti del bacino in cui si raccoglie e dove scorre filamenti e fiocchi di una materia bianco grigia molle quasi mucosa filante ed untuosa al tatto. Come una striscia di ocra è l’ indizio certo della presenza di un acqua ferruginosa così quella sostanza mucosa permette di distinguere meglio che dall’odore i più piccoli fili di acqua solforosa anche leggerissima.

Esaminata col microscopio ad un ingrandimento di 500 diametri si mostra composta di una moltitudine di tubi estremamente sottili la cui lunghezza variabilissima può raggiungere parecchi centimetri Questi tubi sono semplici continui di un diametro eguale per tutta la loro lunghezza leggermente arrotondati alla loro estremità libera ma non assottigliati spesso flessuosi ed intrecciati. Sono costituiti di una membrana sottilissima incolora trasparente di un bianco sporco. Internamente contengono dei piccoli granuli verde chiaro disposti d’ordinario in serie lineare e serrata talvolta sono allontanati fra loro e più rari alcuni finalmente si mostrano vuoti.

Questi filamenti o fiocchi filamenotsi appartengono ad un alga da lungo tempo nota ai naturalisti classificata da Vaucher tra le conferve da Agardh fra le oscillarie e dal più dei moderni algologi fra le alghe ficocromofocee io però non oso per ora pronunciarmi sulla specie non avendo potuto per motivi affatto indipendenti dalla mia volontà istituire i necessari confronti cosa del resto che nel caso nostro non ha che un importanza affatto secondaria.

Poche sostanze hanno ricevuto tanti nomi come quella di cui parlo non meno di una quarantina i quali furono inspirati ai loro autori o dall’idea che si facevano sulla natura di questa sostanza o dal pensiero di ricordare località dove l’avevano specialmente studiata. O finalmente per indicare qualcuno dei suoi particolari aspetti o la sua costante relazione coll’ elemento solforoso. Il più degli idrologi hanno adottato il nome di baregina e la nostra apparterebbe alla varietà filamentosa In ogni caso non va confusa colla materia organica contenuta nell’acqua.

Gestori fonte solforosa. Foto tratta dal gruppo Sentieri di Brembilla

Caratteri chimici :

Dibattendo l’acqua in vaso ripieno per metà si svolgono numerose bollicine mescolanza di aria gas acido carbonico e gas solfuro idrico l atmosfera del vaso acquista odore pronunciato di gas solfidrico ed una cartolina preparata coll’acetato di piombo in essa sospesa acquistò sull’istante un color bruno chiaro. Nessuna marcata reazione si ebbe colla carta di tornasole mentre con quella di tornasole arrossato si ottenne distinta reazione alcalina.

Una lamina d argento ben lersa immersa nell acqua in discorso in capo a 15 minuti si era fatta di color bruno scuro con riflessi iridescenti e bruna si fece del pari la cartolina preparata coll’acetato di piombo. Queste diverse reazioni ed altre che per brevità ommettiamo affermano la presenza nell acqua minerale di Brembilla di composti alcalini e di acido solfidrico libero.

Della presenza dell acido solfidrico in istato libero piuttosto che in quello di combinazione ci siamo assicurati con diversi sperimenti che sono indicati in tutti i trattati di chimica analitica certo che quel’ acido solfidrico libero proviene alla sua volta dalla decomposizione di un solfuro alcalino od alcalino terroso.

 

Proprietà dell’acqua minerale di Brembilla :

Dal confronto di questa analisi con quella delle acque orali della fonte vecchia di S. Omobono di quella del Ponte Giurino o di Val Brunone e di altre solfuree di minor o della vicina Valle Imagna risulta chiaramente contenere ille i medesimi principi mineralizzatori almeno gli essenziali. Salvo le proporzioni che del resto variano per la stessa acqua o brevi intervalli e per moltissime circostanze e doveva essere o perchè tutte scaturiscono da un identica formazione, doversi quindi classificare l acqua di Brembilla con quelle o le saline solforose o alcaline solforose e conseguentemente da consigliare in quelle malattie cui trovano vantaggio oso della rinomata acqua di S Omobono l acqua di Brembilla fu già sperimentata più volte con esito molto felice nelle affezioni erpetiche nelle lente malattie gastro testinali negli ingorghi dal fegato e dell utero ed il suo o tende ogni anno sempre più a diffondersi. Ora, l’ esatta conoscenza della sua composizione qualitativa e quantitativa precisando più scientificamente le indicazioni siamo certi che invoglierà anche i medici meno corrivi ad esperirla. Vero è che sul valore di un acqua minerale bevuta alla fonte come fa notare con ragione un nostro illustre clinico influiscono parecchie circostanze e per citarne qualcuna l aria le con dizioni climateriche la vegetazione del luogo ecc e sotto questo riguardo Brembilla non lascia o ben poco a desiderare. Ma in ogni caso più che l analisi chimica conchiuderemo collo stesso del valore delle acque minerali decidono i moltissimi anni di esperienza.

 

 

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