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Felice Gimondi salvaci tu!

Felice Gimondi salvaci Tu! Viene da dentro questo inno, lo vorremmo cantare e salmodiare con veementi cantilene – Felice Gimondi Salvaci Tu!

Felice, lui sì è l’uomo forte. Lo vorremmo suggerire al Presidente Mattarella al posto dei mezzi figuri a cui a ha affidato esplorazioni ed incarichi mezzi pieni. Lui sì sa mettere d’accordo tutto e tutti. Anche quest’anno, come negli gli ultimi 22, ha organizzato la Gran Fondo e la sua comunità di ben 4000  sodali, legata da vincoli soprannaturali, ha risposto all’appello ed è tornata sulle strade nostrane per venerare il leggendario gran sacerdote sedrinese.

Tra l’altro lui non è un fighetto come quelli del giro d’Italia che vogliono le strade asfaltate di fresco. Felice è un duro, vuole le strade bianche, con le buche. E noi gliene diamo quante ne vuole.

Ma come fa?

Ma come fa? Si chiedono i bergamaschi da 22 anni? Come fa ad imbonire i rappresentanti del Popolo di ogni maglia e colore? i solerti burocrati  di un’intera provincia,prefetto compreso? Chiusure di strade, tempi incerti, vigili urbani precettati, gatti e cani randagi spariti per un giorno. Ma come fai Felice?

Sulle strade di Bergamo e provincia non sfida più Motta, Adorni, Merckx, Anquetil o Poulidor bensì l’idraulico di Meda, il falegname di Bulgarograsso o il messo comunale di Menaggio, eppure il Felice nazionale riesce sempre a metetre d’accordo tutti sulla bellezza del ciclismo e sulla necessità strategica nazionale di dare sfogo alle turpi voglie dei tanti appassionati delle due ruote a propulsione umana.

Contro di lui non può nulla la politica e nemmeno l’ideologia, Felice con armi di dissuasione segrete, non certo la parlantina ciarlatenesca che a lui di certo fa difetto, riesce a metetre d’accordo tutto e tutti. Altro che Berlusconi, Salvini, Di Maio, Renzi e Salvini… Lui questi se li beve a colazione. Lui riesce a passare sopra a qualsiasi cosa.

A sostenere la Gran Fondo ci sono proprio tutti, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Uniacque e persino il Consorzio del bacino imbrifero montano (BIM). Questi ultimi probabilmente dopo aver “investito” qualche centinaio di migliaia di euro nell’ormai leggendaria cabinovia di Foppolo e nel suo luminoso ex sindaco han pensato che dopo una tal figuraccia non avrebbero di certo potuto far peggio sostenendo il leggendario Felice.

Lara Magoni, orgoglio delle nevi orobiche e da poche settimane assessore al Turismo, alla Moda e al Marketing territoriale nella giunta di Attilio Fontana, da poco convertita al credo dell’uomo di Predappio e che in settimana ha tenuto una lucida analisi storica e sociologica sulle tutele, sui diritti e sui benefit (pensate, già allora) dei lavoratori introdotti TUTTI nel ventennio è da sempre in prima linea nel sostenere lo sport e la Gran fondo in particolare.

Rossi, il presidente della provincia che non c’è (ma non le avevamo abolite? no forse solo tra un pò), novello Peter Pan, si prodiga in ogni modo e come può per mettere a disposizione strade e uomini.

Nemmeno i grillini possono nulla. Loro, novelli Savonarola e fustigatori instancabili dei malcostumi nazionali, anche loro preferiscono starsene in disparte e non disturbare il mito vivente.

Quelli che non capiscono

Ci sono poi quelli che non capiscono ma, colti da una specie di sacro fuoco di Olimpia, si adeguano e obbediscono. Tra di loro ci sentiamo di annoverare :

  • I sacerdoti. Rappresentanti del potere spirituale si chiedono ogni anno perchè mai quando chiedono mezza volta di poter tirar fuori delle umide e maleodaranti sacrestie la statua del santo patrono per fargli fare un timido giro veloce del paese sfilando sullo stradone i grigi passacarte provinciali ribattono prontamente con un socratico : Dura lex, sed lex.
  • I vigili urbani e le forze dell’ordine, in servizio di Domenica ed esposti al pubblico ludibrio e ai coloriti insulti di orde di automobilisti che fremono e scalpitano per paura di arrivare in ritardo alla prima grigliata dell’anno.
  • La signora della buona società di tutta la provincia, alle prese con la prima comunione della nipotina. Per l’occasione ha tolto dall’armadio foderato di naftalina il bel tailleur gessato nero, che lascia intravedere sotto una calza color carne il sodo e vagamente suino polpaccio. Da sempre ha sognato di sfilare a piedi in paese e la fotografia di rito fuori dalla chiesa col marito incravattato e la nipote con la veste bianca. Ma al massimo può oggi sperare di non venir centrata da qualche borraccia sbadatamente perduta da qualche ciclista.
  • I defunti. Già, pare di sentirli discutere nei composanti di tutta la provincia, come in una moderna Spoon River : al mio funerale mi avevano negato la chiusura del provinciale, anche solo per 10 minuti. Non sono nemmeno riuscita a sentire cosa dicevano i miei parenti durante il corteo, avevo i motorini e le macchine che mi scorrazzavano a fianco…

 

Nonostante tutti questi guastatori ed i veti incrociati Felice Gimondi resiste e anzi, oggi festeggia la ventiduesima edizione della sua Gran Fondo. E se dopo il traguardo hai 5 minuti di tempo Felice, passa dal Quirinale e spiega al Presidente il come si fa. Felice Gimondi salvaci tu!

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