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UEFA Europa League, continua la maledizione italiana

Il mondo italico ai piedi della Roma. Al club di Di Francesco, semifinalista di Champions League dopo 34 anni, e così in alto in Europa dopo 27 anni sono affidate le speranze di tenere alta la bandiera italiana in Europa, con un successo che manca da 8 anni, dopo le finali raggiunte dalla Juve nel 2015 e nel 2017. Ma c’è una sorta di tallone di Achille che l’italico mondo del pallone non riesce proprio a mandar giù, ed è l’altra competizione europea, la UEFA Europa League, l’ex Coppa Uefa (chiamata così dal 2009). Dopo la vittoria del Parma nel 1999, che chiudeva un decennio di gloria italiano, con otto successi italiani su 11 edizioni, con 10 finaliste italiane e tre finali tutte italiane, nessuna squadra italiana è più arrivata in finale, nonostante abbiano partecipato una ventina di nostri club diversi da allora. Nessuno, dalla Juve, al Milan, alla Fiorentina, al Napoli, al’Inter, alla Lazio, all’Udinese hanno portato a casa il trofeo. Il massimo raggiunto sono le semifinali. L’incredibile suicidio laziale a Salisburgo, facendosi rimontare il 4-2 dell’andata subendo tre gol in 5 minuti dopo essere stata in vantaggio, impedirà a club italiani di provare a spezzare il sortilegio anche quest’anno, dopo le uscite di scena del Milan, fermato dall’Arsenal, dell’Atalanta, fermata dal Borussia Dortmund e dal Napoli, sconfitto dal Lipsia dopo aver sfiorato una rimonta epica.. A maggio 2019 saranno vent’anni senza neppure una finalista italiana. Eliminazioni anche clamorose, frutto di rimonte anche incredibili. Andiamo a rivivere tutte le diciannove edizioni maledette. Da quando è arrivato il Terzo Millennio, le affermazioni italiane quì sono sparite totalmente. I motivi? Scarso interesse alla coppa, ma anche avversari sottovalutati ed affrontati spesso a cuor leggero. Ma anche cali di concentrazione fatali: in diversi casi le eliminazioni sono arrivate con avversari di caratura inferiore. E se manca l’appetito, si può perdere con chiunque.

Il trionfo del Parma nel 1999. Chi pensava, 19 anni dopo, che nessuna italiana avrebbe più raggiunto neppure la finale nella Coppa Uefa/Europa League?

1999-2000 – L’anno noto come il suicidio di massa italiano: su cinque club partecipanti (solo il Bologna esce ai sedicesimi per mano del Galatasaray, 0-0 interno ed 1-2 in  Turchia)quattro club arrivano agli ottavi: il Parma detentore, l’Udinese, la Roma e la Juventus vincitrice dell’Intertoto. In una sola sera, quella del 16 marzo 2000, escono tutte: Juve e Parma, vittoriose per 1-0 all’andata, si fanno rimontare da Celta Vigo (addirittura 0-4) e Werder Brema (1-3), e la Roma, dopo lo 0-0 interno col Leeds, perde 1-0. . Meglio fa l’Udinese: battuto a Praga dallo Slavia per 1-0, nel ritorno vince 2-1, ma non basta. Nessuna italiana ai quarti, vincerà il Galatasaray in finale sull’Arsenal ai rigori a Copenaghen.

2000-2001 – Al debutto, perdiamo subito la Fiorentina, cacciata dagli austriaci del Tirol Innsbruck ( ko 3-1 in Austria, 2-2 a Firenze) e l’Udinese, vincitore dell’Intertoto, rimontato ai supplementari dal Paok Salonicco (3-0) dopo l’1-0 dell’andata. Le altre tre, Inter (proveniente dal preliminare di Champions), Roma e Parma arrivano fino agli ottavi, dove in modo più clamoroso, si ripete la disfatta dell’anno prima. I nerazzurri perdono in casa 2-0 con i piccoli spagnoli del Deportivo Alaves dopo aver pareggiato 3-3 l’andata (ed essere in vantaggio per 3-1!), la Roma è cacciata da un’altra inglese, il Liverpool, perdendo 2-0 in casa che rende inutile l’1-0 ad Anfiel Road, mentre il Parma riesce a farsi cacciare dal Psv Eindhoven in modo rocambolesco, perdendo 2-1 in Olanda, e vincendo solo per 3-2 in casa, subendo la legge del gol in trasferta. In finale a Dortmund, il Liverppol batterà l’Alaves con lo spettacolare 5-4 dopo i supplementari, nella finale più scoppiettante di sempre.

2001-2002 – Nonostante la presenza di due club blasonati come le milanesi, oltre alla Fiorentina ed il Parma, proveniente quest’ultimo dai preliminari di Champions, la storia non cambia: viola fuori ai sedicesimi con una doppia sconfitta col Lilla, Parma fuori agli ottavi, compiendo l’impresa di perdere in casa 2-1 con l’Hapoel Tel Aviv dopo lo 0-0 in Israele. Le due milanesi arrivano fino alle semifinali, ma per loro è l’epilogo: i nerazzurri perdono in casa 1-0 col Feeyenoord e poi pareggiano 2-2 in Olanda, i rossoneri sono travolti 4-0 in Germania dal Borussia Dortmund, e sarà poi inutile il 3-1 a San Siro. In finale a Rotterdam, gli olandesi sfruttano il fattore campo e piegano 3-2 i tedeschi, mentre il Milan sarà Campione d’Europa l’anno dopo, eliminando proprio l’Inter in semifinale.

2002-2003 –  Subito fuori il debuttante Chievo, estromesso dalla Stella Rossa (0-0 in trasferta, 0-2 in casa). Dura un turno in più il Parma, ammesso grazie alla vittoria in Coppa italia, che esce contro il Wisla Cracovia facendosi rimontare il 2-1 interno e perdendo 4-1 ai supplementari. Resta solo la Lazio, che riesce a vendicarsi dei polacchi battendoli in trasferta dopo il 3-3 casalingo, arrivando fino in semifinale, ma quì il Porto di Mourinho è troppo forte, perdendo 4-1 in trasferta e poi pareggiando 0-0 in casa. In finale a Siviglia il Porto batte il celtic 3-2 dopo i supplementari, e l’anno dopo sarà campione d’Europa.

2003-2004 – L’Udinese esce subito in modo incredibile: proprio ai danni del Salisburgo, e dopo aver vinto l’andata in trasferta per 1-0: al Friuli arriva un ko per 2-1. Ai sedicesimi escono il Parma, travolto dai modesti turchi del Gençlerbirligi, ed il Perugia, vincitore dell’Intertoto, battuto dal PSV Eindhoven (0-0 a Perugia, 1-3 fuori). Agli ottavi esce pure la Roma, battuta dal Villarreal (0-2 in Spagna ed inutile 2-1 in casa). Resta solo l’Inter, proveniente dal girone di Champions, ma esce ai quarti con un doppio ko col Marsiglia. In finale a Goteborg, il Valencia supera i francesi per 2-0.

2004-2005 – Ennesima eliminazione anticipata dell’Udinese: stavolta giustizieri sono i greci del Panionios, che vincono 3-1 in casa e resistono poi al Friuli, perdendo 1-0. Lazio fuori nella seconda fase a gironi, chiudendo al quarto posto. Resiste solo il Parma, che fa sognare fino alle semifinali, quando è fermato dal CSKA Mosca (0-0 in casa, 0-3 a Mosca). In finale a Lisbona, i russi battono i padroni di casa dello Sporting ai supplementari.

2005-2006 – La Sampdoria esce nella fase a gironi, chiudendo quarta dietro a Steaua, Lens ed Herta Berlino. Agli ottavi però escono tutte: fuori l’Udinese, proveniente dalla Champions, battuta dal Levski Sofia (0-0 ad Udine, 2-1 in Bulgaria), la Roma, dal Middlesbrough (ko per 1-0 fuori ed inutile 2-1 in casa) e Palermo, rimontato dallo Shalke 04 (1-0 a Palermmo, 0-3 fuori). Dopo cinque anni nessuna italiana ai quarti. In finale ad Eindhoven, il Siviglia travolge il Middlesbrough.

2006-2007 – Doppio ko del Chievo: prima nel preliminare di Champions, poi in quello di Coppa Uefa. Ad eliminarlo è lo Sporting Braga, che vince 2-0 in casa e poi perde 2-1 a Verona ai supplementari, lasciando rimpianti ai gialloblu. Fuori il Palermo nella fase ai gironi, quarto dietro a Newcastle, Celta Vigo e Fenerbahçe, Ai sedicesimi saluta il Parma, battuto due volte dallo Sporting Braga, e l’esordiente Livorno, piegato dall’Espanyol. La peggior edizione italiana, con nessun club agli ottavi. A Glasgow, nella finale tutta spagnola, bis del Siviglia ai rigori sull’Espanyol.

2007-2008 – Nel turno di qualificazione ai gironi ne perdiamo già tre: l’esordiente Empoli, rimontato dallo Zurigo (2-1 in casa e 0-3 in Svizzera) e Palermo, cacciato persino dai cechi del Mlada Boleslav, perdendo in casa ai rigori dopo aver vinto 1-0 fuori casa, e la Sampdoria, in arrivo dall’Intertoto, eliminata dai danesi dell’Aalborg con due pari (2-2 a Genova, 0-0 in Danimarca). Resta in corsa la sola Fiorentina, che arriva fino alle semifinali, dove esce ai rigori in casa con i Rangers Glasgow dopo un doppio 0-0.  Forse la prima volta dopo otto anni in cui speravamo di spezzare la maledizione. In finale a Manchester, lo Zenit batter gli scozzesi 2-0.

2008-2009 – nel turno eliminatorio esce subito il Napoli, proveniente dall’ultima edizione dell’Intertoto: i partenopei battono il Benfica 3-2 al San Paolo, ma perdono 2-0 a Lisbona. Da brividi l’Udinese, che dopo aver vinto 2-0 in casa del Borussia Dortmund, passa solo ai rigori. Ai sedicesimi vero massacro: fuori il Milan campione d’Europa appena due stagioni prima, battuto dal Werder Brema con due pari (1-1 in Germania, 2-2 a San Siro), la Sampdoria, messa fuori dagli ucraini del Metalist, e la Fiorentina, arrivata dalla Champions e subito sconfitta dall’Ajax. Resiste fino ai quarti l’Udinese, eliminato dal Werder Brema: all’andata ko in Germania per 3-1, poi nel ritorno i friulani pareggiano i conti, ma cedono poi nel finale, pareggiando 3-3. In finale ad Istanbul lo Shaktar piega gli stessi tedeschi per 2-1.

2009-2010 – Genoa e Lazio non passano i gironi, finendo entrambe terze. La Roma lascia subito ai sedicesimi, dopo una doppia sconfitta col Panathinaikos. Resta solo la Juve, retrocessa dalla Champions, ma agli ottavi arriva la figuraccia col Fulham, perdendo a Londra per 4-1 dopo aver vinto l’andata per 3-1. Nella finale di Amburgo, l’Atletico Madrid ha la meglio sugli inglesi ai supplementari.

2010-2011 – Nella fase a gironi già fuori la Sampdoria, bocciata al preliminare di Champions, la Juventus (con ben sei pari) ed il Palermo. Sopravvive solo il Napoli, ma la sua corda si interrompe subito ai sedicesimi col Villarreal (0-0 in casa ed 1-2 in Spagna). Eguagliata la debacle di quattro anni prima, con nessuna italiana agli ottavi. La finale di Dublino è tutta portoghese, col Porto che batte 1-0 il Braga.

2011-2012 – Vita breve per il Palermo, che partecipa da ottavo grazie ala finale di Coppa Italia raggiunta con l’Inter: i rosanero vengono eliminati dal Thun (Svizzera) con due pari, 2-2 in casa ed 1-1 fuori. Lazio massacrata ai sedicesimi dall’Atletico Madrid, mentre l’Udinese esce il turno successivo in moso rocambolesco con gli olandesi dell’Az Alkmaar: i friulani perdono 2-0 fuori casa e vincono 2-1 in casa, dopo che avevano pareggiato lo svantaggio. In finale a Bucarest, l’Atletico Madrid travolge 3-0 l’Athletic Bilbao nel derby spagnolo.

2012-2013 – La prima ad uscire, ai sedicesimi, è il Napoli, battuta dai cechi del Viktoria Plzen. Agli ottavi tocca all’Inter, che col Tottenhamm perde 3-0 a Londra l’andata, poi nel ritorno recupera ma esce ai supplementari, rendendo inutile il successo per 4-1. Ai quarti saluta la Lazio, estromessa dal Fenerbahçe (0-2 in Turchia, 1-1 in casa). In finale il Chelsea campione d’Europa in carica ad Amsterdam batte il Benfica 2-1.

2013-2014 – L’Udinese esce subito ai playoff, ai danni dello Slovan Liberec (1-3 in casa, 1-1 fuori), dove fatica la Fiorentina, che rischia grosso col Grasshophers (2-0 fuori ed 0-1 in casa). Ai sedicesimi, oltre che ai viola ed alla Lazio, si aggiungono Juve e Napoli, retrocesse dalla Champions: la Lazio esce ai sedicesimi con i bulgari del Ludogorets (0-1 in casa, 3-3 fuori, dopo essere stati in vantaggio 3-1) i partenopei escono agli ottavi per mano del Porto (0-1 in Portogallo, 2-2 in casa), mentre nello scontro fratricida la Juve ha la meglio sulla Fiorentina (1-1 a Torino, 1-0 a Firenze). Bianconeri favoriti grazie anche alla finale da giocare in casa, ma nelle semifinali sbattono sull’ostacolo Benfica, che vince 2-1 in casa e pareggia 0-0 a Torino. Allo Juventus Stadium vince poi il Siviglia ai rigori sui portoghesi.

Antonio Conte e la Juve: 102 punti in campionato, ma fuori prima dalla Champions e poi dall’Europa League, con la finale da fare in casa.

2014-2015 – Con cinque club dai sedicesimi facciamo voce grossa (erano tre all’origine: Inter, Fiorentina, Torino, ripescato al posto del Parma, alle quali si aggiungono il Napoli, uscito dal playoff estivo di Champions e la Roma, terza nel girone). Agli ottavi già escono Inter(doppio ko col Wolfsburg), Torino (0-2 fuori ed 1-0 in casa con lo Zenit) e Roma, battuta dalla Fiorentina nel derby italiano (1-1 a Firenze, 3-0 a Roma). Napoli e Fiorentina arrivano fino alla semifinale, ma quì si fermano: viola battuti nettamente dal Siviglia, mentre il Napoli si ferma col Dnipro e da diversi arbitraggi non equi (1-1 in casa, 0-1 fuori), Dopo il 2008, svanita quindi la possibilità di rivedere un’italiana alla finale. Il Siviglia poi fa il bis, battendo il Dnipro ai supplementari a Varsavia.

2015-2016 – La Sampdoria, ripescata al posto dei cugini genoani, esce subito al playoff estivo, travolta in casa dal modesto Vojvodina. Fiorentina e Napoli ci sono ancora, ma stavolta si fermano già ai sedicesimi, sconfitte rispettivamente da Tottenhamm e Villarreal. La Lazio, retrocessa dalla Champions, dura fino agli ottavi, travolta in casa dallo Sparta Praga 3-0 dopo aver pareggiato 1-1 fuori. La finale a Basilea è vinta ancora dal Siviglia sul Liverpool.

2016-2017 – Nei gironi escono subito l’Inter, sopraffatto dagli israeliani dell’Hapoel Beer Sheva, e l’esordiente Sassuolo, nonostante il 3-0 all’Athetic Bilbao all’esordio. Ai sedicesimi clamorosa debacle della Fiorentina col Borussia Moenchengladbach: i viola vincono 1-0 fuori casa e nel ritorno si trovano in vantaggio per 2-0, prima di crollare per 4-2. La Roma resiste fino ai quarti, eliminata dal Lione (2-4 in Francia e 2-1 in casa). In finale a Stoccolma il Manchester United prevale sull’Ajax.

2017-2018 – Anche quì abbiamo buone speranze, ma dopo dei buoni gironi, escono ai sedicesimi l’Atalanta, col Borussia Dortmund  ed agli ottavi Milan e Napoli, ripescato dalla Champions, con Arsenal e Lipsia. Ai quarti è toccato alla Lazio con la clamorosa disfatta col Salisburgo. Maledizione che si allunga: ancora per quanto?

 

 

 

Informazioni su diego80 (2179 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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