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Il punto finale sulla serie B 2017/2018

Si è concluso il campionato di serie B, lo scorso 18 maggio con le promozioni di Empoli e Parma, e le retrocessioni di entrambe le piemontesi, Novara e Pro Vercelli, e della Ternana, dopo tre, quattro e cinque anni. Il 31 maggio, nel playoff, si è aggiunta la Virtus Entella alle retrocesse, mentre i playoff, per via della vicenda Bari, sono stati ritardati di una settimana, ed il 16 giugno ha visto salire il Frosinone. Nella prossima stagione, oltre alle tre retrocesse dalla serie A, Crotone, Verona e Benevento, in serie cadetta ci saranno il ritorno di tre storiche piazze come Livorno, Padova e Lecce, oltre al Cosenza, vittorioso sul Siena nella finale playoff, e di ritorno dopo 15 anni.

 

ASCOLI – Ha ottenuto il massimo col minimo: dopo una stagione difficile, passata tutta nei bassifondi, ha trovato la salvezza ai playout senza neppure segnare, solo grazie al piazzamento in campionato. Situazione difficile, senza neppure un bomber puro: 7 gol sono venuti fuori da Monachello, arrivato nel mercato invernale dal Palermo, mentre ha completamente toppato l’altro arrivo invernale, Ganz, dopo che la sfortuna ha colpito Favilli, con la rottura del crociato a novembre. Qualche briciola anche da Varela, Carpani e Bianchi.

AVELLINO – Salvezza anticipata, com’era nei programmi societari, senza effettuare voli pindarici. I 13 gol di bomber Castaldo, ormai rinato, solo uno in meno dei vice Ardemagni e Asencio messi insieme, quest’ultimo ottima rivalutazione del sodalizio col Genoa che ha portato in Irpinia anche Morosini. In porta si sono suddivisi le giornate Lezzerini e Radu, mentre positivi anche Kresic (con buona pace dell’Atalanta) ed i sempreverdi Laverone e capitan D’Angelo. Occhio anche a Gavazzi.

BARI – Per tutta la stagione ha viaggiato in zona playoff riuscendo a qualificarsi per gli spareggi, poi i pasticcio finale della penalizzazione di due punti ha fatto scendere di una posizione (da sesta a settima), e così è stato decisiva l’inversione del playoff, giocato a Cittadella anzichè in casa. Da ricordare i gol dell’accoppiata GalanoImprota, la solita affidabilità di Brienza ed il buon finale di Floro Flores. Tra i nuovi volti, menzione per lo scozzese Henderson. Non molto azzeccati gli innesti di Kozak e Diakitè, mentre sul futuro si può puntare dal talento di casa Andrada. Ora Fabio Grosso, dopo l’esperienza barese, è diretto  a Verona per una nuova avventura.

BRESCIA – Salvezza ufficializzata all’ultima giornata, dopo essere stata sempre in zona pericolo per tutta la stagione, procedendo ad intermittenza. Faville della coppia gol CaraccioloTorregrossa, 23 gol in due, e la scoperta dell’erede di Pirlo, Sandro Tonali, che sarà un boccone appetibile per il futuro. Ottima stagione anche del figlio d’arte Bisoli, ormai in rampa di lancio per grandi palcoscenici. La scommessa per l’anno prossimo sarà Suazo: l’honduregno è alla prima panchina di un certo livello.

CARPI – Un deciso passo indietro rispetto alla passata stagione, quando raggiunse la finale playoff da settimo in classifica. Ha illuso un po’ nelle giornate iniziali, quando è stato anche in vetta per un turno, ma poi la troppa discontinuità ha impedito di andare oltre, chiudendo in un anonimo undicesimo posto. Ha pagato la rinuncia a tutti i big della serie A, di cui sono rimasti solo Pasciuti e Poli. In attacco si è scoperto il talentino di Malcore, già visto in estate in Coppa italia, anche se è sfiorito nel ritorno, e quindi ci si è aggrappati al solito Mbakogu e a Melchiorri, prestato a gennaio dal Cagliari, che è risultato capocannoniere della squadra. Per l’anno prossimo di riparte dal debuttante Chezzi in panchina, proveniente dalla serie D. Non appariscente Garritano, rispetto a Cesena.

CESENA – Salvezza arrivata all’ultimo turno dopo una stagione trascorsa sul filo del pericolo, con diversa difficoltà a mantenere il risultato. I successi finali su Parma e Cremonese l’hanno lanciata a toccare anche i 50 punti. Grandi scoperte il gambiano Jallow ed il prodotto di casa Moncini, autori rispettivamente di 11 e 8 gol.  Importanti anche Laribi , Schiavone e Kupisz, mentre ci si aspettava di più da Cacia. Bene Fulignati tra i pali.

CITTADELLA – Stagione comunque da incorniciare, col settimo posto finale, diventato sesto dopo la penalizzazione del Bari. Nonostante la rinuncia invernale a Litteri, passato al Venezia dopo aver segnato 5 gol, la rivelazione è l’ivoriano Kouamè, autore di 12 gol, uno dei due stranieri della rosa, assieme al brasiliano Chiaretti. poi gli altri consolidati della rosa, da Schenetti, a Bartolomei, a Salvi, a Settembrini, ad Arrighini, a Strizzolo, a Paleari. Meno appariscente il ritorno di Vido. Unica squadra di serie B a raggiungere gli ottavi di coppa Italia, ha raggiunto le semifinali playoff, uscendo senza perdere. Giusta conferma a Venturato.

CREMONESE  -Campionato suddiviso in due parti: un girone d’andata da rivelazione, trascorso in zona playoff (ad inizio novembre era persino terza), poi il crollo del girone di ritorno, le 18 partite senza successi che l’hanno fatta piombare in zona playout, poi la cinquina al Venezia al penultimo turno che è valsa la salvezza anticipata. Un mix di giovani ed esperti, tra cui si segnala la scoperta del centrocampista Cavion, capocannoniere con 6 gol assieme a Piccolo. Gol e spettacolo da parte di Paulinho, si è fatto ricordare anche Scappini. Tra i califfi bene Claiton, Pesce , Canini ed Arini. Tra i giovani, Macek e Scamacca venivano da prestiti dalla serie A, ed hanno fatto bene.

EMPOLI – La regina incontrastata della serie B: rimasta in zona playoff ad inseguire per tutto il girone d’andata, dopo l’arrivo di Andreazzoli ha messo il turbo da febbraio stracciando la concorrenza e vincendo il campionato con quattro turni d’anticipo. Ha chiuso con una striscia di 28 risultati utili, trascinata dalla coppia gol CaputoDonnarumma, capocannoniere e vice, ed anche dall’apporto di altri protagonisti come Ninkovic, Zajc, Rodriguez, ed altre scoperte come Bennacer, Castagnetti, Lollo, Gabriel e la grinta di capitan Pasqual. Tutto questo, nonostante il grave infortunio di Provedel e degli acciacchi di Donnarumma, con solo tre elementi scesi dalla serie A.

FOGGIA – Partita male, con due cinquine subìte nei primi tre turni ed un girone d’andata chiuso al quart’ultimo posto, con tanto di rescissioni di contratti a gennaio. Nel ritorno, con una striscia di quattro vittorie consecutive è risalita, ed ha sfiorato i playoff nonostante un rischio di fallimento e di ritardi Irpef che ancora adesso fanno temere una penalizzazione in classifica, e che fanno andare di lusso il nono posto finale. Ben 19 gol di bomber Mazzeo, poi si sono segnalati anche Deli, i gol da lontano di Kragl e gli altri attaccanti Beretta e Floriano, autore del gol che ha tolto la serie B diretta al Frosinone. Meno appariscente Nicastro dopo la bella stagione a Perugia.

FROSINONE – Siamo andati vicinissimi ad una nuova delusione: la serie A diretta svanita all’ultimo turno col pari subìto dal Foggia, poi le sofferenze nei playoff, con i due pareggi col Cittadella,e la sconfitta di Palermo nella finale d’andata. Tutto si è risolto nella gara di ritorno, ma il 2-0 del Matusa resta macchiato da gravi episodi di antisportività che segnano il ritorno in serie A dei ciociari. Formidabile l’attacco, con tre giocatori che hanno toccato doppia cifra (Ciano a 14, D,.Ciofani a 13 e Dionisi a 10) in un gruppo storico con molti giocatori che ancora fanno parte dell’ossatura della stagione di serie A, come M Ciofani, Sammarco, Soddimo, Gori e Paganini. Discreto anche l’inserimento invernale di Cibsah, meno quello di Kone, affidabile Terranova. Il cambio stadio, dal Matusa allo Stirpe ha regalato in extremis il grande ritorno.

NOVARA – Per una squadra che sperava almeno in un playoff è arrivata a sorpresa la retrocessione, come un fulmine a ciel sereno, dopo aver navigato fino a poche giornate dal termine in zone medio-basse di classifica. Davvero un peccato questa caduta verticale, sfociata con la sconfitta interna con l’Entella all’ultimo turno, quando vincere avrebbe garantito anche la salvezza diretta. In inverno, la partenza di Da Cruz era stata ben colmata dall’arrivo di Puscas dal Benevento, purtoppo i 9 gol del romeno non sono bastati. Pollice su anche per Moscati, rivelazione del centrocampo dei piemontesi, mentre qualche lampo in attacco è arrivato da Sansone e Maniero, non più l’implacabile bomber dei tempi baresi. Ci si aspettava di più anche da Macheda.

PALERMO – Si è visto sfuggire la serie A nell’ultima partita tra la rabbia generale degli episodi dello Stirpe ed il decisivo calo dell’inizio del girone di ritorno, dopo essere stato campione d’inverno. Il big è stato il brasiliano Coronado, già lanciato a Trapani. Ha visto la riconferma di stranieri già visti in A come Rispoli, Trajkovsky, (segnò anche a Buffon in nazionale)Nestorovsky  e Chochev, riscoprendo il prodotto di casa La Gumina nell’esplosivo finale, ed altri talenti non molto pubblicizzati come Gnahorè e Fiordilino. Rilancio in porta per l’eterna riserva Sassuolo Pomini, che ha scavalcato Posavec. Meno attivi rispetto alla serie A Alesaami e Morganella, serviti a poco gli innesti invernali di Moreo ed Embalo, non molto decisivi i polacchi Sziminsky e Dawidowickz, inutile il belga Fiore.

PARMA – Partito con speranze almeno da playoff, la squadra emiliana ha invece festeggiato persino una promozione diretta, beffando il Frosinone all’ultimo turno,  conquistando in tre anni una storica tripla promozione dalla serie D alla serie A. L’organico era comunque da grande squadra, visti i nomi di Ceravolo ed Insigne jr davanti, assieme al bomber principe Calaiò, autore di 13 gol, ma anche gli ex carpigiani Di Gaudio  e Gagliolo si sono fatti valere.  La grinta di capitan Lucarelli, che ha deciso per il ritiro dopo essere stato l’unico reduce della serie A del 2015, le scoperte a centrocampo di Dezi e Scavone. Di contro, gli inserimenti invernali non esaltanti di Ciciretti (in gol solo nella sfida promozione a La Spezia) e Da Cruz, rimasto a secco. La storiella finale degli sms sospetti pare solo una bolla di sapone.

PERUGIA – La macchia dell’esonero di Breda per sostituirlo con Nesta a playoff raggiunti dopo l’ottavo posto e poi la batosta a Venezia negli spareggi: a che serviva un cambio del genere? Per il resto la squadra umbra, che ha raggiunto per il secondo anno di fila i playoff, ha giocato una stagione meno esaltante del 2017, anche se la coppia Di CarmineCerri, con 37 gol  è seconda solo a quella empolese Caputo-Donnarumma. Peccato aver perso a gennaio il coreano Han, che aveva iniziato con medie gol devastanti, richiesto dal Cagliari senza essere quasi mai utilizzato dopo 7 gol nel girone d’andata. bene anche l’altro bomberino Buonaiuto., a sprazzi Mustacchio, acerbo l’ivoriano Kouan. Da segnalare la crescita di Colombatto e Bandinelli. Sufficiente il rilancio di Diamanti, tesserato a febbraio.

PESCARA – Confermato Zeman dopo la rapida comparsata in serie A, l’obiettivo erano almeno i playoff, ma la discontinuità è regnata sovrana restando sempre a metà classifica a ridosso delle zone alte, poi gli altri cambi allenatori non hanno dato frutti, anzi, la squadra è scesa sempre di più, centrando la salvezza solo all’ultimo turno. Il boemo tuttavia aveva affinato il fiuto del gol del non certo atteso Pettinari, autore di 13 gol, (bene all’andata, meno nel ritorno) scoprendo anche altri giovani come Capone, Mancuso e Valzania, ai quali si è aggiunto a gennaio il guineano Machin. Discreti Fiorillo e Brugman Meno appariscente Coulibaly rispetto al debutto in serie A, inutile Cocco, mentre l’unico flop è stato Latte Lath, rispedito al mittente a gennaio. Non dimentichiamo che in rosa trovano spazio vecchi mestieranti della serie A come Coda, Campagnaro e Bovo.

PRO VERCELLI – La caduta in serie C col penultimo posto finale è stata preannunciata da un mercato debole ed un impoverimento tecnico, dopo anche la cessione a gennaio della rivelazione Firenze al Venezia. Le burocrazie per il tesseramento di Reginaldo, mostratisi più un ex dell’era del romanticismo: così qualcosa si è visto dai gol dei vari Morra, Raicevic e Bifulco. Unici giocatori di categoria, Mammarella e Ghiglione, neppure l’esperto Vives ha potuto far molto, se non qualche gol su rigore.

SALERNITANA – La seconda creatura di Lotito ha centrato una salvezza comoda, unico obiettivo che si potesse prefissare. I 10 gol a testa della coppia BocalonSprocati(quest’ultimo esploso dopo tanta gavetta), sono stati il punto più alto, provando a far dimenticare la gloriosa ed inarrivabile Coda-Donnarumma, dopo la cessione a gennaio dello spagnolo Rodriguez, proprio a far compagnia a Donnarumma ad Empoli. vista la stagione difficile di Rosina e la mancata esplosione di Palombi, arrivato a gennaio dalla casa madre laziale. Tra gli altri positivi, bene l’enigmatico Minala e Pucino, mentre la rivelazione è l’argentino Casasola. Rimandati Vitale, Zito e Signorelli. In porta tutto straniero, col serbo  Radunovic ed il lituano Adamonis.

SPEZIA – Dopo quattro qualificazioni consecutive ai playoff, quest’anno è arrivato solo un decimo posto, sintomo evidente della troppa discontinuità della squadra. Nonostante l’attacco atomico che facesse promettere, il miglior bomber è stato il recuperato Marilungo, unico a raggiungere i 10 gol, poi l’atteso Gilardino, tesserato ad ottobre, si è fermato a quota 6, tanti quanti Granoche, mai così basso come quote, e l’altro attaccante Forte. Palladino, arrivato a gennaio, non si è mai ambientato. Bene anche Maggiore e Terzi, stakanovista De Col.

TERNANA – Stavolta niente miracolo, la retrocessione è stata inevitabile, causa un’impoverimento della rosa, anche se ad aprile, dopo il successo a Perugia, facesse sembrare una nuova a impresa. Rinunciati a tutti gli stranieri (salvo Valjent), si è distinto comunque bomber Montalto, autore di 20 gol, ma anche altri giovani italiani interessanti, come Carretta, Tremolada, Finotto e Signori, arrivato a gennaio, mentre i figli d’arte Favalli e Signorini non sono stati un top, così come il talentuoso portiere in prestito dal Milan Plizzarri, spesso soppiantato da Bleve. Non azzeccato il ritorno invernale di Piovaccari, rimasto a secco, e neppure l’arrivo di Rigione.

VENEZIA – Il miracolo targato Pippo Inzaghi si è fermato al quinto posto ed alle semifinali playoff, tuttavia seppur non abbia emulato il Parma resta una stagione positiva, con una difesa a lungo tra le migliori, e la tenuta di diversi califfi come Domizzi, Bentivoglio e Del Grosso. Ha fatto il suo il figlio d’arte Zigoni, perfetto anche l’inserimento invernale di Litteri, capocannoniere della squadra con 7 gol, in sostituzione di Moreo, passato al Palermo senza grandi acuti. Superpippo ha rivalutato giocatori come Marsura, Falzerano, Stulac, Modolo, Geijo, Pinato e Cernuto, lanciando il giovane portiere Audero, destinato a fare il terzo alla Juve per l’anno prossimo. Inzaghi ora sembra diretto a Bologna, serve dare continuità al lavoro svolto.

VIRTUS ENTELLA – Rimasta per tutta la stagione in zona pericolo, sembrava spacciata al penultimo turno, poi il successo a Novara ha prolungato le speranze, ma la retrocessione è arrivata comunque ai playout, dopo due 0-0 con l’Ascoli, retrocessa per peggior classifica come tre anni fa col Modena, quando però subentrò il ripescaggio.  Non sono bastati i gol della coppia De Luca-La Mantia (7 il primo, 12 il secondo, migliorando il bottino di Vercelli, anche se i due insieme non hanno fatto la media di Caputo). Qualche briciola dai vari Aramu, Pellizzer, Crimi ed Eramo, ma nessuno ha la classe dell’eterno Troiano, terzo bomber della squadra con 4 reti. Nel finale è uscito il giovane Icardi, giocatore dal cognome “pesante”.

Informazioni su diego80 (2317 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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