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Ciao Mondo, ora potrai allenare Astori e Morosini.

Non vuol proprio lasciarci in pace il destino in questo marzo 2018 davvero “horribilis”. Abbiamo pianto ad inizio mese la morte di Davide Astori, appena ieri si sono celebrati i funerali di Fabrizio Frizzi, e subito stamattina arriva la triste notizia della dipartita di Emiliano Mondonico. A 71 anni, il tecnico di Rivolta d’Adda ha concluso la sua battaglia contro il tumore che aveva scoperto 10 anni fa, costringendolo a lasciare l’AlbinoLeffe, il suo nuovo miracolo, per curarsi. VBTV, in occasione del suo 70° compleanno , gli aveva anche dedicato un articolo che ripercorreva la sua carriera, e che sembrava averlo riabilitato per la sua nuova vita da opinionista sportivo, dopo aver passato grandi stagioni in serie A da allenatore, Di lui si ricorda la sedia sollevata al cielo di Amsterdam come protesta durante la finale di ritorno di Coppa Uefa nel 1992, punto più alto della sua carriera assieme alla semifinale di Coppa della Coppe con l’Atalanta nel 1988 o la finale di Coppa Italia con gli stessi orobici nel 1996.

LA CARRIERA – Nato a Rivolta d’Adda il 9 marzo 1947, come calciatore fu un discreto tornante. spesa tra Rivoltana, Cremonese, Torino, Monza ed Atalanta. Fu a Cremona a spendere le migliori stagioni da calciatore (7 stagioni consecutive tra il 1972 ed il 1979) e fu quì che iniziò la carriera di allenatore, prima tra le giovanili, poi in prima squadra. Con i grigiorossi riconquista la serie A nel 1984 dopo bel 54 anni, ma l’anno dop retrocede subito. Nel 1986 riparte così dal Como, salvandolo brillantemente in serie A, piazzandosi nono.

Ma è nel 1987, quando approda all’Atalanta, che nasce la favola del Mondo: il club, retrocesso in B, ma finalista di Coppa italia col Napoli già campione d’Italia si trova nell’insolito ruolo di squadra cadetta che gioca in Europa, e alla fine arriva fino alle semifinali, nelle leggendarie partite col Malines, Ottenne la promozione in serie A, seconda della sua carriera, e nei due anni successivi ottenne due piazzamenti da zona Uefa.

Nel 1990 si trasferisce così al Torino, dove a fine stagione chiude quinto, qualificando i granata per la Coppa Uefa. La stagione 1991/92 è quella sua migliore in carriera: in campionato chiude al terzo posto (miglior piazzamento dei granata in serie A dopo lo scudetto del 1976, piazzamento che non è stato al momento più raggiunto) e raggiunge la finale di Coppa Uefa, persa con l’Ajax con…due pareggi, dopo aver eliminato persino il Real Madrid in semifinale. La sedia alzata in aria per protesta contro l’arbitraggio nella finale di ritorno ad Amsterdam gli vale una giornata di squalifica, che non avrà più l’occasione di scontare, nonostante l’anno dopo il Torino giocasse nuovamente in Coppa Uefa, venendo però subito estromesso dalla Dinamo Mosca.

La famosa sedia sollevata ad Amstedam. il 13 maggio 1992.

La stagione 1992/93 fu mediocre per i granata, chiusa al nono posto, ma le soddisfazioni maggiori arrivarono in coppa Italia, dove arrivò la vittoria finale, unico trofeo vinto da allenatore (dopo aver eliminato la Juve in semifinale con due pareggi) sulla Roma, nonostante i 5 gol subìti nella finale di ritorno, tre su rigore (primato invidiabile subìto dai granata, che persero per 5-2, ma vinsero la coppa grazie al 3-0 dell’andata). Mondonico così giocò la sua terza stagione stagione consecutiva in Europa con i granata, arrivando fino ai quarti di Coppa delle Coppe, dove fu eliminato dai futuri campioni dell’Arsenal, ed in Coppa Italia si fermò in semifinale, battuto dalla rivelazione Ancona. Nell’estate del 1994 fu richiamato al capezzale dell’Atalanta, retrocessa in serie B, e grazie ad un buon girone di ritorno (culminato da sei vittorie consecutive) dopo un brutto girone d’andata, riconquistò la serie A grazie al quarto posto finale. L’anno dopo raggiunse nuovamente la finale di Coppa Italia (dopo aver eliminato la Juve detentrice agli ottavi con un gol di Gallo a tre minuti dai rigori), persa con la Fiorentina. Altra stagione memorabile quella 1996/97: l’Atalanta dopo una partenza difficile, raccoglie una serie di risultati utili (col portiere Pinato che restò imbattuto per 757′) e sfiorò un piazzamento Uefa rallentando nel finale con Inzaghi unico capocannoniere atalantino della serie A con 24 reti. Lasciò l’Atalanta nell’estate 1998 dopo un’ingloriosa retrocessione che chiuse il ciclo orobico. Ripartì in serie B ancora al Torino e lo riportò in serie A nel 1999, facendo dimenticare la scottatura dello spareggio promozione dell’anno precedente perso col Perugia. Purtroppo arriva subito la retrocessione la stagione successiva, ma lui resta in serie A, spostandosi nel 2000 a Napoli, ma l’esperienza finì con una retrocessione,  Cosenza nel 2002/2003 stagione travagliata in B tra esoneri, richiami e riesoneri. Riparte nel 2003 dalla Fiorentina, appena rinata e ripescata in serie B dopo la vittoria del campionato di C2, arrivando sesto nel mega torneo a 24 squadre e salendo in serie A dopo lo spareggio col Perugia. In serie A non dura molto, esonerato dopo le prime giornate, chiudendo la stagione da commentatore ed opinionista. L’occasione gli si ripresenta a fine gennaio 2006, quando viene chiamato alla guida dell’Albinoleffe in sostituzione di Vincenzo Esposito: ottiene la salvezza dopo il playout con l’Avellino, e la stagione successiva ottiene una brillante salvezza, pareggiando anche due volte con la Juventus, retrocessa dopo i fasti di calciopoli. Nel 2007 riparte dalla serie C1 tornando alla guida della Cremonese (in cui c’è nelle sue file anche Davide Astori) , ma dopo aver perso lo spareggio playoff col Cittadella non viene confermato.

La Cremonese 2007/2008, nella cui rosa svetta Astori

Viene richiamato nel dicembre del 2008, ma a marzo rassegna le proprie dimissioni. Nel settembre 2009 ritorna all’Albinoleffe rilevando Armando Madonna, e la conduce alla salvezza. Il 29 gennaio 2011 è costretto a lasciare temporaneamente i seriani per curarsi da un tumore all’addome che gli è stato diagnosticato, ma torna in tempo per il finale di stagione, in cui l’ìAlbinoLeffe si salva nel playout contro il Piacenza. Lasciata ancora la squadra definitivamente per curarsi, quando sembra aver sconfitto la malattia, ritrova la serie A nel gennaio 2012, chiamato dal Novara subentrando al posto di Tesser: l’eperienza in Piemonte dura però solo sei giornate, con l’acuto di un successo per 1-0 a San Siro sull’Inter. Quella è stata l’ultima esperienza da allenatore. Da allora ha fatto l’opinionista in Tv, a Novastadio su Telenova, ed in Rai, sia per gli Europei 2012 che per occasioni successive. Prima di quel 29 marzo 2018, in cui l’aldilà se l’è preso definitivamente: e di là i campioni non mancano: Astori, Morosini, Mero, Andrea Fortunato, Marulla, Klas Ingesson, Gianluca Signorini, Stefano Borgonovo, Supervisori: Cesare Maldini e Nereo Rocco, Si può fare una buona squadra anche tra gli angeli. Sarà un onore vedere Astori ricevere gli insegnamenti del Baffo d’eccellenza, dieci anni dopo averlo avuto su questa terra a Cremona.

Mondonico con Trapattoni in un’ospitata televisiva. Il Mondo vinse la Coppa Italia nel 1993 dopo aver eliminato la Juve del Trap.

Informazioni su diego80 (2182 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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