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I top ed i flop della serie A 2017/2018

ATALANTA – E’ arrivata l’Europa per il secondo anno di fila, anche se attraverso le forche caudine dei preliminari estivi e dopo un campionato caratterizzato da diversa discontinuità, nonostante sia un’altra stagione positiva. Dopotutto non si poteva certo eguagliare il fantastico 2017. Tre posti in meno e 12 punti di ritardo rispetto a quell’irripetibile stagione. Peccato per l’uscita prematura dall’Europa League, dopo un girone fenomenale. Resta comunque l’acuto delle semifinali di Coppa Italia, dove sarà testa di serie anche il prossimo anno.

I TOP – Pur meno devastante della passata stagione, buona stagione di Gomez. Bene come sempre Cristante, Freuler, Ilicic e Caldara, seppur meno della passata stagione, bene gli inserimenti di Palomino, Castagne e Gosens. Solito sgobbare di Petagna. Affidabile Berisha tra i pali, bene Toloi ed Hateboer, eccellente la tenuta di Masiello. Qualche lampo da Mancini, ok De Roon. Peccato il grave infortunio finale di Spinazzola. 

I FLOP – Non è stato un fenomeno Cornelius, Haas troppo acerbo, Rizzo mai visto, peccato alla rinuncia di Kurtic. Mai esplosi i giovani Bastoni e Melegoni. Inutile il rientro di Latte Lath, davvero persosi.

IL BOOM – Musa Barrow è stata l’arma in più: veloce, spettacolare, tecnico, talentuoso. Tre gol negli ultimi due mesi di campionato, quando è stato utilizzato con più continuità. Non male.

BENEVENTO – La prima esperienza in serie A si è conclusa con la retrocessione immediata. Fatali le 14 sconfitte iniziali,, poi il gol del portiere Brignoli al Milan e le prime vittorie, dopo la rivoluzione invernale di mercato, hanno ridato gioco e dignità alla squadra, ma non è bastato. Resterà nella storia il successo di San Siro il giorno prima della matematica retrocessione. Non male comunque i 17 punti del girone di ritorno, non fosse buttata l’andata, con soli 4 punti (uno nelle prime 18)…

I TOP – Buone scoperte gli arrivi invernali di Diabatè, Sandro, Guillherme. Bene Cataldi. Appena sufficiente Iemmello. Coda e Ciciretti unici salvi dell’andata. Salvabile l’applicazione di Antei in difesa. Brignoli ha avuto il boom del gol al Milan, poi ha perso il posto. Comunque bravo De Zerbi a rivitalizzare la squadra.

IL FLOP – Si è visto poco da Parigini e Lombardi, che avrebbero avuto l’occasione peer farsi vedere. Discontinuo D’Alessandro, in porta niente esaltazioni tra Belec e Puggioni. Troppo fumoso Tosca, poco da Memushaj.  Difficile salvarne in difesa.

IL BOOM – Scovato dalla Primavera sannita, Enrico Brignola è emerso a gennaio col primo gol in serie A, ed ha dimostrato di essere un giovane attaccante interessante. L’Atalanta ha già messo gli occhi su di lui. Anche lo sconosciuto Diabatè, è emerso con gol importanti, come la doppietta alla Juventus, venendo dalla Turchia.

BOLOGNA–  Annata ancora senza grandi acuti, una salvezza tranquilla, arrivata con quattro turni d’anticipo, anche se poi il rallentamento finale, con quattro sconfitte, ha suscitato qualche malumore. Due punti in meno rispetto al 2017.

I TOP – Simone Verdi sicuramente. Il sua rifiuto invernale al Napoli lo ha eletto ancora più leader. E poi solita stagione discreta di Destro, ancora qualche lampo di Palacio, bene Pulgar, De Maio e Donsah. Promosso Poli, discreto Nagy, bene Mbaye.

I FLOP-  Di Francesco un passo indietro, è uscito poco tra gli ex ternani Falletti ed Avenatti, inutile Valencia, così come Petkovic, poi ceduto. Non un granchè lo scambio MaiettaRomagnoli con l’Empoli.

IL BOOM – Ottima prima parte del funanbolico Okwonkwo, poi ceduto in prestito al Brescia. Però sicuramente ha sorpreso in positivo. Peccato, la sua cessione si è fatta sentire.

CAGLIARI – Salvezza soffertissima, dopo che i sardi sembravano spacciati a due turni dal termine. Il successo di Firenze il capolavoro. Troppi errori arbitrali contro, per fortuna non hanno influito sulla permanenza. Ben 8 punti in meno rispetto alla passata stagione.

I TOP – Pavoletti, arrivato in extremis dopo la rottura con Borriello, non ha deluso le aspettative. Bene Joao Pedro, prima dello stop per doping. Grande stagione di Ceppitelli dietro, anche Romagna in crescita. Bene Cigarini e Pisacane. Da riprovare Lykogiannis. Solito soldatino Padoin.

I FLOP – Non grande stagione realizzativa di Farias e Sau, poco da Andreolli, Dessena e Deiola, deludente Giannetti, acerbi Ceter e Caligara, un passo indietro per Ionita. Inutile il rientro di Han, dopo l’ottima prima parte a Perugia.

IL BOOM – Stagione sicuramente da incorniciare per Nicolò Barella: 6 gol, assist ed un crescendo continuo. Farà strada.

CHIEVO – Salvezza sofferta, assaporando quest’anno anche la zona retrocessione a pochi turni dal termine. L’esonero di Maran e l’arrivo di D’Anna hanno ridato fiato al Chievo per la salvezza, con tre successi finali e tre punti in meno rispetto al 2017.

I TOP – Senza i gol di Inglese sarebbe stato un problema. Buona scoperta il polacco Stepinski, ottimo il contributo di Giaccherini, acquisto di lusso di gennaio, bene Hetemaj, bella scoperta Di Paola in difesa, poi la tenuta dei califfi Gamberini e Dainelli. Bene gli esperti Cacciatore, Birsa e Castro.

I FLOP – Più evanescente nonno Pellissier, meno incisivo Meggiorini, a lune Bastien e Pucciarelli, inutile Leris, poco utilizzato Jarozynski. Non esplosivo Tomovic.

IL BOOM – Dodici reti e da solo ha retto l’attacco: Roberto Inglese è pronto per il Napoli, che detiene il suo cartellino.

CROTONE – Partenza da incubo, col gol trovato solo alla quinta giornata, poi una stagione tra alti e bassi: Zenga sembrava trovare la ricetta salvezza, i pareggi con Inter e Juve, la vittoria di Udine che sembrava mettere in salvo, segita dal trionfo sul Sassuolo. Avesse vinto alla quart’ultima in casa Chievo si sarebbe salvato in anticipo, invece nelle ultime tre giornate il capitombolo, con un solo punto e le vittorie delle altre concorrenti. Niente miracolo, retrocede facendo un punto in più dell’anno scorso. Il pari con la Lazio alla penultima serve solo per togliere la Champions ai capitolini.

I TOP – Oltre a Simy, stagione positiva di Trotta e Budimir. E’ rinato Mandragora, solita affidabilità di Ceccherini, Barberis e Martella, in extremis, riabilitato Tumminello, Benali inserito troppo tardi. Ottimo Cordaz tra i pali, bene Stoian.

I FLOP – Passo indietro per Rohden e Nalini, non ha fatto boom il ritorno di Ricci, acerbi Crociata e Zanellato, pochi lampi da Diaby, inutilizzato Izco, a strappi Ajeti, poco da Capuano e Pavlovic.

IL BOOM – Dopo una stagione in chiaroscuro, è esploso Simy, soprattutto dopo il gol in rovesciata alla Juve. E’ stato tutto inutile, ma lui può fare strada.

FIORENTINA – La tragedia Astori è stata una mazzata tremenda per il club, che da allora, paradossalmente, dopo una stagione mediocre, ha dato nuovi impulsi alla squadra, che con sei vittorie consecutive ha agganciato l’Europa League. Poi il nuovo calo nel finale, con l’Europa che si è allontanata, ma sarà comunque testa di serie in Coppa italia, grazie all’ottavo posto finale. Stesso posto del 2017, con tre punti in meno.

I TOP – Stagione al top per il Cholito Simeone, soprattutto per la tripletta al Napoli. Bene Chiesa, rilanciati Biraghi, Benassi e Laurini, belle scoperte Veretout, Pezzella, Eysseric, bene Sportiello tra i pali. Discreto Thereau, ma nel ritorno è quasi sparito. Bella scoperta Dabo, solito lavoro da Badelj.

I FLOP – Lo scambio Babacar-Falcinelli col Sassuolo non ha giovato: l’ex sassolese è rimasto a zero gol. Anche Saponara sotto gli standard, da rivedere i vari Olivera, Bruno Gaspar, Milenkovic e Hugo.

IL BOOM – Arrivato quasi in sordina, Jordan Veretout ha confermato le sue qualità di fantasista e specialista dei calci da fermo.

GENOA – Nessun  acuto nè crollo rispetto all’anno scorso: ancora un’annata passata sulla sopravvivenza, con salvezza raggiunta in anticipo, prima rispetto all’anno scorso, Migliorato comunque il 2017 di cinque punti e quattro posizioni, nonostante le quattro sconfitte finali.

IL TOP – Ceduto il Cholito, è mancato un bomber vero, anche se Lapadula e Pandev sono stati comunque discreti. Positivo l’inserimento invernale di Medeiros. Bene gli inserimenti in difesa di Migliore e Rossettini, bene Perin, se non avesse predisposizione agli infortuni. Anche Taarabt non disprezzabile. Graduale il ritorno in campo di Pepito Rossi, uscito nel finale. Solito faticatore Laxalt.

IL FLOP – Galabinov è rimasto lontanissimo dalle medie della serie B, sfortunati Spolli, Hiljemark e Rosi. acerbo El Yamiq. Niente di che da Veloso, Omeogna e Cofie.

IL BOOM – Ottimo inserimento di Daniel Bessa, arrivato a gennaio dal Verona. Tecnico, veloce ed imprevedibile.

INTER – La qualificazione in Champions all’ultimo respiro ha riscattato la solita stagione mediocre, con testa della classifica toccata a dicembre, ed un successivo periodo, da metà dicembre a fine febbraio, inguardabile. Ora con il ritorno in Champions dopo due stagioni si potrà anche investire di più, non solo con De Vrij e Asamoah, già certi. Tre posti e dieci punti in più rispetto al 2017.

I TOP – Icardi è un bomber assoluto, secondo titolo marcatori, segnando tre gol in più del 2017. Bene Perisic, a centrocampo bene Borja Valero, Vecino e Candeva, positivo l’inserimento invernale di Rafinha. Buon contributo di D’Ambrosio, da riscattare Cancelo. A tratti spettacolare Skriniar. Sufficiente Gagliardini.

I FLOP –  Eder resta sempre al di sotto degli standard, acerbo Karamoh, non azzeccato Lisandro Lopez, da sciagura Santon, così così Ranocchia

IL BOOM – Come già confermato a Genova,Milan Skriniar è stato decisivo negli esterni dell’Inter: il giocatore che aveva bisogno, anche in fase realizzativa, con 4 centri.

JUVENTUS – Entra nella storia col settimo scudetto consecutivo, abbinandolo anche alla quarta Coppa Italia di fila . Solo in Champions le cose non sono andate molto bene, sfiorando la Grande rimonta col Real ai quarti.  Un attivo di 4 punti rispetto alle ultime due stagioni, con 30 successi in campionato e record d’imbattibilità sfiorato (959′). L’estenuante duello col Napoli si è risolto in primavera. Servirebbe ora una maggior dimensione europea, ma le diverse partenze (Buffon in primis) obbligheranno a rivoluzionare la squadra in estate.

I TOP – Inizio straordinario per Dybala, che poi anche a causa di un infortunio è sparito fino a dicembre, per poi riapparire a marzo, nella fase cruciale della stagione. Meno incisivo, ma sempre decisivo Higuain, Ottima stagione, anche in fase realizzativa, di Khedira. Bene Cuadrado nel nuovo ruolo di terzino e Matuidi, discreto Bernardeschi, sempre guerriero Mandzukic. Betancur in fase di crescita. Regge bene Buffon, ma anche Szcezsny ha dimostrato il suo valore. Bene Benatia e Rugani, anche se con qualche passaggio a vuoto che poteva essere fatale. Le correzioni in corsa di Allegri spesso sono state devastanti. Alex Sandro, nonostante il record di gol, è stato meno appariscente, ma comunque importante.

I FLOP – Stagione da ex per Lichtsteiner e Marchisio; Asamoah non ha fatto cose memorabili, ed anche Barzagli è parso spesso in affanno. Anche Chiellini ha mostrato qualche scricchiolio.

IL BOOM – Acquisto azzeccatissimo quello di Douglas Costa: il brasiliano con le sue sgroppate ha preso in mano la squadra nel finale di stagione. Vedasi gare con Benevento, Samp e Bologna.

LAZIO – La Champions League beffardamente sfuggita all’ultimo turno, dopo averla accarezzata ormai per quasi tutta la stagione: obiettivi svaniti per un soffio, viste anche la finale di Coppa italia mancata ai rigori e l’incredibile batosta di Salisburgo in Europa League, figlia di un calo di concentrazione fatale, lo stesso che le ha sottratto la coppa maggiore. Gli infortuni e gli episodi arbitrali contrari han fatto il resto.Alla fine eguaglia il quinto posto della passata stagione, persino con due punti in più.

IL TOP – Ciro Immobile ha raggiunto quote stratosferiche ed ha vinto per la terza volta (seconda in serie A) con tre squadre diverse, la classifica marcatori di serie A. Milinkovic-Savic è ormai un top player, strepitosa anche la stagione di Luis Alberto. Bene Lukaku, Lulic e Parolo, continuo Strakosha tra i pali, ottimo De Vrij, anche se ha troppa predisposizione agli infortuni. Discreto l’inserimento di Caceres, da salvare Caicedo. Bene Lucas Leiva, come sostituto di Biglia, e Marusic

I FLOP – Il talentino Murgia, dopo il gol della Supercoppa italiana, è sparito. Nani non è stato un satanasso,incomprensibile l’arrivo di Di Gennaro, anche altri giovani come Palombi e Crecco tagliati fuori. Poco da Luis Filipe, Basta poco utilizzato.

IL BOOM – E’ esploso sottorete Luis Alberto, giocatore di grandi qualità e di movimento. In doppia cifra alla seconda stagione, l’uomo in più.

MILAN – Nonostante il mercato faraonico, lo scudetto è stato un miraggio, ed alla fine è arrivato il secondo sesto posto di fila, con l’unica eccezione dell’Europa League diretta. Onore comunque a Gattuso per aver ridato un po’ di grinta e coraggio alla squadra, smarritasi con Montella, che all’andata aveva perso tutti gli scontri diretti che le squadre che la precedevano.  Un punto in più del 2017.

I TOP – Tornato a tempo pieno, Bonaventura ha fatto una grande stagione. Bene Suso e Calhanoglou, bene in difesa Romagnoli e Rodriguez, a sprazzi Bonucci, mentre Donnarumma, pressato da contratto e popolarità, ha alternato papere a grandi interventi. Non fenomenale, ma neppure scarso Kalinic. Non male Kessie, discreto Biglia.

I FLOP-  Andrè Silva non è stato in campionato lo spietato bomber europeo, neppure Borini ha fatto granchè. Il grave infortunio ha tolto subito di mezzo Conti, male Zapata, da rivedere Musacchio e Calabria. Passo indietro di Locatelli rispetto al 2017.

IL BOOM – Patrick Cutrone non era certo tra gli acquisti faraonici della proprietà, eppure, dopo aver sorpreso nei preliminari estivi di Europa League, ha segnato subito nel debutto in campionato a Crotone, ed è stato impiegato con continuità, tìricavandone alla fine 10 gol. Dal nulla una giovane promessa.

NAPOLI – Un annata pazzesca, conquistando ben 91 punti, e diventando la migliore seconda di sempre. Solo una super Juve ha fatto meglio, ma in circostanze normali sarebbe stato scudetto a mani basse, visto che con questo punteggio chiuse la Juve scudettata del 2016 e 2017. Un titolo di campione d’inverno, poi smarrimento a marzo e dopo la vittoria storica a Torino, che sembrava dare il titolo, poi il tonfo di Firenze 8primo in trasferta dopo due anni) e il pari col Torino hanno fatto rinunciare al sogno. Ben cinque punti in più dell’anno scorso, già a punteggio record, con un posto in più. Peccato alla rinuncia a tutte le altre competizioni per inseguire il sogno: la rosa ristretta è stata un forte limite.

I TOP – Solita stagione di alto rendimento per Mertens, Insigne, Hamsik (quest’anno col record di gol in azzurro) e Callejon. Eccellente centrocampo con Zielinski, Jorginho ed Allan, rilanciati Albiol e Tonelli, ottimo inserimento di Mario Rui per sostituire l’infortunato Ghoulam. Devastante il ritorno di Milik nel finale.

I FLOP – Innanzitutto, la sindrome di accerchiamento ed i spiacevoli veleni appena lo scudetto è sfuggito, tra pantomime di avvocati napoletani ed accuse su contemporaneità e varie. Sul campo sotto le attese Chiriches, Rog e Ounas, inutili Leandrinho e Milic, mai schierati, poco sfruttato Diawara. Chiude in sordina Maggio con il Napoli

IL BOOM – Stagione assolutamente eccezionale per Kalidou Koulibaly: il giovane franco-senegalese è maturato molto sia in difesa, che in attacco, col leggendario gol in casa della Juve che non ha portato però allo scudetto.

ROMA – Dopo le cessioni illustri è riuscita, dopo una buona partenza ed una caduta, a risalire fino al terzo posto ed a rimanere in Champions, che quest’anno ha difeso fino alle semifinali, anche se sono stai ben dieci i punti in meno rispetto allo storico secondo posto dell’anno scorso. Peccato per le troppe sconfitte casalinghe, ben sei, arrivate contro le prime otto. L’acuto di Napoli ha portato alla rinascita Champions.

I TOP – Qualche gol in meno di Dzeko, ma sempre decisivo, ok anche El Shaarawi, Perotti e Nainngolan, promossi Kolarov, Pellegrini, Allison e Strootman, bene l’affiidabilità di Manolas e Fazio, ottima tenuta di De Rossi e Florenzi.

I FLOP – L’attacco, a part il Faraone ed i, bosniaco, piange: Schick ha sbagliato troppi gol, Defrel è stato una sciagura. Acerbo Karsdorp, inutile Jonathan Silva, non bene Gonalons.

IL BOOM – Bel colpo l’ingaggio del turco Cengiz Under: gol e prestazioni decisive.

SAMPDORIA – Una super partenza, con sei successi interni di fila, a ritmo della Samp scudettata, un sesto posto che sembrava certificare il ritorno in Europa, poi il terribilie calo da febbraio scivolando sempre più giù, fino alle tre sconfitte finali che l’hanno fatta scendere fino al decimo posto. Un posto in meno, nonostante i sei punti in più. Nonostante tutto, è rimasta in corsa per l’Europa fino a tre turni dal termine, ed i successi di bergamo ed al 93′ col bologna sembravano averla rilanciata.

I TOP – Solito alto contributo di Quagliarella, ben affiancato da Zapata. Bene Linetty e Praet, ok Ferrari e Silvestre in difesa, promossi Ramirez, Torreira e Caprari. Barreto ok.

I FLOP – Non promossi Alvarez, Capezzi e Sala, neppure l’arrivo di Strinic ha convinto. Poco da segnalare da Verre, inutile Andersen. Da rivedere Regini e Murru.

IL BOOM – Buona scoperta il bomberino polacco David Kownacki: vero erede di Schick,può ancora migliorare.

SASSUOLO – L’obiettivo era la salvezza senza tanti squilli di tromba, raggiunto facilmente nonostante un lungo periodo senza vittoria (è stata l’ultima a vincere nel 2018). Tuttavia, 11mo posto finale, uno in più rispetto al 2017, ma con tre punti in meno.

I TOP – Berardi, tra un infortunio e l’altro, ha retto bene, discreti Missiroli e Sensi, bene Peluso e Letschert. Ottima tenuta di Acerbi.

I FLOP – Ci si aspettava qualche gol in più da Babacar e Matri, Lirola è sparito, a causa dell’infortunio, acerbo Dall’Orco, Ragusa non ha fatto gol, troppi errori di Rogerio, da rivedere Lemos e Pierini.

IL BOOM – Stagione della consacrazione per Matteo Politano: la mezzapunta, nota per il rifiuto al Napoli nel mercato invernale, è stata decisiva per le sorti dei neroverdi, con gol anche pesanti. Difficile resti ancora in Emilia.

SPAL – Una salvezza costruita soprattutto nel girone di ritorno, dopo che all’andata sembrava più in difficoltà: la mini serie di 8 gare senza perdere in primavera, anche se con ben sei pari di fila (tra cui quello con la Juve) hanno dato spinta, sempre a ridosso di terz’utimo e quart’ultimo òposto, poi ha vinto il duello col Crotone vincendo lo scontro diretto allo Scida e con i successi finali su Benevento e Sampdoria.

I TOP – Antenucci sembrava l’ultima scelta nello scacchiere di Semplici, ha finito con l’essere il capocannoniere. Bene Meret tra i pali, parziale riscatto di Paloschi, mentre Floccari ha svolto il ruolo di punta di riserva. Rilanciato Mattiello, bene Grassi e Kurtic, che ha sostituito Rizzo, fin lì ok, ha retto Schiattarella, più che promosso Vicari. Buon contributo di Felipe e Viviani.

I FLOP- Borriello, arrivato in pompa magna dopo la fuga da Cagliari, ha fatto un gol alla seconda giornata, tanto da aggiornare il suo score di bomber giramondo, poi è sparito. Non ha mantenuto le promesse Bonazzoli, inutile Dramè, da rivedere Konatè, Everton Luiz e Vaisanen. Non esaltanti Cionek e Salamon, mai visto Vitale.

IL BOOM – Grande stagione all’esterno di Flavio Lazzari, giocatore importante per l’economia della squadra. Finalmente l’anno della consacrazione, dopo tanto peregrinare tra serie B e C.

TORINO – Stagione quasi fotocopia del 2017, stessa posizione, nona, con un punto in più, grazie al finale dignitoso giocato senza obiettivi, dopo aver avuto l’Europa League nel mirino per diverse giornate. Positivo l’ingaggio di Walter Mazzarri per Mihajlovic.

IL BOOM – Tenuto dalla società evitando ulteriori prestiti, Simone Edera si è dimostrato un giocatore veloce e guizzante. Deve solo affinare la cattiveria sotto rete.

I TOP – Belotti ha dimezzato il bottino rispetto alla passata stagione, ma comunque ne ha fatti 10 alle prese con problemi fisici. Ottimo Iago Falque, affidabile Ljajic. Positivi De Silvestri, Obi e Baselli, bene N’Kolou. Bene la tenuta di Molinaro e Moretti, sufficiente Ansaldi.

I FLOP – Ci si aspettava di più da Berenguer e Rincon, non esaltante Niang, Burdisso pare un ex, visto poco da Valdifiori. Bonifazi andava pestato.

IL BOOM – La società ha voluto trattenerlo da altri prestiti, e nonostante l’impiego a strappi, Simone Edera ha dimostrato che può avere un futuro.

UDINESE – Stagione assurda, partita malino, poi chiusa in rimonta europea con cinque successi consecutivi a fine 2017 grazie all’arrivo di Oddo per Delneri, poi il clamoroso incubo con 11 sconfitte di fila e l’arrivo di >Tudor che ha portato alla salvezza vincendo praticamente le ultime due gare contro squadre senza obiettivi. L’ultima col bologna ha interotto una serie di sei ko interni. Pazzesco.. Alla fine passivo di soli cinque punti.

I TOP – Lasagna si è confermato un attaccante con i fiocchi. Nella prima parte di stagione, sicuramente Fofana e Jankto, ma anche De Paul, Samir e Danilo. Bizzarri è stato preferito a Scuffet, discreti Adnan, Srtyger-Larsen e Nuytnik. Ok Widmer.

I FLOP – Stagione non da incorniciare per Maxi Lopez e Perica, prova fallita per Pezzella e Zampano, non molto da Halfredsson ed Ingelsson.

IL BOOM – All’andata era stato uno dei protagonisti, prima del flop collettivo del girone di ritorno: il ceco Antonin Barak è stato l’uomo ovunque dei friulani. Peccato per il crollo generale, che ha coinvolto tutti.

VERONA – Retrocessione già praticamrnte annunciata dopo la cessione dei pezzi migliori a gennaio (Pazzini, Caceres, Zuculini, rimanendo tutta la stagione in zona retrocessione, fatti eccezione l’ottavo e nono turno Ha occupato il penultimo posto ininterrottamente dal tredicesimo turno, anche se la salvezza è stata per parecchie giornate a tiro, nonostante siano stati troppo isolati gli acuti (come il 3-0 al Milan o il 4-1 a Firenze). Indegna chiusura di stagione con 7 sconfitte, 9 nelle ultime 10 giornate. Ed un finale con dirigenza ed allenatore invisi alla tifoseria. Una ssciagura, persino peggio del Benevento.

I TOP – Quando sono stati ceduti, Caceres, Bruno Zuculini e Bessa erano tra i migliori. Buona stagione di Caracciolo, qualche guizzo da Verde, Cerci ha retto con l’esperienza, Kean ha regalato qualche lampo prima dell’infortunio. Si salva anche Ferrari. E capitan Romulo.

I FLOP – Attacco inesistente: Pazzini almeno con qualche rigore aveva tenuto su la squadra, poi affidarsi a Petkovic, Matos, Fares ed Aarons un autentico suicidio. In porta tra Nicolas e Silvestri stendiamo un velo pietoso. Un guizzo a Firenze di Vukovec, poi ciao. Inutile citarne altri.

IL BOOM – Seppur utilizzato pochissimo, il sudcoreano Lee ha dimostrato grandi mezzi, come notato nel bellissimo ed inutile gol a Donnarumma nel giorno della retrocessione. Merita un annata da protagonista in serie B.

Informazioni su diego80 (2317 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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