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Amarcord – Lo scudetto di guerra dello Spezia

Un titolo nazionale che a La Spezia rivendicano, anche se non fu vinto dalla squadra cittadina, ma da una selezione allestita per l’occasione: è il titolo di guerra del 1944, in uno speciale torneo istituito dalla FIGC, ma che non fa parte dell’albo d’oro del campionato di calcio, quello che si svolge dal 1898. Solo nel 2002la FIGC ha riconosciuto quel titolo, anche se solo a scopo onorifico, senza che lo Spezia (che aveva sospeso l’attività durante il periodo bellico) si potesse definire campione d’Italia. La squadra che vinseparte si chiamò infatti G.S. 42º Corpo dei Vigili del Fuoco(VV.FF. Spezia)

Quel campionato si disputò in suddivisioni regionali, come i campionati pre serie A fino al 1929. Ecco la storia raccontata da wikipedia:

Questo campionato si disputò durante la seconda guerra mondiale sotto l’egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La manifestazione, la quale, in principio, avrebbe dovuto assegnare il titolo di Campione d’Italia, fu successivamente disconosciuta con un comunicato federale dell’8 agosto 1944. Il 22 gennaio 2002, tuttavia, essa è stata riufficializzata dalla FIGC, sebbene venga attualmente considerata come un titolo onorifico e non come un vero e proprio scudetto.

La Federazione riconosce come vincitore del torneo lo Spezia, anche se è inesatto definire quest’ultimo la squadra prima classificata, dato che, in verità, la società spezzina sospese l’attività sportiva durante la stagione 1943-1944 e quindi non ha mai effettivamente disputato la competizione. A rappresentare la città della Spezia nel campionato fu il G.S. 42º Corpo dei Vigili del Fuoco[2] (VV.FF. Spezia), un club che era solamente affiliato all’A.C. Spezia, e non in continuità giuridica con esso. L’accordo fra Giacomo Semorile, che prese le redini della società aquilotta dopo la deportazione in Germania del presidente Perioli, e l’ing. Gandino, il comandante dei Vigili del Fuoco spezzini, per allestire una squadra in grado di affrontare il campionato di guerra, prevedeva per l’appunto che i VV.FF. avrebbero semplicemente rilevato i calciatori dello Spezia, restituendoli alla casa madre al termine del conflitto.

Il Campionato Alta Italia fu l’unico campionato organizzato su base regionale, oltre a quello di Centro e Sud Italia. L’idea era di organizzare una finale nazionale, ma gli eventi sulla Linea Gotica la impedirono. Con l’Italia divisa in due parti dal fronte di guerra, la parte settentrionale controllata dalla Repubblica Sociale Italiana e la parte meridionale controllata dalle truppe alleate, venne meno anche l’unità della Federazione calcistica.

A Milano, l’avvocato Mauro e il dott. Baldo ressero una reggenza provvisoria fino all’8 settembre, con sede in Viale Tunisia, riuscendo a malapena ad abbozzare il programma della nuova stagione sportiva cancellando quanto preparato dal Marchese Ridolfi che aveva previsto un campionato misto A-B-C a carattere interregionale impostato su 3 gironi di 12 squadre.

Il nuovo Commissario del CONI Ettore Rossi, nominato dalla RSI, si autonominò Reggente della F.I.G.C. e organizzò il Campionato di Divisione Nazionale del 1943-1944, reggendolo fino al marzo del 1944, quando il CONI nominò Ferdinando Pozzani quale nuovo Presidente. Nel Sud la situazione fu invece diversa: la Reggenza fu attribuita da Ottorino Barassi a Fulvio Bernardini che si avvalse di Savarese, Zauli, Ventura e Malvicini, rimasti legati agli ambienti del CONI, e vennero disputati dei tornei a carattere regionale: la parte riguardante il settore pugliese venne vinta dal Conversano, mentre la Lazio si impose nella zona di Roma.

Per quanto concerne il Campionato dell’Alta Italia, il torneo non poteva essere organizzato con le regole del campionato nazionale precedente – quello del 1942-1943 vinto dal Torino– perché l’altra gestione (quella dell’avvocato Mauro) aveva diviso tutto in gironi regionali gestiti dai Direttori di Zona inquadrati complessivamente in tre fasi regionali le cui vincitrici avrebbero disputato le finali per l’assegnazione del titolo di Campione del Nord Italia. In base a ciò la Federcalcio stabilì, inizialmente, che non si sarebbero disputati campionati nazionali, bensì dei “Campionati Misti Regionali”. Nel gennaio del 1944, tuttavia, la Consulta che coadiuvava il reggente Rossi stabilì che le vincenti regionali del campionato di Divisione Nazionale misto avrebbero giocato un torneo finale per l’attribuzione dello Scudetto.[3][4]

Il clima caotico dell’epoca si riflesse poi anche sui tesseramenti dei giocatori che, in ottemperanza di una risoluzione emessa dalla Federcalcio all’inizio del settembre 1943, erano stati sospesi fino a data da destinarsi: i calciatori furono sì liberi di andare a giocare dove avessero voluto, soprattutto se giustificati dall’arruolamento in corpi militari più o meno operativi fermo restando l’obbligo di ritornare alla propria società d’origine alla fine della guerra. Ma così non fu per tutti perché, in mancanza dell’autorizzazione da parte della società a cui erano vincolati nella stagione 1942-1943, non avrebbero potuto mai giocare in nessuna squadra.

 

Proporre tutti i risultati delle tantissime suddivisioni regionali dell’epoca porterebbe via un sacco di spazio e allungherebbe a dismisura l’articolo. Sulla pagina dedicata potrete trovare tutti i risultati di quel torneo anomalo.

ci limitiamo alla fase finale.

Finali

Squadre finaliste

Una concitata fase di gioco del triangolare finale all’Arena di Milano

In finale giunsero Venezia, Torino FIAT e i VV.FF. Spezia. I veneti non erano più l’ottima squadra capace di conquistare il terzo posto nel campionato di due anni prima; il Torino, invece, era il “Grande Torino”, campione d’Italia in carica, destinato a conquistare altri quattro scudetti al termine della guerra, prima della tragedia di Superga. La vera sorpresa era comunque costituita dalla squadra dei Vigili del Fuoco della Spezia. Questa compagine era nata dai resti dello Spezia Calcio, in grave crisi a livello dirigenziale: il presidente Perioli era stato catturato e inviato nei campi di concentramento in Germania; Semorile, l’unico rimasto, decise di contattare il comandante dei Vigili del Fuoco cittadini, l’ing. Gandino, per allestire una squadra in grado di affrontare il campionato di guerra. L’accordo venne presto raggiunto (in quel drammatico periodo anche la Juventus si era trasformata in Juventus Cisitalia, e il Torino in Torino FIAT), sotto l’impegno scritto di restituire tutti i giocatori allo Spezia al termine del conflitto, e costituì un ottimo stratagemma per sottrarre i calciatori agli obblighi del servizio militare.

Il triangolare

Le partite finali vennero disputate all’Arena di Milano, quasi sempre semideserta per il timore di possibili rastrellamenti da parte dei tedeschi. Il 9 luglio 1944 si svolse la prima partita che si concluse con il pareggio tra VV.FF. Spezia e Venezia per 1-1, risultato che sembrava spianare la strada al Torino per la riconquista del titolo.

Due giorni prima dello scontro diretto con gli spezzini, programmato per il 16 luglio, la squadra granata era tuttavia stata a Trieste per disputare una sfida della Rappresentativa Piemonte contro la Rappresentativa Venezia Giulia, dopo il rifiuto della Juventus di prendere il suo posto. Il Torino giunse all’Arena Civica solo due ore prima dell’inizio del match e in condizioni fisiche non ottimali, ma rifiutò la proposta della FIGC di rinviare il match in programma coi VV.FF. Spezia. I bianconeri inflissero, così, ai granata un’inattesa sconfitta per 2-1.

Il 20 luglio, infine, il Torino travolgeva il Venezia per 5-2 decretando il sorprendente primo posto dei Vigili del Fuoco spezzini. L’esito del torneo fu, in seguito, contestato dai dirigenti della società piemontese per la posizione irregolare del centravanti ligure Sergio Angelini, autore della doppietta decisiva contro i granata, il quale giocò le ultime due partite del campionato nonostante una precedente squalifica: tali infrazioni al regolamento sarebbero costate, in situazioni normali, una doppia sconfitta a tavolino ai VV.FF. Spezia e avrebbero garantito la vittoria del titolo al Torino; la Federazione, invece, per motivi ignoti non prese alcun provvedimento sanzionatorio.[15]

Risultati e classifica

Classifica finale
Pos.SquadraPtGVNPGFGS
1.VV.FF. Spezia3211032
2.Torino FIAT2210164
3.Venezia1201136
Le partite
RisultatiCittà e data
VV.FF. Spezia1 – 1VeneziaMilano, 9-7-1944
VV.FF. Spezia2 – 1TorinoMilano, 16-7-1944
Torino5 – 2VeneziaMilano, 20-7-1944

Squadra campione

Vincitore del campionato di
Divisione Nazionale 1943-1944
Associazione Calcio Spezia
Come VV.FF. Spezia[1]
Unico titolo

Rosa della squadra campione: Bani, Borrini, Amenta, Gramaglia, Persia, Scarpato, Tommaseo, Rostagno, Angelini, Tori, Costa

La rivendicazione del titolo

I fatti dell’epoca

Il giorno 17 luglio, proprio dopo la vittoria dei VV. FF. Spezia che escludeva di fatto il Torino dalla corsa per il titolo, la FIGC emetteva un comunicato in cui dichiarava, in contraddizione con quanto predisposto all’inizio di quel torneo, che alla squadra prima classificata sarebbe stato assegnata la Coppa Federale del campionato di guerra e non il regolare scudetto. Infine l’8 agosto, a campionato finito, un ulteriore comunicato dichiarava che il titolo di campione d’Italia sarebbe rimasto al Torino (vincitore del campionato 1942-1943), mentre invece ai Vigili del Fuoco della Spezia era assegnata la Coppa Federale.

Il dibattito

Fino alle battute conclusive del torneo, in cui i VV.FF. risultarono inaspettatamente primi, sia i diretti interessati sia i principali quotidiani dell’epoca (primi fra tutti la Gazzetta dello Sport e il Guerin Sportivo) definirono la manifestazione “campionato italiano” e il titolo in palio “scudetto”. Solo dopo il comunicato della Federcalcio del 17 luglio e soprattutto quello dell’8 agosto, sorsero i primi dubbi riguardo alla validità della competizione che si era appena svolta.

In particolare, dopo la conclusione delle ostilità belliche, i difensori della decisione federale di declassare il torneo sostennero che il campionato fosse irregolare, voluto e organizzato al solo scopo di propaganda per il governo di allora; essi affermarono inoltre che l’impossibilità sia per i club dell’Italia Meridionale di disputare la competizione, sia per le società dell’Italia Centrale di partecipare al girone finale, ne pregiudicasse la pretesa di essere una manifestazione a carattere nazionale.

I filospezzini, d’altro canto, replicarono che il disconoscimento del campionato fu causato dai malumori provenienti dagli influenti ambienti dirigenziali del Torino dell’epoca relativi all’inapplicata squalifica del calciatore ligure Sergio Angelini e all’inopportuna trasferta torinista di Trieste; inoltre essi contestarono l’opinione che la mancanza di sodalizi del Centro-Sud fosse un elemento negativo rilevante, dato che già i campionati italiani più antichi erano riservati alle sole squadre del Nord Italia.

La protesta dello Spezia

La patch del titolo onorifico vinto dai VV.FF. Spezia nel 1944, che lo Spezia Calcio sfoggia dal 2002 sulle proprie divise.

Alla ripresa dei campionati regolari, nel 1945, quando furono creati i gironi di Serie A e B l’Associazione Calcio Spezia chiese alla Federcalcio di essere ammessa di diritto nella massima divisione in virtù del sesto posto in classifica in Serie B nel 1942-1943 e, soprattutto, in virtù della richiesta di unirsi alla compagine G.S. 42º Corpo Vigili del Fuoco, la quale reclamava ancora il titolo tricolore.

La FIGC non recedette dalle sue posizioni e, per di più, respinse per motivi burocratici la domanda di fusione tra il VV.FF. Spezia e l’A.C. Spezia (a causa del mancato pagamento da parte dei Vigili del Fuoco della tassa di affiliazione alla Federazione). Il club, duramente provato dalle difficoltà dell’epoca, pur mantenendo il titolo per partecipare alla serie cadetta si iscrisse in segno di protesta al campionato di Prima Divisione ligure: al suo posto venne quindi inserita nel campionato cadetto la seconda squadra cittadina, l’Ausonia La Spezia.[16] Infine, a partire dal campionato ancora successivo (1946-1947), lo Spezia venne riammesso a partecipare alla Serie B.

Nei successivi cinquant’anni la Federcalcio accantonò la questione dell’ufficialità della manifestazione. La denominazione “Divisione Nazionale”, con la quale era indicata all’epoca la competizione nei documenti federali, cadde nel dimenticatoio, sostituita dalla definizione informale “Campionato Alta Italia” (adottata presumibilmente in analogia con il nome della fase settentrionale del torneo di Divisione Nazionale 1945-1946).

Dopo mezzo secolo di ricerche e petizioni, grazie all’impegno dei giornalisti e delle autorità spezzine, il 22 gennaio 2002 la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha parzialmente accolto le istanze dello Spezia Calcio e ha assegnato a quest’ultimo un titolo sportivo onorifico (ufficiale, ma non equiparabile allo “scudetto”) per la vittoria del campionato 1943-1944, con una menzione particolare allo spirito di sportività con cui gli atleti bianconeri dell’epoca affrontarono le difficoltà di un periodo storico in cui l’Italia era lacerata dai bombardamenti e dalla guerra civile.

Oltre all’attribuzione di questo titolo onorifico, è stata poi conferita allo Spezia la possibilità di apporre permanentemente sulle divise sociali un distintivo speciale in ricordo di quell’impresa. Questa concessione costituisce un fatto molto raro: sono infatti poche le squadre che possono vantare l’esposizione permanente di un titolo sulla propria maglia (e si tratta per lo più di simboli internazionali come la stella o, in campo europeo, il multiple-winner badge).

Ulteriore particolarità del riconoscimento è il fatto che la FIGC ha attribuito alla squadra spezzina un titolo in realtà vinto dal G.S. 42º Corpo dei Vigili del Fuoco, cioè una società de iure differente dallo Spezia. Lo Spezia, insomma, può fregiarsi della vittoria di un campionato a cui, tecnicamente, non ha mai partecipato, sebbene bisogna constatare che il 42º Corpo dei Vigili del Fuoco rilevò e schierò gli stessi giocatori del club ligure (oltre a calciatori provenienti da altre compagini), e quindi de facto i due sodalizi tendevano a coincidere.[2]

 

Informazioni su diego80 (2259 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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