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Palatrussardi di Milano – Da tempio della musica a luogo di degrado

Tra le storie tristi della nostra italica penisola, c’è anche quella di un tempio della musica ora chiuso, ed in attesa della demolizione, divenuta area di degrado: il famoso Platrussardi di Milano, divenuto poi PalaVobis, PalaTucker, Mazda Palace e infine PalaSharp. Funzionale dal 1986 al 2011, oggi sarebbe un punto d’accoglienza per barboni e clandestini che trovano così un tetto.

L’impianto fu edificato nel 1985 prendendo il posto del Palasport di San Siro, crollato dopo l’abbondante nevicata di quel gennaio. Venne su in pochi mesi, edificato dalla famiglia Togni (proprio quella del celebre circo),

Prendendo spunto da un articolo di GQ Italia dell’11 luglio 2011, vediamo un po’ la funzione del palazzetto:

“Tutto comincia con una nevicata. Una nevicata storica. Quella che, tra il 15 e il 17 gennaio del 1985, mise in ginocchio Milano e l’efficientissima giunta socialista di Carlo Tognoli, mandò in tilt strade, rifornimenti e servizi per una settimana e, soprattutto, danneggiò il tetto del palazzo dello sport di San Siro. Quel crollo diventò a suo modo un simbolo.

Si era in piena MilanoDaBere e il basket andava fortissimo: il presidente della Lega era Gianni De Michelis, ex ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, i playoff venivano trasmessi in prima serata su RaiUno e la squadra di casa, sponsorizzata Simac, aveva ingaggiato una delle più grandi stelle della Nba, Joe Barry Carroll. Ma con il palazzetto inagibile (poi abbattuto e mai più ricostruito) e il Palalido in condizioni ancora peggiori, non si sapeva dove farlo giocare.

Lampugnano, in periferia, accanto alla montagnetta di San Siro, un tendone era rimasto clamorosamente intatto. Aveva ospitato grandi concerti jazz e rock – da Ella Fitzgerald al debutto da solista di Sting, fino a Eric Clapton, che proprio in quei camerini consumò il primo incontro con Lory Del Santo – ed era gestito da Didier Togni. “Con l’esperienza centenaria del circo, le nevicate non ci facevano paura. Bastava solo scaldare il tendone e giocare d’anticipo. Mio fratello era trapezista e si arrampicò sulla tenda per togliere la massa di neve“, racconta oggi Togni. “Considerata l’emergenza, proposi a Tognoli e a Gabetti (il patron della squadra di basket, ndr) di ospitare la Simac al teatro-tenda. Per noi, installare in breve tempo un parquet al centro del tendone sarebbe stato piuttosto semplice“. Il rimedio, sebbene non fosse comodo come un palasport, fu accolto e, nonostante tutto, la Simac di Dan Peterson vinse il campionato.

Il momento economico era buono, così presentai al sindaco Tognoli il progetto di una struttura polivalente e innovativa da 9000 posti, in parte fissa e in parte tendone, pensata per ospitare musica e sport. Gli piacque, ma i costi di costruzione erano altissimi – circa 5 miliardi e mezzo di lire – e in gran parte sarebbero stati a mio carico. Decisi quindi di ingegnarmi“. Nasce da qui l’idea della sponsorizzazione di un luogo. Nessuno ci aveva pensato prima, almeno in Italia.

Provammo con Commodore e con Fiat, ma rifiutarono: l’investimento richiesto era troppo alto. La San Pellegrino voleva addirittura pagarci in lattine“. Nicola Trussardi, stilista e imprenditore assai rampante in quegli Anni 80, intuì la potenzialità dell’affare e mise subito un miliardo sul tavolo. Inizialmente lo spazio avrebbe dovuto chiamarsi Action, come la linea casual della maison di moda. “Quando, però, Trussardi venne a sapere che lo avremmo inaugurato con un concerto di Frank Sinatra, fece un blitz in conferenza stampa e comunicò che lo spazio era solo suo e si sarebbe chiamato PalaTrussardi. Questo creò un incidente diplomatico tra giunta e opposizione, poiché Trussardi era di simpatie socialiste, e il Comune negò il contributo che mi aveva promesso“. Ma le cose erano ormai fatte e per la prima volta un luogo veniva intitolato a un vivente.

Il concerto di Sinatra del 1986 fu l’evento per eccellenza: per la prima volta dopo parecchi anni – precisamente dopo il sequestro del generale Dozier da parte delle Brigate Rosse nel 1981 – una superstar americana tornava a suonare in Italia. “Ventitré file erano occupate da Vip, mancava solo il Papa. Non vi dico la lotta per la prima fila tra Craxi, i suoi ministri e gli ospiti di Sinatra (vennero Roger Moore e Liza Minnelli, tra gli altri). Ancora oggi quel concerto ha il record di incasso in una singola sera in Italia: un miliardo e 840 milioni” ricorda Togni con sincera passione.

Dal PalaTrussardi sono passati tutti, da Prince ai Radiohead, da Paul McCartney ai Nirvana, dal raduno con il Dalai Lama al V-Day 2007 di Beppe Grillo, dalle feste di partito al ritrovo dei fedeli di Medjugorie. Da quasi tre anni, ogni venerdì è occupato dai musulmani milanesi, sfrattati dalla moschea di viale Jenner, per la preghiera settimanale, e di recente è stato anche la sede della manifestazione di Libertà e Giustizia, molto criticata dal governo. Nel frattempo anche il nome PalaTrussardi è passato e al suo posto si sono alternati diversi sponsorPalavobis, PalaTucker, MazdaPalace, infine PalaSharp. Cambiavano le giunte, ma ogni due anni arrivava puntuale una nuova proroga della concessione, “in attesa che il Comune costruisse altrove un nuovo palasport.Non è mai accaduto, ma intanto la precarietà mi impediva di fare i lavori di ristrutturazione che l’impianto richiedeva“.”

Wikipedia aggiunge poi altre chicche: come, ad esempio, che fu costruito “in pratica di abusivismo edilizio

 (l’enciclopedia cita questo stralcio da diritto:it: Del caso, consideratane l’importanza storica, è opportuno dar breve conto. La realizzazione del Palatrussardi, poi Palavobis, destinata a sopperire all’inagibilità del Palazzo dello Sport di Milano danneggiato dagli agenti atmosferici, fu originariamente assentita con due autorizzazioni provvisorie per strutture mobili. Tali autorizzazioni vennero però successivamente annullate dal T.a.r. per la Lombardia in considerazione della loro ritenuta inadeguatezza giuridica: il Palatrussardi, invero, consisteva in una tensostruttura di dimensioni notevoli, costruita in metallo e cemento armato.
Per legittimare l’esistente fu così concessa una deroga “in sanatoria”, previo nulla osta regionale. In relazione al rilascio di quest’ultimo atto si sviluppò un lungo contenzioso definito soltanto dalla decisione del Consiglio di Stato, sez. IV, 1°.10.1997, n. 1057, Riv. giur. ed., 1998, I, 736; con tale arresto il Supremo Consesso amministrativo statuì che la costruzione del Palatrussardi si inseriva nell’esercizio delle funzioni amministrative comunali di promozione di attività ricreative e sportive ex art. 60, lett. a), D.P.R. n. 616/1977 e che, pertanto, rientrava nel novero degli edifici per i quali poteva considerasi ammesso il rilascio di concessioni in deroga.)

, fu a lungo a rischio di demolizione. La prossimità a un convento ha causato molteplici problemi con le monache ivi residenti, a causa degli show prolungati o del volume eccessivo. Nel corso degli anni, il PalaSharp ha ospitato un gran numero di eventi. Dentro la struttura si sono svolti concerti di tantissimi artisti della scena italiana e internazionale. È stata anche la sede di eventi di natura politica, nonché di ritrovi religiosi, show televisivi (solitamente di natura musicale o sportiva); molto ricordati sono soprattutto gli incontri di wrestling organizzati in occasione dei numerosi tour della WWF fra gli anni ’80 e ’90.

Nel 1996 la denominazione dell’impianto cambiò, sempre per motivi di sponsorizzazione, da PalaTrussardi a PalaVobis per via dell’accordo con Vobis, catena commerciale del settore informatico[4]. Nel 2002 la struttura assunse invece il nome di PalaTucker, in seguito all’accordo con la società Tucker, la quale pubblicizzava dispositivi per eliminare l’inquinamento delle caldaie e risparmiare sulla bolletta del gas. Tuttavia, dopo soli tre mesi, in seguito ad alcuni servizi di Striscia la notizia, il suo fondatore Mirco Eusebi venne arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla violenza privata; a quel punto, lo sponsor venne abbandonato e la struttura, per un certo periodo, si chiamò solamente Pala[5]. (…)

L’area dell’ex Palasharp era stata scelta come terreno papabile per la costruzione di una nuova moschea. Il Comune ha lanciato il progetto attraverso un bando vinto dalle Associazioni Islamiche milanesi, ma per questioni burocratiche e politiche il progetto è ancora bloccato e non ha mai visto la luce.[8]

Nel frattempo, dall’ottobre 2011 il comune ha predisposto un tendone temporaneo nello spazio antistante la struttura, adibito a luogo di preghiera del venerdì per la comunità musulmana milanese. Negli altri giorni è utilizzato per far dormire gli stranieri e i senzatetto che vogliono ripararsi dal freddo.[9].

In attesa della demolizione, le strutture interne sono state smantellate e gli ingressi messi in sicurezza per impedirne il bivacco all’interno. Attualmente l’area è passata sotto la responsabilità del Demanio comunale, e gli abitanti del quartiere continuano a richiederne la bonifica e un progetto di rilancio che sfrutti la vicinanza con le autostrade e il parcheggio di ATM”.

Tuttavia, inquietante è il reportage di milanorepubblica.it del 25 marzo 2017, con una fotogallery che vi invitiamo a vedere aprendo il link, che mostra come l’area oggi sia totalmente dismessa, in attesa di una demolizione che tarda ad arrivare, con una zona diventata un’area fantasma con rifugio per tossici e senzatetto. Le 19 foto della galleria mostrano quanto il tempio del pop e del rock lombardo si sia ridotto ad una triste struttura imponente ed impotente, usurata dal tempo e dal clima, ormai in attesa di una sua morte definitiva, mentre è in corso un’agonia lenta e costante.

Informazioni su diego80 (2294 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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