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Ratzenberger-Senna: il weekend nero di Imola 1994

Il 1° maggio 1994 resterà nell’immaginario collettivo degli sportivi come la data della tragica scomparsa di Ayrton Senna, il campione brasiliano di Formula 1 che perse la vita in un incidente quel giorno, ma anche di Roland Ratzenberger, giovane pilota della Simtek che perse la vita il giorno prima in un incidente nelle qualifiche.  Dal 2006 la Formula 1 non corre più ad Imola, ma il ricordo di quel terribile weekend di 24 anni fa resta vivo nel ricordo di tutti.

 

CHI ERA RATZENBERGER – Di Senna sappiamo tutto, di Ratzenberger, giovane ed esordiente pilota austriaco, si sa meno. Era solo alla sua terza gara in foermula 1, quel pomeriggio del 30 aprile 1994 in cui perse la vita. Ecco la sua breve storia, da wikipedia

 

Roland Ratzenberger (Salisburgo, 4 luglio 1960 – Bologna, 30 aprile 1994) è stato un pilota automobilistico austriaco di Formula 1.

Perse la vita in seguito ad un terribile incidente durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino 1994 a Imola.[1] Il giorno dopo morì, durante la gara, anche il campione brasiliano Ayrton Senna.

Le categorie minori

Roland Ratzenberger era nato nel 1960 a Salisburgo, in Austria, e sin da giovanissimo si era dedicato alle gare automobilistiche. Aveva partecipato in Germania a varie corse tra il 1983 e il 1985, ottenendo importanti vittorie. Successivamente cominciò a correre in Gran Bretagna, dove entrò nel prestigioso Brands Hatch Formula Ford Festival, arrivando secondo nel 1985 e primo l’anno dopo. Il successivo passo nella carriera di Roland fu il passaggio in F3 inglese, dove riuscì a ben figurare, senza però impressionare le grandi scuderie della F1.

Nel 1987 aveva partecipato insieme a Maurizio Sandro Sala e Walter Lechner alla 24 Ore di Le Mans al volante della Porsche 962, ma era stato costretto al ritiro dopo la terza ora di gara. Ratzenberger corse altre quattro volte a Le Mans, nel 1990, 1991, 1992 e 1993. In quest’ultima apparizione, in cui guidò la Toyota 93-CV, riuscì a raggiungere il suo migliore piazzamento con il quinto posto assoluto ed il primo nella classe C2, gareggiando insieme a Mauro Martini e Naoki Nagasaka. Corse anche nel campionato automobilistico giapponese, dove nel 1990 e 1991 riuscì a vincere alcune gare. Nel 1992 tornò in F3 e si classificò settimo in classifica generale, mente l’anno successivo si piazzò undicesimo.

Formula 1

Nel 1994 finalmente realizzò il suo sogno con la scuderia Simtek, che gli diede la possibilità di correre in Formula 1. Roland esordì in Formula 1 a Interlagos in Brasile, ma non riuscì a qualificarsi per la gara. Disputò invece il Gran Premio successivo in Giappone, dove grazie anche alle precedenti esperienze riuscì a concludere all’11º posto.

L’incidente mortale

Roland Ratzenberger prese parte alle qualifiche del Gran Premio di San Marino 1994, il terzo della stagione. Nella seconda giornata di prove, sabato 30 aprile 1994, mentre percorreva in un giro lanciato nel rettilineo tra la curva Tamburello e la curva Villeneuve, due curve che le vetture percorrevano in pieno a oltre 300 km/h, la parte superiore destra dell’alettone anteriore della sua vettura si staccò, facendo perdere deportanza alla Simtek poco prima dell’ingresso alla Villeneuve, l’auto così danneggiata a quella velocità di fatto non riuscì più a curvare.

La vettura uscì quindi di pista e si schiantò a 314,9 km/h contro il muro esterno della curva intitolata a Gilles Villeneuve. Nel fortissimo impatto la cella di sopravvivenza dell’abitacolo resse abbastanza bene, ma la decelerazione fu tale da far perdere immediatamente conoscenza al pilota, provocandogli una frattura della base cranica. La gravità della situazione fu subito manifesta, dato che, non appena il relitto della vettura si fermò in mezzo alla curva Tosa (successiva alla Villeneuve), si vide la testa del pilota oscillare mollemente ed appoggiarsi ai bordi dell’abitacolo.

Venne subito dato l’allarme e fu esposta la bandiera rossa. I soccorsi furono tempestivi e in due minuti i medici intervennero sul pilota, dapprima nell’abitacolo della vettura, poi distendendolo sul terreno: Ratzenberger era privo di sensi e perdeva sangue dalla bocca e dal naso; gli venne praticato un massaggio cardiaco e, poco dopo, fu trasferito in elicottero all’Ospedale Maggiore di Bologna, dove spirò sette minuti dopo l’arrivo al pronto soccorso, per le conseguenze della frattura della base cranica.

Secondo la ricostruzione più accreditata, sembra che la vettura, durante il giro di lancio, avesse toccato male un cordolo con il muso, e che avesse quindi riportato una rottura del supporto dell’ala anteriore, non ravvisabile fino al momento in cui, a causa del forte carico aerodinamico, l’alettone si spezzò definitivamente. Tale momento fu immortalato dalle telecamere RAI poste presso la curva del Tamburello: nella registrazione di una di esse, poco dopo il passaggio della Simtek di Ratzenberger, si intravede un pezzo di flap volare in mezzo al tracciato.

Il giorno dopo, durante il gran premio, un altro terribile incidente provocò la morte del campione della Williams Ayrton Senna, schiantatosi a forte velocità contro il muro della curva TamburelloA seguito degli incidenti fatali, la magistratura italiana predispose l’autopsia sui corpi dei due sfortunati piloti, dalla quale emerse che la morte del pilota austriaco era avvenuta sul colpo, ma che essendo stato riattivato il cuore da un defibrillatore, il decesso ufficialmente fu segnalato all’Ospedale Maggiore di Bologna[senza fonte].

Dopo i drammatici fatti di Imola, il neocostituito sindacato dei piloti, che all’epoca era presieduto da Michael Schumacher, fece pressioni per rendere più sicuro il circuito, modificato radicalmente già dall’inverno successivo.

Oggi Roland Ratzenberger è sepolto nel cimitero di Maxglan, vicino a Salisburgo.

 

Ed ora riviviamo, sempre da wikipedia, quel drammatico G-P. di San Marino del 1994, di sicuro ta i più tragici della storia della Formula 1.

 

Il XIV Gran Premio di San Marino, terza gara del campionato mondiale di Formula 1 1994, si è svolto il 1º maggio a Imola (Italia), presso l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Questa competizione è passata alla storia come uno degli eventi con più incidenti mortali in Formula 1, considerando tutti i tre giorni di competizione. Sin dalle prove del venerdì, infatti, il Gran Premio è stato funestato da vari incidenti che hanno visto il ferimento di Rubens Barrichello al venerdì, la morte di Roland Ratzenberger il sabato e di Ayrton Senna la domenica, oltre al ferimento di alcuni meccanici a causa della ruota persa dalla Minardi di Michele Alboreto in uscita dai box, e di vari spettatori assiepati in tribuna, colpiti dai detriti staccatisi dalle vetture di Pedro Lamy e JJ Lehto, entrati in collisione al via. La gara è stata poi vinta dal tedesco Michael Schumacher, al 5° successo in carriera, su Benetton, seguito dal ferrarista Nicola Larini e dal finlandese della McLaren Mika Häkkinen.

A seguito della morte di Senna e Ratzenberger si riformò dopo dodici anni la Grand Prix Drivers’ Association, l’associazione dei piloti, di cui venne eletto presidente Michael Schumacher.

Pre-gara

Alla Ferrari, il sedile dell’ancora infortunato Jean Alesi era occupato da Nicola Larini, come ad Aida[1]. Alla Jordan, il posto dello squalificato Eddie Irvine venne preso da Andrea De Cesaris[2]. La Benetton inoltre affidò la seconda macchina a JJ Lehto, che era stato messo sotto contratto a inizio stagione, ma aveva dovuto saltare le prime due gare stagionali (in cui era stato sostituito da Jos Verstappen) in quanto reduce da un incidente occorsogli nei test pre-campionato.

Prove e Qualifiche

Venerdì

Le prove del venerdì furono segnate da un terribile incidente occorso al pilota Rubens Barrichello. La Jordan del brasiliano, a causa del cedimento della sospensione posteriore sinistra[3] e della velocità troppo elevata, andò in testacoda alla Variante Bassa, passò di traverso sul cordolo esterno che fece come da trampolino, facendo decollare la vettura che volò al di sopra delle gomme a bordopista, contro le reti di protezione; l’auto rimbalzò poi all’indietro, si cappottò un paio di volte e terminò la sua corsa ribaltandosi. I soccorsi furono immediati e venne esposta la bandiera rossa. Barrichello, inizialmente privo di conoscenza, riprese i sensi grazie agli sforzi dei medici di pista, per essere poi trasportato al centro medico e in seguito all’ospedale. Il giorno successivo si ripresentò nel paddock, con una frattura al setto nasale, tagli alla bocca, un braccio fasciato, una costola incrinata ed una leggera amnesia, non potendo quindi prendere parte al resto dell’evento[4].

Sabato

Il punto dell’incidente mortale di Roland Ratzenberger nelle qualifiche

Nella seconda giornata di prove, sabato 30 aprile 1994, la Simtek del pilota austriaco Roland Ratzenberger, impegnata in un giro lanciato nel tentativo di abbassare il suo tempo di qualificazione, mentre affrontava il rettilineo all’uscita della curva Tamburello, subì la rottura dell’ala anteriore. Ciò fece perdere deportanza alla vettura, che di fatto non riuscì più a curvare.

La monoposto uscì quindi di pista e si schiantò a circa 306 km/h contro il muro esterno della successiva curva, intitolata a Gilles Villeneuve. Nel fortissimo impatto la cella di sopravvivenza dell’abitacolo resse abbastanza bene, ma la decelerazione fu tale da far perdere immediatamente conoscenza al pilota, provocandogli una frattura della base cranica. La gravità della situazione fu subito manifesta, dato che, mentre il relitto della vettura continuava ad andare in testacoda, per poi fermarsi in mezzo alla curva Tosa (successiva alla Villeneuve), si vide la testa del pilota oscillare mollemente ed appoggiarsi ai bordi dell’abitacolo.

Venne subito dato l’allarme e fu esposta la bandiera rossa. I soccorsi furono tempestivi e in due minuti i medici, diretti dal dottor Sid Watkins, intervennero sul pilota, dapprima nell’abitacolo della vettura, poi estraendolo e distendendolo sul terreno: Ratzenberger era privo di sensi e perdeva sangue dalla bocca e dal naso. Gli venne praticato un massaggio cardiaco e, poco dopo, fu trasferito in elicottero all’Ospedale Maggiore di Bologna, dove spirò sette minuti dopo l’arrivo al pronto soccorso, per le conseguenze della frattura della base cranica.

Secondo la ricostruzione più accreditata, sembra che la vettura, durante il giro di lancio, avesse toccato male un cordolo con il muso, e che avesse quindi riportato una rottura del supporto dell’ala anteriore, non ravvisabile fino al momento in cui, a causa del forte carico aerodinamico, l’alettone stesso si spezzò definitivamente. Tale momento fu immortalato dalle telecamere Rai poste presso la curva del Tamburello: nella registrazione di una di esse, poco dopo il passaggio della Simtek numero 32, si intravede un pezzo di flap volare in mezzo al tracciato.

Ratzenberger sulla sua Simtek ai box di Imola nel 1994

Secondo le leggi italiane, l’autodromo sarebbe dovuto andare immediatamente sotto sequestro a causa dell’incidente mortale, per consentire al pubblico ministero competente di effettuare i rilievi. I medici, però, riuscirono a riattivare il cuore di Ratzenberger, il quale morì poi poco dopo l’arrivo in ospedale. Il decesso avvenne quindi al di fuori del circuito: pertanto il giorno seguente la gara si disputò regolarmente[5].

La morte di Ratzenberger, la prima dopo quella di De Angelis nel 1986, e la prima dal 1982 in un evento ufficiale (Paletti al Gran Premio del Canada), fu un trauma per l’ambiente della Formula 1. Alla ripresa delle prove, Ayrton Senna e i piloti Benetton e Sauber decisero di non effettuare altri giri.[6][7] La pole position fu conquistata da Senna, seguito da Michael Schumacher e Gerhard Berger. Il tempo di Ratzenberger gli avrebbe consentito di partire in ultima posizione; la Simtek pensò anche di ritirare l’auto superstite (pilotata da David Brabham) dall’evento, lasciando spazio alla Pacific di Paul Belmondo, non qualificata. Ma Ecclestone riuscì a convincerli a prendere comunque parte alla gara[8] e il posto che Ratzenberger era riuscito a conquistare in griglia fu lasciato vuoto alla memoria del pilota austriaco.

Senna, che ottenne la pole, volle poi andare personalmente, con una macchina dell’organizzazione, a verificare lo stato della pista nel punto dove era avvenuto l’incidente. Per questo venne sanzionato dalla Federazione[5][9].

Risultati

Qualificati per la gara
PosPilotaCostruttoreGiroGap
12Brasile Ayrton SennaWilliamsRenault1’21″548
25Germania Michael SchumacherBenettonFord1’21″885+0″337
328Austria Gerhard BergerFerrari1’22″113+0″565
40Regno Unito Damon HillWilliamsRenault1’22″168+0″620
56Finlandia Jyrki JärvilehtoBenettonFord1’22″717+1″169
627Italia Nicola LariniFerrari1’22″841+1″293
730Germania Heinz-Harald FrentzenSauberMercedes1’23″119+1″571
87Finlandia Mika HäkkinenMcLarenPeugeot1’23″140+1″592
93Giappone Ukyo KatayamaTyrrellYamaha1’23″322+1″774
1029Austria Karl WendlingerSauberMercedes1’23″347+1″799
1110Italia Gianni MorbidelliFootworkFord1’23″663+2″115
124Regno Unito Mark BlundellTyrrellYamaha1’23″703+2″155
138Regno Unito Martin BrundleMcLarenPeugeot1’23″858+2″310
1423Italia Pierluigi MartiniMinardiFord1’24″078+2″530
1524Italia Michele AlboretoMinardiFord1’24″276+2″728
169Brasile Christian FittipaldiFootworkFord1’24″472+2″924
1725Francia Éric BernardLigierRenault1’24″678+3″130
1820Francia Érik ComasLarrousseFord1’24″852+3″304
1926Francia Olivier PanisLigierRenault1’24″996+3″448
2012Regno Unito Johnny HerbertLotusMugen-Honda1’25″114+3″566
2115Italia Andrea De CesarisJordanHart1’25″234+3″686
2211Portogallo Pedro LamyLotusMugen-Honda1’25″295+3″747
2319Monaco Olivier BerettaLarrousseFord1’25″991+4″443
2431Australia David BrabhamSimtekFord1’26″817+5″269
2534Belgio Bertrand GachotPacificIlmor1’27″143+5″595
2632Austria Roland RatzenbergerSimtekFord1’27″584+6″036
Non qualificati
PosPilotaCostruttoreGiroGap
2733Francia Paul BelmondoPacificIlmor1’27″881+6″333
2814Brasile Rubens BarrichelloJordanHartsenza tempo

Gara

Prima partenza

La curva del Tamburello, punto dell’incidente mortale di Ayrton Senna

La gara cominciò con un grave incidente al via: la Benetton di Lehto rimase ferma in griglia, e venne colpita dalla Lotus di Lamy, già lanciata a discreta velocità. I detriti dell’incidente finirono in tribuna, ferendo nove spettatori,[10] uno dei quali rimase in coma per essere stato colpito da una gomma. La necessità di ripulire la pista costrinse a far entrare la safety car, condotta dal pilota Max Angelelli.

L’uso della safety car era fortemente messo in discussione all’epoca, dato che le vetture usate in quegli anni (in questo caso una Opel Vectra), quanto a prestazioni, non permettevano velocità alle quali le Formula 1 potessero mantenere facilmente le gomme in temperatura; pertanto la decisione causò proteste tra i piloti.[10]

Pulita la pista, comunque, la gara riprese, con Senna al comando, che subito segnò un tempo velocissimo (risulterà essere il terzo crono più veloce della gara). Durante il settimo giro, alle 14:17,[11] mentre affrontava la curva del Tamburello, la Williams del brasiliano non riuscì a curvare ed andò dritta, a causa della rottura del piantone dello sterzo (modificato dai meccanici su istruzioni dello stesso Senna prima della partenza),[12] colpendo con violenza il muro di protezione. La telemetria mostrò che la vettura entrò nella Tamburello ad una velocità di circa 310 km/h e che Senna, non riuscendo a curvare, frenò bruscamente, riducendo la velocità a 211 km/h nei 2 secondi che intercorsero tra l’uscita di pista e l’impatto col muro, che fu quasi frontale. Nell’urto, l’auto subì la rottura del musetto e la distruzione pressoché totale del retrotreno e del lato destro; l’energia cinetica era tale che la macchina rimbalzò all’indietro verso la pista, toccò una striscia d’erba che separava il tracciato dalla via di fuga e si fermò, una cinquantina di metri più avanti, sempre nella via di fuga. Nell’impatto, una sospensione dell’auto si spezzò, portando con sé una gomma, che colpì Senna alla testa, provocando un grave trauma cranico. Inoltre il braccio della sospensione penetrò nel casco attraverso la visiera e trafisse Senna nella regione del lobo frontale destro, poco sopra l’occhio, provocandogli gravissime lesioni a livello cerebrale.[11] La gravità dell’incidente, anche in questo caso, fu subito evidente, e la direzione di gara espose la bandiera rossa.

I soccorsi furono rapidi: nel giro di due minuti i medici accorsero presso la vettura, tolsero il casco al pilota e lo estrassero dall’abitacolo, distendendolo per terra a fianco della vettura. Intervenne in quel mentre anche il medico ufficiale di gara, dottor Sid Watkins, che provvide subito a tenergli aperte le vie respiratorie con la praticazione di una tracheotomia, a tamponare l’emorragia e a trasfondergli del sangue per integrare quello perso. Nelle immagini televisive si vide chiaramente un’ampia pozza di sangue lasciata per terra là dove era disteso Ayrton.

Watkins, vista la gravità della situazione, chiese l’intervento dell’elisoccorso, che fu subito fatto atterrare alla curva del Tamburello.

In quei momenti concitati, qualcuno autorizzò il rientro in pista di Érik Comas, su Larrousse, che non era ripartito insieme agli altri ma era rimasto fermo a lungo nei box per riparare l’alettone posteriore rovinato da una toccata: il francese, ignaro della situazione, evitò per poco di investire i mezzi di soccorso, e dopo aver visto di persona lo stato del collega ferito, decise di ritirarsi dalla gara (la direzione di gara era comunque intenzionata a squalificarlo per il grave pericolo causato).

Alle ore 15:00, Senna venne caricato a bordo dell’elicottero, che decollò dalla pista, diretto all’Ospedale Maggiore di Bologna, con a bordo anche l’assistente del dottor Watkins, l’anestesista Giovanni Gordini. La nuova partenza venne data dopo 37 minuti, con classifica finale per somma dei tempi (in quanto il numero di giri percorsi dalla partenza era maggiore di due).

Seconda partenza

Il podio dell’edizione, con Michael Schumacher vincitore su Benetton-Ford, davanti a Nicola Larini su Ferrari e Mika Häkkinen su McLaren-Peugeot

Dopo un tentativo di fuga della Ferrari di Berger, Schumacher riprese il controllo della situazione, e, pochi giri dopo, l’austriaco fu bloccato da un guasto meccanico. Larini si mise allora in luce con la seconda Ferrari, occupando stabilmente la seconda posizione, e prendendo brevemente il comando quando Schumacher effettuò il suo rifornimento. A dieci giri dal termine, nella pit lane, avvenne un altro grave incidente: la Minardi di Alboreto, che stava uscendo dai box dopo un cambio gomme, perse una ruota posteriore che finì ad alta velocità tra i meccanici delle altre squadre assiepati nella corsia, ferendone tre della Ferrari, uno della Lotus ed uno della Benetton.[13] La pit lane si affollò di paramedici e ambulanze, intervenuti per prestare i primi soccorsi ai meccanici, ma ciò non comportò la sospensione della corsa. Trasportati in ospedale, i meccanici coinvolti si rivelarono comunque in condizioni non gravi.

La gara vide quindi la vittoria di Schumacher, davanti a Larini e Häkkinen. Saliti sul podio, i piloti, memori dei fatti dei giorni precedenti ed informati degli incidenti della gara, mantennero un atteggiamento composto, non festeggiarono la loro prestazione e non aprirono lo champagne.

Risultati

PosPilotaCostruttoreGiriTempo/RitiroGrigliaPunti
15Germania Michael SchumacherBenettonFord581h 28’28″642210
227Italia Nicola LariniFerrari58+54″94266
37Finlandia Mika HäkkinenMcLarenPeugeot58+1’10″67984
429Austria Karl WendlingerSauberMercedes58+1’13″658103
53Giappone Ukyo KatayamaTyrrellYamaha57+1 giro92
60Regno Unito Damon HillWilliamsRenault57+1 giro41
730Germania Heinz-Harald FrentzenSauberMercedes57+1 giro7
88Regno Unito Martin BrundleMcLarenPeugeot57+1 giro13
94Regno Unito Mark BlundellTyrrellYamaha56+2 giri12
1012Regno Unito Johnny HerbertLotusMugen-Honda56+2 giri20
1126Francia Olivier PanisLigierRenault56+2 giri19
1225Francia Éric BernardLigierRenault55+3 giri17
139Brasile Christian FittipaldiFootworkFord54Testacoda16
Rit15Italia Andrea De CesarisJordanHart49Testacoda21
Rit24Italia Michele AlboretoMinardiFord44Incidente ai box15
Rit10Italia Gianni MorbidelliFootworkFord40Motore11
Rit23Italia Pierluigi MartiniMinardiFord37Testacoda14
Rit31Australia David BrabhamSimtekFord27Testacoda24
Rit34Belgio Bertrand GachotPacificIlmor23Motore25
Rit19Monaco Olivier BerettaLarrousseFord17Motore23
Rit28Austria Gerhard BergerFerrari16Sospensione3
Rit2Brasile Ayrton SennaWilliamsRenault6Incidente mortale1
Rit20Francia Érik ComasLarrousseFord6Ritiro volontario18
Rit6Finlandia Jyrki JärvilehtoBenettonFord0Collisione con P.Lamy5
Rit11Portogallo Pedro LamyLotusMugen-Honda0Collisione con JJ.Lehto22
NP32Austria Roland RatzenbergerSimtekFordDeceduto il giorno precedente
NQ14Brasile Rubens BarrichelloJordanHartInfortunato
NQ33Francia Paul BelmondoPacificIlmor

Dopo gara

La tomba di Senna

Nel dopo gara le attenzioni erano concentrate sulle condizioni di salute di Ayrton Senna, che era nel frattempo giunto all’ospedale di Bologna. L’équipe del reparto di rianimazione lo sottopose subito ad una TAC, che evidenziò la presenza di un vasto trauma a livello cerebrale, oltre ad un’insufficienza cardiaca e respiratoria che fu subito trattata. Frattanto, i Carabinieri provvidero a sequestrare il casco e la monoposto di Senna.

Alle ore 18:15, Leonardo, fratello del pilota, chiamò un prete affinché prestasse ad Ayrton l’estrema unzione. Alle 18:40 del 1º maggio, la dottoressa Maria Teresa Fiandri, del Reparto Rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Bologna, annunciò in diretta televisiva la morte cerebrale del brasiliano, sebbene il referto individuasse l’ora effettiva della morte alle 14:17, ossia al momento dell’impatto con il muretto[14].

Le conseguenze del fine settimana di Imola portarono una vera rivoluzione nel mondo della Formula 1. Il circuito venne ampiamente rivisto, con interventi in tutti i punti teatro di incidenti nel fine settimana dell’edizione 1994. Inoltre, la FIA stilò un pacchetto di modifiche, da attuarsi con diverse scadenze, per ridurre drasticamente le prestazioni delle vetture. Venne introdotto il limite di velocità nei box ed i piloti ricostituirono la GPDA, che permetteva loro di esprimere in modo unitario il proprio parere soprattutto su questioni di sicurezza. Molti circuiti vennero modificati nei punti potenzialmente pericolosi, con alcune soluzioni di emergenza (come chicane posticce formate da pile di gomme) introdotte temporaneamente dove non fosse possibile effettuare interventi più elaborati prima dell’edizione 1994 della gara (Barcellona, Montreal, Spa).

Per Senna i funerali di stato ebbero luogo il 5 maggio 1994 a San Paolo in Brasile, alla presenza di tantissimi rappresentanti del mondo delle corse passato e presente. Il 7 maggio ebbero invece luogo a Salisburgo, in Austria, i funerali di Roland Ratzenberger, alla presenza del presidente della FIA, Max Mosley.[15]

L’incidente di Senna resterà per 21 anni l’ultimo con conseguenze mortali in una competizione di Formula 1, fino al Gran Premio del Giappone 2014, segnato dal grave incidente occorso al francese Jules Bianchi, poi deceduto il 18 luglio 2015 dopo 9 mesi di coma[16].

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Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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