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Pareidolia e visione artificiale – L’occulto delle illusioni e dei sogni

Avete mai provato quella sensazione nel vostro subconscio, di vedere delle forme animalesche nelle nuvole? O di vedere dei volti in oggetti sapientemente combinati? No, non siete impazziti., è semplicemente ciò che gli impulsi psichici del vostro cervello riescono a percepire. Questa percezione prende il nome di pareidolia, o illusione pareidolica.

Volete un esempio? Ecco delle foto di oggetti. La combinazione casuale degli oggetti, di fori, estremità o intagli, vi faranno sembrare per la maggiore di vedere dei volti all’interno degli oggetti.

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Si ritiene che questa tendenza, che è un caso particolare di apofenia, sia stata favorita dall’evoluzione, poiché consente di individuare situazioni di pericolo anche in presenza di pochi indizi, ad esempio riuscendo a scorgere un predatore mimetizzato. La pareidolia consente spesso di dare una spiegazione razionale a fenomeni apparentemente paranormali, quali le apparizioni di immagini su muri o la comparsa di “fantasmi” in fotografie.

Pareidolia acustica

Un fenomeno analogo alla pareidolia (una sorta di pareidolia acustica) si verifica anche per le percezioni uditive, quando si crede di sentire suoni, parole o frasi significative in rumori casuali, come quelli ottenibili da registrazioni eseguite al contrario.

Numerose leggende riguardo a presunti messaggi satanici inclusi in canzoni rock ed heavy metal (ad esempio, il caso di Stairway to Heaven dei Led Zeppelin o di Revolution 9 dei Beatles) sono spesso da attribuirsi semplicemente a questo fenomeno, amplificato da fan o organizzazioni religiose e in alcuni casi addirittura sfruttato a scopi commerciali dall’industria discografica.

Visione artificiale

Illusioni pareidolitiche possono essere generate anche tramite programmi di visione artificiale, come Deep Dream di Google. Questi programmi tentano di interpretare il contenuto di un’immagine e, tramite diverse reiterazioni del proprio algoritmo, potenziare i pattern riconosciuti esasperandoli. Un altro caso di possibile pareidolia è quello dei volti di Belmez.

 

La visione artificiale (nota anche come computer vision) è l’insieme dei processi che mirano a creare un modello approssimato del mondo reale (3D) partendo da immagini bidimensionali (2D). Lo scopo principale della visione artificiale è quello di riprodurre la vista umana. Vedere è inteso non solo come l’acquisizione di una fotografia bidimensionale di un’area ma soprattutto come l’interpretazione del contenuto di quell’area. L’informazione è intesa in questo caso come qualcosa che implica una decisione automatica.

Un sistema di visione artificiale è costituito dall’integrazione di componenti ottiche, elettroniche e meccaniche che permettono di acquisire, registrare ed elaborare immagini sia nello spettro della luce visibile che al di fuori di essa (infrarosso, ultravioletto, raggi X, ecc.). Il risultato dell’elaborazione è il riconoscimento di determinate caratteristiche dell’immagine per varie finalità di controllo, classificazione, selezione, ecc.

Volti di Bélmez (Caras de Bélmez in spagnolo) è il nome di alcuni presunti fenomeni paranormali, presentatisi per la prima volta in una casa spagnola di Bélmez de la Moraleda, paesino andaluso nella provincia di Jaén, e consistenti nell’apparizione di “ritratti” di volti umani nei pavimenti della casa.

Il primo volto sarebbe stato scoperto dalla proprietaria della casa, María Gómez Cámara, il 23 agosto 1971, nel pavimento della sua cucina. Secondo le sue affermazioni, anche dopo ripetuti tentativi di lavaggio, esso non scompariva, così, con l’aiuto del marito e del figlio, il pavimento fu picconato, dopodiché venne data una nuova gettata di cemento, ma non bastò perché dopo poco più di una settimana la stessa immagine riapparve.

Prima che l’immagine sul pavimento potesse essere ancora distrutta, l’allora sindaco del paese, decise di scavare una fossa sotto il pavimento della cucina per ulteriori studi. Dallo scavo iniziarono ad emergere ossa umane e due scheletri decapitati. Bisogna ricordare però che quella casa venne edificata su un terreno che tempo prima aveva ospitato parte del cimitero della locale Chiesa cattolica (un terreno di sepoltura risalente ad epoca romana).

Le ossa sparse vennero sottoposte ad ulteriore analisi e si scoprì che risalivano al XIII secolo, mentre i corpi vennero seppelliti in maniera dignitosa con rito cattolico. Terminati gli scavi, il pavimento e la cucina vennero ricostruiti. Non molto tempo dopo, il fenomeno continuò con l’apparizione di altri volti, di cui la maggior parte in una camera mansardata.

Vista la curiosità che questi avvenimenti suscitavano nella gente, la signora Gómez e i suoi familiari provarono a speculare sulla vicenda: decisero infatti di far pagare un biglietto alle persone che volevano vedere i volti, oltre a vendere loro foto degli stessi.

Dopo la morte di María, avvenuta nel 2004, la vicenda tornò alla ribalta attirando di nuovo gli appassionati di turismo esoterico.

Deep Dream è un programma di visione artificiale creato da Google che utilizza una rete neurale convoluzionale per trovare e potenziare dei pattern all’interno di immagini tramite una pareidolia algoritmica, creando effetti allucinogeni che richiamano le sembianze di un sogno.

Un immagine di tre uomini in piscina generata con Deep Dream

Col generatore di Deep Dream di Google, potete sbizzarrirvi anche voi a generare immagini in visione artificiale.

Basta iscriversi (con account creato, o tramite il proprio social network) e caricare un immagine, presa dalla galleria del proprio pc o dispositivo decidendo poi lo stile creativo in cui volete vedere l’illusione.

Cliccate quì: https://deepdreamgenerator.com/

 

(parte dei testi presi da wiki)

Informazioni su diego80 (2318 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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