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Pertini, il populista con mazze e pietre

Domenica sera è svanito il primo tentativo, dopo oltre tre mesi di attesa, di formare il governo, dopo il veto di Mattarella sull’economista Paolo Savona, scelto da Lega e movimento 5 stelle per il ministero dell’economia, con le conseguenti dimissioni del premier incaricato Giuseppe Conte. Diverse sono state le reazioni sul web, da chi chiedeva l’impechment del Presidente della Repubblica, senza magari saper bene cosa volesse dire, al ripasso dell’articolo 92 della Costituzione Italiana sull’uso corretto dei poteri costituzionale, sulla leggenda dei ministri o dei capi di stato “eletti dal popolo”, sulla democrazia che traballa, sullo spread, i mercati europei, sulla Merkel, su quanto più possa scatenare gli utenti di social e siti in particolare.

 

Ma oltre ai vari politici ed economisti emersi per l’occasione, tornano anche i condivisori di bufale: In particolare, quella già nota, di Sandro Pertini difensore del popolo, in una nuova versione “stampata” su manifesto elettorale.

Il post è anche sgrammaticato, trovandosi pure assente delle virgole, che a seconda di dove sono poste cambierebbero il significato del post (provate a mettere la virgola dopo “vuole” rispetto a dopo “popolo”, e vedrete che cambierà il significato).

 

Il post, condiviso da molti nelle ore dopo la crisi politica, in realtà è già stata smentita, anche dalla fondazione Sandro Pertini, già nel lontano 2013 smentì nettamennte la veridicità di quell’affermazione:

 

Non ci risulta che Sandro Pertini abbia pronunciato tale espressione. Certo è che l’idea di democrazia coltivata da Sandro Pertini era strettamente legata al concetto di governo a servizio del popolo per il bene suo e della Nazione. Cordiali saluti Il Vice-Presidente Pietro Pierri.

 

Tra l’altro Pertini in passato fu tra i primi a bocciare la scelta di un ministro: nel 1979 il premier incaricato, Francesco Cossiga, dovette cambiare il ministro della Difesa, per cui lui aveva pensato al nome di Clelio Darida, sindaco di Roma dal 1969 al 1976 e non gradito all’allora presidente Sandro Pertini.

 

Quindi inutile attribuire a Pertini citazioni così “pesanti” su un governo che lui stesso presiedeva. Sarebbe come se un allenatore di calcio andasse a dichiarare “e la squadra n0n funziona, va cacciata con calci nel sedere e schiaffi. Marcelo Lippi a Milano ci provò nell’ottobre 2000, ma poco prima di mollare tutto. Non certo nel pieno dei suoi poteri.

Informazioni su diego80 (2265 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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