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Il calcio dei pionieri: lo scudetto del Casale del 1914

Nell’epoca del pionierismo il calcio era una cosa per pochi: gli immigrati albionici che fondarono le prime società fi Foot Ball nel nord ovest della penisola, in particolare il Liguria e in Piemonte, per poi espandersi verso le altre zone d’Italia, fino al Sud, che però all’epoca aveva club poco più che dilettantistiche. A farla da padrone erano le città di Genova, grazie ai rossoblu vincitori di sei delle prime sette edizioni del campionato, ed in Piemonte, dove emergevano squadre come Juventus, F.C. Torinese, Alessandria, Pro Vercelli, Novese e Casale. A spezzare la tradizione ligure/piemontese ci aveva pensato le milanesi Milan, vincitrice nel 1905 e nel 1907, ed Internazionale, vincitrice nel 1910. Ma nel 1914 a trionfare fu una piemontese che mai più avrebbe raggiunto tali risultati: il Casale. Allora non esisteva la serie A, nata solo nel 1929, quindi quel campionato si chiamava Prima Divisione, ed era in realtà un insieme di vari raggruppamenti regionali, con tanto di spareggi finali tra le vincitrici dei vari raggruppamenti. Il Casale la spuntò in finale sulla Lazio, alla seconda finale consecutiva nazionale, espressione di un calcio che provava a svilupparsi nel centro-sud.

Prima Categoria 1913-1914

La Prima Categoria 1913-1914 fu il diciassettesimo campionato italiano di calcio.

Stagione

I ripescaggi

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Progetto Baraldi-Baruffini.

Nel campionato italiano 1912-1913, il primo in cui venne stabilita la retrocessione,[1] si qualificarono all’ultimo posto dei rispettivi gruppi del campionato dell’Italia settentrionale la Juventus nel girone piemontese, il Racing Libertas nel girone lombardo-ligure, e il Modena nel girone veneto-emiliano.[2] Queste tre squadre sarebbero dovute retrocedere in Promozione, ma le falle del regolamento diedero fiato alle proteste del Racing e del Modena, che rifiutarono di iscriversi fra i cadetti. Per la Juventus, invece, la situazione era più complicata: infatti, essendo il Piemonte l’unica regione già uniformata al regolamento organico, non sussistevano impedimenti per l’Alessandria, vincitrice della locale cadetteria, a ottenere un posto nella massima divisione nazionale a scapito dei bianconeri. Nella società torinese si indisse al riguardo un’assemblea in cui i toni divennero subito accesissimi, tanto da ventilare lo scioglimento della società e da rischiare l’intervento dei Regi Carabinieri per mantenere l’ordine.

Elenco delle squadre iscritte alla Prima categoria 1913-1914.[3]

All’Assemblea Federale del 24 agosto 1913 furono proposti due piani di riforma dei campionati: il progetto Minoli che proponeva l’allargamento di ogni girone eliminatorio da 6 a 8 squadre, e il progetto Baraldi-Baruffini, che invece proponeva un ampliamento a 10 squadre. Neanche questo piano risolveva tuttavia il problema dei bianconeri dato che, unendo il Comitato Regionale Ligure a quello Piemontese si saturava di fatto il girone subalpino, non lasciando spazio per il ripescaggio della Juventus. La soluzione arrivò dall’ingegner Malvano, ex giocatore ed ora arbitro e dirigente federale, e dal dirigente nerazzurro Francesco Mauro, fratello del Presidente del Comitato Regionale Lombardo Avvocato Giovanni Mauro, che proposero di togliere il Brescia dal girone lombardo,[4] e di modificare il progetto Baraldi-Baruffini inserendo la Juventus e il Novara nel girone meneghino.[5]

Formula

Il vincitore del torneo maggiore veniva individuato nella primatista del girone nazionale, composto dalle 2 squadre meglio classificate nei rispettivi gironi regionali o interregionali a dieci squadre.

Il vincitore del torneo centro-meridionale doveva uscire dalla sfida fra la miglior squadra del Sud e la sua corrispondente del Centro Italia, sortita dalla sfida fra i campioni di Toscana e i loro colleghi laziali.

Il sistema di retrocessione non fu applicato neanche alla fine di questa stagione, per cui tutte le squadre che dovevano essere retrocesse in Promozione furono ripescate l’annata successiva.

Avvenimenti

Nel 1909, all’Istituto Tecnico di Casale Monferrato, si tenne un’infuocata assemblea. Il professor Raffaele Jaffe interpretò la rabbia dei casalesi per la seconda vittoria consecutiva che la Pro Vercelli aveva appena ottenuto in campionato il 28 aprile. Le due città erano divise da ataviche rivalità di origine medievale, e i casalesi non potevano tollerare di vedere questa continua serie di successi vercellesi. Fu così che si decise di fondare una squadra con l’esplicito intento di fermare i Leoni; la scelta del colore delle maglie fu ovvia: in contrapposizione alle Bianche Casacche della Pro, il neonato Casale sarebbe sceso in campo vestito completamente di nero.

Finalmente, dopo una continua serie di rafforzamenti, nel 1913 i nerostellati ottennero ciò per cui erano sorti. Nel girone ligure-piemontese la lotta fu durissima, complice l’inserimento del Genoa nella contesa, ma alla fine i casalesi riuscirono per un solo punto a eliminare la Pro, che così perdeva il titolo dopo tre anni di fila di egemonia.

Dato però che l’appetito vien mangiando, i nerostellati a questo punto provarono a dare l’assalto al primato nazionale. Nel girone finale, tolta la solita irrilevante presenza delle compagini venete, ci si trovò di fronte anche l’Internazionale e la rinata Juventus, che avevano a loro volta estromesso un Milan colpito dall’ennesima defezione, quella di Renzo De Vecchi verso Genova. Erano tuttavia due formazioni ancora convalescenti dopo gli insuccessi degli ultimi anni, le quali non poterono dare fastidio al Casale che, con due vittorie contro i genoani, riuscì a ottenere uno storico, incredibile titolo italiano, confermato contro la sempre malcapitata Società Podistica Lazio, che pur aveva dominato il torneo centro-meridionale, imponendosi in tutte le 14 partite segnando in totale ben 65 reti e subendone solo 5. I biancocelesti capitolini, pur risultando nettamente la miglior formazione centro-meridionale, non erano ancora, infatti, in grado di competere con le maggiori squadre settentrionali. Il Casale ebbe così gioco facile ad imporsi sulla Lazio vincendo in casa la partita d’andata per 7-1, e imponendosi anche al ritorno per 2-0. Casale Monferrato divenne così – a esclusione delle intricate vicende del 1922 – la più piccola città del Bel Paese a vincere un regolare campionato di calcio.

Finalissima

Casale Monferrato
5 luglio 1914
Casale7 – 1LazioCampo Priocco

Arbitro:Scamoni (Torino)

Roma
12 luglio 1914, ore 17:15
Lazio0 – 2Casale
Arbitro:Cattaneo (Milano)

Su wikipedia trovate tutti i vari raggruppamenti regionali, che sono numerosi, e quindi vi rimandiamo alla pagina dedicata.

Casale Foot Ball Club 1913-1914

Maglie

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Prima divisa

Organigramma societario

[1]

Area direttiva

  • Presidente: Oreste Simonotti
  • Vice presidente: Augusto Giordano
  • Segretario: Amilcare Calleri
  • Cassiere: Ottavio Coppo
  • Consiglieri: Raffaele Jaffe, Ettore Fossati, Umberto Beretta, Pietro Buzzi, Goffredo Calvi, Pompeo Rossi
  • Responsabile della sorveglianza: Guido Deaglio

Area tecnica

  • Responsabile della commissione tecnica: Umberto Barbesino
  • Responsabile della commissione sportiva: Luigi Manacorda

Rosa

N.RuoloGiocatore
ItaliaPCandido De Giovanni
ItaliaPAngelo (?) Attilio Gallina (I)
ItaliaDBusancano
ItaliaDAttilio Maggiani
ItaliaDMario Scrivano
ItaliaCLuigi Barbesino
ItaliaCLuigi Cavasonza (II)
ItaliaCAlessandro Ghena
ItaliaCGiuseppe Parodi
ItaliaCOreste Rosa
N.RuoloGiocatore
ItaliaAGiovanni Bertinotti
ItaliaASecondo Caire
ItaliaAFerraris I
ItaliaAFerrino
ItaliaAGiovanni Gallina (II)
ItaliaAAngelo Mattea
ItaliaAPietro Ravetti
ItaliaASecondo Siviardo
ItaliaAAmedeo Varese

Risultati

Prima Categoria

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Prima Categoria 1913-1914 § Sezione piemontese ligure 2.

Girone piemontese-ligure

Girone di andata
Casale Monferrato
12 ottobre 1913
1ª giornata
Casale4 – 0Savona
Arbitro:Laugeri (Torino)

Casale Monferrato
19 ottobre 1913
2ª giornata
Casale4 – 0TorinoStadio della Furnasetta

Arbitro:Scamoni (Torino)

Casale Monferrato
1º novembre 1913
4ª giornata
Casale4 – 1Vigor
Arbitro:Valvassori (Torino)

Casale Monferrato
9 novembre 1913
5ª giornata
Casale1 – 0AlessandriaCampo della Furnasetta

Arbitro:Scamoni (Torino)

Vercelli
16 novembre 1913
6ª giornata
Pro Vercelli2 – 0Casale
Arbitro:E. Calì (II) (Genova)

Casale Monferrato
23 novembre 1913
7ª giornata
Casale4 – 0Piemonte
Arbitro:Goetzlof (Genova)

Genova
30 novembre 1913
8ª giornata
Andrea Doria0 – 1Casale
Arbitro:Borda (Torino)

Casale Monferrato
7 dicembre 1913
9ª giornata
Casale2 – 0GenoaFurnasetta

Arbitro:Resegotti (Milano)

Genova
14 dicembre 1913
3ª giornata
Liguria0 – 6Casale
Arbitro:Tacconis (Torino)

Girone di ritorno[modifica | modifica wikitesto]
Savona
21 dicembre 1913
1ª giornata
Savona0 – 3Casale
Arbitro:Ferraris (Vercelli)

Torino
1º marzo 1914
2ª giornata
Torino1 – 2[2]CasaleCampo Stradale Stupinigi (1 600 spett.)

Arbitro:Mauro (Milano)

Casale Monferrato
4 gennaio 1914
3ª giornata
Casale8 – 0Liguria
Arbitro:Borda (Torino)

Torino
8 marzo 1914
4ª giornata
Vigor0 – 5[3]Casale
Arbitro:Laugeri (Torino)

Alessandria
25 gennaio 1914
5ª giornata
Alessandria1 – 3CasalePiazza d’Armi

Arbitro:Laugeri (Torino)

Casale Monferrato
1º febbraio 1914
6ª giornata
Casale0 – 0Pro Vercelli
Arbitro:Scamoni (Torino)

Torino
8 febbraio 1914
7ª giornata
Piemonte0 – 9Casale
Arbitro:Varetto (Torino)

Casale Monferrato
15 febbraio 1914
8ª giornata
Casale7 – 1Andrea Doria
Arbitro:Valvassori (Torino)

Genova
22 febbraio 1914
9ª giornata
Genoa5 – 2CasaleCampo di Marassi

Arbitro:Laugeri (Torino)

Girone finale

Girone di andata
Genova
15 marzo 1914
1ª giornata
Genoa1 – 2CasaleCampo di Marassi

Arbitro:Meazza (Milano)

Casale Monferrato
22 marzo 1914
2ª giornata
Casale2 – 0ACIVI
Arbitro:Resegotti (Milano)

Verona
19 aprile 1914
3ª giornata
Hellas1 – 2Casale
Arbitro:Magni (Milano)

Casale Monferrato
26 aprile 1914
4ª giornata
Casale2 – 0Juventus
Arbitro:Laugeri (Torino)

Casale Monferrato
3 maggio 1914
5ª giornata
Casale1 – 0Inter
Arbitro:Laugeri (Torino)

Girone di ritorno[modifica | modifica wikitesto]
Casale Monferrato
10 maggio 1914
1ª giornata
Casale2 – 0GenoaFurnasetta

Arbitro:Scamoni (Torino)

Vicenza
28 giugno 1914
2ª giornata
ACIVI2 – 0[4]Casale
Arbitro:Cattaneo (Milano)

Casale Monferrato
31 maggio 1914
3ª giornata
Casale2 – 0Hellas
Arbitro:Giardina (Milano)

Torino
7 giugno 1914
4ª giornata
Juventus1 – 0CasaleCampo di Corso Sebastopoli

Arbitro:Colombo G. o E. ? (Milano)

Milano
14 giugno 1914
5ª giornata
Inter1 – 2Casale
Arbitro:Laugeri (Torino)

Finale

Casale Monferrato
5 luglio 1914
Casale7 – 1LazioCampo Priocco

Arbitro:Scamoni (Torino)

Roma
12 luglio 1914, ore 17:15
Lazio0 – 2Casale
Arbitro:Cattaneo (Milano)

Statistiche

Statistiche di squadra

CompetizionePuntiTotale
GVNPGfGs
Prima Categoria – Girone ligure-piemontese311815126511
Prima Categoria – Girone finale1610802156
Prima Categoria – Finalissima nazionale4220091
Totale5130[5]25148918

Statistiche dei giocatori

GiocatorePrima Categoria
PresenzeReti
L. Barbesino277
G. Bertinotti287
?. Busancano10
S. Caire110
L. Cavasonza (II)10
C. De Giovanni2-2
?. Ferraris (I)21
?. Ferrino10
A. Gallina (I)27-14
G. Gallina (II)2811
A. Ghena40
A. Maggiani270
A. Mattea2922
G. Parodi280
G. P. Ravetti177
O. Rosa270
M. Scrivano290
S. Siviardo10
A. Varese2923

Mancano i marcatori di 9 reti.

da storiedicalcio.altervista.org

PROLOGO

È il 1905 e viene fondata a Casale Monferrato una squadra chiamata Robur F.B.: la divisa è costituita da una maglia nera con due cordicine, una rossa e l’altra verde, attorcigliate sulle maniche. Fu Cavasonza, uno dei migliori giocatori della squadra, a proporre di togliere quei due legacci ingombranti e di sostituirli con una stella bianca, ricavata da un foglio di quaderno, fissata con uno spillo sul petto. Nasce, in questo modo, la gloriosa casacca nerostellata, in contrasto con la maglia completamente bianca della Pro Vercelli. C’è da ricordare, che la rivalità tra i due capoluoghi è ancestrale, risale, infatti, ad un episodio storico: l’incendio e la distruzione di Casale, nel 1215, per opera delle milizie del vescovo di Vercelli. L’indifferenza, però, della popolazione casalese, causò lo scioglimento della Robur ed il neonato sport, rischiò di sparire dal capoluogo piemontese.

LA CREATURA DI JAFFE

Ritratto del professor Raffaele Jaffe, fondatore dell' AS Casale Calcio. Scompare ad Auschwitz il 6 agosto 1944.

Ritratto del professor Raffaele Jaffe, fondatore dell’ AS Casale Calcio. Scompare ad Auschwitz il 6 agosto 1944.

Nel 1909, un professore dell’Istituto Tecnico “Leardi” di Casale Monferrato, Raffaele Jaffe, al ritorno da una breve passeggiata, incontra un gruppo di suoi studenti che si stanno recando ad assistere ad una partita di calcio, nel vicino comune di Caresana. Convinto dai giovani, il professore si aggrega ed assiste alla gara, entusiasmandosi talmente tanto da impegnarsi personalmente per riportare il calcio a Casale. Il 18 dicembre 1909, in un’aula dell’istituto “Leardi”, nasce ufficialmente il Casale Football Club: il presidente della società è lo stesso professor Jaffe, il presidente onorario il professor Gerolamo Occoferri, preside dell’istituto. Viene scelta la casacca nerostellata della Robur ed il primo terreno di gioco è molto piccolo e di dimensioni non regolamentari, misurando solamente 46 metri per 90.

Si tratta di una squadra goliardica, che fa leva sull’entusiasmo, eppure nelle sue file si intravedono futuri campioni come, per esempio, Barbesino, Gallina, Rosa, Bertinetti.In campionato, la squadra nerostellata si fa onore senza, comunque, emergere. La stagione 1912-13, però, regala al Casale la consapevolezza di essere una grande squadra ed il 14 maggio 1913, conquista la “Targa d’oro del secolo” ottenuta superando una squadra professionistica del calcio inglese d’epoca, il Reading, con due reti, una di Varese ed una di Garasso.

SCUDETTO!

Nel campionato 1913-14 il Casale è deciso più che mai a dare scacco matto alle più insigni rivali ed in particolar modo alla Pro Vercelli. Abbandonato il terreno di “Piazza d’Armi”, la squadra ne inaugura un altro di dimensioni regolari (65 metri per 105) raggiungendo, insieme al Genoa, la prima posizione nel girone Ligure-Piemontese, lasciandosi alle spalle la rivale vercellese. Al girone finale del raggruppamento Nord-Italia partecipano sei squadre ed i nerostellati staccano il Genoa, l’Inter e la Juventus; nelle due partite di finale, il Casale, batte nettamente la Lazio con un complessivo 9 a 1.

I nerostellati del Casale Calcio in formazione “tipo” durante la stagione 1913-1914.

La squadra campione schiera: Gallina I° in porta, Maggiani e Scrivano terzini, Parodi, Barbesino e Rosa mediani, Caire, Mattea, Gallina II°, Varese e Bertinotti attaccanti.Gli elementi di spicco della squadra sono Barbesino ed il trio centrale d’attacco. Mattea, Gallina II°, Varese, che costituiscono un’autentica macchina da goals. La stessa Nazionale schiera in blocco quel potente trio per la partita dell’11 gennaio 1914 all’Arena di Milano contro l’Austria. L’incontro finisce 0 a 0: il trio casalese non segna, ma è tuttavia confermato a Berna il 17 maggio di quello stesso anno, contro la Svizzera non riuscendo, anche in quest’occasione, a sfondare, lasciando ad un compagno di squadra, Barbesino, l’onore di battere il portiere elvetico.

La foto della finalissima contro la Lazio del luglio 1914, vinta dal Casale per 7-1. Con la cravatta regimental e i pantaloni corti l'arbitro Scamoni, avvocato torinese.

La foto della finalissima contro la Lazio del luglio 1914, vinta dal Casale per 7-1. Con la cravatta regimental e i pantaloni corti l’arbitro Scamoni, avvocato torinese.

RAPIDO DECLINO

Nel primo dopoguerra le difficoltà economiche cominciano a farsi sentire pesantemente, la fioritura dei giovani campioni consente alla squadra del Casale di destreggiarsi in un mondo calcistico nazionale in cui emergono le squadre metropolitane. Nel 1928 la squadra ottiene la partecipazione al girone finale vinto dal Torino. Escluso dal campionato a girone unico nel 1929-30, l’undici nerostellato si mette in evidenza in serie B, ottenendo la promozione e salvandosi per un punto nella stagione successiva. Tre stagioni in serie A, poi la ricaduta tra i cadetti, nonostante la squadra non sia del tutto priva di classe; pesa l’assenza di campioni come Monzeglio e Caligaris, che sono inevitabilmente passati in forza ad altre squadre più prestigiose.

La retrocessione innesca un effetto a catena: si succedono ricorrenti crisi societarie e, nel volgere di tre stagioni, i casalesi si ritrovano in Prima Divisione. La squadra monferrina riesce a risalire fino alla serie B, per poi ritornare in serie C, torneo più consono alle possibilità economiche dei casalesi. Arriva la guerra, portandosi dietro lutti e sciagure; Barbesino muore nel cielo di Malta ed il professor Jaffe muore ad Auschwitz. La sorte di questa società, che nel suo albo d’oro custodisce gelosamente un titolo di Campione d’Italia, è inesorabilmente segnata, senza possibilità di recupero.

Informazioni su diego80 (2310 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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