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La riconoscenza non esiste

Il tifoso è sicuramente il personaggio più umorale di tutti: può esaltarsi facilmente per un risultato od un nuovo acquisto o deprimersi facilmente per insuccessi od obiettivi sfumati. L’estate del tifoso juventino poi è stata pazzesca, sebbene debba ancora finire:  prima toccare il cielo con un dito per l’arrivo del Marziano Cristiano Ronaldo, poi la delusione per la partenza di Higuain al Milan più il giovane Caldara, appena tornato dai 18 mesi di prestito dall’Atalanta, ma soprattutto il mal digerito ritorno di Bonucci, figgito il 14 luglio di un anno fa come un Giuda Iscariota qualsiasi.

Ma il tifoso non può far altro che fare il tifoso e nulla più, A lui non resta altro che sperare che la propria squadra faccia sempre bene, magari facendo sentire la propria vicinanza andando allo stadio, comprando le magliette dei propri idoli o seguendola alla Tv, magari pagando costosi abbonamenti alle pay Tv. Quindi non può entrare in merito alle scelte societarie, se vanno bene allora tutti bravi, se non vanno bene allora giù a lamentarsi sui social o nei bar, anche se i social ormai sono il nuovo “bar sport” della comunità.

Da tifoso, negli ultimi due anni bianconeri non ho potuto che apprezzare quello che solo due estati fa era ritenuto un colpo ad effetto: Gonzalo Gerardo Higuain. Anche allora diverse settimane di “rumours”: difficile pensare che qualcuno avrebbe speso 90 milioni per lui, il Napoli lo aveva blindato dopo i 36 gol in campionato. Invece la Juve fece la pazzia di prenderlo, seppur sacrificando Pogba all’altare della gloria. Non ricordo di preciso la data dell’ufficialità, penso di ricordare che fosse il 26 luglio 2016. Tutti pazzi per il Pipita, ed il primo gol arrivò nella sgambata di Villar Perosa. Ma l’apice della goduria fu nel debutto in campionato del 20 agosto: un sabato sera piovoso con la Fiorentina, il Pipita entra a metà della ripresa, con i viola che hanno appena pareggiato. Bastano sei minuti, e Higuain la butta dentro da perfetto opportunista: mentre a Napoli fanno scommesse “intime” se raggiungerà i 15 gol e lo celebrano con pizze ed auguri malvagi, lui segna e segna: altra apoteosi il gol al Napoli il 29 ottobre, con “non” esultanza, quello alla Roma il 17 dicembre, poi le 7 giornate di fila in gol ad inizio 2017. I timbri a Montecarlo nella semifinale Champions, i tre gol al Napoli nelle semifinali di Coppa Italia, poi la tripla sfiorata nella maledetta notte di Cardiff. Nella seconda stagione, pur con meno gol in campionato (16 a 22) arrivano i centri ancora a Napoli, in casa Milan (doppietta) ed a San Siro sull’Inter, nella gara della svolta scudetto del 28 aprile. Senza immginare, o forse sì, che quello sarebbe stato il suo ultimo gol bianconero. In Champions restano impressi il suo gol a Lisbona, decisivo per il passaggio del turno, e i tre al Tottenhamm negli ottavi, equello a Bergamo nella semifinale d’andata di Coppa italia. Poi trattato in estate come un pacco caldo da liberarsi al più presto, oltre all’arrivo di Ronaldo, forse il suo destino era già segnato prima. Un addio (o forse un arrivederci, visto che il suo cartellino resta della Juve fino a giugno, poi il Milan dovrà decidere se acquistarlo definitivamente o rimandarlo indietro) che dispiace parecchio, anche se aveva un ingaggio alto ed il posto da titolare non più garantito.

Dopotutto che si diceva: “Spendere 90 milioni per vincere solo i soliti scudetti”. Però si potevano spendere anche per non vincere nulla. Ora lo aspetta almeno per una stagione una nuova realtà, una squadra in via di costruzione, in cui sarà al centro del progetto e che potrà offrire oltre 20 gol stagionali,ripercorrere le orme di Inzaghi e Shevcenko. Anche se dopo anni non avrà più la Champions, ma solo l’Europa League, che il Milan tra l’altro ha rischiato di perdere. Ma di sicuro potrà essere il suo anno. Come lo sono stati quelli precedenti. Dove non c’è riconoscenza, dove non importa se hai dato molto e regalato gioie. Quando sei di troppo, “devi andare e fare posto”. Come disse Ligabue tempo fa. E seppur lui non è mediano come era Oriali protagonista della canzone, la storia è praticamente la stessa. E dal 1° agosto 2018 Il Pipita è andato al Diavolo.

Informazioni su diego80 (2310 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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