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Pistoiese, una breve meteora in serie A

Nel giorno del compleanno della Pistoiese, club toscano alla caratteristica maglia colore arancione, giusto ricordare anche l’unica stagione in serie A del club toscano, nella stagione 1980/81, essendo il club toscano, nel ristretto giro delle squadre con una sola presenza in serie A, assieme a Treviso, Carpi, Frosinone e Benevento. Tra l’altro per la Pistoiese quella serie A fu u caso isolato, non sfiorandola più neppure negli anni successivi, giocando tra l’altro poco anche in serie B (ultima stagione nel 2001/2002). Un caso che ricorda quasi quello del Treviso, che in A ci arrivò solo tramite ripescaggio. I toscani ora militano in serie C, riconquistata nel 2014 dopo la risalita dai Dilettanti. Ed ora aiutati da wikipedia nella maggior parte dei casi, tuffiamoci nei ricordi.

BREVE STORIA  – Fondata il 21 aprile del 1921, la Pistoiese ha vissuta altre due rifondazioni nel 1988 e nel 2009. Nei primi anni di vita la società arancione, vinse nel 1927 la Coppa Arpinati. Tra il 1929 e il 1936 partecipò al campionato cadetto sfiorando un paio di volte la massima serie, mentre il periodo tra il 1937 e il 1977 fu invece caratterizzato da una serie di saliscendi tra la Serie C, la Serie D, il campionato di Promozione, la IV Serie e una breve parentesi in Serie B subito dopo la seconda guerra mondiale, dove ottenne comunque un terzo posto.La Pistoiese gioca l’ultimo campionato nel 1939-1940 prima di un lungo stop a causa del conflitto mondiale, poiché le difficoltà societarie divennero enormi sia dal punto di vista umano che economico; pertanto, anche a Pistoia, seguendo l’esempio di altre società, si decide di cessare ogni attività agonistica. Dopo la liberazione dall’occupazione tedesca si raccolgono in città gruppi di appassionati e nel 1945 viene rifondata l’Unione Sportiva Pistoiese, che viene ammessa dalla Federazione al campionato di Serie C Centro Sud, girone A. Gli allenamenti si svolgono al campo di volo, le prime partite si giocano a San Piero Agliana. Il 24 febbraio 1946 si gioca Pistoiese-Lucchese, una partita ritenuta decisiva per la promozione in Serie B. L’arbitro è il fiorentino Alfiero Goracci, lo stadio è pieno in ogni ordine di posti, c’è molta tensione tra i tifosi. La Lucchese passa in vantaggio con una rete giudicata irregolare e a causa di una serie di episodi controversi i tifosi pistoiesi abbattono la rete di recinzione, entrano in campo infuriati verso il direttore di gara, Goracci viene malmenato, qualcuno addirittura tenta di schiacciarlo con il rullo compressore che serve per spianare il terreno di gioco. L’arbitro viene giudicato guaribile in 2 mesi. Il campo della Pistoiese viene squalificato per 6 mesi. Gli arancioni sono costretti a giocare in trasferta tutte le gare rimanenti. Tuttavia si rendono vacanti alcuni posti per il completamento dei quadri della nuova Serie B strutturata su tre gironi: Pistoiese, Carrarese e Viareggio vengono quindi ammesse al campionato cadetto.

GLI ANNI VERSO LA SERIE A – La stagione 1973-1974 rappresenta un vero e proprio calvario per la Pistoiese, dato che tutte le attenzioni di Marcello Melani vengono rivolte solo alla propria squadra, l’Unione Valdinievole, che milita nello stesso campionato degli arancioni. Qualcuno fa notare a Melani che essere proprietario di due squadre inserite nello stesso campionato può generare un conflitto d’interessi. Melani prende quindi una decisione: lascia la sua squadra per dedicarsi “anima e corpo” alla Pistoiese, e promette la Serie A in cinque anni. Intanto è subito Serie C. A Pistoia arrivano giocatori come Palilla, Sergio Brio, Gattelli, Volpato, ma il presidente ancora non è soddisfatto dei risultati raggiunti. Si ritorna sul mercato con Sergio Borgo, Stefano Di Chiara, Picella, Dalle Vedove e il portiere Lido Vieri. La Pistoiese con Bruno Bolchi in panchina stravince il campionato di Serie C 1976-1977, e torna nella serie cadetta dopo 29 anni di assenza.

Dopo una stagione difficile, e la salvezza strappata solo nelle ultime battute del torneo, la squadra del 1978-1979 è la mina vagante del torneo cadetto, e fino alle ultime giornate tiene in apprensione Monza e Pescara, in lotta per la terza piazza.

Il primo giugno 1980 la Pistoiese, pareggiando con il Lecce, è matematicamente promossa in Serie A. Il presidente Marcello Melani, detto “Faraone” che molti consideravano, almeno all’inizio, un visionario, ha portato a termine il suo programma con un solo anno di ritardo (1974-1980). Uno degli artefici di questi anni fu la mezzala Mario Frustalupi, già campione d’Italia con Inter e Lazio, diventato il faro della squadra e poi uno dei giocatori più amati di tutti i tempi nella storia del club arancione. Tra gli altri artefici, va menzionato anche il poco più che trentenne Marcello Lippi.

LA SERIE A

La Pistoiese del 1980-1981, nella sua unica apparizione in Serie A.

La Pistoiese aveva già giocato in Divisione Nazionale (corrispondente all’attuale Serie A) nel campionato 1928-1929, arrivando dodicesima nel Girone B. La prima ed unica partecipazione al campionato di Serie A a girone unico fu quindi nella stagione 1980-1981.

La squadra, che esordì il 14 settembre 1980 perdendo di misura al Comunale di Torino contro i granata, fu simpaticamente accolta nell’olimpo del calcio italiano con l’appellativo di Olandesina, per via del colore delle maglie, una novità per i “piani alti” del calcio italiano. Sarà il giovanissimo e promettente centrocampista Paolo Benedetti a realizzare la prima storica rete dei toscani in massima serie in Pistoiese-Udinese 1-1 del 21 settembre 1980.

Il campionato 1980-1981 è ricordato ai più per la riapertura del mercato agli stranieri: per la prima volta infatti, dopo una ventina di anni di autarchia, le squadre italiane possono acquistare un calciatore a testa proveniente dall’estero. Marcello Melani manda in Brasile alla ricerca di talenti l’allenatore in seconda Giuseppe Malavasi, che ritorna con un nome: Luis Silvio Danuello, il presidente lo ingaggia, quasi a scatola chiusa. Il giocatore brasiliano della Pistoiese è ricordato ancora oggi per essere stato uno dei più grandi “bidoni” della storia del calcio italiano, con leggende metropolitane annesse sul suo conto[4].

La vittoria nel derby toscano

Serie A 1980-1981


Firenze, 18 gennaio 1981, Stadio Comunale
13ª giornata


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1 – 2


  • Fiorentina: Galli, Contratto (63′ Novellino), Tendi, Galbiati, Guerrini, Casagrande, Sacchetti, Manzo, Fattori, Antognoni, Bertoni.
  • Allenatore: Paolo Carosi

  • Pistoiese: Mascella, Zagano, Borgo, Benedetti, Berni, Lippi, Badiani, Agostinelli, Rognoni, Frustalupi (88′ Paganelli), Chimenti.
  • Allenatore: Lido Vieri (D.T. Edmondo Fabbri)

  • MarcatoriGol 34’ Rognoni (P), Gol 39’ (rig.)Antognoni (F), Gol 44’ Badiani (P)

Nonostante l’acquisto bizzarro, la Pistoiese fece un buon girone d’andata. L’inizio fu in realtà un po’ stentato, tanto che il presidente Melani intervenne nel mercato di Novembre con gli acquisti dell’attaccante Vito Chimenti (per lui 9 reti alla fine della stagione) e dell’esperto difensore ex-Inter Mauro Bellugi; fu inoltre operato un cambio alla guida tecnica, con l’arrivo di Edmondo Fabbri, che avrebbe dovuto sostituire l’esordiente Lido Vieri dalla sesta giornata di ritorno dopo la sconfitta casalinga contro l’Ascoli. Ma il tecnico bolognese, a sorpresa, pretese che l’ex portiere dell’Inter e del Torino dei bei tempi andati lo affiancasse nel suo lavoro.

Di lì a poco, il gruppo costituito da giovani promesse – perlopiù esordienti – e di calciatori d’esperienza inanellò una serie di risultati positivi: alla 12ª giornata gli arancioni espugnarono Catanzaro con il punteggio di 1-3, con reti di Chimenti, Badiani e Paganelli. Vittoria questa particolarmente rilevante in quanto fu la prima vittoria esterna in Serie A nella storia dei toscani e valse un provvisorio sesto posto in classifica, seppur in coabitazione con Brescia, Cagliari, Catanzaro, Como e Fiorentina. La settimana seguente fecero ancora meglio raggiungendo il loro apice vincendo proprio il derby toscano coi viola a Firenze, con il punteggio di 2-1 (gara in cui segna ancora Badiani, che ancora oggi è ricordato con grande affetto dal pubblico pistoiese per quella storica e decisiva rete), grazie al quale gli arancioni confermarono il momentaneo sesto posto in classifica, ma questa volta in solitaria.

Fu questo il punto più alto nella storia della Pistoiese, che con una squadra formata da “vecchietti” stupi l’Italia, tanto che qualche giornale locale parlò addirittura di Coppa UEFA. Tuttavia il seguente derby fu l’ultima vittoria stagionale; già dalla domenica successiva, infatti, la situazione cambiò in maniera radicale. Dopo il derby di Firenze la Pistoiese ospitò infatti la capolista Roma; i giallorossi si portarono in vantaggio al 2º con Pruzzo, chiudendo il primo tempo in vantaggio per 1-0 nonostante la reazione veemente della Pistoiese, che al 65º ottenne pure un calcio di rigore per un fallo subito da Rognoni. Sebbene fosse proprio Rognoni il rigorista della squadra, tocco a Chimenti tentare di battere Tancredi (Rognoni non si era ancora ripreso dall’infortunio); la palla colpì la traversa e sul capovolgimento di fronte la Roma raddoppiò con un’autorete di Borgo. Con gli arancioni frastornati finì 0-4 per la Roma.

Da questa partita iniziò il calvario della Pistoiese, che nonostante il girone di andata chiuso in undicesima posizione con 13 punti e l’accantonamento del brasiliano Luis Silvio Danuello (del tutto avulso dal gioco e per di più impiegato in un ruolo non suo) andò incontro ad un pessimo girone di ritorno, caratterizzato da una lunga serie di sconfitte (diversi furono i punti persi soprattutto negli ultimi minuti di gioco), ottenendo solamente tre punti in altrettanti pareggi, e perdendo le ultime 9 partite di campionato. Ad affossare la Pistoiese furono anche alcuni episodi controversi, tra i quali quello di maggior rilevanza avvenne in corrispondenza dell’incontro casalingo contro l’Inter, alla 22ª giornata: in vantaggio con Chimenti al 34′, la Pistoiese fu raggiunta al 65′ da Beccalossi, che al 74′ segnò un contestatissimo rigore concesso per un fallo di mano di Borgo e che sancì la prima di nove sconfitte consecutive; Edmondo Fabbri, a fine partita, protestò in maniera veemente, ricevendo sei mesi di squalifica. Tre giornate più tardi, in Pistoiese-Juventus, fu il bianconero Furino a commettere un fallo simile a quello di Borgo in Pistoiese-Inter, ma questa volta non venne concesso il rigore che avrebbe potuto consentire alla Pistoiese di accorciare le distanze (la Juventus conduceva per 2-0 e la partita finirà 3-1 per i bianconeri). La Pistoiese terminò così il campionato all’ultimo posto con 16 punti, venendo sorpassata all’ultima giornata anche dal Perugia, che era partita con la penalizzazione a causa dello Scandalo calcioscommesse.

IL DOPO – Seguirono anni bui per la Pistoiese: prima ci fu la retrocessione in Serie C1 già nel 1983-1984 (fatale il pari alla penultima giornata a San Benedetto del Tronto, che rese inutile la successiva vittoria in casa contro la Cavese caduta anch’essa in C1), quindi la retrocessione in Serie C2 l’anno seguente.

La squadra era nel frattempo passata nelle mani di Roberto Dromedari, un industriale del settore calzaturiero con un fortissimo export negli Stati Uniti, che però, a causa della svalutazione del Dollaro, subì un crack finanziario.

Negli anni della Serie C2 l’allenatore della Pistoiese per la stagione 1987-1988 fu il futuro campione del mondo Marcello Lippi, già nella rosa degli arancioni nell’anno disputato nella massima serie.

Alla fine della stagione 1987-1988 la vecchia U.S. Pistoiese del presidente Dromedari venne dichiarata fallita e, dopo la conseguente radiazione dai campionati professionistici, un gruppo di sportivi pistoiesi creò dal nulla una nuova società, con appena 20 milioni di lire di capitale sociale: l’Associazione Calcio Nuova Pistoiese 1988. Viene nominato presidente lo stesso Mario Frustalupi che solo pochi anni prima, nel 1980, aveva contribuito a portare la Pistoiese in Serie A.

A margine di un’estate turbolenta, riescono insieme ad iscrivere la Nuova Pistoiese al Campionato Interregionale, al tempo il primo livello dilettantistico del campionato italiano di calcio. A guidare la squadra viene chiamata un’altra bandiera arancione, Ronaldo Lomi, che nel corso della stagione pagherà un inizio stentato e sarà sostituito da Carmelo Palilla, altro ex arancione, che negli anni a venire diventerà il secondo di Gian Piero Ventura seguendolo nelle sue esperienze alla guida della stessa Pistoiese, poi al Lecce, al Cagliari, alla Sampdoria e all’Udinese. Ecco una formazione della Nuova Pistoiese 1988: Passaretta, Meoni, Boldini, Bellini, Battiston, Gori, Magni, Dati, Dal Fiume, Berruti, Molteni. Altri saliscendi dalla C1 alla C2, poi nel 1999 il ritorno in serie B, dopo aver vinto i playoff contro il Lumezzane. Al gol del 2-1 per la Pistoiese (segnato da Claudio Pelosi e che determina il risultato finale), il portiere del Lumezzane Marco Borghetto resta a terra dopo lo scoppio di una Bomba carta. L’ordigno, proveniente dalla curva dei tifosi pistoiesi, scoppia a pochi metri da lui. I sanitari del Lumezzane decidono che non può continuare e chiedono la sostituzione del portiere. Il Lumezzane presenterà ricorso ufficiale per ottenere la vittoria a tavolino[6] ma alla fine la C.A.F.confermerà il risultato del campo pur condannando la Pistoiese ad una penalizzazione di 4 punti nel successivo torneo cadetto[7].Nonostante la penalizzazione iniziale, la Pistoiese riesce, nel campionato di 1999-2000, a salvarsi, grazie alla guida del tecnico Andrea Agostinelli, fautore della promozione, classificandosi al sedicesimo posto, dopo il doppio spareggio salvezza che condanna il Cesena alla retrocessione in Serie C1. Nella stagione successiva, , la Pistoiese venne coinvolta anche in un caso di sospetta combine in una partita di Coppa italia nel preliminare agostano: analizzato il fascicolo presentato dall’ufficio indagini della Figc presieduto da Bartolomeo Manna, ha deciso di deferire alla commissione disciplinare otto giocatori,tre dell’Atalanta e cinque della Pistoiese.Si tratta di Alfredo Aglietti, Massimiliano Allegri, Daniele Amerini, Girolamo Bizzarri,Gianluca Lillo, Giacomo Banchelli, Cristiano Doni e Sebastiano Siviglia. Il reato contestato è la violazione dell’articolo 2 del codice di giustizia sportiva. Gli otto«indagati», secondo la ricostruzione fatta dagli 007 federali,avrebbero tramato per«aggiustare» il risultato della gara di Coppa Italia tra Atalanta e Pistoiese, poi terminata 1-1. La vicenda risale al 20 agosto 2000, quando arancioni e nerazzurri si trovarono di fronte nell’ultimo incontro del loro girone. In palio c’era la qualificazione al turno successivo,traguardo che l’Atalanta avrebbe conquistato anche con un pareggio. Proprio quel giorno, e più precisamente nella mattinata di domenica 20 agosto, alcuni punti Snai sparsi per l’Italia (in particolar modo quelli di Montevarchi, Bussolengo, Verona,Pescara e Reggio Calabria) registrarono un movimento di giocate anomalo sulla scommessa parziale finale del match in questione. Molte delle puntate, concentrate sul famoso«1-X» (vittoria dell’Atalanta al termine dei primi 45 minuti e pareggio finale), erano effettuate da persone vicine al mondo del calcio, addirittura da familiari di giocatori(è stato riconosciuto il padre di un arancione). La Snai prontamente decise di bloccare le scommesse e, il lunedì successivo alla sfida, di denunciare l’accaduto al Conicon una lettera del suo numero uno, Maurizio Ughi. (da ilTirreno.it dell’agosto 2000). Successivamente, il processo stabilì nel marzo 2001 un  anno di squalifica ad Aglietti, Allegri(Pistoiese) Siviglia, Gallo e Zauri(Atalanta), sei mesi a Banchelli(Pistoiese), prosciolti Amerini, Bizzarri, Doni e Lillo. Il 10 maggio, la Caf ribalta il verdetto, assolvendo tutti. La stagione 2001-2002, nonostante la presenza di diversi giocatori navigati d’esperienza con un passato di livello, e cioè il portiere Daniele Balli, la coppia di centrali Andrea Bellini-Bianchini, il regista Pierpaolo Bisoli e gli ex centravanti viola Francesco Baiano e Giacomo Banchelli, che costituiscono l’asse portante titolare, dopo tre stagioni consecutive fra i cadetti, la Pistoiese farà ritorno in Serie C1. Nel frattempo, il 29 marzo 2002 muore a Pescia Marcello Melani. Quattro anni più tardi, il 12 dicembre 2006, a lui verrà intitolato lo Stadio Comunale di Pistoia.Il 14 luglio 2009 la Pistoiese viene radiata dal campionato di Lega Pro Seconda Divisione a causa della mancanza di garanzie finanziarie[16]. Ironia della sorte, la squadra sarebbe stata riammessa in Prima Divisione, quale società in prima posizione nella classifica dei ripescaggi. Al suo posto è ripescata la Feralpi Salò. A distanza di 21 anni, quindi, il club arancione crolla nuovamente, stavolta non perché oberato dai debiti (tra debiti e crediti il bilancio era quasi in pareggio), ma per l’incapacità dei nuovi proprietari di presentare la prevista garanzia fidejussoria. Nonostante l’imprenditore viareggino Salvatore Righi si sia dichiarato pronto ad aiutare la nuova società[17], a nulla varrà il ricorso intentato dal nuovo proprietario, Roberto Bortolotti, alla Corte di Giustizia del CONI[18] prima e al T.A.R. del Lazio poi[19]. Tra luglio ed agosto si attiva il sindaco di Pistoia, Renzo Berti, che il 13 agosto 2009 fonda una nuova società, denominata Unione Sportiva Pistoiese Calcio 1921 S.r.l.. Nel 2014 vince il girone E di serie D e riconquista la Lega pro, categoria in cui gli arancioni militano tuttora.

https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Sportiva_Pistoiese_1980-1981

ulteriori link per la stagione in serie A della Pistoiese

 

Informazioni su diego80 (2317 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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