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In fondo la grandeur francese se l’è meritato.

Pur da mesti spettatori, siamo riusciti ad appassionarci a questi strani mondiali russi senza Italia. Magari non tutti, magari ci può consolare il fatto che altri ci hanno seguito dopo. Fuori la Germania campione ai gironi, fuori Spagna, Argentina e Portogallo negli ottavi, Brasile ed Uruguay ai quarti, inglesi sconfitti in semifinale.

BLEUS ALLA RISCOSSA – Solo la Francia è rimasta l’unica big in corsa fino alla fine ed alla fine ha trovato il successo, sbaragliando la concorrenza: dopo un girone passato al piccolo trotto con Australia, Perù e Danimarca, ha dato il meglio di se nell’eliminazione diretta, eliminando Argentina ed Uruguay, ovvero due grandi nomi fattibili di semifinali, con le stelle Messi e Cavani, oltre che i “vicini” del Belgio in semifinale, relegando l’unica sconfitta mondiale al team di Martinez. Per Deschamps, che da allenatore portò il Monaco alla finale di Champions League e la Juventus in serie A dopo il marasma di calciopoli, il coronamento di una carriera sempre condotta in punta di piedi, con una nazionale in netta crescita: quattro anni fa la rinascita fu una prova generale, con i quarti di finale raggiunti in rasile, poi due anni fa il grande Europeo casalingo, stoppato solo dal Portogallo di CR7 in finale. Una nuova generazione di eroi, dai leader Griezmann a Pogba, ormai stella assoluta di una squadra rodata, a Varane, ad Umtiti, a Lloris, a Matuidi a Tolisso fino all’unica vera stella emersa in questo mondiale: Kylin Mbappè, campione del mondo a soli 19 anni, e quindi con una carriera ancora tutta da definire. Una squadra di molte etnie che si sono integrate perfettamente nella realtà nazionale, giocatori che hanno vinto ovunque: in patria (Mbappè, Fekir, Kimpembe), in Germania, (Tolisso) in Spagna (Varane, Umtiti, Demele), in Italia(Matuidi, ma anche il Pogba juventino), in Inghilterra (Giroud, Kantè). E tutto lasciando a casa quella che doveva essere l’altra stella attesa, quel certo Rabiot..  9

Onore comunque alla seconda. In un podio in cui sono salite per la prima volta Croazia e Belgio ed ha visto tornare l’Inghilterra in semifinale dopo 28 anni, la nazionale di Dalic ha sicuramente sfiorato un miracolo sportivo inimmaginabile fino a poco tempo fa: dopo il terzo posto del 1998 la squadra sembrava essersi smarrita ed invece in Russia si è presentata con l’entusiasmo di una squadra desiderosa di sorprendere : un centrocampo al top con Modric eletto miglior uomo del mondiale: di sicuro è uno dei pochi che proverà a strappare l’egemonia di Ronaldo sul Pallone d’Oro. Ma anche Rakitic, Brozovic, Vida e Kramaric, poi i due big dell’attacco, Perisic e Mandzukic, croce e delizia nella finale, ma trascinatori dell’atto conclusvo. Poco spazio per Kovacic, l’altro asso del Real tricampione, ed il portiere Subasic. L’esperienza accumulata dalla maggior parte della rosa avendo giocato in top club di campionati europei ha sicuramente lanciato gli slavi, che hanno avuto anche il problema della cacciata di Kalinic che non ha influito sul mondiale. I croati hanno stravinto il girone spazzando via l’Argentina, poi nella fase finale hanno sofferto con Danimarca e Russia, vincendo alla lotteria dei rigori, e con l’Inghilterra in semifinale, in cui sono arrivati ai supplementari decidendo poi l’unica gara del torneo al tempo prolungato. Sono finiti sotto in tutte e quattro le gare ad eliminazione, ed erano pure riusciti in finale ad effettuare la quarta rimonta, purtroppo fermatasi lì. Non scordiamoci che la Croazia ha avuto pure un giorno in meno di riposo, motivo per cui le semifinali andrebbero giocate lo stesso giorno. E’ stato questo tra i tanti fattori ad influire nel secondo tempo della finale, fin lì giocata alla pari, se non meglio dei francesi, che avevano chiuso la prima frazione in vantaggio con autogol e rigore, dopo che la Croazia aveva raggiunto un pareggio che aveva fatto sognare per una decina di minuti una piccola nazione. 8,5

I calciatori croati premiati con la medaglia d’argento e consolati dalla premier Kolinda Grabar-Kitarović

Uno sguardo anche alle altre piazzate: le semifinaliste Belgio ed Inghilterra, uscite dallo stesso girone, hanno avuto una ribalta che non vedevano da tempo: il terzo posto della nazionale belga (che ricalca come muti etnicità, quella dei cugini francesi) ha confermato la maturazione di una nazionale grazie a molti giocatori impegnati fuori dai confini: da Lukaku ad Hazard, a Fellaini a Meunier, a Vertonghen, a DeBruyne a Chadli (autore del gol che ha cacciato il Giappone al 94′ negli ottavi), ed hanno vinto 6 gare su 7: dominato il girone, l’impresa è stata nei quarti con l’eliminazione del Brasile, in una pagina storica per la nazionale fiamminga/vallone. Non molto esaltante il mondiale del napoletano Mertens, a parte il gol al tenero Panama: sostituito col Giappone, con la squadra sotto 2-0, non si è più ripreso, e la faccia imbronciata il giorno della premiazione dopo la finalina vinta con gli inglesi la dice tutta. 8

Belgi in festa per il terzo posto, miglior risultato di sempre al mondiale

L’Inghilterra di Southgate ha sperato per davvero di riuscire ad ottenere un risultato di prestigio. Ci è andata vicina, si tiene il capocannoniere del mondiale, Harry Kane, con 6 gol, anche se ha smesso di segnare agli ottavi. ha scoperto un nuovo portiere, Pickford dell’Everton, ha visto a strappi il talento della stella attesa Alli, mentre per Sterling, Vardy e Wellbeck la ribalta è stata meno appariscente. Alla fine ha eguagliato il quarto posto del 1990, un risultato comunque importante per una nazionale che due anni fa veniva eliminata dall’europeo dall’Islanda e quattro anni fa tornava a casa con  noi ottenendo un punto in tutto il torneo. Ha anche abbattuto il tabù rigori estromettendo la Colombia agli ottavi. 7,5

Harry Kane, capocannoniere iridato con 6 gol, 5 segnati tra Tunisia e Panama(Photo by Ian MacNicol/Getty Images)

E’ stato il mondiale dei gol: nonostante i tanti 1-0 e 2-1 della parte iniziale, solo una partita si è conclusa sullo 0-0 quella tra Danimarca e Francia, con 6-1 inglese su Panama come risultato più largo, e Belgio-Tunisia e Francia-Argentina le partite con più gol, 7. E’ stato il primo mondiale della Var ed anche quì l’esperimento è andato bene: gli arbitri si sono affidati spesso all’occhio tecnologico per risolvere le controversie, ed almeno gran parte delle polemiche sono state sopite.

 

Ed ora una rapida carrellata delle altre 28 uscite anzitempo.

ARABIA SAUDITA – Preclusa ogni velleità già dalla cinquina subita dalla Russia nella gara inaugurale, ma si savepa non avesse un team con grandi qualità. Ha ceduto più dignitosamente con l’Uruguay, poi si è presa la soddisfazione della vittoria last minute sull’Egitto, schierando anche il giocatore più vecchio del mondiale, che è valsa la conferma a Pizzi. 5,5

ARGENTINA – Delusione. Bloccata dall’Islanda, umiliata dalla Croazia, ha passato il turno col rotto della cuffia uscendo con la Francia agli ottavi pur combattendo. Le rinunce ad Icardi, Perotti e Gomez non hanno giovato, il gioco di Sampaoli è finito sotto accusa e per Messi, a segno nell’ultima gara con la Nigeria, probabilmente l’ultima occasione per arrivare al premio più ambito. Maltrattati anche gli juventini Dybala ed Higuain, qualche lampo da Aguero e Di Maria, gioie e dolori per Rojo, dal gol qualificazione con la Nigeria agli errori con la Francia. Sampaoli è stato pure confermato, ma di nuovo cacciato al termine del mondiale. 5,5

Per Messi ancora un mondiale deludente: per lui un gol ed un rigore fallito

AUSTRALIA – Non aveva i mezzi per passare il turno nonostante il pari con la Danimarca la tenesse debolmente in vita. Tutto mandato in fumo dalla sconfitta col Perù all’ultima giornata. Ha segnato solo due gol su rigore, entrambi con Jedinak. 5

BRASILE – Stoppata dalla Svizzera all’esordio, ha poi messo insieme tre 2-0 consecutivi: sofferto quello col Costarica, d’autorità quelli con Serbia e Messico, prima dell’addio anticipato col Belgio. Resteranno i gol ed i tuffi di Neymar, la classe di Firmino e Coutinho, la tenuta di Thiago Silva, la sfortuna di Douglas Costa. Tite non è stato l’uomo della rivoluzione. 5,5

Neymar ha segnato 2 gol in questo mondiale, ma è stato spesso contestato per i suoi tuffi e relative sceneggiate, cosa non nuova per lui

COLOMBIA – Partita male col ko col Giappone, la nazionale di Pekerman si è rialzata strapazzando la Polonia e battendo il Senegal, vincendo il girone. Purtoppo agli ottavi si è chiusa l’avventura mondiale, fatali i due errori finali dal dischetto di Uribe e Bacca. Rivelazione il difensore del Barcellona Mina, autore di tre gol consecutivi, bene Cuadrado, mondiale non da ricordare per Falcao e Rodriguez. 6

COREA DEL SUD-  Sconfitta nelle prime due gare, non ha potuto far molto in questa edizione, anche se ha fatto uno scherzetto ai tedeschi battendoli, evitando l’ultimo posto ed uscendo persino con differenza reti pari. La stella Son del Tottenhamm ha però rispettato le attese. 5,5

COSTARICA – La rivelazione di quattro anni fa stavolta è uscita mestamente al primo turno, anche se ha resistito fino al recupero al Brasile ed ha strappato un pari alla Svizzera. Troppo poco, si nota il logoramento degli eroi “brasiliani” 5,5

DANIMARCA – Fuori senza infamia e senza lode: le è bastato il successo nell’esordio col Perù per arrivare agli ottavi, dove poi ha combattuto ad armi pari con la Croazia, uscendo ai rigori da imbattuta. L’eroe è stato il portiere Schmeickel, che ha respinto un rigore a Modric sotto gli occhi del padre, guadagnandosi l’ammirazione del popolo. A livelli discreti la stella Eriksen. 6,5

EGITTO – La grande delusione: partita con propositi di qualificazione, ha chiuso mestamente con 0 punti, perdendo pure l’ultima gara con l’Arabia Saudita: ciò è costato ovviamente il posto a Cuper. Salah ha fatto il suo, nonostante l’infortunio nella finale di Champions facesse temere. 5

GERMANIA-  Delusione totale per i campioni del mondo, ripetendo italia e Spagna nelle edizioni precedenti, campioni uscite al primo turno. Dopo il ko col Messico, dopo il primo tempo con la Svezia era praticamente a casa, prima della rimonta col cuore. Ma ha gettato via tutto all’ultima giornata, quando doveva battere la già eliminata Corea del Sud, perdendo invece in pieno recupero e finendo persino ultima. Il tramonto improvviso di una generazione di eroi, in cui non si salva nessuno, a parte forse Kroos. Loew, in carica dal 2006, se ne andrà. Pronti i giovani che vinsero la Confederation’s l’anno scorso. 4

GIAPPONE – L’incredibile sogno vissuto dalla selezione orientale, che dopo esersi trovata con un pizzico di buona sorte agli ottavi, sono stati ad un passo dai quarti, prima di subire l’atroce rimonta belga. Un vero peccato, per una squadra comunque rimasta tra le simpatie del torneo, grazie alla loro mania di “autopulizia” che ha stupito tutti. 7

IRAN – Nonostante il girone con Spagna e Portogallo sembrasse indirizzato, l”Iran ha avuto il coraggio di crederci fino all’ultimo, dopo il successo sul Marocco, la sconfitta di misura con la Spagna ed il pari con il Portogallo. Ancora il primo turno resta un tabù, ma almeno il portiere potrà raccontare di aver parato un rigore a CR7. 6

ISLANDA – Debuttanti d’onore, non hanno ripetuto la magia di Euro 2016, anche se hanno fermato l’Argentina al debutto, e all’ultima giornata erano ancora in corsa se avessero sconfitto la Croazia. mesto ultimo posto, ma hanno l’entusiasmo per riprovarci: i risultati ottenuti negli ultimi anni sono una conferma. 5,5

MAROCCO – Due sconfitte di misura (una su autogol ed una su…CR7) hanno subito tolto di mezzo il club di Renard. Meglio è andata con la Spagna quando ormai tutto era perduto. Non c’erano grandi stelle, se non Benatia. 5

MESSICO – La sorpresa iniziale, battendo la Germania al debutto, poi il successo con la Corea sembrava proiettarlo agli ottavi. Il tonfo con la Svezia ha fatto sfiorare una clamorosa eliminazione, poi evitata con l’harakiri tedesco. A sto punto però il Messico non aveva più benzina per vedersela col Brasile: avesse vinto il girone (e le bastava un pari) avrebbe avuto la Svizzera e poteva sognare quei quarti raggiunti solo nelle due edizioni casalinghe. La soddisfazione di ospitarli per la terza volta nel 2026, arrivata il giorno dell’inizio dei mondiali potrà dare più carica  6

NIGERIA – Ha visto gli ottavi fino a pochi minuti dalla fine, poi la sconfitta con l’Argentina ha fermato tutto. Resterà il successo sull’Islanda, il buon mondiale di Musa, e la consapevolezza di essere stati ad un passo. Non è bastato. 6

PANAMA – Esserci è già stato un miracolo, infatti le goleade prese con Belgio (seppur abbia resistito un tempo) ed Inghilterra (col primo gol mondiale festeggiato comunque come una coppa) hanno interrotto presto l’incantesimo. Con la Tunisia si è persino trovato in vantaggio, ma ha comunque perso. Esce con la peggior difesa del mondiale (11 gol subìti), una delle due a quota 0 assieme all’Egitto. presenza folkloristica, come succede con ormai tutte le squadre caraibiche. 4,5

PERU’ – Non memorabile il ritorno al Mondiale dopo 36 anni, nonostante i danni contenuti con Danimarca e Francia ed il successo finale sull’Australia, che gli consente di lasciare il mondiale con differenza reti pari. Alla fine, perdonare l’eroe nazionale Guerrero non è stata una scelta che ha cambiato più di tanto le cose. Il rigore fallito da Cueva con i danesi avrebbe potuto scrivere una storia diversa  5

POLONIA – Un flop, viste anche le ambizioni, (era testa di serie) la rosa a disposizione e il girone con difficoltà media. Battuto dal Senegal all’esordio e travolto dalla Colombia, ha vinto solo l’inutile ultima col Giappone, che non ha evitato neppure l’ultimo posto. Chiude senza acuti Lewandovsky, anche tutti gli “italiani” schierati non hanno lasciato segni tangibili. 5

PORTOGALLO – I campioni d’Europa erano capitanati dalla stella Ronaldo: da come era partita, tripletta alla Spagna, gol al Marocco, sembrava dovesse essere devastante. Poi l’errore dal dischetto con l’Iran, e l’addio agli ottavi con l’Uruguay, alla fine un torneo sotto le aspettative per una rappresentativa che ha dimostrato di essere mediocre, nonostante la presenza del cinque volte pallone d’oro. Oltre a CR7, positivo anche Quaresma, meno bene Andrè Silva. 5,5

Il neo juventino Cristiano Ronaldo: protagonista assoluto con Spagna e Marocco, con l’Iran ha fallito un rigore e rischiato l’espulsione.

RUSSIA – Il paese organizzatore non era accreditato parecchio per fare un buon mondiale, visti gli ultimoi precedenti, invece ha travolto Arabia ed Egitto ed è stata travolta solo dall’Uruguay nella partita decisiva per il primato nel girone. Negli ottavi sembrava vittima predestinata della Spagna, invece ha compiuto un’impresa sportiva eliminando le Furie Rosse, poi i rigori sono stato stavolta fatali con la Croazia. Era una vetrina importante per la stellina Golovin, ma anche per Cheryshev, Dzyuba e Akinfeev, eroe con la Spagna. 7

SENEGAL – Una delle grandi deluse, visto il modo in cui è uscita: il successo sulla Polonia sembrava indirizzare un buon mondiale come l’edizione 2002, poi il pari col Giappone, ma la sconfitta all’ultima giornata con la Colombia, quando bastava un pari, ha inciso più della regola del fair play, triste primato di prima ad uscire con questa modalità. Assieme alla Nigeria, l’unica africana che veramente ha sfiorato gli ottavi. Peccato per il vice campione europeo Manè, stella molto attesa. 5,5

SERBIA – Strano il dstino a volte: dopo il primo tempo con la Svizzera era praticamente agli ottavi, poi la rimonta subìta, il ko col Brasile e ciao sogni. Forse avrebbe neritato di andare avanti, anche se le stelle Milinkovic-Savic e Matic non hanno brillato, neppure il torinista Ljajic. Si salva Kolarov.  5,5

SPAGNA – Nonostante fosse tra le favorite, nonostante il clamoroso cambio di ct ad un giorno dal debutto,  non ha disputato un torneo esaltante: con molta fortuna si è ritrovata prima del girone proprio all’ultimo, ma con la Russia sono emersi i limiti di una squadra che ha attaccato senza costrutto, per poi uscire ai rigori, Diego Costa una spanna su tutti, addio malinconico di Iniesta. Esce imbattuta, ma senza gloria.  5.5

SVEZIA – I nostri giustizieri hanno fatto più strada del previsto: il colpo grande, dopo aver quasi fatto fuori la Germania ed aver perso solo al 95′ , è stato quello di travolgere il Messico e vincere il girone, poi gli inglesi ai quarti sono stati più forti. Mondiale comunque rispettabile, resistendo al ritorno della stella Ibra. Bene capitan Granqvist, discreto Toivonen, bocciato Berg. 7

SVIZZERA-  Debutto da botto, fermando il Brasile, poi la rimonta “kossovara” con la Serbia (con polemiche evitabili di sfondo politico) che praticamente ha spalancato le porte degli ottavi. Quì è stata troppo opaca contro la Svezia, pagando l’assetto rinunciatario di Petkovic. Si è visto poco in attacco tra Seferovic e l’atteso Embolo, poco utilizzato l’atalantino Freuler. Così cos’ Lichtsteiner e Rodriguez. 6

TUNISIA – Non poteva fare di più di quel che ha fatto: da dare atto che ha fatto gol in tutte le gare del mondiale (5 gol non sono malaccio, c’è chi ha passato il turno segnandone meno…), e c’è da rendere merito che ha ceduto solo all’89’ all’Inghilterra ed evitato l’ultimo posto battendo Panama. 5,5

URUGUAY – E’ arrivata a vele spiegate fino ai guarti, dove nulla ha potuto con la Francia, causa anche l’infortunio della stella Cavani nella gara precedente. Ha dominato il girone dei padroni di casa, passato senza subire gol, ed ha mandato a casa il Portogallo grazie alla classe di Cavani, poi di più non poteva fare.  Anche Suarez ha affinato le sue note doti da predatore d’area. Tanto onore alla vecchia volpe Tabarez 6

Cavani, trascinatore agli ottavi col Portogallo con una doppietta, è uscito poi per infortunio

 

VERSO QATAR 2022- Ora dovremo aspettare otto anni, con la prima edizione organizzata da tre nazioni (Usa, Cnada e Messico) per rivedere un’estate mondiale: nel 2022 i secondi mondiali asiatici della storia saranno in inverno (dal 21 novembre al 22 dicembre) e quindi passeranno più di 4 anni per vedere di nuovo un’edizione iridata. Sarà l’esordio per la (scarsa) rappresentativa di casa, e sarà l’ultima edizione con 32 squadre (dal 2026 diverrà un mega torneo con 48 squadre). Ovviamente prima ci immergeremo nella novità assoluta della Nations League, che partirà a settembre e nell’europeo itinerante che sarà tra due estati. Il mondo sembra di essere di competenza europea, viste le quattro vittorie europee consecutive. L’ultima sudamericana ad imporsi fu il Brasile nel 2002, proprio nell’edizione asiatica. A Russia 2018 l’Europa ha comandato, con 9 club su 16 negli ottavi, 6 su 8 nei quarti e poi tenendosi la scena dalle semifinali. L’Africa è rimasta a casa nel girone, l’Asia si è difesa dignitosamente col Giappone, la Centramerica col solito Messico. In Qatar vedremo, anche se è presto ora per parlarne. Speriamo soprattutto di esserci stavolta. Anche se ci toccherà tifare con maglione, giacca e sciarpa. E non solo quella da supporter.

Informazioni su diego80 (2310 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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