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Comuni della Bergamasca – Fara Gera d’Adda

Fara Gera d’Adda
comune
Fara Gera d'Adda – StemmaFara Gera d'Adda – Bandiera
Fara Gera d'Adda – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoArmando Pecis (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate45°33′N 9°32′ECoordinate: 45°33′N 9°32′E (Mappa)
Altitudine131 m s.l.m.
Superficie10,79 km²
Abitanti7 991[1] (31-7-2017)
Densità740,59 ab./km²
FrazioniBadalasco
Comuni confinantiCanonica d’Adda, Cassano d’Adda (MI), Pontirolo Nuovo, Treviglio, Vaprio d’Adda (MI)
Altre informazioni
Cod. postale24045
Prefisso0363
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016096
Cod. catastaleD490
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 441 GG[2]
Nome abitantifaresi
Patronosant’Alessandro
Giorno festivo26 agosto
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Fara Gera d'Adda
Fara Gera d’Adda
Fara Gera d'Adda – Mappa

Posizione del comune di Fara Gera d’Adda nella provincia di Bergamo

Fara Gera d’Adda (Fara in dialetto bergamasco[3], e semplicemente Fara fino al 1864) è un comune italiano di 7.991 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato nella Gera d’Adda, sulla riva sinistra del fiume Adda, dista circa 20 chilometri a sud-ovest dal capoluogo orobico.

Nome

Il nome indica chiaramente un’origine longobarda: la fara longobarda era infatti un gruppo di famiglie legate tra loro da vincoli di parentela e costituiva la struttura di base su cui si reggeva l’organizzazione sociale e militare del popolo longobardo.

Con Gera d’Adda si identifica la zona della pianura in cui si trova il paese: gera è una parola dialettale (che come l’equivalente italiano ghiaia deriva dal latino glarea) che identifica la conformazione geologica dei territori posti tra il fiume Adda ed il Serio.

Storia

La storia del paese ha origine attorno al VI secolo, quando sul territorio cominciarono a insediarsi i Longobardi.

In particolare Autari, re longobardo, favorì l’insediamento della propria fara e vi costruì un importante luogo di culto ariano conosciuto come Basilica Autarena, di cui ancor oggi esistono importanti tracce. Qui in seguito si inserì il culto a Santa Fara sempre nel periodo longobardo. Il luogo assunse quindi grande importanza nella geografia del tempo assumendo il nome di Fara Autarena, in onore del suo fondatore.

Il dominio longobardo, durante il quale si verificò anche la conversione della popolazione longobarda al cattolicesimo, durò fino all’irruzione dei Franchi nel territorio (774) e l’instaurazione del Sacro Romano Impero. Da quel momento il paese perse il ruolo di primissimo livello che aveva avuto fin dalla propria nascita, mantenendo comunque una buona importanza rispetto ai paesi limitrofi.

Gli imperatori della nuova entità politica affidarono il controllo feudale di Fara al vescovo di Bergamo, il quale diede avvio a una serie di opere di fortificazione del borgo, costruendovi mura di protezione ed un castello con tanto di fossato. Il tutto è documentato da una serie di atti datati 904.

Queste fortificazioni tornarono utili nei decenni successivi, quando esplosero gli scontri tra i feudatari faresi, di schieramento guelfo, ed i milanesi, di fazione ghibellina: questi ambivano ad estendere i loro domini anche al di là del fiume Adda, da sempre confine dei loro possedimenti, trovando la netta contrapposizione del vescovo-conte di Bergamo, il quale chiese aiuto direttamente all’imperatore Federico Barbarossa. Questi ribadì la sua concessione in un editto del 1156, anche se il popolo si oppose a questa scelta. Il Barbarossa allora attaccò il borgo nel 1160, mettendolo a ferro e fuoco e distruggendone il castello.

La ricostruzione del paese fu tuttavia immediata, e per più di un secolo non si verificarono altri episodi di rilievo. A partire dall’inizio del XIV secolo ripresero nuovamente le dispute volte al predominio politico, con numerosi ribaltamenti di fronte, che parvero concludersi con l’inizio della dominazione della famiglia milanese degli Sforza, che inserirono il borgo nel Marchesato di Caravaggio.

All’interno di questa istituzione si ritagliò uno spazio di grande importanza la famiglia dei Melzi, i cui membri riuscirono a staccarsi dall’entità comunale farese, fondando nel 1580 il comune Massari de’ Melzi (oggi Badalasco, frazione di Fara).

Nei secoli successivi Fara si trovò a gravitare nell’orbita del Ducato di Milano, alla cui guida si alternarono gli spagnoli e poi gli austriaci.

Nel maggio 1796 il paese, unitamente a tutta la Gera d’Adda, fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte ed entrò a far parte della Repubblica Cisalpina; in seguito alla nuova ripartizione territoriale francese Fara entrò a far parte del dipartimento dell’Adda, con capoluoghi Crema e Lodi, e dopo lo smembramento di questo, del dipartimento del Serio (con capoluogo Bergamo).

Dopo la caduta di Napoleone, gli austriaci rioccuparono la Lombardia e vi restarono fino alla nascita del Regno d’Italia, datato 1859.

Monumenti, chiese e luoghi d’interesse

Basilica Autarena
  • A livello storico, grandissima importanza hanno i resti della Basilica Autarena. Edificata nel corso del VI secolo dai Longobardi, svolse inizialmente la funzione di edificio di culto ariano e, dal VII secolo, cattolico, venendo intitolata a Sant’Alessandro. Di essa restano soltanto l’abside e parte delle mura perimetrali. Da più di 500 anni la Basilica Autarena è sconsacrata.
Chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro
  • Di particolare rilievo è anche la chiesa parrocchiale che, intitolata a Sant’Alessandro, risale al XVI secolo. Riedificata due secoli più tardi e ristrutturata più volte, presenta un buon numero di opere pittoriche, tra le quali spiccano i 15 quadri raffiguranti la Via Crucis opera di Francesco Cavagna, figlio di Gian Paolo.
Palazzo dei Vescovi
  • Merita infine menzione anche il Palazzo dei Vescovi, residenza utilizzata appunto dai vescovi della città di Bergamo prima che il paese passasse, nel XVIII secolo, sotto la giurisdizione della diocesi di Milano. Oggi il Palazzo dei Vescovi è stato adibito a biblioteca comunale.

Aree naturali

Parco Adda Nord
  • Da ricordare anche la presenza di numerose aree verdi, tra cui quella inserita nel contesto del Parco Adda Nord. Fara Gera d’Adda è situata accanto al fiume e quindi è molto influenzata dal turismo che spinge il parco. All’interno del Parco Adda Nord si svolge un kermesse musicale estivo chiamato Fara Rock

Società

Evoluzione demografica

  • 627 nel 1805
  • annessione a Pontirolo nel 1809
  • 774 nel 1816
  • 1090 nel 1853
  • 1156 nel 1859
  • 1171 nel 1861
  • 1619 nel 1871 dopo l’annessione di Massari Melzi

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere

  • Gli stranieri presenti nel territorio nel 2016 sono 769 su 7.979; 9,6% degli abitanti sono stranieri, tra cui i più rilevanti provengono da Albania e Romania[5].

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
8 giugno 200925 maggio 2014Valerio Piazzalungalista civicaSindaco[6][7]
25 maggio 2014In CaricaArmando Pecislista civicaSindaco[8]

Basilica autarena di Fara Gera d’Adda

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Basilica Autarena di Fara Gera d’Adda)
Basilica autarena di Fara Gera d’Adda
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàFara Gera d’Adda
Religionecristiana cattolica di rito romano
ArcidiocesiMilano

Coordinate45°33′12.8″N 9°31′53.6″E (Mappa)

Abside della basilica

La basilica autarena di Fara Gera d’Adda si trova nel centro dell’omonimo comune, in provincia di Bergamo. La basilica, edificata dal re longobardo Autari nel corso del VI secolo[1] fu dedicata, originariamente, a sant’Alessandro e successivamente a santa Felicita.

Storia

La prima prova documentale sull’edificio è costituita da un diploma di Carlo il Grosso dell’883 in cui è citato come ecclesia in onore sancti Alexandri dedicata in loco nuncupante Fara[1].

Quel che resta della basilica è stato accorpato nel medioevo nel cosiddetto oratorio di santa Felicita.

Architettura

La chiesa, di cui è rimasta solo un’unica navata e l’abside centrale, aveva originariamente una struttura basilicale a tre navate con pareti costruite in laterizio.

Dalla navata centrale fuoriesce un’abside poligonale la cui parete esterna è suddivisa da lesene piatte unite in alto da archi a tutto sesto. Tra le lesene centrali dell’abside erano inserite delle sottili monofore di cui una è attualmente murata.

http://www.comune.farageradadda.bg.it/  sito istituzionale

 

Informazioni su diego80 (2179 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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