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Escursioni – Da Sant’Antonio Abbandonato a Catremerio fino al Crosnello

da forum.valbrembanaweb.com

 

18 agosto 2017

La frazione di Sant’Antonio Abbandonato sorge a quota 987 mt. s.l.m. sulla cresta del monte tra la Valle Brembilla e la Valle Brembana. Le due contrade principali sono Castignola di Qua e Castignola di là, composta da Cais, Stalla e Moia e dal piccolo borgo di Muraca…

La Chiesa di Sant’Antonio. Diversi documenti del 1440 citano di una piccola Cappella dedicata a S. Antonio nella contrada di Castignola. Don Marchisio dei Frati Serviti di Zogno, nel 1487, celebrava la messa domenicale. Nel 1500 fu ospitato un eremita che svolgeva anche mansioni pastorali; dopo di lui, la domenica, un curato saliva da Brembilla per le funzioni e la dottrina. All’inizio del 1800, sulla base di un fondo lasciato da alcuni fedeli di S. Antonio, viene costruita una chiesa nuova più capiente, costruita perpendicolarmente a quella primitiva.
La nuova parrocchia viene costituita il 22 luglio 1887 dal Vescovo Guindani e comprende una decina di contrade: Prisa Alta, Prisa Bassa, Zernione e Colle appartenenti al comune di Zogno; Castignola di Qua e di Là, Tiglio, Moia, Caìs, Muraca e Stalla appartenenti al comune di Brembilla. La chiesa è nuovamente ampliata di ben 7 metri e viene corredata dalla sagrestia. Gli affreschi delle volte furono eseguiti da Umberto Marigliani, che ritrasse scene della vita di S. Antonio, gli evangelisti, S. Carlo e S. Gregorio Barbarigo e, nella tazza sopra l’altare, il banchetto eucaristico. Dalla vecchia chiesa furono portati la tela di Carlo Ceresa (1630) che raffigura: Cristo Crocifisso, San Sebastiano, San Rocco, San Francesco d’Assisi e San Nicola da Tolentino. Di discreto valore artistico la pala di S. Antonio Abate patrono locale con S. Giovanni Battista e S. Lorenzo, patroni rispettivamente di Brembilla e Zogno. Interessante anche la pala della natività opera di Abramo Spinelli, inizio ‘900. A queste opere nel 1940 si aggiungerà la Via Crucis, opera di Gaetano Perarda.

Castignola di La’

L’antica contrada di Castignola di Là è collocata tra Castignola di Qua e Muraca ed è oggi facilmente raggiungibile dalla strada carrozzabile che scende dalla Chiesa di S. Antonio. E’ uno dei più antichi insediamenti del comune di Brembilla. La località è già citata nei censuari del Vescovato del 1250 per convenzioni per affitti dei terreni. Le citazioni di Castignola si susseguono in altri censuari del 1303 e 1312. Nel periodo degli scontri tra Guelfi e Ghibellini nel 1392 i Guelfi di Zogno si radunarono in Castignola per recarsi a Domus Tremeri (Catremerio) dove razziarono 150 vacche e 250 pecore. Castignola fu teatro di scontri tra guelfi zognesi e ghibellini brembillesi, specie sui confini. Negli archivi della Serenissima esistono ancora centinaia di fascicoli di cause tra famiglie di Castignola e Muraca. Castignola, fin dalle origini, si divide in due nuclei abitativi, quello di Qua e quello di Là. La separazione è conseguente al passaggio tra le due di una piccola valletta. Quella di Là sembra essere la più antica; è attraversata dall’antica strada denominata “Strada Taverna”, una delle più importanti vie di comunicazione del fondovalle con le frazioni a monte del versante di Brembilla, ma raggiungeva anche la Valle Brembana mediante il valico di Crosnello, via Sussia.

Castignola di Qua

Castignola di Qua (Casgnöla) nella sua parte più antica è posta all’estremità di un pianoro, all’inizio di una modesta altura, mentre la parte più recente si è sviluppata salendo le pendici del monte. Una delle costruzioni più antiche, ‘ol palazz’ di Pesenti (Taècc), sulla fiancata sinistra del portale, porta scolpita la data 1585. Castignola nella parte più antica, fino agli anni ’40, poteva vantare un forno per cuocere il pane. Una secolare pianta di gelso dimostra che in questa contrada era presente l’allevamento del baco da seta. Nel 1830 contava 76 abitanti in 10 famiglie contadine. Il borgo contadino fino ai primi anni del ‘900 ha sofferto la mancanza di sorgenti nelle strette vicinanze della località, quindi gli abitanti erano costretti a recarsi alla sorgente del ‘fontanì di Frà’, mentre per l’abbeveraggio degli animali dovevano recarsi, per un quarto d’ora di strada, ‘al Poz’ in località Caraine.

Catremerio di La’ (Contrada dei dei Balòss (furbi)

Catremerio è sicuramente uno dei borghi storici più interessanti e belli di tutta la val Brembilla ed è meta di numerosi turisti tutto l’anno interessati a scoprire contrade storiche.
Dopo le recenti iniziative di restauro e ristrutturazione dei primi anni novanta, promosse da gruppi di volontariato, il borgo è diventato un simbolo e una destinazione privilegiata del turismo culturale. A Catremerio è possibile osservare alcune caratteristiche del borgo rustico montano, con numerosi elementi ancora ben conservati e con evidenti testimonianze delle antiche attività rurali. Il borgo presenta gli elementi architettonici tipici delle case contadine del cinquecento e del settecento: interni a volta (silter), giochi di ballatoi in legno che collegano i caseggiati, comignoli e tetti in coppi, canali di scolo tracciati nel selciato, edicole votive e tanti altri particolari. Molte delle case sono ancora abitate ed è evidente la vocazione contadina del borgo, testimoniata anche dalle numerose piccole stalle.

Da osservare anche il caratteristico porticato di passaggio che attraversa una casa e permette l’accesso alla mulattiera che conduce all’altra contrada e alla chiesa. Al piano terra delle varie abitazioni  le stanze sono a “silter”, adibite un tempo a stalle, con a fianco le cucine caratterizzate dal pavimento in pietra. Alcune al loro interno conservano l’antico camino, la pegna’ (stufa) e la credenza. Le finestre e le porte sono di diversa grandezza e forma, con prevalenza di stile ad arco.
Al centro dello stretto viottolo che attraversa il borgo di Catremerio, scorre un piccolo canale scolatoio dei tetti, che raccoglie e convoglia l’acqua a valle, numerose le fontane e lavatoi nei pressi del borgo.

Catremerio di Qua (la contrada degli Sgarbui, avvocati)

La contrada, nella quale spiccano le date 1546 e 1581 incise sulle arcate di alcune porte e un affresco del Cinquecento raffigurante la pietà e lo stemma della famiglia Carminati, si sviluppa lungo la mulattiera che dalla chiesa porta al cimitero con alcune abitazioni originali e altre ristrutturate. La piccola chiesa risale agli inizi dell‘ottocento e sorge su una settecentesca cappella dedicata a san Gaetano, santo patrono di Catremerio.

La chiesetta è stata oggetto di diversi ampliamenti, sino ad assumere l’attuale dimensione agli inizi del Novecento, periodo in cui il borgo contava 310 abitanti e divenne parrocchia autonoma staccandosi da Brembilla. Dal 1986 la parrocchia di San Gaetano di Catremerio è aggregata a Sant’Antonio Abbandonato. La festa del patrono si celebra nella prima metà di Agosto, con funzioni, processione e festeggiamenti che durano tre giorni con grande afflusso di gente ed emigrati.

Il Crosnello

Sicuramente una delle contrade più suggestive del percorso. Immersa in una atmosfera irreale, Crosnello  (Crösnel), a 1094 metri s.l.m.,  sorge su un piccolo costone roccioso,  circondata da prati immensi e da una secolare selva di faggi. Il borgo è costituito da un gruppo di case e stalle in pietra antica, che risalgono alla fine del Cinquecento. Dal secondo dopoguerra la contrada è disabitata e vi salgono solo contadini per portare le mandrie al pascolo. Crosnello è meta ambita di chi vuole uscire dal caos del quotidiano. Contribuiscono non poco all’atmosfera le abitazioni discretamente conservate, la singolarità dei muri di contenimento, lo “slaàcc” e i molti roccoli che delimitano la costiera, vero giardino di arte botanica.

Sul valico del Crosnello che si trova alcune centinaia di metri sopra la contrada,  non si può non osservare con curiosità e piacere la Santella del Viandante, che reca al suo interno un bel dipinto e un “comodo” rifugio per viaggiatori d’altri tempi. In prossimità si nota anche una particolare conformazione della montagna. Un grande prato del versante si sviluppa in una grande conca a forma di imbuto, nel quale le acque defluiscono verso il punto centrale e anche più basso. Le acque entrano nella montagna attraverso un buco e scompaiono senza  più riapparire, collegandosi al sistema di grotte della Lacca del Roccolino. Da Crosnello la discesa prosegue verso la contrada di Catremerio attraverso la ripida, ma suggestiva mulattiera che collega in pochi minuti le due contrade, oppure ripercorrendo la più dolce strada agrosilvopastorale.
Informazioni su diego80 (2325 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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