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The Real Wedding…

Giravano voci che, quando nel 1981 Carlo d’Inghilterra sposò Diana Spencer, nello stesso anno il Liverpool avesse vinto la Coppa dei Campioni (allora si chiamava così) battendo il Real Madrid in finale. Una settimana fa abbiamo assistito al matrimonio di Harry, il secondogenito di Carlo e Diana, ed anche stavolta, affidandosi alla cabala, si pensò che il fato si potesse ripetere, col Liverpool nuovamente finalista (ora della Champions) ancora contro il Real Madrid.

Ma stavolta c’è stato poco da fare, anche per la sorprendente squadra di Klopp, che contro la corazzata di Zidane ha retto bene, nonostante l’infortunio della stella Salah, azzoppato dal solito Sergio Ramos (si parla anche di Mondiale a rischio), punita da un grande gesto tecnico di Bale, appena entrato per Isco, e da due paperone del portiere Loris Karius, decisive per l’assegnazione del trofeo. I cannibali madrileni vincono la loro tredicesima coppa, la terza di fila, quarta negli ultimi cinque anni, per un egemonia che non sembra aver fine, affiancando all’altra coppa europea, l’Europa League, vinta dai cugini dell’Atletico dieci giorni fa, per uno spettacolare derby da giocare la sera di Ferragosto, con Madrid che, come prevedibile, eguaglia Milano nel 1994 vincendo due coppe europee.

Una finale vinta anche senza i gol di Cristiano Ronaldo (comunque capocannoniere per la quarta volta consecutiva, con 15 gol, quattro più di Salah e cinque più di Firmino, gli altri due finalisti), che non ha segnato nelle ultime tre gare del torneo, che ieri nelle sue dichiarazioni post partita (“è stato bello giocare nel Real”) ha fatto quasi capire di voler chiudere la sua avventura da madridista. Ci sarà tutto il tempo per dare un peso alle sue parole, nel frattempo il Real è ancora lì a dettar legge, tra bravura, abitudine a questi palcoscenici e fortuna (molta) che si presenta al momento giusto. Come ai quarti, quando dopo che la Juve riuscì in modo quasi insperato a pareggiare lo 0-3 subito all’andata, si presentò sotto forma di calcio di rigore al 90′.

IL CAMMINO DEI BLANCOS – Solo due intoppi per l’armata madrilena: perso subito il titolo in patria, ai Blancos non è restato che inseguire la coppa, e nel girone l’unico ostacolo è stato rappresentato dal Tottenhamm: la squadra inglese si è presa il primo posto del girone, strappando un pari al Bernabeu (1-1) e poi vincendo in casa per 3-1. I cinque punti persi sono stati decisivi per il piazzamento finale, avendo poi battuto due volte le altre dirimpettaie Borussia Dortmund ed Apoel Nicosia.

Agli ottavi arrivava la sfida col temibile PSG, ma il Real ridimensiona subito lo squadrone francese: al vantaggio parigino con Rabiot rispondono CR7 con un doppietta, e Marcelo. ma il capolavoro il Real lo compie nel ritorno al Parco dei Principi, andando a vincere per 2-1 con CR7 e Casemiro.

Nei quarti di nuovo sfida con la Juventus, per la rivincita della finale di Cardiff, ma il Real all’andata all’Allianz Stadium è persino più spietato, con Ronaldo che farà conoscere a tutti la sua rovesciata, tanto da farsi applaudire anche dal pubblico di casa. Il 3-0 potrebbe essere anche più ampio (anche due traverse), ma nel ritorno il Real sottovaluta forse un po’ troppo la squadra di Allegri che all’ora di gioco ha già pareggiato incredibilmente il passivo. Il tecnico italiano non ha avuto però la capacità del colpo risolutore per finire definitivamente il Real ed entrare nella leggenda, e così arriva come una provvidenza il fallo da rigore di Benatia, l’espulsione di un risentito Buffon ed il rigore di CR7 che evita al Real fatiche supplementari.

In semifinale nuova rivincita col Bayern Monaco, ma il gol di Kimmick dei bavaresi viene ribaltato nella gara d’andata a Monaco da Marcelo ed Asensio. Nel ritorno al Bernabeu ancora Kimmick spaventa i Blancos, ma una doppietta di Benzema rimette le cose a posto, prima del gol dell’ex James Rodriguez ridia ancora pepe alla sfida, che però vedrà il Real difendere streguamente il 2-2 finale con un po’ di buona sorte: il Bayern si lamenterà per diversi episodi di rigore a proprio favore non concessi nella doppia sfida, ma la storia dice che è il Real ad andare avanti. Fino all’epilogo finale.

 

Squadra 1Ris.Squadra 2
Real Madrid Spagna3 – 1Inghilterra Liverpool
Kiev
26 maggio 2018, ore 20:45 CEST
Real Madrid3 – 1
referto
LiverpoolNSC Olimpiyskiy (61 561[31] spett.)

Arbitro:Serbia Milorad Mažić

 

LE ITALIANE – Benissimo la Roma, sufficiente la Juve,male il Napoli: il cammino delle tre italiane è stato caratterizzato da alti e bassi: a sorpresa però è la squadra di Di Francesco che riesce a far meglio di tutte, chiudendo imbattuta in casa (con 5 vittorie ed un pari, con solo due gol subiti, quelli dal Liverpool in semifinale) a cui fanno da contrasto solo un successo esterno, quello in casa del piccolo Qarabag. Però il primo posto conquistato in un girone ritenuto proibitivo, davanti al Chelsea di Conte ed all’Atletico Madrid, poi la “rimontina” con lo Shaktar negli ottavi, la “rimontona” al Barcellona nei quarti, per un 3-0 da leggenda che rimonterà un 1-4, e poi la rimonta mancata al Liverpool, con quella follia dell’andata e quel parziale di 0-5 ad Anfield dopo 75′ che sono stati decisivi, più dei due gol successivi romanisti e dell’inutile 4-2 del ritorno, che ha avuto il merito di spezzare l’imbattibilità europea dei Reds. Non esaltante il cammino della Juve, seconda nel girone dietro al Barcellona, e dopo aver sofferto per tenersi dietro il coriaceo Sporting Lisbona. Negli ottavi lo shock col Tottenhamm, con un 2-0 gettato e divenuto pari, con lo shock dello svantaggio a Londra e l’apoteosi della rimonta in 5 minuti che ha punito l’inesperienza degli Spurs. Poi ai quarti è andata come tutti sappiamo col Real: un’andata in cui la Juve è stata travolta ed un ritorno da cuore grande, prima che le scelte rinunciatarie di Allegri e la stanchezza sopravvenuta fossero fatali per il finale. Resta la consolazione di essere l’ultimo club ad aver eliminato i Blancos e ad essere stato ad un passo quest’anno, essendo comunque la prima italiana che vince tre volte nella sua storia al Bernabeu. Peggio il Napoli, che, dopo aver estromesso il Nizza di Balotelli nel playoff agostano,  in un girone non irresistibile, col solo City a fare da spauracchio, è uscito con 2 vittorie e ben 4 sconfitte. , con l’unico punto alto del 3-0 allo Shaktar che sembrava potesse far bene sperare. Ora tutte e tre ci riproveranno da settembre, direttamente al girone, con l’aggiunta dell’Inter , tornato in Champions dopo sei anni. E chissà che per vendicarci del maltolto, a Madrid nel 2019 la finale non parli italiano…

2014: battuto l’Atletico Madrid per 4-1 dopo i supplementari: il Real di Ancelotti vince la Decima, tornando al successo dopo 12 anni.

2016: Battuto l’Atletico Madrid ai rigori, e sono 11

2017: Battuta la Juve 4-1 a Cardiff: e sono 12

2018: 3-1 al Liverpool, e per Zidane sono tre su tre.

 

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Informazioni su diego80 (2265 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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