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Meteore sanremesi – Gilda, la Ragazza del sud …nata al Nord

Fu forse la prima vera “meteora” tra i vincitori sanremesi: stiamo parlando della biellese Gilda, all’anagrafe Rosangela Scalabrino, che vinse l’edizione del 1975, che vide le prime cinque posizioni occupate da donne (  essendo appena passata la festa della donna…). Un Festival che ricalcò quello delle edizioni del 1979 e del 2004, con le grandi case discografiche che negarono i loro Big, ed alla kermesse andarono cantanti semi sconosciuti.

Partecipanti

InterpreteUltima partecipazione al Festival
Valentina Greco1974
Paola Musiani1974
Rosanna Fratello1974
Lorenzo Pilat1968[9]
La Quinta FacciaEsordienti
Eugenio AlbertiEsordiente
Emy CesaroniEsordiente
AnnagloriaEsordiente
Angela LuceEsordiente
DanielaEsordiente
Leila SelliEsordiente
StefaniaEsordiente
G.MenEsordienti
Ely Neri e la sua orchestraEsordienti
Franco e le Piccole DonneEsordienti
GildaEsordiente
Kriss and SaratogaEsordienti
Eva 2000Esordienti
Antonella BellanEsordiente
NannarellaEsordiente
Piero CottoEsordiente
Le Volpi BluEsordienti
Gabriella SannaEsordiente
LauraEsordiente
Jean-François MichaelEsordiente
Le Nuove ErbeEsordienti
Nico dei GabbianiEsordiente
Paola FolziniEsordiente
Goffredo CanariniEsordiente
Gianni MigliardiEsordiente

Come vedete, in quell’anno solo tre non erano esordienti: la marchigiana Rosanna Fratello, unica di una certa notiorietà, che giunse terza, la genovese Valentina Greco, quarta, e Paola Musiani, scomparsa tragicamente dieci anni dopo, oltre che a Lorenzo Pilat, noto come Pirade, cantante triestino. Anche la seconda classificata, la napoletana Angela Luce ebbe più successo come attrice che come cantante.

Gilda portò una canzone intitolata “Ragazza del Sud”, nonostante fosse nativa di Masserano, paese in provincia di Biella, il 31 maggio 1950. La sua canzone fu scartata l’anno prima e riabilitata poi per l’anno dopo. Vediamo la biografia wikipediana dell’allora 24enne stellina della musica italiana, che sparì presto dalle scene musicali.

 

Appena quattordicenne, si esibiva già nella zona del Vercellese[1] (essendo il suo paese natale all’epoca in tale provincia, oggi sotto Biella), tanto da spingere alcuni suoi concittadini, suoi sostenitori, a scrivere a Specchio dei tempi, rubrica di incontro con i lettori della cronaca cittadina della Stampa di Torino[1], per farle avere un’occasione di farsi conoscere fuori dall’ambito locale.
Esordita con lo pseudonimo Gilda, di voce brillante, i testi delle sue canzoni erano spesso improntati sul tema dell’ emigrazione interna dall’Italia meridionale, fenomeno caratteristico di quei anni.

Sul finire degli anni sessanta, riuscì gradualmente ad ottenere popolarità fino a Milano, dove fu notata dai collaboratori della casa discografica appena fondata da Mina, che le fece incidere, nel 1969, il 45 giri Nu ferru de calzetta, edito dalla Sun (suddidiaria della PDU). Nei primi anni settanta poi, incise per la City discografica, continuando inoltre a esibirsi nelle piazze della propria regione, e iniziando ad intraprendere gli studi di medicina a Università di Torino[2].

Autrice delle proprie canzoni[3], nel 1974 inviò una sua composizione, Ragazza del sud, alla commissione selezionatrice del 24º Festival di Sanremo, ma con esito negativo[4]. Un anno più tardi, sottopose alla commissione del 25º festival lo stesso brano[4], il quale non solo fu ammesso[5] ma giunse persino alla vittoria finale[6].

Nel 1976 pubblicò il suo primo album, Bolle di sapone, dal titolo della canzone d’apertura del 33 giri, contenente dieci brani, presentato in un apposito speciale televisivo nell’inverno di quell’anno.

Uscito oltre un anno dopo la vittoria sanremese, l’album non incluse Ragazza del sud. Il genere questa volta fu vagamente folk/romagnolo, con incursioni nel gospel, specialmente nel brano Uomo; registrato alla Regson di Milano, fu arrangiato da Mario Mellier, con la partecipazione di Bruno De Filippi all’armonica e Sergio Almangano al violino. Fu quindi pubblicato con copertina a busta chiusa opaca, con un disegno all’aerografo di bolle di sapone sul fronte; nella busta interna erano contenuti nove testi mentre il decimo, quello del brano che dà il titolo al disco, era riportato sul retro copertina insieme a una dedica autografa dell’artista. Datato settembre 1976, con distribuzione Phonogram, tutti i testi e le musiche furono della stessa Gilda.

Gilda incise in seguito altri brani, partecipando ad alcuni eventi musicali, questa volta senza grande successo, andando quindi a ingrossare le fila di quelle che, in linguaggio giornalistico, furono definite «meteore sanremesi»[4]. Preferendo la famiglia alla carriera artistica, si dedicò alla gestione di un albergo a Torino[4][7], città in cui vive dagli anni novanta, ed esibendosi saltuariamente a livello locale per tutto il periodo successivo[4]. Fu altresì coinvolta e condannata per una complicità di un giro torinese dedito all’usura nel 2011, con successiva sospensione della pena[8].

Nel 2013, con altri artisti, contribuì alla realizzazione di un album, Omaggio a Umberto Bindi, realizzato e distribuito da La voce delle donne Asscult, riproponendo il brano Arrivederci.

Nel 2017 eseguì un concerto pubblico nel suo paese natale, Masserano[9].

 

 

Informazioni su diego80 (2330 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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